Bonamico e Di Giacomo intervengono dopo le polemiche sul verbale del Tavolo DM 70: «Non è una bocciatura». Neurologia interventistica al Cardarelli entro il 2028, Agnone verso l’Ospedale di Comunità e Punto nascita di Isernia destinato alla conversione

TERMOLI. Non una bocciatura della programmazione sanitaria molisana, ma un’approvazione accompagnata da osservazioni e punti di attenzione che dovranno essere verificati durante la fase attuativa. La Struttura commissariale per l’attuazione del Piano di rientro interviene nel dibattito esploso nelle ultime ore intorno al verbale del Tavolo ministeriale DM 70 e lo fa rivendicando il risultato ottenuto sulla nuova Rete ospedaliera del Molise.

La replica, firmata dal commissario ad acta Marco Bonamico e dal subcommissario Ulisse Di Giacomo, parte direttamente dalle conclusioni della riunione del 17 giugno: «Tutto ciò premesso, il Tavolo approva il documento di rete della struttura commissariale della Regione Molise evidenziando osservazioni e punti di attenzione oggetto di specifico monitoraggio in fase attuativa».

Una precisazione che arriva dopo le dure critiche politiche rivolte alla gestione commissariale e, in particolare, dopo la lettura del documento ministeriale come certificazione delle difficoltà e dei ritardi della sanità regionale.

La Struttura commissariale respinge questa interpretazione e sottolinea come al Tavolo abbiano partecipato i tecnici dei ministeri della Salute e dell’Economia e delle Finanze, Agenas, il coordinatore tecnico della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e rappresentanti di Veneto, Lombardia e Liguria. Secondo Bonamico e Di Giacomo, dopo oltre dieci anni di attesa il pronunciamento consente al Molise di dotarsi di una programmazione della Rete ospedaliera conforme agli standard nazionali.

I commissari non risparmiano una stoccata nei confronti di chi ha parlato di bocciatura, sostenendo che il pronunciamento sia stato rappresentato in questo modo da «qualcuno in astinenza mediatica ferragostana». Per la Struttura commissariale, invece, il contenuto del documento sarebbe «inequivocabile»: la Rete ospedaliera è stata approvata, seppure con osservazioni e punti di attenzione destinati a essere sottoposti a monitoraggio durante la sua concreta attuazione.

Ed è proprio entrando nel merito della nuova organizzazione che emergono alcune delle questioni destinate ad avere le conseguenze più rilevanti sul sistema sanitario regionale.

Per Termoli il passaggio più significativo riguarda il Laboratorio di Emodinamica. La Struttura commissariale riferisce che il Tavolo ha accolto la richiesta di prorogarne la dismissione, motivata dai gravi problemi alla viabilità determinati dalla recente alluvione. Non viene indicata nel comunicato una nuova scadenza: il dato politico e sanitario, però, è che la prevista dismissione non viene presentata come immediata e che le criticità nei collegamenti hanno assunto un peso nella valutazione ministeriale.

Un passaggio particolarmente delicato per il Basso Molise, considerando quanto il futuro dell’Emodinamica del San Timoteo sia diventato negli ultimi mesi uno dei punti centrali del confronto sulla riorganizzazione della sanità regionale.

Sul Cardarelli di Campobasso viene invece previsto il concentramento delle prestazioni chirurgiche di oncologia senologica nella Breast Unit, con la possibilità di includere nella rete anche strutture accreditate attraverso l’applicazione del sistema della regressione tariffaria. Sempre nel principale ospedale regionale è prevista l’attivazione della Neurologia interventistica entro dicembre 2028.

Cambia anche la prospettiva per Agnone, con la rimodulazione del presidio di area disagiata in Ospedale di Comunità e l’introduzione, secondo quanto sostiene la Struttura commissariale, di servizi sanitari attualmente assenti nell’Alto Molise.

Ancora più rilevante è la scelta relativa a Isernia. Il Punto nascita, che viene definito «severamente al di sotto della soglia prevista per numero di parti annui», è destinato alla conversione in Centro di Maternità. Nel documento viene inoltre indicata la rimodulazione del setting assistenziale della clinica Villa Maria di Campobasso.

Ma nella riorganizzazione c’è anche un intervento strutturale sulla macchina sanitaria: viene prevista la riduzione del 60 per cento, nell’arco di tre anni, del numero delle Unità operative complesse attualmente attive. Una misura destinata inevitabilmente a incidere sull’assetto organizzativo della sanità molisana e che rappresenterà uno dei passaggi da seguire con maggiore attenzione durante l’attuazione della nuova rete.

Per Bonamico e Di Giacomo, tuttavia, l’approvazione della Rete ospedaliera non rappresenta il punto di arrivo. È piuttosto il primo tassello di una partita più ampia: quella della ratifica dell’intero Programma operativo 2026-2028.

È questo, spiegano i commissari, il vero obiettivo della Struttura. La ratifica costituisce infatti un passaggio ritenuto necessario per accedere al contributo straordinario da 90 milioni di euro concesso dal Governo e, nelle intenzioni della gestione commissariale, per compiere un primo passo nel percorso che dovrebbe portare il Molise fuori dal commissariamento sanitario.

La nota di Bonamico e Di Giacomo, dunque, riporta il confronto sul significato da attribuire al verbale ministeriale: da una parte le criticità, le osservazioni e le scadenze sulle quali il Tavolo continuerà a esercitare il proprio monitoraggio; dall’altra la rivendicazione della Struttura commissariale, che considera determinante il fatto che il documento della Rete ospedaliera abbia ottenuto l’approvazione.

Per Termoli resta soprattutto il nodo dell’Emodinamica. La proroga della dismissione rappresenta un elemento nuovo e significativo, ma il comunicato non specifica né la durata della proroga né quale sarà l’assetto definitivo del servizio. Ed è proprio su questo terreno, insieme alla concreta attuazione delle altre previsioni contenute nella nuova Rete, che nei prossimi mesi si misureranno gli effetti reali della programmazione sanitaria appena approvata.

EB




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