#Finsubito news dalla rete – quali tasse e multe rientrano, di che anni e condizioni


Dopo mesi di rinvii, la rottamazione quinquies dei tributi locali entra nella fase operativa. Dal 16 ottobre 2026 chi ha cartelle con Comuni, Regioni e altri enti territoriali può chiedere la definizione agevolata. Circa 1.500 enti hanno aderito, tra cui Roma, Napoli, Bari, Genova e Venezia, oltre a cinque Regioni. In questa guida trovi quali tasse e multe rientrano, di quali anni, a quali condizioni e cosa devono fare i cittadini per non perdere l’occasione. 

Cos’è la rottamazione quinquies degli enti locali

La rottamazione quinquies è la definizione agevolata introdotta, a livello nazionale prima e liocale poi, dalla Legge di Bilancio 2026 per i carichi affidati alla riscossione. Il punto chiave è che non è automatica.

L’applicazione ai tributi locali dipende dalla scelta autonoma di ogni singolo ente creditore. I Comuni dovevano adottare un provvedimento e trasmetterlo ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) entro il 31 luglio 2026.  Non tutti i Comuni italiani sono, dunque, coinvolti.

Hanno aderito all rottamazione quinquies locale 1.481 Comuni, 5 Regioni, 11 Province e città metropolitane e 4 Unioni di comuni. Le Regioni sono Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria. L’elenco ufficiale è stato pubblicato da AdER il 25 settembre 2026. 

Prima di tutto bisogna fare due controlli:

Il tuo Comune o la tua Regione è nell’elenco? Se l’ente non ha comunicato l’adesione, i debiti verso quell’ente restano fuori da questa rottamazione. 

Chi gestisce la riscossione? La misura vale solo per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non copre i tributi che i Comuni incassano direttamente, né quelli affidati a concessionari privati. Per questi casi gli enti possono approvare una definizione agevolata autonoma, con regole e tempi decisi da ciascuna amministrazione. 

Quali tasse e multe rientrano

Rientrano i debiti, tributari e non tributari, derivanti da omesso versamento e affidati ad AdER dagli enti aderenti. Nella pratica parliamo di:

  1. IMU, la tassa sugli immobili.
  2. TARI, la tassa sui rifiuti.
  3. TASI, ancora presente nelle cartelle arretrate.
  4. Bollo auto, per le Regioni aderenti.
  5. Canoni e corrispettivi per servizi pubblici locali affidati alla riscossione coattiva.
  6. Multe stradali elevate dalla polizia locale.

Chi ha debiti non pagati per Imu, Tari, Tasi, bollo auto o multe della polizia locale verso uno degli enti aderenti potrà chiedere la definizione agevolata. Se la cartella riguarda un tributo diverso o un ente non presente nell’elenco, non puoi darla per rottamabile. 

Di quali anni sono i debiti

Il perimetro temporale è ampio. La rottamazione riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. In tutto sono ventiquattro anni di affidamenti. 

Attenzione a un dettaglio che genera spesso confusione. Conta la data di affidamento del carico all’agente della riscossione, non l’anno a cui si riferisce il tributo. Un’IMU di una certa annualità può quindi rientrare o no, a seconda di quando la cartella è stata consegnata ad AdER. I carichi affidati dal 2024 in poi restano fuori.

Condizioni: cosa si paga e cosa viene cancellato

Per i tributi locali il vantaggio è netto. Chi aderisce salda la somma originaria e le spese di notifica e delle procedure esecutive, mentre interessi e sanzioni vengono azzerati. Non sono da corrispondere interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio. 

Per le multe stradali il risparmio è più contenuto. Per le sanzioni per violazioni del Codice della strada, la rottamazione si applica limitatamente agli interessi e alle somme maturate a titolo di aggio. In pratica la sanzione di base va pagata per intero, mentre si risparmia sulle maggiorazioni accumulate nel tempo. 






Tipo di debito Cosa si paga Cosa viene cancellato
Tributi locali (IMU, TARI, bollo) Importo originario e spese di notifica ed esecuzione Sanzioni, interessi, aggio
Multe stradali Sanzione principale Interessi e aggio

Se scegli il pagamento a rate, si applicano interessi pari al 3% annuo, a decorrere dal 1° agosto 2026.

Il calendario da segnare

Le date sono cambiate rispetto al piano iniziale. La finestra per le domande, prevista dal 16 settembre al 31 ottobre, è stata spostata al periodo tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. Ecco il calendario aggiornato: 

  1. Entro il 15 ottobre 2026: AdER pubblica le modalità telematiche e rende disponibili, nell’area riservata, i dati per individuare i carichi definibili.
  2. Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026: si presenta la domanda di adesione.
  3. Entro il 28 febbraio 2027: AdER comunica l’importo dovuto.
  4. 31 marzo 2027: scadenza per il pagamento in unica soluzione.

In alternativa si può pagare a rate, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, per un piano che nella durata più lunga copre nove anni.

Come nelle edizioni precedenti, il beneficio si perde se i pagamenti non sono puntuali. Con la decadenza riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza e possono ripartire le procedure cautelari ed esecutive. Il debito torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi ordinari. 

C’è però un correttivo utile. È prevista una tolleranza di cinque giorni per il versamento della rata unica o dell’ultima rata del piano. Non conviene farci affidamento: il consiglio è pagare sempre entro la scadenza e controllare nel dettaglio le regole di decadenza pubblicate da AdER. 

Cosa devono fare i cittadini: la guida passo per passo

Se pensi di avere cartelle con un ente locale, ecco come muoverti.

  1. Controlla l’elenco degli enti aderenti. Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione trovi l’elenco, con il nome di ogni ente. Se il tuo Comune c’è, puoi proseguire.
  2. Fai il punto sui tuoi debiti. Accedi all’area riservata del sito AdER con SPID, CIE o CNS. Verifica cartelle, importi e data di affidamento: devono essere comprese tra il 2000 e il 2023.
  3. Individua chi ti ha affidato la riscossione. Se la cartella arriva da AdER, rientra nel perimetro. Se invece il Comune riscuote in proprio o tramite una società privata, chiedi all’ufficio tributi se esiste una definizione agevolata locale.
  4. Dal 15 ottobre consulta i carichi definibili. AdER renderà disponibili i dati nell’area riservata. Prendi nota di quali cartelle intendi includere.
  5. Presenta la domanda tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. La procedura è solo telematica. Non aspettare gli ultimi giorni, per evitare errori e problemi di accesso.
  6. Scegli come pagare. Decidi tra unica soluzione e rate, tenendo conto del tuo bilancio familiare o aziendale.
  7. Attendi la comunicazione di AdER. L’importo dovuto arriverà entro il 28 febbraio 2027, con scadenze e modalità di pagamento.
  8. Paga con puntualità. Segna le date sul calendario e non saltare nessuna rata.

Domande frequenti

Il mio Comune non è nell’elenco: posso comunque rottamare?
Non con questa procedura. Verifica però se l’ente ha approvato una definizione agevolata autonoma per i tributi che riscuote direttamente o tramite concessionari.

Posso rottamare solo alcune cartelle?

In generale la domanda riguarda i carichi che scegli di includere tra quelli definibili. Controlla le istruzioni operative pubblicate da AdER entro il 15 ottobre.

Quando conviene aderire?

Conviene soprattutto quando le sanzioni e gli interessi pesano molto sul debito, come accade per vecchie IMU e TARI. Per le multe stradali il risparmio è minore, quindi vale la pena fare bene i conti.

 

Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell’ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche …


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