C’è un filo che lega Gubbio ai principali snodi della logistica italiana ed europea. È quello tracciato da LC3 Trasporti, azienda nata nel 2009 nella città dei Ceri e diventata, in poco più di quindici anni, una realtà di riferimento nel trasporto e nella logistica a temperatura controllata, nel trasporto container e nelle soluzioni sostenibili per la mobilità delle merci.
Se in Italia si può parlare di un settore sempre più green, il merito è anche e soprattutto della realtà guidata dal presidente Luigi Ambrosio e dal direttore Generale Rocco Girlanda.
E’ stata pioniera nella spinta ecologica, diventando nel 2014 la prima azienda a introdurre sulle strade veicoli pesanti alimentati a gas naturale liquefatto (Lng). “All’inizio – racconta Rocco Girlanda, direttore generale di LC3 – andavamo direttamente al porto a caricare il carburante dalle navi in arrivo dalla Spagna, quando ancora la rete sul territorio nazionale non esisteva. Oggi possiamo vantare una flotta di 30 veicoli 100% elettrici e dedicati alle linee a lungo raggio. Traguardi che ci permettono di essere leader nel settore dell’autotrasporto sostenibile”.
Il parco automezzi a metano liquido è in continua ed esponenziale crescita. La flotta oggi conta 1.000 unità tra veicoli di proprietà e subvettori in esclusiva. Se da un lato il trasporto green comporta costi significativamente più alti rispetto a quello standard, dall’altro questa scelta ecologica ha attratto multinazionali di primo piano, contribuendo al raggiungimento anche di prestigiosi premi: “Lavoriamo con alcuni dei più grandi gruppi internazionali come Lidl, Ikea, Eurospin e Costa Crociere. L’azienda è riconosciuta sul mercato come eccellenza del settore, è il quarto anno consecutivo che veniamo premiati a Milano da Industria Felix“.
La scheda: LC3 nasce nel 2009 a Gubbio, dove si trova la sede centrale. E’ dislocata in tutta Italia e anche all’estero con depositi logistici a Corciano (PG), Verona, Bertinoro (FC), Perpignan (Francia); filiali a Napoli, Salerno, Magione (PG), Mordano (BO), Pontedera (PI), Piacenza, Genova, La Spezia, Verona, Venezia, Livorno, Anagni (FR), Aprilia (LT), Molfetta (BA), Misterbianco (CT), Assemini (CA), Malta; presenze estere in Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Svizzera, Lussemburgo e Germania. Conta oltre 1.000 addetti, di cui circa 300 sono autisti. Con l’acquisizione di Vignali punta a superare i 200 milioni di euro di fatturato nel 2027.
Considerando i mezzi propri dell’azienda, sono oltre 26 milioni i chilometri percorsi all’anno, che si declinano in circa 110 mila viaggi, portati a termine sempre con attenzione nel fornire servizi di alta qualità, relativamente sia al trasporto che alla logistica leggera, nel massimo rispetto delle tempistiche di consegna, della sicurezza delle merci e dell’ambiente. Numeri che rendono inevitabilmente necessario un lavoro imponente per il controllo, il monitoraggio e l’ottimizzazione delle tratte: “Abbiamo deliberato in consiglio di amministrazione – spiega Girlanda – la creazione di un centro di controllo unico, attivo 24 ore su 24, dal quale monitorare in tempo reale il traffico sul territorio nazionale dei mezzi interamente digitalizzati”. Inoltre, è in fase di test avanzato un sistema satellitare che certifica in modo inalterabile la temperatura e la posizione dei mezzi: “Certificheremo i dati relativi alla temperatura chilometro per chilometro all’interno di una catena blockchain, avvalendoci di una scheda satellitare che garantisce l’effettiva certezza e l’immodificabilità della rilevazione. Presenteremo ufficialmente questa tecnologia a partire da gennaio 2027”. Anche l’intelligenza artificiale è destinata a entrare a far parte dei meccanismi operativi di LC3: “La introdurremo per razionalizzare i percorsi e gestire al meglio i viaggi”.
L’impresa eugubina è già attiva anche nel porre le basi di future traiettorie di sviluppo da adottare a beneficio dell’innovazione della propria flotta: dai sistemi di guida autonoma a nuove intuizione per abbattere i consumi. “I nostri mezzi sono stati equipaggiati con telecamere e sensori, registrando milioni di chilometri percorsi per lo sviluppo futuro della guida autonoma sui veicoli pesanti“. Oltre a essere stati i primi a introdurre semirimorchi dotati di pannelli solari superiori per alimentare i gruppi frigoriferi all’interno dei mezzi, “ora stiamo studiando l’integrazione di batterie per assistere la spinta del trattore e ridurre ulteriormente i consumi”. Oggi l’obiettivo numero uno di LC3 è l’espansione del mercato.
Con l’acquisizione di Vignali Trasporti ha rafforzato la presenza nella logistica dell’ortofrutta, attivando un hub strategico in Francia; con l’integrazione di Trasporti Belsi ha iniziato a operare nei principali scali marittimi nazionali (Genova, Salerno, Napoli e Livorno). “A completo regime, con tutte le attività, prevediamo di superare i 200 milioni di euro di fatturato nel 2027. Per quanto riguarda le rotte, già copriamo tutto il territorio nazionale, oltre a Malta, Inghilterra, Francia, Svezia e Danimarca. Ora stiamo valutando di estendere l’operatività verso Marocco e Turchia”, dichiara Girlanda. Sui rincari energetici, che hanno causato un’impennata dei prezzi del metano, a fare la differenza è stata l’impostazione dei contratti commerciali con clausole di indicizzazione. “L’esistenza di accordi con la grande committenza, che prevedevano apposite clausole di adeguamento dei costi del carburante, ci ha permesso di superare la crisi in piena stabilità”, rassicura. Un’altra sfida da vincere è la carenza strutturale di autisti, mentre il trasporto su strada – in mancanza di infrastrutture alternative e avanzate – è destinato a crescere e a rimanere dominante.
LC3 impiega circa 1.000 addetti, di questi circa 300 sono autisti. “I casi di dipendenti che decidono di lasciarci sono estremamente rari. Un turnover così ridotto per noi è motivo di orgoglio”, conclude Girlanda.
La storia – Da impresa eugubina a rete internazionale
LC3 nasce nel 2009 a Gubbio da un’intuizione di un manager con una lunga esperienza nel settore del trasporto su strada, con il supporto della famiglia Barbetti, storica realtà imprenditoriale eugubina. L’attività iniziale è legata soprattutto al trasporto a temperatura controllata, con particolare attenzione alle esigenze della Grande Distribuzione Organizzata. Fin dall’inizio, però, la società sceglie di non limitarsi a seguire l’evoluzione del mercato, ma di provare ad anticiparla.
Il passaggio decisivo arriva nei primi anni Dieci, quando LC3 comincia a investire concretamente nelle alimentazioni alternative per i mezzi pesanti. Nel 2011 l’azienda avvia il confronto con Iveco sullo sviluppo di motorizzazioni a metano liquido (Lng) destinate al trasporto pesante. Nel 2012 presenta il progetto per la realizzazione del primo distributore italiano di metano liquido, poi realizzato a Piacenza da Eni nel 2014. Lo stesso anno rappresenta una tappa fondamentale: LC3 mette in strada i primi cinque veicoli alimentati a Lng.
La scelta tecnologica diventa anche una scelta strategica. Nel 2015 arrivano altri 35 mezzi e LC3 entra nel progetto europeo Blue Corridor, dedicato allo sviluppo del gas naturale liquefatto nel trasporto pesante. Nello stesso periodo l’azienda partecipa al dibattito sulla green economy e sottoscrive l’appello delle imprese italiane in vista della COP21 di Parigi. Nel 2018 l’azienda inaugura a Piacenza una propria stazione di rifornimento Lng e azoto liquido e continua a rafforzare il parco mezzi. Il polo di Piacenza rappresenta in questo senso uno degli snodi più importanti della strategia LC3: una posizione che consente di collegare le attività dell’azienda alle principali direttrici della logistica del Nord Italia e ai grandi porti, rafforzando il suo ruolo nel trasporto dei container.
Negli anni successivi segue una continua ricerca di soluzioni alternative. Nel 2019 arriva RevolutioN2, il semirimorchio refrigerato ad azoto liquido progettato per ottenere una refrigerazione a zero emissioni; nel 2020 entrano in flotta i primi automezzi alimentati a biometano e viene introdotta una cisterna criogenica per l’approvvigionamento dell’Lng. Nel maggio 2026 LC3 ha perfezionato l’acquisizione di Vignali Logistic Service Provider, storica realtà del settore con radici a Cesena e una forte specializzazione nella logistica agroalimentare. L’operazione ha compreso anche la società francese Sasu Vignali France, con sede a Perpignan. Con l’operazione il gruppo conta di superare i 200 milioni di euro di fatturato e ha raggiunto circa 1.000 addetti, di cui circa 800 dipendenti diretti. Vignali porta in dote circa 250 dipendenti e 250 mezzi. Il 12 dicembre 2026 LC3 inaugurerà anche la nuova sede di Gubbio, in via dell’Arboreto. Un progetto concepito con particolare attenzione all’efficienza ambientale.
Il personaggio – Adriana Barbasu: “Diventare autista LC3 mi ha cambiato la vita”
Gli autisti sono la colonna portante di LC3. Il direttore generale Rocco Girlanda non ha dubbi: “Il personale viaggiante è il vero cuore dell’azienda: noi siamo i colletti bianchi che lavorano negli uffici, ma è agli autisti che dedico ogni nostro successo”. Tra i circa 300 viaggiatori di LC3 c’è anche Adriana Barbasu, autista di uno dei mezzi full electric, vero valore aggiunto della flotta dell’azienda eugubina. Nata in Romania a Vrancea Focsani, è arrivata in Italia a 23 anni. Si è stabilita a Piacenza, dove vive ancora oggi. Dopo aver lavorato per una società di organizzazione eventi, ha aperto un bar ma “tra l’impatto del Covid, le troppe tasse e le spese che superavano le entrate – racconta Adriana – il lavoro non andava più bene: così, incoraggiata dal mio compagno, anche lui camionista, ho deciso di mettermi in gioco e prendere le patenti C, CE e CQC e cambiare completamente vita”. Inizia in un’azienda di trasporti piacentina, dove lavora per circa 16 mesi, poi nel 2024 entra a far parte della flotta LC3.
Dopo anni trascorsi dietro al bancone a gestire contatti continui e diretti con i clienti, la cabina del camion si è rivelata per lei in un’inaspettata oasi di tranquillità : “L’aspetto che amo di più di questo lavoro è la pace che trovo nello stare da sola nel camion, padrona del mio tempo e della mia giornata, senza dover stare al pubblico ad ascoltare conversazioni superficiali o forzare un sorriso”. La solitudine al volante non si traduce però in abbandono: le tratte verso destinazioni comuni vengono infatti affrontate spesso viaggiando in piccoli gruppi di 2 o 3 mezzi. “Anche se viaggiamo soli in cabina, non ci sentiamo mai abbandonati: abbiamo una chat di gruppo attiva dall’alba per farci compagnia e, se uno di noi ha un problema meccanico per strada, ci si ferma e ci si aiuta subito tra colleghi”.
Barbasu è alla guida di uno dei rinomati mezzi full electric. Sempre abituata a guidare camion con motori termici, il cambio di sistema di guida le ha rivoluzionato completamente l’approccio operativo: “All’inizio c’erano curiosità ma anche timore per l’autonomia e le ricariche. Poi ho imparato a gestire la batteria in ogni condizione climatica senza più la paura di rimanere a secco. L’elettrico poi mi regala una guida molto piacevole, fluida e silenziosa”. La giornata tipo di Adriana è la seguente: la sveglia suona alle 1 di notte, con partenza alle 2 per agganciare il rimorchio da consegnare in un’importante azienda multinazionale a Brescia entro le 4 del mattino; successivamente l’itinerario prevede il rientro, l’aggancio del container, un rabbocco di ricarica e il viaggio verso il porto di Genova, per un totale di circa 12 ore di turno che si concludono nel primo pomeriggio. “Svegliarsi ogni notte all’una per affrontare più di dodici ore tra i depositi di Brescia e i moli di Genova richiede enormi sacrifici, ma la soddisfazione per questo lavoro, l’intesa con l’azienda e il forte legame con mio marito e mio figlio ripagano ogni fatica”.
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