LAURO- Un momento di “follia culturale” che ha portato Lauro ad una crescita notevole, rendendola una galleria a cielo aperto. Cosi Giovanni Sperandeo, giornalista di Radio Rai2 e moderatore dell’incontro promosso in Municipio per celebrare mezzo secolo di pittura naif nel comune irpino ha voluto rappresentare quella scelta, avvenuta nell’estate del 1976, quando per la prima volta in Italia, la pittura naif venne consacrata e valorizzata, mobilitando decine di artisti e un’intera comunità per sostenere quella “visione” lunga mezzo secolo. “Un’idea un po’ folle, portare dei pittori in giro per Lauro ad abbellirla. Quella avuta dal sindaco dell’epoca Ottavio Colucci, insieme a tanti suoi collaboratori, tra cui anche mio padre, Guido Sperandeo e alcuni ragazzi della Proloco” ha spiegato Sperandeo. Una tradizione ripresa dopo qualche anno di stop dall’attuale amministrazione comunale, nell’anno dell’insediamento, una scelta quella del sindaco Rossano Sergio Boglione e un lavoro messo in campo da Giuliano Acerra. E’ stata Paola Scafuro, consigliera comunale a ricordarlo nel suo intervento di saluto, evidenziando anche come : ” dal 1976-2026, cinquanta anni che Lauro vive questa meraviglia colorata, i nostri cuori sono diventati migliori grazie alle opere realizzate”. Nel comune irpino sono cinquanta circa i murales realizzati, molti andati persi nel corso degli anni.
Come nasce il progetto? “C’è un sindaco che ha delle idee, un gruppo che lo affianca, c’è un incontro particolare con Antonio Casalino, che vive a Como ed è un famoso gallerista”. A spiegare il prologo di quell’ estate di cinquanta anni fa tre dei protagonisti di quella prima esperienza a livello nazionale. A partire da chi l’ha pensata e organizzata, il gallerista originario di Lauro ma residente da anni in Lombardia, Antonio Casalino, che e’ storicamente chi ha lanciato a livello nazionale la pittura naif.
CASALINO: COLUCCI MI CHIESE DI FARE QUALCOSA PER LAURO…
Una “chiamata” dal sindaco del paese di cui sente la nostalgia ogni volta che sente nominare. Comincio’ tutto cosi’ in quell’estate del 1976. A raccontarlo, videocollegato all’evento nella sala consiliare di Lauro e’ proprio Antonio Casalino, il gallerista che ha fatto scoprire i naifs al Paese. Casalino racconta di quella richiesta giunga da Ottavio Colucci: se potevo fare qualcosa per Lauro, visto che sono un lauretano e che ci tenevo a fare qualcosa per il mio paese. Restai sbalordito perché era una cosa molto grande da fare. Ero a Parogi con una delegazione di pittori che avevano descritto quella che era l’emigrazione a quell epoca. Un giorno portai con me mio cugino Casalino Pietro (uno dei piu’ impegnati negli anni successivi alla realizzazione delle manifestazioni per gli artisti naifs). Andammo a Parigi e dopo questa visita il sindaco Colucci mi chiamo’ per organizzare questa manifestazione a Lauro. C’era da portare decine di pittori e famiglie e a Lauro non c’era un albergo per ospitare queste gente. Allora venne l’idea di far ospitare i pittori dalle famiglie, alcuni erano a Santa Cristina, mancava l’ acqua e qualche giorno si dimenticavano di andarli a prendere. Ma loro sceglievano di arrivare a Lauro a piedi. Era l’ inizio di questa grande manifestazione, unica del genere in Italia. Venne la TV nazionale a riprendere pittori e manifestazione. Tutti si davano da fare a dare una mano ai pittori. I ragazzi partecipavano, oggi sono avvocati ed ingegneri. C’era una partecipazione notevole anche per la novità che si era fatta. Tutte le persone che ospitavano i pittori, li portavano a mangiare e partecipare alle loro serate. Era una festa nella festa. Negli anni seguenti iniziarono a venire pittori da tutta Europa. Tutto nato da un’idea venuta dall’avvocato Ottavio Colucci, che era una persona straordinaria. Era una persona che non rispondeva mai mentre conversavamo, ma poi il giorno dopo mi diceva cosa andava bene e cosa no. E’ stato bello, penso che voi stessi possiate giudicare i 50 anni di manifestazione. Il mio sogno è poter tornare a Lauro, ho un magone ogni volta che sento nominare il mio paese”.
FRANCO MORA: QUELL’ANNO INIZIO’ LA MIA CARRIERA, LEGAME PROFONDO CON LAURO
Franco Mora oggi e’ uno dei “veterani” della pittura naif in Italia e ha un legame profondo con Lauro, dove in quella estate del 1976 e’ iniziata la sua carriera: “Ero un giovane pittore naif che aveva iniziato nel 1973- ha raccontato Mora- trovarmi insieme a grandi pittori come Maiolo ed altri e’ stato importante. Una cosa che ci è rimasta dentro, siamo ancora qui. Era il primo murale che facevo, anche per i grandi era la prima volta che ci cimentavamo con un muro. Avevo 26 anni ed ero il più giovane, quando Giuliano Acerra cinque anni fa mi ha chiamato, abbiamo chiamato a raccolta un gruppo di amici, anche perche’ oggi c’è ne sono pochi, in quel tempo invece c’erano almeno qualche centinaio. Il punto di ritrovo la sera erano le scale della Chiesa, dove ci si trovava e si cantava e discuteva fino alle due tre di notte, anche quelle facevano parte della storia dei murales e di questi cinquanta anni”.
I RACCONTI E LA MEMORIA DI QUELLA ESPERIENZA
Isidoro Siniscalchi era uno dei giovani soci della Proloco di Lauro che in quell’estate partecipo’ con entusiasmo alla scoperta di un mondo sconosciuto ma subito entrato nel patrimonio della comunità. Tanto che racconta, come la sera, quando i pittori naif avevano terminato il loro lavoro, restavano per ore a “guardia” delle opere, un istinto protettivo del lavoro che abbelliva la comunità. Una passione trasformata anche in azione, perche’ poi Isidoro si e’ anche cimentato in qualche opera personale, oltre a documentare, raccogliendo giornali dell’epoca e da ogni parte dell’Europa che raccontavano di quel paese irpino che aveva fatto scoprire l’arte dei murales all’Italia. Alla platea anche il racconto di un altro artista che da anni realizza le sue opere sulle mura del comune irpino, Carlo Moretti. Se oggi si conserva il ricordo di murales andati anche persi e’ grazie all’opera di Ada Del Genio, una passione nata nella Pro Lauro, diventata oggetto di tesi e di un’opera. Anche lei ha sottolineato come : “Il miglior modo di conservare queste memorie è aggiornare un catalogo che non e’ solo di elaborazione dati, perché i murales raccolgono tradizioni, non sono solo estetica. Il tratto dell arte naif non e l’ ingenuità dell’artista , come si e’ sempre detto, ma proprio perché rappresenta storia e tradizione e’ caratterizzato dalla genuinità”. La chiusura dell’incontro a Pasquale Colucci, che per anni ha guidato la Pro Lauro e di quel sindaco che aveva saputo guardare lontano e’ il figlio. “La politica ha bisogno di una visione, perché all’ epoca ci fu una visione. Allora significava avvicinare la popolazione a Lauro come si creano i colori e come si realizzano i personaggi. La popolazione ha subito fraternizzato con gli artisti. Si realizzo’ una galleria all aperto, dove tutti i turisti che partecipavano agli eventi collegati, avevano la possibilità di visitare senza pagare il biglietto, una galleria”. A raccontare quelle che saranno la tappe del Cinquantenario ci ha pensato Tilde Schiavone, dell’associazione Fonte Nova, che si occupa dell’iniziativa. Nel corso della serata e’ stata inaugurata anche “Alle origini di una tradizione”, mostra temporanea che attraverso fotografie, documenti e articoli storici, prevalentemente risalenti agli anni Settanta, ha promesso di ripercorrere le origini e l’evoluzione di questa esperienza artistica. L’esposizione consente inoltre una selezione di dipinti naïfs appartenenti alla collezione del Comune di Lauro e resterà visitabile fino al 30 agosto. Aerre


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