Kathleen O’Donnell ha lasciato Boston e il suo lavoro per trasferirsi ad Atene, inseguendo una vita meno frenetica sotto il sole della Grecia. Nel 2022 ha ottenuto la residenza e, qualche anno più tardi, ha comprato anche una casa nella capitale. Sembrava il coronamento del sogno mediterraneo. Vivere lì, però, le ha mostrato anche quello che una vacanza difficilmente racconta: burocrazia lenta, negozi chiusi per settimane, commissioni da programmare in anticipo e un rapporto con il tempo molto diverso da quello americano. La vita lenta esiste davvero, ma quando bisogna lavorare, pagare bollette o aspettare una riparazione può essere molto meno romantica di quanto sembri.
Da Boston ad Atene, la scelta di cambiare completamente vita
Per Kathleen O’Donnell tutto è cominciato dopo la decisione di lasciare il lavoro e concedersi un periodo per viaggiare. Tra le città visitate, Atene è stata quella capace di conquistarla più delle altre. Non soltanto per il clima e per i caffè all’aperto, ma soprattutto per un modo di vivere che le sembrava lontanissimo dai ritmi a cui era abituata negli Stati Uniti.
A Boston, ha raccontato, la quotidianità era scandita da lavoro, appuntamenti e programmi fissati con largo anticipo. Ad Atene ha trovato invece cene lunghe, incontri più spontanei e una socialità meno legata all’agenda. Nel 2022 ha quindi ottenuto la residenza in Grecia e in seguito ha comprato un appartamento nel centro della capitale. Non più un soggiorno temporaneo, dunque, ma un vero progetto di vita.
Con il passare del tempo, però, è emersa anche la distanza tra l’esperienza del turista e quella di chi in un Paese deve affrontare la quotidianità. «Adoro la mia vita ad Atene, ma ho imparato che la realtà di una vita lenta è molto diversa dalla fantasia», ha spiegato. Per qualche settimana un ritmo più rilassato può sembrare un regalo. Quando invece bisogna lavorare, gestire una casa, affrontare pratiche amministrative o aspettare un tecnico, la stessa lentezza può diventare meno piacevole.
Agosto ad Atene: quando la città rallenta davvero
Uno dei momenti in cui O’Donnell ha percepito maggiormente questa differenza è stato agosto. Nel suo quartiere di Atene molti negozi, bar e ristoranti chiudono per almeno parte del mese, mentre numerosi residenti lasciano la capitale per raggiungere le isole, il mare o i paesi d’origine.
Le strade diventano più tranquille e molte serrande rimangono abbassate. Vista dagli Stati Uniti, una pausa estiva così lunga potrebbe sembrare un privilegio. La stessa O’Donnell ha ricordato quanto fosse difficile, quando viveva negli USA, prendersi due settimane consecutive di ferie. Vivere quella situazione dall’interno, però, comporta anche qualche complicazione.
«Devo sbrigare qualsiasi pratica burocratica con largo anticipo», ha raccontato. Anche alcune commissioni quotidiane richiedono maggiore organizzazione, mentre durante il periodo estivo i mezzi pubblici possono seguire orari ridotti.
C’è poi un altro aspetto che rende meno semplice l’immagine della Grecia come paradiso della slow life. O’Donnell ha conosciuto persone impiegate nel turismo che durante la stagione estiva lavorano per giornate lunghissime, arrivando in alcuni casi anche a 14 ore. La lentezza, insomma, non è un privilegio condiviso da tutti: mentre una parte della città rallenta, chi lavora nell’industria turistica può vivere proprio nei mesi estivi il periodo più intenso dell’anno.
Domeniche, negozi chiusi e “tempi greci”: le abitudini che cambiano
Anche il fine settimana ha richiesto un adattamento. La domenica, nel quartiere di Atene in cui vive, molti supermercati e negozi restano chiusi e diversi piccoli esercizi interrompono l’attività già dal sabato pomeriggio. Le commissioni devono quindi essere organizzate prima, evitando di rimandare tutto alla domenica come potrebbe accadere in altre grandi città.
«La corsa per sistemare tutto dopo una lunga settimana è reale», ha ammesso O’Donnell. Significa ricordarsi in tempo della spesa, programmare gli acquisti e accettare che alcuni giorni siano dedicati più naturalmente ad amici, famiglia, mare o lunghi pranzi che alle incombenze domestiche.
Ma l’adattamento più curioso riguarda forse il rapporto con il tempo. O’Donnell racconta che la parola greca “ávrio”, letteralmente “domani”, nella quotidianità può assumere un significato più elastico. Non necessariamente il giorno successivo, ma anche “più avanti” o “quando sarà possibile”.
Una filosofia che può essere piacevole quando si organizza un caffè con gli amici, molto meno quando si aspetta un elettricista o bisogna completare un lavoro in casa. È proprio qui che emerge una delle differenze culturali più evidenti: ciò che da visitatori può sembrare rilassante, nella gestione della quotidianità richiede invece pazienza e capacità di adattamento.
Il bilancio dopo il trasferimento: il sogno mediterraneo non è sparito
Nonostante le difficoltà, Kathleen O’Donnell non considera affatto il trasferimento in Grecia un errore. Al contrario, continua a dire di amare profondamente la propria vita ad Atene. Quello che è cambiato è soprattutto lo sguardo: meno idealizzato rispetto ai primi tempi e molto più consapevole delle contraddizioni della vita quotidiana.
Continua ad apprezzare la spontaneità degli amici, gli inviti all’ultimo momento per un caffè e quelle cene estive che possono durare ore senza la sensazione di dover liberare rapidamente il tavolo. Sono proprio alcune delle caratteristiche che l’avevano spinta a scegliere la Grecia e che ancora oggi considera preziose.
La differenza è che ora conosce anche il prezzo di quel ritmo. Una pratica può richiedere più tempo, una consegna può slittare e una riparazione urgente non sempre segue la tabella di marcia immaginata. La vita lenta, quindi, non scompare: semplicemente smette di essere una cartolina.
La sua esperienza racconta qualcosa che riguarda molti di coloro che sognano di mollare tutto e trasferirsi all’estero. Un luogo può essere meraviglioso e allo stesso tempo richiedere compromessi, pazienza e nuove abitudini. «Quello che è idilliaco in vacanza può essere molto diverso quando è lì che costruisci la tua vita», ha spiegato O’Donnell. Ed è forse proprio questa la parte meno raccontata del sogno di trasferirsi nel Mediterraneo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Sophia Allegri
Source link



