Nella sprint race arriva un secondo posto meritatissimo per Charles che regala l’unico acuto di una mini gara scialba. Mentre Lewis mantiene la settima piazza imbrigliato con un setup erroneo. Nella seconda qualifica del weekend, invece, sebbene ci fosse i presupposto per lottare al vertice arriva la doccia gelata: un quinto e sesto posto perché le gomme non vengono attivate a dovere…
GP Olanda, resoconto Sprint Race: super Charles è secondo. Lewis lotta con la SF-26 per tutta la gara
Sotto il cielo terso di Zandvoort, la Sprint Race olandese si è aperta con una chiara dicotomia strategica all’interno del garage Ferrari. Negli istanti precedenti al via, le attenzioni dei tecnici si sono concentrate sui meticolosi controlli di rito. La gestione delle temperature richiede un focus operativo, complice un installation lap strutturalmente inadatto a garantire la corretta dissipazione termica del propulsore.
La scelta delle mescole ha tracciato fin da subito due percorsi tattici diametralmente opposti: gomma Soft per Charles Leclerc e Medium per Lewis Hamilton. Allo spegnimento dei semafori, lo stacco frizione del monegasco si è rivelato meccanicamente impeccabile, pur non garantendogli lo spunto necessario per attaccare alla prima staccata benché avesse una mescola di vantaggio con le gomme Soft.
Hamilton, sebbene meno reattivo, ha difeso la settima piazza con esperienza. Chi ha infiammato i primi metri è stato Kimi Antonelli: autore di una partenza a razzo, che gli ha concesso di bruciare Piastri per incollarsi immediatamente agli scarichi della vettura numero 16. Fin dalle prime battute, la dinamica veicolo delle Rosse ha evidenziato un netto divario.
Leclerc ha sfoggiato un handling chirurgico e pulito, pur senza mostrare subito il delta di passo per agganciare Lando Norris. Al contrario, l’inglese si è ritrovato a domare una SF-26 problematica e spiccatamente instabile, che ha richiesto continui e complessi micro-aggiustamenti al volante. La fase centrale della corsa è stata senza dubbio avara di spunti spettacolari.
Dal muretto le direttive sono state perentorie: amministrare il degrado in trazione in curva 7 per Charles Leclerc e in curva 8 per Lewis Hamilton. Il tyre phase update del giro 14 ha fornito al team i dati cruciali per dettare l’utilizzo dei manettini. I piloti hanno modificato i parametri per bilanciare frenata, rotazione e ottimizzare l’uscita dalle curve, arrivando a sacrificare una marcia in appoggio tra la 9 e la 10.
Mossa utile per per massimizzare la vitale rigenerazione ibrida. Ma il vero acuto agonistico è arrivato nel finale. Leclerc, capitalizzando la distanza del pilota McLaren dal leader e sfruttando il tempestivo impiego della mappatura overtake, ha infilato Norris in curva 1 con un’esecuzione magistrale. Il monegasco ha poi impresso un ritmo autorevole, pareggiando di fatto i tempi della Mercedes di George Russell e portandosi a solo un secondo e mezzo dalla vetta.
Sotto la bandiera a scacchi Russell blinda il trionfo. Charles ha ottimizzato il potenziale della SF-26 portando a casa un solidissimo secondo posto. Epilogo amaro per Hamilton, settimo e bloccato alle spalle di Verstappen, lamentando un setup a lui totalmente alieno. Ora sotto con la seconda qualifica che weekend, dove Hamilton si presenterà con un ritocco all’assetto per seguire la strada del compagno.
GP Olanda, resoconto qualifica: Ferrari
Il resoconto delle qualifiche traccia la cronaca di un’illusione tecnica in casa Ferrari, un percorso in tre atti che vede la SF-26 passare dalle grandi promesse del pomeriggio a un a Q3 avara di soddisfazioni. C’è l’evoluzione di Lewis Hamiltonper lo meno che si rimette in carreggiata, sebbene diverse variabili hanno hanno definito l’esito della sessione in maniera negativa.
Nella prima fase (Q1), l’attenzione è tutta rivolta alla ricerca della corretta finestra di utilizzo delle coperture Pirelli. Lewis instaura finalmente un’ottima sintonia con la Rossa, questo nonostante una banale sbavatura che lo porta a un bloccaggio e a una breve escursione in ghiaia. L’inglese riesce a resettare rapidamente e sigla un giro che gli garantisce l’accesso alla fase successiva.
Parallelamente, Leclerc si affida a una guidabilità che ricalca le ottime sensazioni delle prove precedenti, garantendo stabilità al box ferrarista. L’ottimismo cresce sensibilmente durante il Q2, un frangente in cui la pole position appare come un obiettivo non troppo lontano. Con set di gomme nuove, entrambi i piloti estraggono il massimo dalla vettura, firmando giri chirurgici a una manciata di millesimi dalla vetta.
Si percepisce un clima di competitività, supportato da un handling molto buono e da un utilizzo strategico dell’energia elettrica nel terzo settore migliore di ieri. L’unico campanello d’allarme è rappresentato dalle gomme. In più cielo si rannuvola, sale il vento e si abbassano le temperature. Due dettagli che non favoriranno affatto la Ferrari.
Il fattore che ha fregato le Rosse proprio sul più bello
È proprio questo cambiamento ambientale a fare da preludio al deludente epilogo del Q3. Nel momento in cui è richiesta la perfezione assoluta per battere la concorrenza, il potenziale della SF-26 svanisce. Nonostante la consueta pulizia di guida, i riscontri cronometrici sono deficitari. Nel tentativo finale, sotto la minaccia delle prime gocce di pioggia arriva un miglioramento che non basta.
Scenario che relega Lewis Hamilton e Charles Leclerc in quinta e sesta piazza. La conclusione non si limita alla semplice constatazione della sconfitta, ma apre a interrogativi. Il crollo prestazionale è imputato ad un fattore piuttosto chiaro: le gomme. L’incapacità di mantenere le coperture nella giusta finestra termica a causa dell’aria più fredda crea un un crollo della velocità in percorrenza. Il danno è servito…
Qualifica GP Olanda, classifica finale
| Pos. | N. | Pilota | Team | Q1 | Q2 | Q3 | Laps |
| 1 | 4 | Lando Norris | McLaren | 1:12.695 | 1:11.628 | 1:11.163 | 21 |
| 2 | 63 | George Russell | Mercedes | 1:12.924 | 1:11.959 | 1:11.265 | 20 |
| 3 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:13.022 | 1:11.915 | 1:11.296 | 21 |
| 4 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 1:12.610 | 1:11.641 | 1:11.305 | 21 |
| 5 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:12.673 | 1:11.970 | 1:11.494 | 25 |
| 6 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:13.064 | 1:11.910 | 1:11.558 | 23 |
| 7 | 1 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:13.290 | 1:11.874 | 1:11.618 | 22 |
| 8 | 30 | Liam Lawson | Red Bull Racing | 1:13.392 | 1:12.301 | 1:11.733 | 25 |
| 9 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:13.142 | 1:12.433 | 1:12.079 | 22 |
| 10 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:13.074 | 1:12.525 | 1:12.185 | 22 |
| 11 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 1:13.115 | 1:12.616 | – | 14 |
| 12 | 22 | Yuki Tsunoda | Racing Bulls | 1:13.085 | 1:12.627 | – | 15 |
| 13 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:13.188 | 1:12.797 | – | 19 |
| 14 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 1:13.322 | 1:12.800 | – | 13 |
| 15 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 1:13.544 | 1:13.137 | – | 17 |
| 16 | 23 | Alexander Albon | Williams | 1:13.552 | 1:13.182 | – | 16 |
| 17 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 1:13.574 | – | – | 10 |
| 18 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:13.650 | – | – | 10 |
| 19 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 1:13.818 | – | – | 10 |
| 20 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 1:13.826 | – | – | 11 |
| 21 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:14.371 | – | – | 10 |
| 22 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 1:14.600 | – | – | 10 |
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