C’è una particolarità che rende la figura di Felice Santabarbara ancora più interessante nella storia amministrativa di Piana di Monte Verna: la sua esperienza alla guida del Comune appartiene alla fase di passaggio tra il vecchio sistema di elezione del sindaco e quello introdotto dalla nuova stagione delle elezioni dirette.

Il dottor Felice Santabarbara, nato a Piana di Monte Verna il 10 aprile 1948, fu sindaco del paese nella seconda metà degli anni Novanta. La ricostruzione della storia dei sindaci pianesi colloca il suo mandato dal 27 dicembre 1993 al 12 giugno 1999.

Quella esperienza assume un significato particolare perché Santabarbara viene ricordato come l’ultimo sindaco della vecchia stagione politica ad essere eletto attraverso il Consiglio comunale, prima che il nuovo sistema portasse all’elezione diretta del primo cittadino da parte degli elettori.

La prima metà degli anni Novanta rappresentò un momento di profonda trasformazione per la politica italiana e anche per quella dei piccoli Comuni.

La legge n. 81 del 1993 introdusse infatti l’elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia. Per i Comuni, il cambiamento significò passare progressivamente da un sistema nel quale il sindaco veniva scelto all’interno del Consiglio comunale a un modello nel quale erano direttamente gli elettori a indicare il primo cittadino.

È proprio in questo delicato periodo di transizione che si colloca l’esperienza di Felice Santabarbara.

La sua figura diventa quindi interessante non soltanto per gli anni trascorsi alla guida del Comune, ma anche perché rappresenta un anello di collegamento tra due diverse stagioni della politica locale.

La ricostruzione della memoria politica di Piana di Monte Verna racconta una competizione particolarmente combattuta.

Nel 1994 Santabarbara avrebbe infatti prevalso su Remo Mongillo con uno scarto di appena due voti, in una consultazione descritta come una vera e propria sfida al cardiopalma.

Due voti. Un margine minimo, capace però di determinare il destino amministrativo di un intero paese.

È anche questo uno degli aspetti che rendono affascinante la storia politica dei piccoli Comuni: quando la comunità è raccolta e i rapporti personali sono molto forti, ogni voto può assumere un peso decisivo.

Gli anni dell’amministrazione Santabarbara coincisero inoltre con un cambiamento degli equilibri politici locali.

La ricostruzione storica pianese parla del passaggio dalla precedente esperienza della “Stretta di Mano” alla formazione del nuovo gruppo di maggioranza “Patto per Piana”.

Dietro le sigle, naturalmente, c’erano persone, famiglie, rapporti politici e amicizie costruite negli anni.

La politica di paese aveva una dimensione profondamente personale.

Gli amministratori erano conosciuti direttamente dai cittadini e le contrapposizioni politiche potevano attraversare anche le relazioni familiari e sociali.

Per un piccolo Comune, amministrare significa confrontarsi ogni giorno con problemi concreti.

Strade, servizi, territorio, attività commerciali, agricoltura, scuola e manutenzione delle strutture pubbliche erano e sono questioni capaci di incidere direttamente sulla vita dei cittadini.

Ma significa anche ascoltare

Il sindaco di un paese come Piana di Monte Verna era una figura facilmente raggiungibile e riconoscibile dalla popolazione.

La distanza tra amministratore e cittadino era minima.

E proprio questo rendeva particolarmente intenso il rapporto tra politica e comunità.

È proprio questo il particolare che merita di essere ricordato

Felice Santabarbara può essere raccontato come l’ultimo sindaco pianese espressione della fase nella quale il primo cittadino veniva scelto attraverso il Consiglio comunale, prima della piena affermazione del sistema dell’elezione diretta.

La sua esperienza si colloca quindi in un vero spartiacque della storia amministrativa locale.

Dopo quella stagione, la figura del sindaco sarebbe diventata sempre più direttamente legata al voto degli elettori.

Una trasformazione che avrebbe modificato anche il modo di fare campagna elettorale, il rapporto con i cittadini e la responsabilità politica del primo cittadino.

La storia politica di Felice Santabarbara, tuttavia, non si concluse con la fine del suo mandato da sindaco.

Il suo nome compare anche successivamente nella vita amministrativa di Piana di Monte Verna. Nel Consiglio comunale insediatosi dopo le elezioni del 2009, infatti, Felice Santabarbara risultava tra i consiglieri comunali, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele Santabarbara.

Questo elemento rende ancora più significativo il suo percorso 

Non soltanto sindaco, dunque, ma anche amministratore e consigliere in una fase successiva della politica pianese.

La vicenda di Felice Santabarbara permette di osservare anche il particolare rapporto che esiste nei piccoli Comuni tra le diverse generazioni della politica.

Un amministratore può lasciare la fascia tricolore e, anni dopo, tornare a sedere tra i banchi del Consiglio.

Può confrontarsi con amministratori che appartengono a una generazione successiva.

Può assistere al cambiamento delle regole elettorali e del modo di fare politica.

Ed è proprio attraverso queste figure che è possibile ricostruire la continuità della storia amministrativa di un paese.

Oggi, quando si parla della storia di Piana di Monte Verna, ricordare Felice Santabarbara significa riportare alla memoria una politica profondamente diversa da quella attuale.

Non c’erano i social network.

Le campagne elettorali non si svolgevano attraverso Facebook o altri strumenti digitali.

Le informazioni circolavano nelle piazze, nei bar, nelle associazioni, nelle famiglie e durante gli incontri pubblici.

La politica aveva tempi diversi.

E il consenso si costruiva soprattutto attraverso il rapporto personale.

La storia di Santabarbara appartiene a quella stagione

La sua esperienza rappresenta dunque una pagina particolare della storia amministrativa di Piana di Monte Verna.

Da una parte, l’ultima fase del sistema consiliare.

Dall’altra, l’arrivo della nuova stagione dell’elezione diretta del sindaco.

In mezzo, una competizione elettorale ricordata per uno scarto di appena due voti e una comunità che viveva la politica con una partecipazione molto intensa.

Felice Santabarbara non è stato soltanto un ex sindaco di Piana di Monte Verna

La sua esperienza rappresenta un passaggio nella storia politica del paese.

È stato protagonista di una stagione nella quale il sindaco veniva scelto attraverso il Consiglio comunale e, proprio per questo, la sua figura può essere considerata simbolicamente legata alla fine della vecchia modalità di elezione del primo cittadino.

La sua storia attraversa inoltre diversi momenti della vita amministrativa pianese: dalla guida del Comune negli anni Novanta fino alla successiva esperienza consiliare.

Una storia fatta di politica, territorio, rapporti personali e cambiamenti istituzionali.

E forse è proprio questo il valore della memoria locale: ricordare non soltanto chi ha amministrato un paese, ma anche il modo in cui quel paese è cambiato nel corso degli anni.

<i>(Fonte & Aggiornamenti: Rinascita Pianese – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © diritti riservati all’autore)</i>


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