La seconda scadenza è il 30 settembre. Chi non ha pagato quella di luglio ha ancora un margine, ma è l’ultimo: con due rate scoperte alla stessa data, la definizione agevolata decade e il debito torna intero.
Chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle entro lo scorso aprile ha ottenuto un risparmio consistente: niente sanzioni, niente interessi di mora, niente aggio. Quel beneficio però non è acquisito una volta per tutte: si conserva solo rispettando il calendario dei pagamenti, e le regole sulla decadenza sono più severe di quanto molti immaginino. In questo articolo vedremo, per la rottamazione-quinquies, cosa succede se si salta una rata. La definizione perde efficacia quando, alla scadenza di una rata, risultano due rate non pagate o versate solo in parte. Con la scadenza del 30 settembre 2026 si arriva quindi al primo momento critico: chi non ha versato la rata di luglio deve regolarizzare entrambe, o perde tutto.
Cos’è la rottamazione-quinquies
La definizione agevolata è stata introdotta dalla l. n. 199/2025, la legge di bilancio per il 2026. La domanda andava presentata entro il 30 aprile 2026.
Riguarda esclusivamente determinati carichi affidati alla riscossione fra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023: imposte dichiarate ma non versate, omesso versamento di contributi Inps diversi da quelli richiesti a seguito di accertamento, sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture.
Chi vi ha aderito paga il solo importo del debito residuo a titolo di capitale, più il rimborso delle spese per eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica.
Non sono dovuti gli interessi e le sanzioni inclusi nei carichi, gli interessi di mora, le sanzioni civili accessorie ai crediti previdenziali e l’aggio.
Per le multe stradali irrogate dalle Prefetture non sono dovute le somme a titolo di interessi, comunque denominati, comprese le cosiddette maggiorazioni, né quelle dovute a titolo di aggio.
La regola delle due rate
Il meccanismo della decadenza è il punto su cui conviene soffermarsi.
La rottamazione perde efficacia se, alla data di scadenza di una rata del piano, risultano due rate non saldate o versate solo parzialmente.
Non si tratta quindi di due ritardi qualsiasi nel corso del piano: conta la situazione fotografata a ciascuna scadenza. Se a quella data ci sono due rate scoperte, la definizione salta.
Chi non ha pagato la rata del 31 luglio e non paga nemmeno quella del 30 settembre si trova, a quella data, con due rate insolute: la rottamazione decade.
Chi invece ha saltato luglio ma versa entrambe le rate entro il 30 settembre conserva il beneficio, perché a quella scadenza le rate scoperte non sono due.
La regola speciale per l’ultima rata
Esiste una tolleranza, ma solo per un’ipotesi specifica.
La decadenza si verifica anche per omesso o insufficiente versamento dell’ultima rata del piano. In questo caso, però, sono considerati tempestivi i versamenti effettuati entro i cinque giorni successivi alla scadenza.
Per chi ha scelto il pagamento in due sole rate, la rata del 30 settembre è anche l’ultima: il termine effettivo diventa quindi il 5 ottobre.
La legge prevede che questo margine di cinque giorni operi soltanto nelle ipotesi di versamento in unica soluzione, che era fissato al 31 luglio 2026, o dell’ultima rata di un piano dilazionato. Per tutte le altre rate intermedie non c’è alcuna tolleranza.
Le conseguenze della decadenza
Perdere la rottamazione significa tornare al debito originario, comprensivo di sanzioni, interessi di mora e aggio.
I versamenti già effettuati non vanno perduti, ma vengono considerati a titolo di acconto sull’importo complessivo dovuto: coprono quindi solo una parte di un debito che torna a essere quello pieno.
L’agente della riscossione può inoltre riprendere le azioni di recupero sospese per effetto dell’adesione: pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche.
Come recuperare la comunicazione e i moduli
Il versamento va effettuato utilizzando il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute inviata dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.
Chi non ha più quel documento può recuperarlo in due modi.
Il primo è l’area riservata del sito dell’Agenzia, dove sono disponibili la comunicazione con il dettaglio degli importi e i moduli di pagamento.
Il secondo è una richiesta dall’area pubblica del sito, senza bisogno di credenziali: basta allegare un documento di riconoscimento e la documentazione viene inviata via posta elettronica.
Dove e come pagare
I canali di pagamento sono numerosi.
Si può pagare in banca, agli uffici postali, in tabaccheria e nelle ricevitorie, agli sportelli bancomat abilitati.
Si può usare l’internet banking delle banche, i canali telematici di Poste Italiane e di tutti gli altri prestatori di servizi di pagamento aderenti al nodo pagoPA.
Si può pagare sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione o con l’app Equiclick.
Resta possibile il pagamento diretto agli sportelli dell’Agenzia, prenotando un appuntamento.
Il calendario delle scadenze online
Sul sito dell’Agenzia è disponibile un calendario con tutte le scadenze della rottamazione-quinquies e delle altre definizioni agevolate in corso.
Consente di tenere sotto controllo le date, salvarle come promemoria e procedere direttamente al pagamento delle rate.
È uno strumento utile proprio in ragione del meccanismo di decadenza: con piani che si estendono su più anni, il rischio maggiore non è l’impossibilità di pagare, ma dimenticarsi di farlo.
Cosa fare in questi giorni
Per chi ha aderito, la verifica da compiere subito è semplice e riguarda due elementi.
Il primo è controllare se la rata del 31 luglio sia stata versata e, soprattutto, se sia stata versata per intero: un pagamento parziale conta come rata non saldata ai fini della decadenza.
Il secondo è calcolare il termine effettivo. Per chi ha un piano con più rate, il 30 settembre è tassativo. Per chi ha scelto le due rate, la stessa data è l’ultima rata e si può versare entro il 5 ottobre.
Se mancano le disponibilità per coprire entrambe le rate, vale la pena considerare che il vantaggio economico della rottamazione, in termini di sanzioni e interessi risparmiati, è spesso molto superiore all’importo della singola rata: prima di lasciar decadere il piano, conviene fare quel confronto con l’importo originario della cartella.
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