#Finsubito news dalla rete – il contributo del Partenariato Pubblico-Privato


Il divario infrastrutturale che ancora caratterizza l’Italia richiede un impegno crescente per sostenere investimenti capaci di rafforzare competitività, sostenibilità e coesione territoriale. In questo contesto, il Partenariato Pubblico-Privato (PPP) può rappresentare uno strumento efficace per mobilitare capitali, competenze e capacità gestionali a supporto della realizzazione e della gestione di infrastrutture e servizi di interesse pubblico

a cura di SINLOC Investimenti SGR S.p.A

L’Italia continua a presentare un rilevante divario infrastrutturale rispetto alle principali economie europee e sviluppate. Non si tratta soltanto di una questione di “quantità” di infrastrutture, ma anche della loro “qualità” e dell’equilibrio nella loro distribuzione territoriale.

Il Paese è l’ottava economia mondiale per Prodotto Interno Lordo (PIL), ma si colloca soltanto al 19esimo posto nelle classifiche internazionali che misurano il livello di infrastrutturazione e la qualità delle reti logistiche, mentre nella componente infrastrutturale del World Competitiveness Ranking occupa addirittura il 34esimo posto. Questi dati evidenziano una contraddizione evidente: l’Italia, pur essendo un Paese con un’economia solida, presenta una dotazione infrastrutturale non pienamente adeguata alla sua capacità produttiva e ancor più alle sue esigenze di crescita. Alla limitata dotazione infrastrutturale del Paese si aggiunge una forte disomogeneità territoriale, con aree caratterizzate da infrastrutture moderne e performanti e altre che continuano a soffrire ritardi nei collegamenti, nei servizi pubblici e nelle infrastrutture sociali.

Figura 1 – Ranking Italia Logistic Performance Index e World Competitiveness Ranking e dettaglio investimenti in opere pubbliche 2012-2026

Negli ultimi anni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato un importante acceleratore degli investimenti pubblici, contribuendo a ridurre parte del ritardo accumulato. Tuttavia, il progressivo esaurimento delle risorse straordinarie del PNRR e il ritorno ai vincoli ordinari di finanza pubblica rendono necessario individuare strumenti capaci di sostenere nuovi investimenti e mobilitare capitali aggiuntivi. Ciò non solo per colmare il gap infrastrutturale che è comunque rimasto consistente, ma anche per procedere a un necessario processo di adeguamento tecnologico e funzionale delle infrastrutture esistenti.  

Attrattività e criticità del mercato infrastrutturale italiano

 La necessità di colmare il divario infrastrutturale del Paese rappresenta una delle principali motivazioni che alimentano l’interesse degli investitori istituzionali verso il mercato italiano. Per tali soggetti, le infrastrutture costituiscono un ampio bacino di opportunità di investimento, grazie alla capacità di offrire rendimenti stabili nel lungo periodo e, al contempo, sostenere la crescita dell’economia reale. Il rilevante fabbisogno di capitali richiesto per la modernizzazione delle infrastrutture e per il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e digitale accresce ulteriormente l’attrattività del settore, ampliando le opportunità di impiego del capitale privato.

Accanto alle opportunità persistono tuttavia alcuni ostacoli strutturali. Gli investitori istituzionali individuano infatti nella complessità amministrativa, nell’incertezza normativa e nella lunghezza dei tempi autorizzativi i principali fattori che limitano gli investimenti infrastrutturali in Italia. Non è un caso che proprio questi aspetti siano stati più volte richiamati anche dalle istituzioni europee nell’ambito delle riforme collegate all’attuazione del PNRR.

Figure 2 e 3 – Opportunità e vincoli associati al settore delle infrastrutture

Opportunità e vincoli associati al settore delle infrastrutture

Se il fabbisogno infrastrutturale è evidente, altrettanto importante è comprendere dove orientare gli investimenti. Spesso il dibattito pubblico si concentra sulle grandi opere strategiche nazionali, ma il rafforzamento delle infrastrutture territoriali rappresenta una componente essenziale dello sviluppo del Paese. Ospedali, reti idriche, impianti sportivi, mobilità locale, servizi ambientali e infrastrutture sociali sono infatti gli investimenti che incidono più direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività dei territori.  Anche la transizione energetica richiede interventi diffusi, coerenti e integrati con le esigenze locali, oltre alle grandi opere di scala nazionale.

In questo contesto, il tema non è soltanto individuare le risorse necessarie, ma anche adottare strumenti capaci di coniugare finanziamento, competenze e capacità gestionale. È proprio in questa prospettiva che assume particolare rilevanza il Partenariato Pubblico-Privato.

Il Partenariato Pubblico-Privato come leva di sviluppo

Il PPP non è semplicemente uno strumento finanziario, ma un modello di collaborazione tra settore pubblico e settore privato che consente di condividere risorse, competenze, responsabilità gestionali e rischi. Attraverso il trasferimento al partner privato dei rischi di costruzione, gestione e domanda, in ragione della sua capacità di governarli e mitigarli, la Pubblica Amministrazione può beneficiare di capitali e competenze specialistiche, riducendo la propria esposizione finanziaria e favorendo la realizzazione di interventi che difficilmente potrebbero essere sostenuti esclusivamente con risorse pubbliche.

Il valore del PPP non risiede tuttavia soltanto nella disponibilità di capitale. Il modello integra infatti progettazione, costruzione, manutenzione e gestione dell’opera lungo l’intero ciclo di vita dell’investimento, promuovendo qualità infrastrutturale, continuità del servizio, efficienza gestionale e corretta allocazione dei rischi. Ogni intervento deve basarsi su un Piano Economico-Finanziario in grado di dimostrarne l’equilibrio e la sostenibilità nel tempo.

Il PPP non rappresenta però sempre la soluzione più efficiente. Affinché sia conveniente per la collettività, deve generare un effettivo value for money, ossia un beneficio complessivo superiore rispetto alle modalità tradizionali di affidamento. Ciò avviene quando il partner privato è in grado di gestire i rischi in modo più efficiente rispetto al settore pubblico, traducendo tale capacità in una riduzione del costo complessivo dell’intervento e in un miglioramento della qualità del servizio. Ferma restando la centralità del potenziale vantaggio del PPP nella gestione dei rischi, il PPP dimostra spesso ex post anche importanti efficienze in termini di economie di gestione congiunta dei processi di progettazione, finanziamento, costruzione e gestione delle opere destinate a produrre servizi di pubblica utilità. 

Nonostante le sue potenzialità, il mercato italiano del PPP presenta ancora margini di sviluppo significativi. Nel periodo 2018-2024 il PPP ha rappresentato mediamente circa il 10% del mercato delle gare per lavori e servizi pubblici e, nel 2024, soltanto l’8% delle procedure è giunto all’aggiudicazione. Questi dati evidenziano come il settore continui a risentire di complessità amministrative, tempi lunghi e incertezze procedurali che ne limitano la piena diffusione.

Figura 4 – Importo bandito 2018-2024 per lavori e servizi e quota PPP sul totale
(Dettaglio numero gare in PPP)

Importo bandito 2018-2024 per lavori e servizi e quota PPP sul totale

I segnali più recenti indicano tuttavia una possibile accelerazione. Secondo i dati dell’Osservatorio CRESME, nel 2025 sono state avviate 2.147 procedure di PPP per un valore complessivo di 27,8 miliardi di euro, pari al 37% del valore del mercato dei bandi per opere pubbliche. Si tratta di una quota significativamente superiore all’incidenza media registrata negli anni precedenti e che conferma una crescente attenzione verso questo strumento.

La crescita appare sostenuta sia dalla necessità di affiancare capitale privato agli investimenti pubblici, sia dalla progressiva diffusione del modello per la realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi pubblici in ambiti quali l’edilizia sanitaria, l’edilizia scolastica, il settore energetico, le reti ed i trasporti. Inoltre, la crescente attenzione agli obiettivi ambientali e sociali rende il PPP coerente con l’integrazione dei criteri ESG nei processi di investimento.

Figura 5 – Il PPP in Italia a livello settoriale

Il PPP in Italia a livello settoriale

Per consolidare questa dinamica sarà necessario rimuovere gli ostacoli che ancora frenano il mercato, rafforzando certezza regolamentare, efficienza amministrativa e capacità di strutturazione dei progetti da parte delle amministrazioni pubbliche. Solo in presenza di queste condizioni il PPP potrà esprimere pienamente il proprio potenziale come strumento a supporto degli investimenti infrastrutturali.

Le prospettive di sviluppo del PPP assumono particolare rilievo se si considera che una parte significativa del fabbisogno infrastrutturale italiano riguarda interventi di dimensione medio-piccola, strettamente legati ai bisogni delle comunità locali, nei quali la collaborazione tra pubblico e privato può contribuire non solo a mobilitare risorse finanziarie aggiuntive, ma anche a migliorare la qualità della gestione e la sostenibilità degli investimenti nel lungo periodo.

In questo contesto, il contributo degli investitori istituzionali può risultare particolarmente importante. Oltre a fornire capitale paziente e orientato al lungo periodo, tali soggetti possono sostenere la selezione e la strutturazione di progetti capaci di generare valore economico, ambientale e sociale. Affinché ciò avvenga, è tuttavia essenziale la presenza di operatori specializzati, in grado di dialogare con le amministrazioni pubbliche, individuare opportunità di investimento e accompagnare lo sviluppo dei progetti lungo tutto il loro ciclo di vita.

La capacità di rafforzare la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, operatori specializzati e investitori istituzionali sarà quindi determinante per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture territoriali.

Considerati gli elevati fabbisogni e le risorse pubbliche limitate, il Partenariato Pubblico-Privato può rappresentare una leva strategica per coniugare capitale, competenze e capacità gestionali, contribuendo alla competitività del Paese, alla coesione territoriale e alla qualità dei servizi offerti alle comunità locali.


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