Pessolano (ex segretario di Azione Basilicata): “Dopo un anno di silenzio seguito al bullismo politico di Calenda e Pittella, proseguo il mio percorso politico”. Di seguito la nota integrale.

Vi sono momenti in cui si avverte la necessità di fare un bilancio e di riflettere su ciò che si ritiene davvero importante. Dopo un anno di silenzio, considero opportuno condividere alcune valutazioni.
La mia esperienza politica ha rappresentato una fase significativa e formativa del mio percorso personale e civile. Ho sempre creduto in una politica trasparente, inclusiva e orientata al confronto, capace di unire persone accomunate da valori condivisi e impegnate nella costruzione di progetti, idee e proposte per il miglioramento della regione in cui viviamo. Una regione più equa dovrebbe essere in grado di offrire pari opportunità a tutti, valorizzando competenze e professionalità senza costringere persone e giovani di valore a cercare altrove il riconoscimento del proprio merito. Troppo spesso, infatti, tali energie trovano piena espressione lontano da una terra che necessita di maggiore apertura, meritocrazia e responsabilità istituzionale.
In questo spirito scelsi di aderire ad Azione sin dalla sua nascita, quando era ancora un movimento destinato a trasformarsi in partito. Fin dall’inizio ho potuto contare sul sostegno di persone autenticamente motivate, con le quali abbiamo dedicato tempo ed energie alla politica sul territorio, spesso sottraendoli alla famiglia, al lavoro e agli affetti. Lo abbiamo fatto nella convinzione che Azione potesse crescere come luogo fondato su principi solidi, sul confronto democratico e sulla partecipazione, senza gerarchie personali né esclusioni. Erano questi i valori richiamati dal segretario Calenda.
Nel corso dei cinque anni della mia gestione ho aperto sedi sul territorio, organizzato incontri su temi rilevanti e promosso più congressi, sia a livello locale sia regionale, con l’obiettivo di far crescere il partito, consolidarne la presenza e rafforzarne la stabilità. Proprio nel momento di maggiore sviluppo, però, Azione è diventata appetibile per alcuni avvoltoi politici, pronti a salire sul carro per convenienza; e così è stato.
Al fine di ricostruire con chiarezza i fatti, ritengo opportuno riassumere brevemente quanto accaduto.
Il 6 agosto 2025 è intervenuto un provvedimento di particolare rilievo politico, assunto dal segretario Calenda, dal vicesegretario Rosato e dal componente della segreteria Pittella: il commissariamento della segreteria regionale della Basilicata, disposto su richiesta dello stesso Pittella.
A seguito di tale decisione, non ho ancora ricevuto riscontro alle richieste di chiarimento formalmente avanzate. Avevo chiesto di poter acquisire il deliberato della Direzione nazionale, unitamente all’indicazione delle motivazioni poste a fondamento del commissariamento. Ho inoltre domandato per quale ragione fosse stato nominato commissario proprio il soggetto che ne aveva richiesto l’intervento e perché un partito come Azione abbia ritenuto di procedere in tal senso su impulso di un singolo componente. Resta altresì priva di risposta la richiesta di convocazione dei Probiviri da me avanzata.
Un partito strutturato, dotato di organi pienamente funzionanti e di procedure trasparenti, avrebbe dovuto affrontare la questione nelle sedi competenti, fornendo chiarimenti puntuali e assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni. La mancata attivazione di un confronto interno adeguato ha invece contribuito a rafforzare una percezione di debolezza organizzativa e politica, già emersa anche in altri contesti territoriali e nazionali.
Azione continua a evidenziare una persistente difficoltà nel definire una linea politica chiara, tanto a livello nazionale quanto, soprattutto, sul piano territoriale. In Basilicata, il partito sembra essere stato orientato verso una gestione più attenta agli equilibri di convenienza politica che alla costruzione di un percorso realmente condiviso. Se fossi ancora iscritto, chiederei al commissario regionale per quale motivo non vengano promossi incontri sul territorio su temi di effettivo interesse pubblico, perché non si proceda all’organizzazione di congressi utili a strutturare i territori e per quale ragione non venga indicata con chiarezza una linea politica. Permane il timore che le scelte più rilevanti siano concentrate nelle mani di pochi, secondo logiche personali, con il rischio di ridimensionare il contributo, l’impegno e la partecipazione di molti.
Nella parte conclusiva ritengo doveroso assumermi alcune responsabilità e spiegare le ragioni della mia insoddisfazione rispetto all’ultima fase del mio operato come segretario di Azione. In primo luogo, mi rimprovero di aver riposto fiducia in un segretario nazionale che non è riuscito a garantire al partito una guida politica solida, né a favorirne una crescita strutturata. Mi assumo inoltre la responsabilità di aver contribuito all’ingresso di Pittella in Azione, una scelta che, alla luce degli sviluppi successivi, ha inciso profondamente sul percorso costruito in precedenza. Infine, riconosco di aver riposto aspettative nel centrodestra lucano, che oggi appare condizionato da una gestione politica priva di un adeguato confronto interno e incapace di dare piena attuazione ai programmi, di valorizzare la terra lucana e di rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini. Mi chiedo quotidianamente se vi sia consapevolezza delle difficoltà che aziende, commercianti, lavoratori e famiglie affrontano, spesso lasciati senza risposte da una classe politica impegnata in contrapposizioni che non sembrano corrispondere agli interessi della collettività.
Dopo questa lunga pausa, sento il dovere di riprendere il mio impegno politico verso quanti hanno creduto in me e continuano a incoraggiarmi a portare avanti un percorso che aveva generato entusiasmo. Lo farò perché credo ancora in valori autentici e in una politica seria, trasparente e orientata al bene comune. Continuerò a impegnarmi in un contesto che mi consenta di difendere la meritocrazia e contrastare le nomine dettate da convenienze personali, rapporti fiduciari o legami familiari, nell’interesse di una terra che merita responsabilità, competenza e rispetto.

 


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