12.50 – lunedì 24 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PESCA. LOTTA AL GRANCHIO BLU, OGGI IL RILASCIO IN MARE DI POLPI DI POCHI GIORNI DI ETÀ E DI UNA FEMMINA STABULATI NEGLI IMPIANTI DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA NELL’AMBITO DEL PROGETTO SPERIMENTALE OCTO-BLU, PROMOSSO DALLA REGIONE IN COLLABORAZIONE CON L’ATENEO PER STUDIARE IL CONTROLLO BIOLOGICO DELLA SPECIE INVASIVA. L’ASSESSORE MAMMI: “L’OBIETTIVO È PROVARE A METTERE IN CAMPO TUTTI GLI STRUMENTI DISPONIBILI PER CONTRASTARE IL GRANCHIO BLU, TUTELARE L’EQUILIBRIO DEL NOSTRO ECOSISTEMA MARINO E SOSTENERE LE IMPRESE DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA DELL’EMILIA-ROMAGNA, PER QUESTO SIAMO DISPONIBILI A SOSTENERE ANCHE ALTRI PROGETTI DI UNIVERSITÀ O CENTRI DI RICERCA CHE VADANO IN QUESTA DIREZIONE”
Sviluppato nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra Regione e Alma Mater, il progetto sperimentale, i cui risultati sono stati pubblicati su riviste di rilevanza mondiale come Scientific Reports e Animals, è in corso da due anni e ha già consentito di approfondire il comportamento del granchio blu e del suo predatore naturale, il polpo. I rilasci di oggi realizzati con il supporto della Capitaneria di Porto – Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico: saranno seguiti da una fase di monitoraggio scientifico delle aree interessate, anche con il coinvolgimento dei pescatori professionisti. Misure strutturali insieme al sostegno alle imprese durante l’emergenza: già 5 milioni di euro
Il viaggio comincia a bordo di una motovedetta. Destinazione: un tratto di Adriatico al largo di Cesenatico (Fc), dove polpi di pochi giorni di età e una femmina stabulati negli impianti dell’Università di Bologna vengono affidati al mare. È uno dei momenti più delicati del progetto sperimentale Octo-Blu, promosso e finanziato dalla Regione, in collaborazione con l’Alma Mater, per studiare il controllo biologico del granchio blu.
Nato nel 2024 grazie a un accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e l’Università, Octo-Blu, in attuazione del Programma nazionale Feampa 2021-2027, ha preso forma partendo da un obiettivo preciso: verificare se il polpo, predatore naturale del granchio blu, potesse contribuire a contenere la diffusione della specie invasiva che negli ultimi anni ha messo in crisi l’equilibrio dell’ecosistema marino e provocato pesanti conseguenze economiche per la pesca e l’acquacoltura. Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno studiato il comportamento del crostaceo, le sue capacità riproduttive e alimentari, mettendo parallelamente a punto tecniche di allevamento e riproduzione del polpo in ambiente controllato.
Un lavoro durato quasi due anni che ha permesso di raccogliere dati sulla relazione tra le due specie, affinare le metodologie di allevamento e arrivare alle prime schiuse, passaggio indispensabile per avviare le attività di rilascio in mare e la successiva fase di monitoraggio scientifico.
Dalle vasche di allevamento il progetto è passato al mare. I primi rilasci sono stati effettuati l’11 e il 17 giugno scorsi in prossimità delle barriere artificiali sommerse, con il supporto logistico del Club Nautico di Riccione (Rn), e sono proseguiti nel mese di agosto.
L’uscita di oggi, guidata dal professor Oliviero Mordenti, docente del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, e da Antonio Casalini, ricercatore dell’ateneo, responsabili scientifici dello studio, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi, e con il supporto della Capitaneria di Porto – Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico, segna un’ulteriore tappa di una sperimentazione destinata a proseguire anche nelle prossime settimane.
“Il granchio blu non è soltanto una specie invasiva: è una delle emergenze più gravi che negli ultimi anni hanno colpito il nostro mare, mettendo in difficoltà un settore strategico per l’economia dell’Emilia-Romagna. Salvare il settore della pesca, degli allevamenti dell’acquacoltura e delle vongole rappresenta per noi una priorità assoluta- afferma l’assessore Mammi-. Per questo abbiamo scelto di affiancare alla gestione dell’emergenza una strategia più ampia, fatta di interventi immediati e di una visione di lungo periodo. Dal 2023 abbiamo destinato 3,5 milioni di euro di risorse regionali al sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dalla proliferazione del granchio blu, che ha distrutto il novellame e, in alcune aree, ridotto di oltre il 70% la produzione di vongole di taglia commerciale. A queste risorse si aggiungono gli ulteriori 1,5 milioni di euro nel 2026 e il bando aperto quest’anno per le calamità, per compensare le perdite di reddito causate dalla distruzione del novellame e dalla drastica riduzione della produzione di vongole. Risorse che in questi tre anni sono servite anche a sostenere la raccolta, lo smaltimento e la commercializzazione del granchio blu”.
“Accanto agli interventi di sostegno- prosegue l’assessore-, abbiamo scelto di investire anche nella capacità del nostro territorio e del sistema universitario e della ricerca di proporre e sperimentare soluzioni nuove. Ringrazio l’Università di Bologna per il lavoro svolto con Octo-Blu: è un progetto sperimentale, dal quale auspichiamo possano arrivare risultati concreti per contribuire a ridurre la presenza del granchio blu nel nostro areale e, soprattutto, il suo impatto sull’ecosistema e sugli allevamenti. Il nostro impegno non si ferma qui, come Regione siamo disponibili a sostenere anche altri progetti che possano arrivare dalle università e dai centri di ricerca, perché di fronte a un fenomeno di questa portata dobbiamo mettere in campo il massimo impegno possibile e tutte le competenze disponibili. Continueremo quindi a sostenere le imprese, ma insieme alle risorse continueremo ad investire sulla ricerca, sull’innovazione e su soluzioni capaci di riequilibrare in modo strutturale la presenza del granchio blu, in particolare nell’area del Delta ferrarese e, più in generale, nell’Adriatico. È una sfida complessa e non esistono risposte semplici: proprio per questo dobbiamo continuare a sperimentare, perché dalla ricerca scientifica possono nascere strumenti nuovi per affrontare problemi che fino a pochi anni fa erano impensabili”.
“Il progetto sperimentale Octo-Blu ci ha permesso di raccogliere informazioni preziose sul comportamento e sulla biologia del granchio blu presente nel nostro areale- spiega il professor Mordenti-, nonché di individuare una possibile strategia per contrastarne la diffusione. Il polpo, infatti, è un predatore in grado di contribuire al controllo delle specie più abbondanti e si configura, pertanto, come una specie di rilevante interesse ecologico, svolgendo un ruolo importante nella regolazione delle catene alimentari marine”.
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