Il Rapporto di Sintesi e il potenziale dei territori rurali
Bruxelles, Bergamo e Sondrio, 3 settembre 2026 – Il progetto CROCUS, iniziativa di ricerca finanziata nell’ambito di Horizon Europe e dedicata al Turismo Culturale e Creativo (CCT) transfrontaliero nelle aree rurali e remote, ha pubblicato il proprio Rapporto di Sintesi (Deliverable D4.3).
Il documento raccoglie gli esiti della ricerca sul campo sviluppata all’interno di otto aree di Living Lab transfrontaliere distribuite in quattordici Paesi europei. L’indagine ha coinvolto oltre 2.100 partecipanti tra residenti, imprese turistiche e visitatori, creando una base conoscitiva utile alla progettazione di nuovi modelli sostenibili di turismo culturale e creativo.
Lo studio evidenzia il valore ancora poco sfruttato di numerosi territori rurali europei, caratterizzati da un patrimonio culturale significativo ma spesso non pienamente riconosciuto come elemento strategico di sviluppo economico e sociale.
CROCUS, la costruzione di nuovi modelli territoriali
Nell’ambito del Work Package 4 (WP4) del progetto CROCUS, l’attività di ricerca ha seguito tre obiettivi principali collegati tra loro.
Il primo obiettivo è stato la creazione dei nuclei operativi dei Living Lab transfrontalieri, composti da ricercatori accademici e stakeholder coinvolti nel settore del Turismo Culturale e Creativo.
Il secondo ha riguardato l’analisi approfondita dei contesti socio-economici, culturali, ambientali e istituzionali delle diverse aree interessate dal progetto.
Il terzo obiettivo ha previsto la raccolta delle esperienze dirette, delle esigenze e delle priorità espresse da residenti, imprenditori del settore turistico e visitatori rispetto allo sviluppo del turismo culturale e creativo.
L’intero percorso si basa sui principi del design thinking, con particolare attenzione alle fasi di “empatia” e “definizione”, finalizzate alla co-creazione di modelli di business CCT sostenibili e adattati alle caratteristiche specifiche di ogni territorio transfrontaliero.
Otto aree europee nei Living Lab di CROCUS
La ricerca ha interessato otto aree di Living Lab transfrontaliere, ciascuna caratterizzata dall’incontro tra patrimonio culturale, ambiente naturale e condizioni socio-economiche proprie delle regioni rurali e remote d’Europa.
Le aree coinvolte sono:
- Sønderjylland (Danimarca) – Schleswig-Holstein (Germania)
- Matulji (Croazia) – Ilirska Bistrica (Slovenia)
- Mulgimaa (Estonia) – Regione di Valmiera (Lettonia)
- Sondrio (Italia) – Grigioni (Svizzera)
- Goriška (Slovenia) – Gorizia (Italia)
- Valle del Torne: Ylitornio (Finlandia) – Övertorneå (Svezia)
- Zala (Ungheria) – Pomurske (Slovenia)
- Dobrugia/Dobrogea: Silistra e Dobrich (Bulgaria) – Constanța (Romania)
Nonostante la prevalente natura rurale o semi-rurale, queste zone condividono alcune problematiche comuni, tra cui l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione della densità abitativa.
Allo stesso tempo, tutti i territori analizzati presentano una notevole ricchezza di patrimonio materiale e immateriale, considerata la base fondamentale per lo sviluppo futuro del Turismo Culturale e Creativo.
I risultati della ricerca: il valore del patrimonio locale
Il Rapporto di Sintesi del progetto CROCUS si basa su 2.138 risposte valide raccolte attraverso questionari online rivolti a residenti, imprese turistiche e visitatori, oltre a interviste qualitative semi-strutturate realizzate con stakeholder selezionati.
Il numero di partecipanti ha superato dell’8,6% l’obiettivo iniziale previsto dalla ricerca, confermando il forte interesse delle comunità locali verso il tema dello sviluppo del Turismo Culturale e Creativo.
Dall’analisi delle diverse aree di Living Lab sono emersi alcuni elementi ricorrenti, considerati fondamentali per comprendere le opportunità e le difficoltà dei territori rurali europei.
Il patrimonio culturale principale risorsa competitiva
Uno dei risultati più rilevanti riguarda il ruolo centrale del patrimonio culturale come elemento distintivo per lo sviluppo del CCT.
Sia il patrimonio materiale, composto da siti storici, musei e architettura, sia quello immateriale, formato da usi, costumi locali, tradizioni, lingue, cultura alimentare, artigianato e narrazione, sono stati individuati come il principale vantaggio competitivo comune a tutte le otto aree analizzate.
Tra gli aspetti maggiormente valorizzati emerge la gastronomia, insieme alla cultura del cibo, considerata un ambito strategico per sviluppare nuove esperienze turistiche capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno e non soltanto nei periodi di maggiore affluenza.
Le comunità locali e lo sviluppo turistico
La ricerca evidenzia un ampio consenso da parte delle comunità coinvolte rispetto alla crescita e alla promozione del turismo.
Residenti, imprese e visitatori riconoscono il valore del proprio territorio e considerano il turismo un elemento complementare alla vitalità economica locale, non un fattore in competizione con le attività tradizionali.
Il legame tra popolazione e territorio emerge come una componente essenziale per costruire strategie turistiche autentiche, capaci di rispettare l’identità culturale delle aree rurali e remote.
Secondo i risultati dello studio, il coinvolgimento diretto delle comunità rappresenta un elemento indispensabile per creare modelli di sviluppo condivisi e duraturi.
Il turismo come leva economica e sociale
In tutti i Living Lab analizzati, il turismo viene considerato un importante generatore di occupazione, nuove opportunità imprenditoriali e miglioramento della qualità della vita.
Le comunità riconoscono il settore turistico come una possibile risposta alle difficoltà economiche e demografiche che interessano numerose aree rurali europee.
Parallelamente, il rapporto segnala alcune criticità legate soprattutto all’aumento del costo della vita e alla capacità di carico dei territori.
Questi aspetti risultano particolarmente evidenti nelle zone caratterizzate da un numero maggiore di visitatori oppure dove il turismo presenta già un livello di sviluppo più avanzato.
La cooperazione transfrontaliera, sfida da superare
Un altro elemento emerso dalla ricerca riguarda il divario esistente nella collaborazione tra territori appartenenti a Paesi diversi.
Sebbene siano frequenti iniziative e relazioni informali oltreconfine, la realizzazione e la commercializzazione di prodotti turistici transfrontalieri condivisi risultano ancora limitate.
Questa frammentazione rappresenta uno degli ostacoli principali alla piena valorizzazione del potenziale turistico delle aree coinvolte.
Secondo il progetto CROCUS, rafforzare la cooperazione tra territori confinanti potrebbe consentire di creare offerte integrate, capaci di valorizzare patrimoni comuni e aumentare la competitività delle destinazioni rurali europee.
Infrastrutture limitate e stagionalità: le criticità
La ricerca individua inoltre alcune problematiche comuni legate alle infrastrutture e alla distribuzione dei flussi turistici.
Tra le difficoltà più frequenti vengono evidenziate la limitata accessibilità dei trasporti, la presenza ridotta di servizi pubblici nelle aree remote e una marcata stagionalità delle presenze turistiche.
Questi elementi confermano la necessità di sviluppare strategie coordinate di destination management con una prospettiva di lungo periodo.
Per affrontare tali sfide, il progetto propone modelli capaci di integrare sviluppo economico, tutela del patrimonio e coinvolgimento delle comunità locali.
La visione dei Living Lab secondo Roberta Garibaldi
«Un Living Lab è molto più di un incontro tra stakeholder: è un metodo di lavoro che porta istituzioni, imprese, ricercatori e comunità locali attorno allo stesso tavolo per costruire percorsi di sviluppo condivisi.
La forza di una strategia territoriale non sta soltanto nella qualità delle idee, ma nella capacità di costruirle accanto a chi quel territorio lo vive, lo amministra e vi investe ogni giorno.
Oggi i centri minori e i borghi affrontano una grave emergenza demografica, con proiezioni che stimano una perdita di popolazione per oltre l’82% dei comuni di questi territori entro il 2043: in questo delicato scenario, il turismo enogastronomico – un settore dalle enormi potenzialità, che rappresenta ormai un’abitudine di viaggio per la maggior parte dei turisti – costituisce una leva strategica di rigenerazione, in grado di riportare ricchezza economica e sociale in queste aree, contribuendo a garantire agli abitanti il “diritto a restare”.
Perché questa potenzialità diventi reale, però, è fondamentale che la conoscenza condivisa si traduca in modelli di turismo economicamente sostenibili, autenticamente radicati nelle comunità e capaci di generare benefici duraturi.
È proprio questo il valore che, grazie all’approccio dei Living Lab, stiamo sperimentando con CROCUS nelle aree rurali e transfrontaliere europee».
— Professoressa Roberta Garibaldi, Università degli Studi di Bergamo
Il consorzio europeo: università, ricerca e innovazione
Il Rapporto di Sintesi dei Living Lab del progetto CROCUS nasce dalla collaborazione di un ampio consorzio paneuropeo formato da università, istituti di ricerca e partner dedicati all’innovazione.
La rete internazionale coinvolta comprende realtà accademiche e scientifiche provenienti da diversi Paesi europei, unite dall’obiettivo di sviluppare nuovi modelli di Turismo Culturale e Creativo capaci di valorizzare il patrimonio delle aree rurali e remote.
Fanno parte del consorzio:
- Università degli Studi di Bergamo (Italia)
- Aalborg University (Danimarca)
- University of Oulu (Finlandia)
- Tallinn University (Estonia)
- University of Maribor (Slovenia)
- University of Pannonia (Ungheria)
- Zangador Research Institute (Bulgaria)
- Faculty of Tourism and Hospitality Management – University of Rijeka (Croazia)
- ATLAS – Association for Tourism and Leisure Education (Paesi Bassi)
La collaborazione tra questi soggetti rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, perché permette di integrare competenze scientifiche, conoscenze territoriali ed esperienze operative per affrontare le sfide dello sviluppo turistico sostenibile.
CROCUS: Living Lab e design thinking per il turismo rurale
CROCUS (Cross-border Cultural and Creative Tourism in Rural and Remote Areas) è un progetto di ricerca finanziato nell’ambito di Horizon Europe che coinvolge università, istituti di ricerca e partner industriali provenienti da tutta Europa.
Il progetto applica metodologie basate sul design thinking e sui Living Lab per sviluppare modelli di business innovativi e sostenibili nel settore del Turismo Culturale e Creativo.
L’obiettivo è creare soluzioni calibrate sulle caratteristiche specifiche di otto territori rurali transfrontalieri, coinvolgendo direttamente residenti, imprese locali e visitatori come partecipanti attivi nei processi di ricerca e progettazione.
Secondo la missione del progetto, il coinvolgimento delle comunità permette di liberare il valore economico, culturale e sociale del patrimonio rurale europeo, favorendo contemporaneamente la cooperazione oltreconfine e una crescita turistica più inclusiva.
Il progetto contribuisce agli obiettivi dell’Unione Europea relativi a turismo sostenibile, sviluppo rurale e tutela del patrimonio culturale. (Cordis)
La cooperazione per un turismo sostenibile e inclusivo
Attraverso la sperimentazione nei diversi territori coinvolti, CROCUS punta a individuare modelli replicabili in grado di rispondere alle esigenze delle aree rurali caratterizzate da difficoltà demografiche, perdita di popolazione e necessità di nuove opportunità economiche.
Il progetto affronta tre principali sfide: creare modelli di business turistici adeguati alle caratteristiche dei diversi patrimoni culturali, garantire uno sviluppo turistico equilibrato e sostenibile e rafforzare la collaborazione tra comunità situate in aree transfrontaliere. (Cordis)
La metodologia partecipativa adottata attraverso i Living Lab consente di mettere in relazione amministrazioni, ricercatori, imprese e cittadini, favorendo la costruzione condivisa di strategie territoriali.
Finanziamento europeo e riferimenti del progetto
Il progetto CROCUS è finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon Europe.
Grant Agreement n. 101132454
Il progetto rientra nell’ambito Culture, creativity and inclusive society e ha l’obiettivo di rafforzare il ruolo del patrimonio culturale come motore di innovazione e sviluppo sostenibile nelle aree rurali e remote europee. (Cordis)
Progetto CROCUS – Finanziato dall’Unione Europea. Horizon Europe, Grant Agreement n. 101132454
E-mail: roberta.garibaldi@unibg.it
Sito web: www.crocuseurope.eu
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