#Finsubito news dalla rete – Inquinamento nella Piana di Venafro, mozione all’unanimità: piano straordinario di risanamento – isNews


Dall’analisi dei dati e dei rischi per la salute a tutte le tappe di un processo per rafforzare le misure di tutela sanitaria ed ambientale della zona. Il voto oggi in Consiglio regionale


CAMPOBASSO. Inquinamento, il Consiglio regionale, nella seduta di questo pomeriggio, ha approvato all’unanimità la mozione, a firma dei consiglieri Di Baggio, Greco, D’Egidio, Cavaliere, Facciolla, Gravina, Fanelli, Romano, Salvatore, Primiani e Pallante sul ‘Rafforzamento strutturale delle misure di tutela ambientale e sanitaria nella Piana di Venafro – Revisione delle Aia, istituzione del monitoraggio pubblico e indipendente delle emissioni, adozione di un Piano straordinario di risanamento basato sui dati scientificie piena attuazione degli obblighi giuridici conseguenti al superamento del valore obiettivo di Benzopirene’.

Una vicenda ricostruita nei dettagli, con il riferimento alla convenzione sottoscritta il 24 settembre 2019 tra Asrem Comune di Venafro con il coinvolgimento dell’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, finalizzata alla realizzazione di uno studio epidemiologico ambientale sulla popolazione residente nella Piana di Venafro. Un’area in cui hanno sede impianti industriali ad elevato impatto emissivo (cementificio Colacem, termovalorizzatore HerAmbiente di Pozzilli, e altri opifici industriali), autorizzati tramite Aia e Aua rilasciate dalla Regione Molise. Evidenziato nella mozione come la Regione ha comunicato uno stanziamento FSC di circa 6 milioni di euro, di cui 1,2 milioni destinati a strumentazione Arpa.

Il quadro complessivo emerso configura una situazione di rischio sanitario attuale, documentato e non ipotetico, caratterizzato da oltre quindici anni di superamenti costanti e reiterati dei limiti normativi di PM10 presso la stazione VE2, unico sito molisano in violazione permanente superamento accertato del valore obiettivo di Benzo(a)pirene (1,1 ng/m³ contro 1 ng/m³), sostanza classificata dall’Iarc come cancerogeno certo per l’uomo; eccessi statisticamente significativi di patologie cardiovascolari nella popolazione residente, con incrementi di rischio del 20-30% per ricoveri e di 2,5 volte per mortalità cerebrovascolare negli uomini: esposizione dell’intera popolazione residente a livelli di PM2,5 che, pur rientrando nei limiti nazionali, superano sistematicamente il valore guida OMS di 5 μg/m³.

Quindi il riferimento alle audizioni in Commissione regionale in cui è stata ipotizzata una stima di 25-30 decessi annui attribuibili al PM nell’area. Nel frattempo le emissioni di NOx del cementificio, pur dimezzate nel decennio, si attestano ancora a circa 672 tonnellate/anno e continuano a rappresentare oltre il 75% del totale industriale dell’area, senza che tale riduzione abbia prodotto miglioramenti misurabili nella qualità dell’aria rilevata dalle stazioni. Chiesto dunque un monitoraggio ad Arpa in tempo reale con dati in tempo reale su piattaforma open data, finanziato con contributo obbligatorio delle aziende ai sensi del principio “chi inquina paga”.

Con l’approvazione della mozione l’impegno al presidente della Regione e all’assessore competente a disporre, entro 30 giorni, l’avvio di un piano straordinario di risanamento e il riesame delle Aia e delle Aua degli impianti presenti nella Piana di Venafro – con priorità per il cementificio Colacem e il termovalorizzatore HerAmbiente, limiti emissivi più restrittivi per NOx, Polveri, IPA e Benzo(a)pirene, in considerazione dei recenti dati epidemiologici. Tantissime le prescrizioni previste nell’atto di indirizzo, che invita anche a riaprire la Conferenza di servizi e istituire un Tavolo permanente con Arpa Molise, Asrem, Cnr, Izs Teramo, Comuni della Piana e rappresentanze civiche. Ma anche a diffondere i dati sempre aggiornati alla popolazione, come raccomandato dal Cnr, in rispetto del principio di trasparenza.

“I cittadini della piana di Venafro sono sfiniti dalle promesse e soprattutto stanchi di contare le vittime sul territorio – ha commentato Greco –. Ora vogliono fatti. L’approvazione all’unanimità della mozione sull’inquinamento rappresenta un passaggio importante, ma non è un traguardo: è il punto dal quale la Regione deve partire per dare risposte a comunità che da anni convivono con criticità ambientali e sanitarie documentate. La mozione, che porta la prima firma mia e dell’assessore Roberto Di Baggio, già presidente della III Commissione, nasce dal confronto con l’associazione ‘Mamme per la Salute e l’Ambiente’ e con le realtà civiche che da anni chiedono trasparenza sull’aria che respirano. Quel confronto si è tradotto in approfondimenti e audizioni con Cnr, Arpa Molise, Ispra, strutture regionali, amministrazioni, tecnici e rappresentanti. L’atto ha raccolto adesioni trasversali, perché quando sono in gioco la salute e la vita delle persone non possono esistere steccati politici”.

“Con esso – rimarca il consigliere –, come avevo promesso, i risultati dello studio epidemiologico EPIVenafro+7, coordinato per il Cnr dal dottor Fabrizio Minichilli e condotto su otto Comuni e 29.495 residenti, sono entrati per la prima volta in Consiglio regionale. Lo studio ha evidenziato incrementi dei ricoveri per patologie cardiovascolari, tra il 20 e il 30 per cento, e una mortalità maschile per patologie cerebrovascolari fino a due volte e mezzo superiore nelle aree a media esposizione industriale agli ossidi di azoto. A questo quadro si aggiungono i superamenti del limite giornaliero di PM10 registrati dalla centralina ‘Venafro 2’: 60 nel 2022, 52 nel 2023, 51 nel 2024 e 38 nel 2025, a fronte di un limite annuo di 35. La conformazione della piana, caratterizzata da scarsa ventilazione, inversioni termiche e ristagno atmosferico, rende difficile la dispersione degli inquinanti e impone prudenza nelle autorizzazioni e nella pianificazione”.

“Ora, dunque – spiega ancora Greco –, la Giunta deve passare dalle parole ai fatti: ricontrollare le autorizzazioni ambientali degli impianti, tra cui quelle di Colacem e HerAmbiente, imporre limiti più severi alle emissioni e garantire controlli indipendenti. I dati delle centraline dovranno arrivare direttamente ad Arpa Molise ed essere pubblicati in tempo reale, perché ogni cittadino ha il diritto di sapere che aria respira. La trasparenza, infatti, tutela i cittadini e le imprese che rispettano le regole; se qualcuno invece non le rispetta, la tolleranza deve essere zero. La mozione impegna inoltre la Regione a predisporre un piano straordinario di risanamento con obiettivi misurabili per PM10, PM2.5, ossidi di azoto e benzo(a)pirene, completare la mappatura delle fonti inquinanti, installare centraline meteorologiche permanenti, aggiornare il Registro Tumori, avviare controlli sul latte materno e indagini sulle malattie neurologiche e sulle sostanze nocive depositate al suolo”.

“Il voto unanime del Consiglio – conclude Andrea Greco – è un mandato politico preciso. Da oggi non conteranno più le dichiarazioni, ma le centraline installate, i dati pubblicati, le autorizzazioni riesaminate, le risorse stanziate, le emissioni ridotte e le scadenze rispettate. Vigilerò su ogni impegno, perché questa mozione non sia celebrata oggi e sepolta domani in qualche ufficio. Dopo troppi anni di attesa, la piana di Venafro ha il diritto di respirare senza paura. Ora tocca alla Regione”.


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