Il Moto Club Chiusdinomxpark celebra la riapertura dello storico tracciato ma il nuovo mega-centro romagnolo da 4M€ (PNRR) rischia di ridimensionare il Mugello.
Nota della Redazione: Il presente articolo raccoglie e analizza una serie di segnalazioni e quesiti posti da un lettore appassionato di motocross, incrociandoli con documenti amministrativi e recenti dichiarazioni stampa, tra cui l’intervista apparsa sulla rivista “Due Ruote” ai titolari del Moto Club Chiusdino. Trattandosi di ricostruzioni non verificate direttamente sul campo dalla nostra redazione, tutte le tesi e le correlazioni strategiche vengono presentate esclusivamente sotto forma di interrogativi aperti.
Una fiammata di speranza si riaccende tra le colline del Mugello, ma porta con sé nuovi, fitti misteri. La recente intervista rilasciata sulla rivista specializzata Due Ruote dai titolari del Moto Club Chiusdinomxpark ha portato una ventata di ottimismo: i nuovi gestori si dicono infatti entusiasti, pronti e felici di accettare la sfida per riaprire e rilanciare il mitico crossodromo di Polcanto.
Tuttavia, l’entusiasmo degli appassionati si scontra con una domanda di fondo che agita l’intero movimento: se anche i motori torneranno a girare, Polcanto potrà mai tornare a essere il “protagonista” indiscusso di un tempo, o è ormai destinato a diventare un satellite di seconda fascia rispetto al nuovo colosso di Faenza?
Il misterioso addio al gestore nel 2022
I sostenitori della tesi che vede il Comune di Borgo San Lorenzo come unico responsabile dello stallo indicano le variazioni urbanistiche ostili all’attività motoristica. Tuttavia, rimettendo in fila le date, gli interrogativi si moltiplicano:
- Perché nel 2022 la FMI decise di interrompere bruscamente il rapporto con lo storico gestore Mauro Zecchi, che per anni aveva tenuto in vita l’impianto e il movimento locale, senza rendere pubbliche motivazioni tecniche o gestionali?
- È plausibile ritenere che la pista sia stata di fatto svuotata e lasciata inattiva per scelta della Federazione ben tre anni prima che il Comune approvasse qualunque modifica al Piano Operativo Comunale (POC)?
- Se l’interesse prioritario era mantenere l’attività sul tracciato, perché per oltre due anni dall’allontanamento di Zecchi non risulterebbe alcuna iniziativa pubblica o bando per individuare un nuovo gestore operativo?
L’alibi urbanistico e il “pasticcio” delle osservazioni
La FMI ha intentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel 2024 e un contenzioso al TAR della Toscana per annullare la variante urbanistica che classificava l’area come “zona sportiva non rumorosa”, vietando di fatto il motocross. Eppure, gli atti comunali introducono un dubbio clamoroso:
- È vero, come affermato nelle mozioni consiliari approvate a Borgo San Lorenzo, che la classificazione come “zona non rumorosa” era stata originariamente suggerita al Comune dalla stessa FMI in sinergia con l’Associazione La Fornace APS, che avrebbe dovuto acquistare l’area per un progetto culturale-residenziale?
- Se il progetto di compravendita è poi sfumato, è possibile che la Federazione si sia ritrovata intrappolata in una variazione urbanistica da lei stessa inizialmente avallata o quantomeno non opposta in fase di stesura?
- E ancora: se il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità (compreso il voto del Sindaco Romagnoli) la mozione del 30 dicembre 2025 per ripristinare la destinazione d’uso originaria, come si spiega il fatto che sia proprio il ricorso al TAR tuttora pendente da parte della FMI a bloccare l’adozione tecnica di quella variante urbanistica tanto attesa?
- Che cosa sta bloccando la Federazione se, come dichiarato dal Sindaco il 18 aprile, la documentazione è in regola, i consensi sono dati e la licenza non è mai stata cessata, consentendo di fatto il riavvio immediato delle attività sulla pista?
Chiusdino su “Due Ruote”: passione reale o “salvataggio” a distanza?
Proprio mentre queste nubi burocratiche si addensano, l’intervista su Due Ruote ai titolari del Moto Club Chiusdinomxpark ha rimescolato le carte. Le loro parole trasudano felicità e voglia di fare, ma per gli osservatori più scettici restano aperti alcuni nodi logistici:
- Come farà un sodalizio solido ma con sede e impianti principali a oltre cento chilometri di distanza nel senese a garantire la presenza quotidiana, la bagnatura costante della terra e la complessa manutenzione ordinaria richieste da una pista tecnica come Polcanto?
- Non c’è il rischio che, nonostante la lodevole e sincera buona volontà del Moto Club, l’affidamento si riveli soprattutto un’operazione formale per placare le proteste della comunità toscana e allentare la pressione mediatica sulla Federazione?
- È possibile che, escludendo dal contratto di comodato gran parte del compendio immobiliare (rimasto in mano alla FMI), alla struttura toscana sia stata negata in partenza la possibilità di tornare a essere un vero centro di formazione internazionale?
L’ombra dei 4 milioni di euro del PNRR a Faenza
La coincidenza temporale più suggestiva e meritevole di approfondimento riguarda la contemporanea ascesa della Romagna sulla mappa del motociclismo federale.
- È solo un caso che proprio nell’aprile 2022 – lo stesso identico anno in cui si decideva lo svuotamento di Polcanto – la FMI presentasse al Comune di Faenza la manifestazione di interesse per la rigenerazione del “Campo Cross Monte Coralli”?
- Potrebbe esserci un nesso strategico tra il disimpegno nel Mugello e l’ottenimento di ben 4 milioni di euro di fondi europei del PNRR (linea “Sport e Inclusione”) per finanziare il neonato “04 Park – Monte Coralli”, inaugurato ufficialmente il 30 maggio 2025 dal ministro Abodi e dal presidente della FMI Copioli?
- Se il nuovo e avveniristico complesso di Faenza, gestito dalla società RPM S.r.l. dell’ex campione MotoGP Andrea Dovizioso, è stato formalmente designato come il nuovo Centro Tecnico Federale FMI per l’offroad, ospitando aule didattiche, uffici, i raduni dei “Talenti Azzurri” e i corsi di formazione, è logico ipotizzare che per la FMI fosse strategicamente ridondante e troppo oneroso mantenere attivi due centri tecnici nazionali a così breve distanza geografica?
Mentre il Moto Club Chiusdinomxpark scalda i motori e si dice pronto a fare la sua parte per ridare dignità a Polcanto, la sensazione di molti appassionati è che i fasti della “Coverciano del motociclismo” appartengano ormai al passato. Polcanto forse riaprirà, ma l’impressione è che il “regno” del motocross federale abbia ormai definitivamente traslocato in Romagna. Coincidenza temporale o lucida strategia di ricollocamento? Ai lettori e al tempo l’ardua sentenza.
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Saverio Zeni
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