18.01 – giovedì 27 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Giunta Capitolina ha approvato le nuove Linee guida per l’autorizzazione dei servizi di noleggio (sharing) a flusso libero di monopattini e di biciclette a pedalata assistita. È l’atto che apre la strada al nuovo avviso pubblico per la selezione degli operatori: fino a tre titoli per il servizio con monopattini e fino a tre per il servizio con biciclette, con autorizzazioni della durata di tre anni, prorogabili tra i quattro mesi e un anno.
Le regole finora in vigore risalgono al 2022 per i monopattini e al 2023 per le biciclette, e scadono rispettivamente il 31 agosto e il 31 ottobre di quest’anno: ci sarà dunque soltanto una breve proroga tecnica per allineare i due servizi.
Nel frattempo è cambiato il quadro nazionale: la legge 177 del 2024 ha introdotto per i monopattini l’obbligo del casco per tutti i conducenti a prescindere dall’età, la targa e il contrassegno identificativo, la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, il divieto di sosta sui marciapiedi fuori dagli stalli individuati dai Comuni. Le nuove Linee guida recepiscono quegli obblighi e vi aggiungono ciò che spetta decidere alla città: dove i mezzi possono stare, quanti possono essere, a quale distanza uno dall’altro, in quanto tempo vanno rimossi quando sono d’intralcio e che cosa accade all’operatore che non rispetta le regole.
Le linee guida approvate oggi tengono fermo l’impianto che ha funzionato — pochi operatori, mezzi distribuiti su tutta la città, funzione di ultimo miglio — e si aggiunge ciò che mancava: l’integrazione tariffaria con il trasporto pubblico, tetti espliciti nelle aree centrali, densità minime garantite nei quartieri, un monitoraggio automatico e un sistema sanzionatorio che arriva fino alla revoca. Le Linee guida fissano la cornice; l’avviso pubblico che ne discende porterà le novità operative, a partire dal nodo che il successo del servizio ha reso più evidente: il decoro dello spazio pubblico nel centro storico e nelle aree di pregio. Monopattini e biciclette potranno essere lasciati soltanto in stalli individuati; in alcune strade l’accesso sarà interdetto; in altre la velocità dovrà scendere sotto i sei chilometri orari, come già previsto dalla legge nelle aree pedonali. Sono previsti inoltre parcheggi dedicati obbligatori e postazioni in cui reperire il casco.
Sul fronte dei mezzi, tutti i dispositivi dovranno essere conformi alla normativa nazionale, con targa, contrassegno e copertura assicurativa. Ma il bando chiederà anche un passo avanti tecnologico: dotazioni in grado di impedire l’avvio del mezzo quando i sensori rilevano due persone a bordo. È la risposta puntuale al comportamento che, insieme alla sosta selvaggia, ha spinto altre capitali europee a vietare il servizio. Sarà infine verificata l’intera catena di fornitura, perché il rispetto delle norme — a partire da quelle antincendio sulla ricarica delle batterie — vincoli non soltanto gli operatori aggiudicatari ma anche i loro appaltatori, restando la responsabilità in capo agli operatori autorizzati.
Tutti gli operatori dovranno praticare una tariffa agevolata ai titolari di abbonamento annuale Metrebus zona A in corso di validità, tariffa che non potrà subire maggiorazioni per l’intera durata dell’autorizzazione. Il riconoscimento sarà automatico: Roma Servizi per la Mobilità metterà a disposizione degli operatori la verifica in tempo reale della titolarità dell’abbonamento e lo sconto verrà applicato direttamente nell’app di noleggio, senza rinnovi intermedi, fino alla naturale scadenza dell’abbonamento. In sede di gara sarà inoltre premiata l’estensione del servizio lungo le principali direttrici metro-ferroviarie urbane, per servire l’ultimo miglio a partire dai nodi di stazione.
Nelle aree centrali sono fissati limiti massimi per ciascun operatore e per ciascuna tipologia di mezzo: trenta unità nella ZTL Tridente, trecento nella ZTL Centro storico diurna al netto del Tridente, settanta nella ZTL Trastevere notturna, ottocento nel resto del I Municipio. Fuori dal centro l’obbligo si rovescia: l’area operativa di ciascun operatore non potrà essere inferiore a novantacinque chilometri quadrati e nelle aree periferiche del Piano generale del traffico urbano dovrà essere garantita una densità minima di dodici monopattini e sei biciclette per chilometro quadrato. Il servizio, in altre parole, deve esserci anche dove rende meno.
Le regole di dispiegamento su strada impongono una distanza minima di settanta metri tra i mezzi disponibili dello stesso operatore, raggruppamenti non superiori a cinque unità e almeno due metri tra i raggruppamenti di operatori diversi. La chiusura del noleggio è vincolata all’acquisizione di una fotografia che documenti il corretto stazionamento del mezzo, e le app dovranno impedire la chiusura del noleggio nelle aree in cui la sosta o la circolazione sono inibite. I mezzi lasciati dove non possono stare vanno rimossi entro sei ore dalla segnalazione; in caso di urgenza o inottemperanza interviene l’Amministrazione, con i costi a carico dell’operatore.
I veicoli immessi in servizio non potranno avere una vetustà superiore a ventiquattro mesi, documentata prima dell’avvio e a ogni reintegro della flotta. Il servizio è riservato ai maggiorenni, con registrazione tramite documento d’identità, preferibilmente digitale. Gli operatori dovranno garantire un call center attivo 24 ore su 24 in italiano e inglese, autocertificare l’uso esclusivo di energia rinnovabile per la ricarica e le procedure di riciclo delle batterie, e assicurare una disponibilità di mezzi non inferiore al novanta per cento della flotta autorizzata da aprile a ottobre e al settanta per cento da novembre a marzo.
Il rispetto dei limiti di densità e di flotta sarà verificato automaticamente da Roma Servizi per la Mobilità con sette rilevazioni al giorno, una ogni centottanta minuti dalle 5:30 alle 23:30. Le irregolarità fanno crescere in automatico il canone del mese successivo; superata la soglia stabilita scattano una sospensione di sette giorni, poi due sospensioni di trenta giorni con ritiro dei mezzi in deposito e infine la decadenza dell’autorizzazione, con scorrimento della graduatoria. L’operatore continua a versare il canone anche durante la sospensione. Ogni provvedimento è preceduto da una fase di contraddittorio, con dieci giorni per le controdeduzioni. Gli operatori dovranno trasmettere al Dipartimento e a Roma Servizi per la Mobilità i dati dinamici in tempo reale e sarà convocato un tavolo di coordinamento trimestrale con le aziende e la Polizia Locale.
Sui monopattini in sharing l’Europa si è divisa in due. Parigi li ha cancellati dopo il referendum del 2023, Madrid ha revocato le licenze ai suoi tre operatori l’anno successivo, e la stessa scelta è stata fatta a Praga e, in Italia, a Firenze. Si comprende perfettamente perché: il monopattino rovesciato sul marciapiede, davanti a uno scivolo o a una fermata dell’autobus, è un’immagine che anche a Roma abbiamo visto troppe volte, e che ha fatto perdere al servizio una parte della fiducia dei cittadini. Non è possibile negarlo. Ma si crede che vietare sia la risposta comoda e sbagliata: significa rinunciare a uno strumento che copre il primo e l’ultimo miglio, cioè esattamente il pezzo di viaggio che il trasporto pubblico fa più fatica a coprire. La strada che è stata scelta è più faticosa: governarli. Numeri chiari, spazio pubblico rispettato, controlli automatici e conseguenze reali per chi non mantiene i patti. A Madrid uno dei motivi del divieto è stato che la gente andava in due sullo stesso monopattino: invece di vietare, si chiede agli operatori un mezzo che in due non parta.
Da dove si viene, perché la memoria in queste cose conta. Nel 2021 Roma aveva sette operatori e oltre ventiseimila mezzi arrivati in città senza che nessuno avesse davvero deciso nulla. È stato scritto il primo regolamento organico, imitato poi da altre città italiane: operatori ridotti a tre, migliaia di veicoli tolti dal centro storico e portati nei quartieri, con l’obiettivo dichiarato di dare a questi mezzi una funzione di trasporto. Quella scommessa è stata vinta, e lo dice il calendario: i giorni di punta non sono più il sabato e la domenica, sono il mercoledì e il giovedì. Non è più il gioco del fine settimana o il noleggio del turista, è il modo in cui i romani coprono l’ultimo pezzo del viaggio.
Ci sono poi due scelte che è importante sottolineare. La prima: chi ha l’abbonamento annuale Metrebus avrà una tariffa agevolata su monopattini e biciclette condivise, riconosciuta in automatico dall’app. È il modo di dire che questi mezzi non sono un’alternativa al trasporto pubblico, ma la sua estensione fino al portone di casa. La seconda: si obbligano gli operatori a stare anche fuori dal centro, con una densità minima garantita nei quartieri, mentre nel Tridente e nel centro storico si fissano tetti stringenti. La micromobilità condivisa deve servire chi vive a Roma, non soltanto chi la visita.
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