#CrotoneFoggia – Il calcio è uno sport meraviglioso, crudele e, quando vuole, anche discretamente sadico. Puoi partire forte. Puoi sorprendere l’avversario. Puoi creare occasioni. Puoi tirare, crossare, entrare in area e bussare ripetutamente alla porta. Puoi perfino costringere il portiere avversario a candidarsi al premio di migliore in campo.
Poi può bastare un tiro. Uno.
E il Foggia, ieri sera allo Scida, ha dimostrato che sì, può bastare davvero. Un tiro in porta, il gol di Petito e tre punti messi in valigia. Il Crotone, invece, resta con le occasioni, con i rimpianti e con quella fastidiosa sensazione di aver perso una partita che, per quanto visto sul terreno di gioco, non avrebbe dovuto perdere.
Ma il calcio, come sappiamo, non assegna punti per il volume di gioco. Altrimenti ieri sera i rossoblù avrebbero probabilmente dovuto presentarsi direttamente in sala stampa per ritirare il bottino.
La sorpresa di Greco e un Crotone partito a mille
Leandro Greco ha scelto una soluzione tattica interessante, schierando inizialmente il Crotone in modo da andare praticamente a specchio rispetto al Foggia. Una scelta che nei primi minuti ha creato qualche difficoltà alla squadra di Auteri. Il Crotone è partito con grande aggressività, occupando bene il campo e cercando immediatamente di portare pressione. Già al terzo minuto Torres ha avuto la possibilità di indirizzare diversamente la serata. Spadoni ha sfondato sulla destra, pallone al centro e colpo di testa del centrocampista che termina fuori.
Era il primo segnale.
Ne sarebbero arrivati molti altri.
Il Crotone ha avuto campo, possesso e iniziativa. Zak e Torres hanno cercato di dare ordine alla manovra, Crapisto ha lavorato tra le linee, mentre sugli esterni si cercava di creare superiorità e di alimentare continuamente Musso e Zunno. Il problema, però, è stato sempre lo stesso: arrivare davanti alla porta non significa necessariamente riuscire a segnare.
E ieri sera il Crotone, purtroppo, ha frequentato l’area del Foggia senza mai riuscire a prendere la residenza.
Il gol del Foggia cambia tutto
Il calcio ha deciso di presentare il conto al 23′. Il Foggia si affaccia dalle parti di Merelli e Petito trova il gol del vantaggio. Da quel momento la partita cambia. Il Crotone continua a produrre gioco, ma perde parte della brillantezza iniziale. Il Foggia si abbassa, prende le misure e comincia a difendere il vantaggio con l’esperienza di una squadra costruita anche per partite di questo tipo.
Eppure le occasioni arrivano ancora.
Zunno, Musso, Spadoni. Il Crotone continua a bussare. Il problema è che dall’altra parte c’è Saro. E quando hai di fronte un ex che decide di giocare la partita della vita, forse sarebbe il caso di mettere in conto anche questo. Del resto, allo Scida gli ex sembrano spesso ricordarsi improvvisamente di avere un contratto con il calcio.
Secondo tempo: assedio rossoblù, ma Saro abbassa la saracinesca
La ripresa è stata quasi interamente rossoblù. Il Crotone ha aumentato ulteriormente la pressione e ha costretto il Foggia a giocare una gara di sacrificio. Musso ha avuto occasioni importanti, Veltri ha provato a sorprendere Saro, Zak ha cercato la soluzione dalla distanza e gli ingressi di Rodriguez, Tordini e Feola hanno dato nuove energie.
Ma la porta sembrava davvero stregata.
Saro ha risposto presente praticamente ogni volta che è stato chiamato in causa. E quando non ci arrivava lui, ci pensava il Crotone a sbagliare mira. Il caso più evidente è probabilmente quello di Armini, che ha spedito in curva una conclusione da posizione favorevole.
Poi il rigore chiesto per Musso. Il contatto è apparso importante, la panchina rossoblù ha richiesto il Supporto Video, Cerbasi ha rivisto le immagini a lungo e ha deciso di confermare la scelta iniziale. Decisione che, inevitabilmente, ha aumentato il nervosismo dello Scida.
Ma sarebbe troppo semplice spiegare la sconfitta soltanto attraverso gli episodi arbitrali.
Il Crotone ha avuto tantissime opportunità per segnare. Non una, non due. Tante!
E se produci così tanto e chiudi la partita a zero, la domanda deve essere rivolta anche verso te stesso.
Il problema non è creare: è trasformare
Questo è forse il dato tecnico più importante emerso dalla partita. Il Crotone di Greco sa arrivare negli ultimi trenta metri. Ha intensità, riesce a costruire catene laterali interessanti e, soprattutto nella ripresa, ha mostrato una discreta capacità di schiacciare l’avversario. Ma deve crescere enormemente nella fase conclusiva.
Troppo spesso l’ultima scelta è sbagliata. Troppo spesso il tiro arriva senza precisione. Troppo spesso un’azione costruita bene viene sprecata con un controllo, un passaggio o una conclusione sbagliata.
E nel calcio, alla fine, conta una cosa molto semplice: la palla deve entrare. Il Foggia ha costruito poco o nulla sul piano offensivo. Ma ha segnato. Il Crotone ha costruito molto. Ma non ha segnato.
La differenza, purtroppo, sta tutta qui.
La sconfitta non cancella tutto, ma impone risposte
Sarebbe sbagliato buttare via completamente quanto di buono visto ieri sera. Il Crotone ha interpretato la gara con coraggio, ha avuto una buona aggressività iniziale e nel secondo tempo ha cercato il pareggio fino all’ultimo pallone. Ma una squadra che vuole essere protagonista non può permettersi di trasformare la superiorità territoriale in una semplice statistica da raccontare a fine partita.
Serve più cinismo. Serve più precisione. Serve, soprattutto, trovare rapidamente quei meccanismi offensivi capaci di trasformare il gioco in gol. Perché ieri sera lo Scida ha visto una squadra che ha corso, attaccato e combattuto. Poi ha guardato il tabellone. E il tabellone, come sempre, non ha avuto pietà: Crotone 0, Foggia 1.
Il resto sono occasioni. Tante. Troppe.
Merelli 6
Praticamente spettatore per quasi tutta la partita. Il Foggia tira una volta in porta e segna. Serata complicata da giudicare: quando finalmente arriva qualcosa dalle sue parti, deve raccogliere il pallone in fondo alla rete. Il paradosso del portiere disoccupato. Poi resta la fonte principale del gioco rossoblù con quel suo mancino che mette sempre la palla con il contagiri sui piedi dei compagni. Centrocampista aggiunto
Veltri 6,5
Spinge, attacca e prova anche a trovare la via del gol. Uno dei più continui. Nel secondo tempo cerca persino di sorprendere Saro, ma evidentemente ieri sera il portiere foggiano aveva deciso che non doveva passare neanche uno spiffero. Moto Perpetuo
Armini 6,5
Partita gagliarda per larghi tratti, ma pesa tantissimo quell’occasione spedita in curva. Il pallone gli arriva invitante e lui risponde mandandolo probabilmente in direzione Catanzaro. Può capitare, ma certe occasioni chiedono decisamente più cattiveria. Dal punto di vista difensivo però è realmente l’uomo in più: cattivo e grintoso su ogni pallone. Guerriero
Tanco 5,5
Esordio dal sapore amaro. Qualche buona lettura, ma anche un errore di posizionamento sul gol avversario e un’entrata a vuoto che poteva costare carissima sul finale. Deve ancora prendere le misure del campionato e dei compagni. Non è stato il debutto da incorniciare, ma neppure il momento per suonare le sirene. Debutto amaro
Groppelli 6,5
Sulla fascia sinistra è una presenza costante. Spinge, crossa e cerca di dare profondità alla manovra. Uno di quelli che non si arrende mai. Se il Crotone ha continuato a premere, anche il suo contributo è stato importante. Motorino
Crapisto 6,5
Tanta corsa e grande disponibilità tattica. Greco gli chiede di adattarsi e lui lo fa senza battere ciglio. Prima sottopunta, dopo mezzala, poi esterno, sempre dentro la partita. Ogni tocco è un appaluso e un tributo al calcio. Nel finale si prende anche un’ammonizione molto discutibile. Insomma, fa quasi tutto e lo fa sempre con un’eleganza ed una leggerezza da far crollare lo Scida. Mancava soltanto che vendesse anche i biglietti all’ingresso. Champagne
Zak 6,5
Dà qualità alla manovra e prova a costruire calcio anche quando il Foggia chiude tutti gli spazi. Cerca la porta dalla distanza e per poco non trova il gol. Nel finale viene spostato più avanti, segnale della volontà di Greco di sfruttarne qualità e imprevedibilità. Una delle certezze della serata. Qualità al comando
Torres 6
Parte bene e ha subito una grande occasione. Si muove, prova a inserirsi ma soprattutto si occupa della costruzione. Legge bene gli spazi sia in fase di interdizione che in quella di possesso. Le premesse per crescere bene e diventare un buon play ci sono tutte. Buona presenza, ma nel proseguio servirà qualcosa in più. Geometria spagnola
Spadoni 5
Fisico imponente che, forse, ha bisogno di più tempo per entrare in forma. Gioca sempre spalle alla porta e il passaggio indietro è diventata una consuetudine, non prova mai a saltare l’uomo quando invece sembra avere le doti fisiche e tecniche per iuscirci. E’ un 2007 e ha tempo per crescere, ma al Crotone serve subito e adesso. Verginella al ballo
Musso 5
Lottta, si muove e cerca continuamente il gol. Protesta per un contatto in area e resta sempre dentro la partita. Gli manca però la zampata decisiva. Per un attaccante, purtroppo, a volte una buona prestazione non basta: il gol resta l’esame principale. Inceppato
Zunno 6
Ha almeno due situazioni interessanti per fare male, ma non riesce a trasformarle in qualcosa di concreto. Si dà da fare, attacca gli spazi, ma negli ultimi metri sembra sempre mancare quel mezzo secondo necessario per scegliere la soluzione giusta. Peccato perchè lui sì che ha doti e qualità per far male agli avversari. Spuntato
Rodriguez 6
Entra e prova a dare qualità e freschezza. Si muove bene e partecipa all’assedio finale. Non ha abbastanza tempo per incidere davvero, ma mostra qualche segnale interessante soprattutto dal punto di vista della personalità. Garra charrúa
Tordini 5,5
Entra con voglia e si procura anche un’occasione importante, ma la conclusione termina alta. Serve poi un pallone interessante a Musso. Peccato per quel tiro: occasioni così, in una serata del genere, chiedevano un finale diverso. Soldatino
Feola 6
Entra per dare energia nel finale e fa il suo. La partita però è ormai diventata un muro contro muro, con il Foggia barricato e il Crotone costretto a cercare spazi che sembrano non esistere, ma lui non demorde e le prova tutte. Temerario
Staucius 5
Pochi minuti in cui servirebbe cattiveria e grinta, ma lui non riesce a metterle a servizio della squadra. Spaesato
Guerra s.v.
Troppo poco tempo per essere giudicato.
Mister Greco 5,5
La scelta iniziale di andare a specchio sorprende il Foggia e nei primi minuti funziona. Il Crotone costruisce, domina territorialmente e crea occasioni. I cambi arrivano nel tentativo di aumentare ulteriormente la pressione e la squadra continua a produrre. Il problema è che dalla panchina si può preparare un piano, si possono scegliere uomini e moduli, si può anche disegnare la lavagna come un’opera d’arte. Ma poi qualcuno deve segnare e ieri sera il Crotone ha fatto praticamente tutto, tranne la cosa più importante del gioco del pallone: fare gol. Il problema è che forse doveva osare un po’ di più magari inserendo la seconda punta prima: attendere l’83esimo è forse stato l’unico errore della partita. Timido e Timoroso
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Raffaele Arcuri
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