CALABRESI NEL MONDO, LA PAGLIACCIATA DA 90 MILA EURO ALL’ANNO TORNA IL 10 E L’11 SETTEMBRE: ORLANDINO GRECO, GLI EMIGRATI E IL POSSIBILE AFFARE DEI VOTI
Novantamila euro all’anno di soldi pubblici. E adesso, il 10 e l’11 settembre, torna in Calabria anche la grande passerella dei cosiddetti Calabresi nel Mondo.
Due giornate tra Catanzaro e Reggio Calabria, con la riunione dell’Assemblea della Consulta regionale, che promette di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, associazioni, comunità calabresi sparse per il pianeta e, naturalmente, il presidente della Regione Roberto Occhiuto.
Un’iniziativa sulla quale, però, a tutt’oggi non è dato sapere quanto verrà ulteriormente speso. Mistero… E già qui sarebbe opportuno che qualcuno fornisse qualche numero. Perché una cosa, invece, è certa e ufficiale: per il 2026 la Regione Calabria ha stanziato 90 mila euro per il funzionamento e l’attività della Consulta regionale dei Calabresi nel Mondo.
I soldi sono allocati nella Missione 12, Programma 12.08, dello stato di previsione della spesa del bilancio regionale. Il bilancio è stato approvato con la legge regionale n. 50 del 19 dicembre 2025. Novantamila euro. Per fare cosa, esattamente?
Perché, come sempre accade quando si parla della politica calabrese e delle sue infinite appendici, il rischio è quello di ritrovarsi davanti all’ennesima struttura che dovrebbe servire a qualcosa di altissimo, nobilissimo e importantissimo, ma che alla fine produce soprattutto convegni, incontri, viaggi, ospiti, delegazioni, saluti istituzionali e fotografie di gruppo.
La Consulta regionale dei Calabresi nel Mondo è stata istituita con la legge regionale n. 8 del 26 aprile 2018. Sulla carta è un organo consultivo e propositivo della Regione Calabria, chiamato a mantenere e sviluppare i rapporti con i calabresi residenti all’estero.
Una missione, sulla carta, persino commovente. La Calabria che abbraccia i suoi figli emigrati. La memoria delle radici. L’identità. Il patrimonio umano, culturale e sociale.
Tutta la consueta pappardella istituzionale sulla Calabria che guarda al mondo mentre, nella realtà, sono soprattutto i calabresi costretti a guardare fuori dalla Calabria per trovare lavoro, cure mediche e un futuro.
Ma il punto politico è un altro. E si chiama Orlandino Greco. Perché non stiamo parlando di un politico che parteciperà all’iniziativa per caso, né di un semplice invitato che farà il suo intervento e tornerà a casa. Nell’invito istituzionale inviato ai sindaci calabresi e relativo all’Assemblea della Consulta del 10 e dell’11 settembre, Orlandino Greco si firma chiaramente come: «Consigliere regionale delegato ai rapporti con i Calabresi nel Mondo». Nero su bianco. Una delega che, secondo quanto previsto dall’articolo 12 della legge regionale, consente al Presidente della Giunta regionale o a un suo delegato di presiedere la Consulta. E quel delegato, per l’appunto, è Orlandino Greco.
Dunque, se fino a ieri qualcuno poteva raccontare che si trattava soltanto di voci o di una presenza politica più o meno occasionale, oggi i documenti dicono altro: Greco è il delegato del presidente della Regione ai rapporti con i Calabresi nel Mondo e presiede la Consulta in rappresentanza della Regione.
La Consulta, ricostituita con decreto n. 40 del 16 maggio scorso del presidente Roberto Occhiuto, resterà in carica per tutta la durata della legislatura. Ne fanno parte rappresentanti delle associazioni calabresi, della comunità calabrese residente in Italia e soprattutto una nutrita rappresentanza di cittadini residenti all’estero. Belgio, Francia, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Brasile, Argentina, Cile, Stati Uniti, Canada, Australia, Colombia, Uruguay, Giappone. E poi una quota riservata ai giovani calabresi residenti all’estero. Insomma, una rete internazionale niente male. Ed è qui che la vicenda comincia a diventare politicamente interessante.
Perché in Italia esiste una Circoscrizione Estero, attraverso la quale i cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali eleggono i propri rappresentanti in Parlamento. Una circoscrizione che rappresenta, evidentemente, un terreno elettorale di straordinario interesse per chiunque riesca a costruire nel tempo relazioni, contatti e reti di consenso all’interno delle comunità italiane sparse nel mondo.
E a questo punto la domanda è inevitabile. A che cosa serve questa gigantesca rete di rapporti costruita e coltivata attorno ai Calabresi nel Mondo?
Soltanto a organizzare incontri sulla nostalgia della ’nduja e della soppressata? A celebrare la memoria dei paesi d’origine? A distribuire attestati di calabresità? Oppure c’è anche un interesse politico più concreto?
A Iacchite’ è arrivata da tempo l’indiscrezione secondo cui proprio Orlandino Greco potrebbe guardare, in prospettiva, a una candidatura politica collegata al mondo degli italiani residenti all’estero. E come tutti sanno l’anno prossimo si vota… Per ora, sia chiaro, questa resta un’indiscrezione che necessita di ulteriori verifiche. Ma una cosa è certa: la struttura c’è. I soldi pubblici ci sono. La delega ufficiale c’è. La rete internazionale dei rappresentanti e delle associazioni calabresi nel mondo c’è. E il delegato politico di Occhiuto che coordina i rapporti con questa galassia è Orlandino Greco.
Quello che, nella politica calabrese, ha costruito negli anni una carriera caratterizzata da una notevole capacità di attraversare stagioni, alleanze e trasformazioni politiche. Una dote che qualcuno, con grande generosità, potrebbe definire capacità di dialogo. Altri, meno diplomaticamente, parlerebbero di cambi di casacca. Noi preferiamo limitarci ai fatti.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 10 settembre a Catanzaro, alla Cittadella regionale, e per l’11 settembre a Reggio Calabria, nella sede del Consiglio regionale. Arriveranno i rappresentanti dei Calabresi nel Mondo. Parleranno delle radici. Dell’identità. Del futuro. Della Calabria oltre i confini. Probabilmente non parleranno, invece, di quanto costerà alla Regione questa nuova due giorni di celebrazioni, incontri e passerelle. E soprattutto sarebbe interessante sapere quanto, dei 90 mila euro già stanziati per il 2026, sia stato o sarà impiegato per questa iniziativa. Perché mentre la Calabria continua a perdere giovani, abitanti e speranze, una parte della politica regionale continua a investire nel mantenimento di una struttura che, almeno sulla carta, dovrebbe tenere vivi i rapporti con chi è partito.
Il problema è capire chi, alla fine, da questi rapporti ci guadagna davvero. I calabresi emigrati? La Calabria? Oppure i soliti professionisti della politica calabrese, sempre pronti a trasformare ogni bacino di relazioni in un potenziale bacino elettorale? Il 10 e l’11 settembre andrà in scena l’ennesima grande celebrazione della Calabria nel mondo. I contribuenti calabresi, intanto, pagano. Novantamila euro l’anno. E forse è arrivato il momento di chiedere conto di ogni singolo euro. E di ogni singola candidatura che, magari, qualcuno sta già preparando guardando oltre lo Stretto. Perché mentre i calabresi emigrano per necessità, c’è sempre qualcuno che dagli emigrati prova a costruirsi il prossimo futuro politico perchè anche per lui (sic!) l’età della pensione si avvicina.
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