TERMOLI. Il jazz è tornato a prendersi il suo spazio a Termoli e lo ha fatto ripartendo dalla propria storia, senza trasformarla in nostalgia. Quasi 400 persone hanno raggiunto ieri sera il Teatro Verde del Parco Comunale per la prima giornata del Termoli Jazz Podium, lo storico festival nato nel 2000 e tornato a vivere dopo una lunga parentesi con la direzione artistica di Luca Ciarla.

Un pubblico numeroso e partecipe ha accompagnato una serata che aveva soprattutto il sapore della ripartenza, perché riportare il Jazz Podium in città non significa semplicemente riaprire una rassegna musicale, ma provare a ricucire un rapporto con una storia culturale che per anni ha contribuito a fare di Termoli un punto di riferimento per gli appassionati del genere.

Il nuovo festival si sviluppa attraverso tre giornate, sei concerti, jam session, workshop e iniziative collaterali, con l’obiettivo di mettere insieme memoria e contemporaneità, grandi protagonisti e giovani talenti, esperienze internazionali e musicisti legati al territorio.

Prima ancora che la musica cominciasse, è stato proprio Luca Ciarla a ricucire idealmente il filo tra il Podium di ieri e quello che oggi prova a costruire il proprio futuro, ricordando la figura di Lino Lapenna, ideatore e fondatore della manifestazione. Un omaggio che non ha avuto il sapore della semplice celebrazione, ma che ha riportato al centro il significato di una storia che appartiene alla città.

Il ritorno del festival nasce infatti anche dalla volontà di recuperare un patrimonio costruito negli anni da Lapenna e da quanti, prima e dopo quella esperienza, hanno contribuito a mantenere vivo a Termoli l’interesse per il jazz. Una tradizione che oggi non viene riproposta come una fotografia del passato, ma utilizzata come punto di partenza per una nuova stagione.

E la scelta degli artisti della prima serata ha raccontato già molto bene questa direzione.

Ad aprire il nuovo corso del Termoli Jazz Podium è stato Daniele Di Bonaventura, compositore e virtuoso del bandoneon, protagonista di una performance in solo intensa e raffinata. La sua musica attraversa jazz, tango, musica contemporanea, suggestioni mediterranee e world music, costruendo un linguaggio personale nel quale le diverse esperienze non vengono semplicemente accostate, ma si incontrano e si trasformano.

Il bandoneon, strumento legato soprattutto alla tradizione del tango e apparentemente lontano dal jazz, nelle mani di Di Bonaventura diventa così qualcosa di completamente diverso, capace di dialogare con sensibilità musicali differenti e di evocare allo stesso tempo il Mediterraneo, l’Adriatico e quelle radici che il musicista rielabora senza mai rimanerne prigioniero.

Una scelta particolarmente significativa per inaugurare il festival, perché racconta già uno dei principi sui quali sembra voler costruire il nuovo Podium: un jazz aperto, curioso, capace di contaminarsi e di incontrare linguaggi differenti.

Dopo l’intensità della performance di Di Bonaventura, il Teatro Verde ha cambiato atmosfera con Chris Collins & The Hurricane Trio, portando a Termoli una marcata impronta statunitense. Il sassofonista originario di Detroit, direttore artistico della Detroit Jazz Festival Foundation e docente alla Wayne State University, ha condiviso il palco con Roberto Mattei al contrabbasso, Lorenzo Blardone al pianoforte e Massimiliano Salina alla batteria.

Il risultato è stato un concerto energico, costruito sull’improvvisazione, sull’interplay e sulla capacità dei musicisti di ascoltarsi e rilanciarsi continuamente, con Collins protagonista di una performance caratterizzata da grande presenza scenica e intensità.

Due proposte molto diverse, dunque, ma accomunate dalla stessa idea di fondo: utilizzare il jazz come terreno d’incontro, mettendo a confronto esperienze, culture e sensibilità musicali differenti.

E quando la musica ufficiale ha lasciato spazio alla tradizionale jam session, il pubblico ha potuto assistere a un ulteriore momento di condivisione, con musicisti ospiti e artisti del territorio saliti sul palco in un clima di improvvisazione e libertà espressiva che rappresenta forse la forma più autentica dello spirito jazz.

Il programma del Podium, del resto, non si esaurisce nei concerti serali. La formula prevede due esibizioni per ogni giornata, jam session al termine degli spettacoli, momenti di formazione e iniziative collaterali, tra le quali “Miles, Assolo a fumetti”, il progetto di Lucio Ruvidotti dedicato alla vita e all’universo musicale di Miles Davis, con una selezione di tavole esposte fino al 25 agosto.

La seconda giornata, in programma oggi, lunedì 24 agosto, sarà dedicata anche alla memoria di Lino Lapenna con la consegna della prima edizione del Premio Lino Lapenna, istituito dal Termoli Jazz Podium in collaborazione con il Comune di Termoli e la Fondazione Millenium, diretta da Federico Valente.

Il riconoscimento sarà assegnato ad Ava Alami, cantante, pianista e compositrice di origine iraniana, tra le voci più interessanti della nuova scena jazz italiana. Una scelta che vuole idealmente collegare la storia del festival alla sua nuova stagione, valorizzando proprio quei giovani talenti e quelle esperienze internazionali che possono contribuire a dare al Podium una nuova identità.

La serata proseguirà con Ava Alami & Vittorio Esposito, progetto nel quale jazz, sonorità mediterranee, musica persiana, elettronica e improvvisazione si incontrano, e con il Federico Rondolini Trio, formato da Federico Rondolini alla chitarra, Valerio Ruperto al basso e Joshua Frau alla batteria.

La giornata sarà inoltre arricchita, alle ore 11 al Teatro Verde, dal workshop gratuito di Chris Collins, dedicato all’improvvisazione e al linguaggio del jazz contemporaneo, mentre al termine dei concerti tornerà la jam session guidata dal Federico Rondolini Trio.

Domani, martedì 25 agosto, il festival arriverà quindi al suo appuntamento conclusivo con Daniele Cordisco e il Dimitri Monstein Ensemble feat. Fany Kammerlander.

Tre giornate per capire quanto potrà crescere questa nuova avventura, ma una prima risposta è già arrivata ieri sera dal pubblico. Quasi 400 persone al Teatro Verde, in una serata che ha restituito alla città un appuntamento che sembrava appartenere ormai al passato, rappresentano un segnale importante per chi ha scelto di rimettere in moto questa storia.

Perché il vero significato del ritorno del Termoli Jazz Podium non sta nel tentativo di replicare ciò che è stato, ma nella possibilità di raccogliere quell’eredità e trasformarla in qualcosa di nuovo.

Lino Lapenna ha costruito una parte di quella storia. Oggi altri stanno provando a scriverne un nuovo capitolo.

E il primo capitolo della nuova stagione è cominciato con un Teatro Verde pieno, con la musica sul palco e con una città che, dopo tanti anni, è tornata ad ascoltare il proprio Jazz Podium.

Red




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