MONTECASTELLI PISANO – Una serata dedicata alla riscoperta di un rapporto più rispettoso tra uomo, terra e ambiente si è svolta venerdì 21 agosto a Montecastelli Pisano, nell’ambito delle iniziative estive di “Estate in Collina”, organizzate dall’Associazione culturale La Torre e dal Museo della Civiltà Contadina, con il patrocinio del Comune di Castelnuovo di Val di Cecina.

Protagonista dell’incontro è stato Claudio Bianchi, che ha tenuto la conferenza dal titolo “Preparati naturali per un’agricoltura non inquinante”. Un appuntamento che ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’agricoltura naturale e la necessità di recuperare un rapporto più equilibrato con gli ecosistemi agricoli.
Nel corso dell’intervento Bianchi ha affrontato alcune delle principali criticità dell’agricoltura contemporanea, partendo dall’inquinamento, dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità e dal consumo delle risorse naturali. Da qui la necessità, secondo la prospettiva proposta durante la serata, di adottare un atteggiamento meno aggressivo nei confronti dell’ambiente.

Un capitolo importante della conferenza è stato dedicato alla globalizzazione dei parassiti delle piante. La crescente circolazione delle merci e dei mezzi di trasporto ha favorito infatti la diffusione di insetti e patogeni in territori dove spesso non sono presenti i loro antagonisti naturali. Tra gli esempi ricordati figurano la varroa delle api, la cimice asiatica, la Popillia japonica e la Xylella fastidiosa.

Di fronte alla presenza dei parassiti, l’intervento ha posto una domanda fondamentale: eliminazione o biocontrollo? L’uso indiscriminato della chimica, è stato spiegato, può colpire non soltanto gli organismi dannosi, ma anche gli insetti utili, i predatori naturali, i decompositori e i microrganismi che contribuiscono alla fertilità del terreno. Al contrario, il biocontrollo punta a mantenere gli organismi dannosi entro livelli tali da renderli sostanzialmente innocui, preservando al tempo stesso l’equilibrio dell’ecosistema. Bianchi ha quindi illustrato il concetto di biocontrollo naturale, basato sull’impiego di organismi viventi o sostanze naturali per contenere parassiti, patogeni e infestanti. Tra i vantaggi indicati figurano il basso impatto ambientale, l’assenza di residui e il minore rischio di sviluppo di resistenze.

La conferenza ha avuto anche un forte carattere di esperienza personale. Bianchi ha ricordato i suoi soggiorni di lavoro in Indocina, Medio Oriente e Centro America, dove ha potuto osservare agricoltori che affrontavano le difficoltà delle coltivazioni attraverso metodi naturali, rafforzando il suolo e stimolando le difese delle piante. Tra le pratiche ricordate: fermentati, biochar, consociazioni, pacciamatura e l’impiego di argille per proteggere le piante dal caldo, dai funghi e dagli insetti.

Nel corso della serata sono state richiamate anche le esperienze di Mokichi Okada, Masanobu Fukuoka e Master Han-Kyu Cho, figure legate a diverse concezioni dell’agricoltura naturale. In particolare, è stata sottolineata la necessità di non considerare il terreno come un semplice supporto per le piante, ma come un sistema vivente capace di esprimere naturalmente la propria fertilità.

Da Fukuoka è arrivata anche la riflessione sulla cosiddetta “teoria del non fare”: non abbandonare le coltivazioni, ma imparare a osservare e chiedersi se un intervento sia davvero necessario, individuando il momento più opportuno e valutando attentamente gli effetti che può avere sull’equilibrio del terreno. Particolare attenzione è stata riservata infine ai preparati naturali e ai fermentati. L’obiettivo, è stato spiegato, non dovrebbe essere quello di sostituire semplicemente i pesticidi chimici con prodotti naturali, creando una nuova forma di dipendenza, ma quello di aumentare progressivamente la sostanza organica, la biodiversità, la copertura vegetale e la capacità del terreno di gestire autonomamente i propri equilibri biologici.

Sono stati presentati anche diversi esempi di fermentati e delle loro possibili applicazioni in agricoltura, dall’equiseto all’inula viscosa, dal salice bianco alla consolida e all’ortica.

La serata, però, non si è conclusa con la conferenza. Nella piazzetta davanti al Museo della Civiltà Contadina, gli intervenuti hanno potuto partecipare a un momento conviviale dedicato ai balli popolari, accompagnati dalla musica di Vito Cozzi, Carmine Aiello, Luigi Di Guida e Annalisa Prota.

Una conclusione che ha ben rappresentato lo spirito di “Estate in Collina”: unire cultura, memoria, conoscenza del territorio e socialità, riportando le persone negli spazi del paese e valorizzando il patrimonio materiale e immateriale della comunità.

Il presidente dell’Associazione culturale La Torre, Mateo Amodeo, ricorda intanto il prossimo appuntamento della rassegna, in programma domenica 23 agosto.

Alle 18.00, con ritrovo davanti al Museo della Civiltà Contadina, prenderà il via il teatro itinerante “Selva Oscura e Meravigliosa”, a cura di Gianni Calastri, dedicato alla memoria di Giuliano Scabia. L’iniziativa sarà realizzata in collaborazione con Ultima Frontiera di Volterra e accompagnerà il pubblico attraverso il paese in un’esperienza teatrale itinerante.

La giornata proseguirà alle 21.30 con lo spettacolo teatrale “Bambini con la Valigia”, con Silvia Bruni Priscilla. Lo spettacolo è ambientato nel secondo dopoguerra e racconta la vicenda dei bambini del Sud Italia accolti dalle famiglie del Nord, in uno slancio di solidarietà che rappresentò una delle pagine più significative della storia sociale dell’Italia del dopoguerra.

Ancora una volta Montecastelli si prepara dunque ad aprire i propri spazi alla cultura, alla memoria e alla partecipazione, confermando con “Estate in Collina” una proposta capace di intrecciare storia locale, tradizioni popolari, teatro e riflessione sui grandi temi del presente.

Last modified: Agosto 22, 2026


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di