13.25 – giovedì 20 agosto 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Stima anticipata del PIL e delle principali grandezze macroeconomiche in Trentino. Nel corso del 2025 l’economia provinciale ha proseguito la sua fase espansiva, registrando una crescita reale del Prodotto Interno Lordo stimata intorno allo 0,5%. In livello si sfiorano i 27 miliardi di euro. La crescita è stata trainata dalla domanda interna, soprattutto grazie ai consumi turistici, alla spesa della Pubblica Amministrazione e agli investimenti.

L’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) presenta la stima per l’anno 2025 della dinamica dei principali aggregati economici per il Trentino. Tali informazioni, rispetto a quelle diffuse dall’Istat, costituiscono un’analisi territoriale anticipata delle serie ufficiali di contabilità. Gli aggregati presi in considerazione sono il Prodotto Interno Lordo (PIL), i consumi, gli investimenti e il valore aggiunto macrosettoriale, nonché una panoramica dei risultati del commercio estero.

L’operazione di stima viene condotta applicando le informazioni congiunturali dal lato della domanda relative all’anno 2025, disponibili nei primi mesi del corrente anno, al modello intersettoriale per il Trentino. Fanno da sfondo le stime dell’Istat relative ai Conti nazionali – edizione aprile 2026 – da cui si ricavano dinamiche e tendenze delle principali variabili che compongono il Conto economico delle risorse e degli impieghi. Successivamente i risultati ottenuti per il Trentino sono confrontati e calibrati con le informazioni congiunturali disponibili dal lato dell’offerta1 in modo da restituire un quadro bilanciato ed economicamente coerente.

Le serie del PIL diffuse nel presente report risultano quindi coerenti con le nuove serie ricostruite dei Conti territoriali Istat fino al 2024. La stima del PIL e delle principali grandezze macroeconomiche effettuata dall’ISPAT per l’anno 2025 anticipa la stima dell’Istat che sarà diffusa secondo lo scadenziario Eurostat entro 24 mesi rispetto al periodo di riferimento.

Il quadro d’insieme

Il quadro macroeconomico globale del 2025 si è inserito in un contesto di spiccata incertezza, alimentato da frammentazioni di mercato e tensioni geopolitiche. Ciononostante, l’economia mondiale ha confermato la crescita dell’anno precedente (+3,4%), trainata dall’accelerazione del commercio internazionale (+5,1%) nei comparti tecnologici e dei servizi. All’interno di questo scenario si registrano tuttavia andamenti eterogenei: a fronte della solidità di Stati Uniti (+2,1%) e Cina (+5,0%), l’Area euro ha mostrato maggiore timidezza (+1,4%), risentendo del forte rallentamento della Germania (+0,2%), solo parzialmente compensato dalla vivacità della Spagna (+2,8%).

In questo panorama, il PIL dell’Italia ha registrato un incremento in termini reali dello 0,5%, evidenziando una decelerazione rispetto allo 0,8% del 2024. Analizzando la dinamica dal lato della domanda, lo sviluppo è stato interamente sostenuto dalla componente nazionale (+1,5 punti percentuali), grazie al consolidamento dei consumi delle famiglie (+1,0%) e, soprattutto, a una decisa ripresa degli investimenti fissi lordi (+3,5%). Al contrario, la domanda estera netta ha penalizzato la crescita complessiva (sottraendo 0,7 punti), a causa di un incremento delle importazioni in volume (+3,6%) nettamente superiore a quello delle esportazioni (+1,2%).

Dal lato dell’offerta, l’andamento settoriale mostra un quadro a due velocità. Il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è rimasto quasi stagnante (+0,3%), risentendo della contrazione del manifatturiero (-0,3%), ma beneficiando dell’espansione dei comparti energetico ed estrattivo. Le costruzioni hanno invece superato le aspettative con un +2,4%, trainate dai cantieri delle opere pubbliche legati al PNRR. Infine, i servizi hanno registrato una crescita contenuta (+0,3%), guidata da trasporti e informatica, mentre l’agricoltura è rimasta stazionaria. Nonostante le pressioni sui margini

e una produttività debole, il sistema produttivo ha dimostrato resilienza, supportato anche da una positiva evoluzione del mercato del lavoro, con l’occupazione in aumento dello 0,8%.

L’economia provinciale nel corso del 2025 ha proseguito la sua fase espansiva registrando una crescita stimata del PIL intorno allo 0,5% in termini reali (+2,7% in termini nominali) in linea con le prospettive dell’economia italiana. La stima anticipata per il Trentino si inserisce nel quadro di crescita territoriale descritto da Istat, le cui stime preliminari per il 2025 mostrano una crescita delle ripartizioni piuttosto omogenea (+0,5% per Centro, Nord-ovest e Nord-est; +0,6% per il Mezzogiorno)2 (figura 1 e figura 2).

Il PIL provinciale è vicino al traguardo dei 27 miliardi di euro, segnando un incremento di quasi 6 miliardi rispetto ai livelli del 2019. A trainare questa espansione sono stati principalmente i consumi delle famiglie (con una forte spinta dal comparto turistico), la spesa pubblica e gli investimenti. Al contrario, il commercio estero ha registrato una performance negativa, risentendo del protezionismo tariffario, delle tensioni geopolitiche e della instabilità dei mercati globali.

Nel corso del 2025, i consumi hanno continuato a crescere (+1,3%) grazie soprattutto alla vivacità dei consumi turistici che hanno compensato la crescita moderata della domanda delle famiglie residenti.
La componente relativa al consumo delle famiglie residenti (+0,7%) (tavola 1) è stata sostenuta dal recupero parziale del reddito reale e dal progressivo allentamento delle spinte inflazionistiche (con l’inflazione a Trento attestata all’1,2% in media nella seconda parte del 2025). Secondo le statistiche nazionali, il 2025 ha visto un consolidamento dei consumi delle famiglie italiane. Grazie al calo dell’inflazione, che ha tutelato il potere d’acquisto, la spesa per i beni è aumentata dello 0,9% in termini reali e quella per servizi dell’1,6% reale.

Rispetto al 2024, gli acquisti di beni sono stati trainati dal comparto dei semidurevoli (come abbigliamento e calzature), mentre i beni non durevoli hanno mantenuto un andamento solido, garantendo la stabilità della spesa di prima necessità. Al contrario, si è esaurita la spinta per i beni durevoli (auto ed elettrodomestici), che registrano una flessione. In questo scenario, cresce il ricorso al credito al consumo (+5,9% in Trentino e +4,9% a livello nazionale). Cresce anche la propensione al risparmio rispetto all’anno precedente, con i depositi delle famiglie in aumento sia in Trentino (+3,4%) sia in Italia (+2,6%).

Nel corso del 2025, il movimento turistico nella provincia di Trento ha registrato un andamento complessivo molto positivo rispetto al 2024, superando per la prima volta la soglia dei 20 milioni di pernottamenti, con una crescita del 3,2% delle presenze e del 3,3% degli arrivi. I dati per tipologia di struttura ricettiva mostrano una differenza nei ritmi di crescita: sebbene il settore alberghiero rimanga predominante (assorbendo il 69,2% dei pernottamenti totali), ha mostrato un incremento più moderato (+1,8% sia per gli arrivi che per le presenze).

Al contrario, il settore extralberghiero ha sperimentato un forte slancio, registrando un aumento del 7,1% negli arrivi e del 6,6% nelle presenze. Per provenienza, la performance è stata garantita soprattutto dai turisti stranieri, che hanno trainato i flussi con un incremento complessivo del 4,9% delle presenze, crescendo in modo omogeneo sia negli alberghi (+4,8%) che nell’extralberghiero (+5,2%). I turisti italiani, che rappresentano pur sempre la componente maggioritaria con il 55,4% del mercato, hanno invece fatto registrare una crescita più contenuta (+1,9%), frutto di dinamiche contrastanti: una sostanziale stabilità (-0,2%) nei pernottamenti alberghieri, ampiamente compensata però da un notevole spostamento verso l’extralberghiero, dove le loro presenze sono aumentate dell’8,1%,

Ottimi risultati provengono anche dalla stagione invernale 2025/2026. I pernottamenti hanno superato gli 8 milioni, con una crescita del 3,8% delle presenze alberghiere ed extralberghiere a cui si aggiunge l’ottima performance del comparto degli alloggi turistici (+12%) che porta la crescita complessiva a
+4,6%. Gli italiani crescono in entrambi i settori e più marcatamente nell’extralberghiero, totalizzando complessivamente un +2% negli arrivi e un +4,1% nelle presenze. Gli stranieri evidenziano valori in aumento del +5,3% negli arrivi e del +3,6% nelle presenze

Il 2025 ha segnato una ripresa degli investimenti (+1,5% la stima per il Trentino). Nelle costruzioni i volumi di produzione sono lievemente cresciuti rispetto al 2024 (figura 4). La progressiva normalizzazione dei bonus edilizi legati al settore residenziale privato, che ha portato al rallentamento della crescita delle superfici ristrutturate e delle nuove costruzioni o ampliamenti, è stata compensata dall’accelerazione dei lavori pubblici provinciali, sostenuti anche dai lavori per i Giochi olimpici invernali e dall’avanzamento dei progetti legati al PNRR. Sulle altre tipologie di investimento, in particolare del settore industriale, l’incertezza dovuta alle turbolenze dei mercati ha continuato a condizionare la propensione delle imprese ad investire. L’esame dei dati disponibili, solo per il livello nazionale, evidenzia la dinamica vivace dei mezzi di trasporto (+9,1%), che a livello locale ha sofferto però la congiuntura negativa dell’export, e la crescita in macchinari e attrezzature (+2,2%).

In generale in Trentino la dinamica dei finanziamenti a lungo termine, che costituiscono la migliore proxy a livello finanziario per osservare la dinamica degli investimenti, ha segnato un progressivo miglioramento delle condizioni di credito che ha mitigato la caduta, passando dal -9,8% registrato a fine 2024 al più contenuto -2,8% di fine 2025. Pur restando in territorio negativo, questo costante miglioramento ha segnato una cauta ripartenza dei progetti di crescita e un miglioramento della fiducia degli imprenditori trentini.

Questi segnali trovano conferma nei dati della Camera di Commercio di Trento, che descrivono per il 2025 una leggera ripresa degli investimenti. Infatti, la differenza tra la percentuale di imprese che ha incrementato la spesa rispetto al 2024 e quella di chi l’ha ridotta ha segnato un miglioramento rispetto all’anno precedenteNel corso del 2025, i consumi della Pubblica Amministrazione hanno registrato un’espansione rispetto al 2024, segnando un incremento del 3,7% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali (tavola 1). A sostenere la crescita sono stati i redditi da lavoro dipendente, in aumento per gli adeguamenti contrattuali del personale pubblico, e il concomitante incremento dei consumi intermedi.

Nel 2025, la dinamica dell’inflazione in Italia ha mostrato una sostanziale stabilizzazione, attestandosi su una media annua del +1,5%. Nonostante una lieve accelerazione rispetto al 2024, guidata dal rimbalzo dei beni energetici e degli alimentari non lavorati, il dato è rimasto sotto il target del 2%. L’inflazione di fondo, depurata dalle componenti più volatili, ha frenato leggermente al +1,9%. Parallelamente, i prezzi alla produzione sono cresciuti del +1,8%, flettendo però a fine anno grazie al calo dei costi energetici industriali. In Trentino, il valore del deflatore del PIL è rimasto sostanzialmente sui livelli del 2024 e lievemente superiore al dato medio nazionale (2,2% contro il 2,0% nazionale.

L’andamento del commercio estero nel 2025 è stato caratterizzato da una fase di regressione (-3,3% delle esportazioni in valori nominali), in controtendenza con il dato nazionale. La contrazione, che è stata diffusa sui tutti i principali mercati di sbocco, è attribuibile a fattori esterni significativi, tra cui l’introduzione di nuovi dazi sul mercato statunitense, la perdurante debolezza della domanda in Germania e le tensioni geopolitiche globali. I mezzi di trasporto hanno subìto la flessione più pesante (-16,0%), concentrata soprattutto nel primo semestre.

Si rilevano performance alterne per l’alimentare (soprattutto per le bevande, in forte calo nella seconda parte dell’anno) e per i metalli (in ripresa nel secondo semestre), mentre chimica e legno/carta hanno registrato una contrazione strutturale attorno a -4%. Di contro, il comparto dei macchinari si è confermato in tenuta (+3,7%). La dinamica delle importazioni (+2,8%) evidenzia come, a fronte della contrazione dei mercati esteri, la domanda interna e l’approvvigionamento delle imprese trentine abbiano mostrato una certa resilienza. La bilancia commerciale della provincia si conferma strutturalmente in avanzo con un surplus di 1,74 miliardi di euro.

In termini di contributo alla crescita, a fornire l’apporto più significativo al PIL sono ancora i consumi delle famiglie (0,72 punti percentuali) e gli investimenti (0,36 p.p.). Positivo anche il contributo della spesa pubblica locale, che apporta quasi due decimi di punto (0,17 p.p.). Negativo il contributo della domanda estera netta e delle scorte (-0,75 p.p.)

Nel 2025, il reddito nominale delle famiglie italiane è cresciuto del 2,4%. Grazie al processo di stabilizzazione dell’inflazione, il potere d’acquisto reale è salito, completando il recupero post-crisi. L’espansione, trainata da occupazione e rinnovi contrattuali, ha sostenuto i consumi. Le stime di Prometeia per il Trentino mostrano per il 2025 una crescita a valori correnti del reddito disponibile delle famiglie intorno al 4,0%, un valore relativamente più elevato rispetto a quello riscontrato nei territori di confronto (2,4% in Italia)3.

Secondo i dati dell’indagine sulle forze di lavoro, nel 2025 il mercato del lavoro trentino ha registrato un incremento occupazionale dell’1,5%, spinto dalla componente dipendente (+4,1%). A livello di genere, l’espansione totale ha premiato le donne (+2,6%), mentre l’aumento dei lavoratori subordinati ha favorito gli uomini (+6,2%). A livello settoriale, l’agricoltura è stato il comparto più dinamico per aumento di lavoratori. Il comparto industriale ha mostrato una stabilità dei volumi totali (-0,3%). Nel terziario l’occupazione è cresciuta mediamente dell’1,9%, con un’espansione in particolare nei trasporti, nei servizi alle imprese e nei comparti dei servizi non di mercato.

Le fonti amministrative sulla domanda di lavoro in Trentino confermano una crescita costante per tutto l’anno del lavoro dipendente. Il settore terziario si conferma il motore trainante, spinto soprattutto dal turismo, affiancato dai risultati positivi di agricoltura e costruzioni. L’industria, al contrario, ha sofferto una stagnazione, chiudendo con una lieve flessione. Il ricorso alla Cassa integrazione industriale in Trentino è aumentato nei primi tre trimestri del 2025, per puoi ridursi nella fine d’anno.

L’andamento del valore aggiunto
Dal lato dell’offerta, il quadro economico del 2025 evidenzia dinamiche settoriali eterogenee. L’industria in senso stretto ha registrato una contrazione complessiva, con un calo del valore aggiunto stimato intorno al -1,1% (tavola 2). Tra i comparti più in sofferenza, i dati sul fatturato indicano una flessione per chimica, farmaceutica, gomma, carta, stampa, bevande e tabacco, rimasti stabilmente in calo per tutto l’anno. A questa debolezza si è affiancata l’instabilità della filiera alimentare e di quella legata alle costruzioni (legno e minerali); entrambe hanno mostrato un andamento altalenante, culminato in un progressivo peggioramento.

In parziale controtendenza, i beni d’investimento, la manifattura pesante (metallurgia e macchinari) e l’arredamento hanno dato segnali di ripresa, registrando un miglioramento congiunturale nell’ultima parte dell’anno. Infine, il comparto energetico si è ridimensionato dopo i massimi del 2024, con una crescita del valore aggiunto stimata vicina allo zero. Questo rallentamento è legato sia al calo delle tariffe energetiche, sia al ritorno a un regime di precipitazioni normali dopo un 2024 eccezionale, che ha ridotto la produzione idroelettrica (la quale rappresenta circa l’80% dell’intero settore). Sulla debolezza del comparto manifatturiero ha pesato l’andamento sottotono delle microimprese (1-9 addetti) e delle realtà più grandi (oltre i 50 addetti), che hanno maggiormente sofferto sui mercati esteri.

Nel settore delle costruzioni, il rallentamento del residenziale privato, penalizzato dal taglio dei bonus edilizi, è stato controbilanciato dalle opere pubbliche provinciali, trainate anche dai cantieri per le infrastrutture olimpiche e dal PNRR, che hanno garantito la tenuta dei livelli produttivi. Il fatturato ha registrato un ottimo avvio d’anno con una forte spinta, pari al 17,1%. Il trend ha poi mostrato un graduale rallentamento nel corso dell’anno. Il fatturato in media annua è rimasto comunque positivo (+1,2%) e, anche grazie alla stabilizzazione dei costi intermedi, il valore aggiunto del settore è stimato in crescita dell’1,8% (tavola 2).

Il settore dei servizi ha svolto un ruolo di stabilizzatore per l’economia trentina, registrando una crescita stimata intorno allo 0,8%, trainato anche dal diffuso incremento dei livelli occupazionali. La spinta principale al valore aggiunto arriva da trasporti e logistica e dal comparto turistico. In moderata ripresa il commercio all’ingrosso che ha sostenuto il valore aggiunto del comparato (+0,6%). Le attività finanziarie e assicurative (+0,1%) sono state penalizzate dalla contrazione dell’intermediazione e delle commissioni e non mostrano una crescita significativa, mentre hanno tenuto le attività immobiliari (+0,5%) e i servizi professionali (+0,7%). Registra una crescita anche il valore aggiunto dei servizi non di mercato, trainato dall’impatto positivo dei rinnovi contrattuali nella Pubblica Amministrazione locale (+0,7%). Infine, il comparto dell’agricoltura, nonostante l’aumento della produzione 4 , ha registrato una contrazione reale del valore aggiunto (-1,0%)

La stima anticipata trova conferma nell’indicatore trimestrale ITER della Banca d’Italia, secondo cui nel 2025 il valore aggiunto provinciale è cresciuto dello 0,5%. Dopo un ottimo avvio nel primo trimestre (+1,3%), la crescita ha perso slancio nei mesi successivi (+0,7% nel secondo e +0,3% nel terzo), chiudendo l’ultimo trimestre a -0,2%.

Il Prodotto Interno Lordo in livello
Di seguito si presenta la nuova serie storica del PIL provinciale5, sia a valori correnti, sia a valori concatenati, ricostruita partendo dagli ultimi dati dell’Istat, definitivi per l’anno 2021 e provvisori per gli anni 2022 e 2023; segue poi la stima preliminare ISTAT per il 2024 e la stima anticipata ISPAT 2025 (tavola 3). I dati in livello sono di particolare rilevanza per la costruzione di rapporti caratteristici, quali la pressione fiscale, il livello di indebitamento o la ricchezza pro capite.


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