Buongiorno! Siamo David Carretta, Christian Spillmann e Oliver Grimm, gli autori del Mattinale Europeo.
L’analisi di oggi è dedicata ai negoziati sul bilancio 2028-34 dell’UE, che occuperanno i leader nella prima giornata del Consiglio europeo. Lunedì abbiamo raccontato come i frugali stiano danneggiando la causa della modernizzazione del bilancio con le loro richieste di tagli. Oggi David spiega che gli «Amici della coesione» sono pronti a sacrificare gli investimenti per la competitività e la difesa pur di salvare i fondi che ricevono dall’UE per gli agricoltori e le regioni.
Nel briefing di oggi: il tradimento di Trump all’Ucraina. Commissione e NATO fingono di non vedere la decisione di interrompere la condivisione di intelligence e le interruzioni di Starlink. Oggi i capi di Stato e di governo cercheranno soluzioni di breve periodo per abbassare i prezzi alla pompa, ma non sarà facile. Domani si annuncia un dibattito politicizzato al Consiglio europeo sulle politiche migratorie.
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Di David Carretta
Si sono battezzati gli «Amici della coesione». E nei negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale dicono di avere un obiettivo in apparenza nobile: salvare la Politica agricola comune e la Politica di coesione grazie a un bilancio dell’Unione europea ambizioso. Sono in 17, la maggioranza degli Stati membri — Bulgaria, Cipro, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna. E sono sempre pronti a invocare strumenti di debito comune per affrontare le sfide e le crisi che l’UE si trova ad affrontare. Per due anni hanno citato il rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea per giustificare la richiesta di aumentare le risorse del bilancio UE. Con nuovo debito comune, se necessario. Ma al momento della verità, quando si tratta di scegliere tra gli investimenti nel futuro e le spese del passato, non hanno dubbi: il rapporto Draghi può finire nel cassetto. Prima vengono gli agricoltori e le regioni.
Il negoziato sul bilancio 2028-34 dell’UE entra nel vivo questo pomeriggio, quando i capi di Stato e di governo discuteranno durante il Consiglio europeo la nuova «nego-box» presentata dalla presidenza irlandese. Il gruppo dei paesi «frugali» — Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Finlandia e Austria — ha protestato. Il taglio di 141 miliardi di euro rispetto ai 1.736 miliardi proposti dalla Commissione per sette anni non è sufficiente. I frugali vogliono «diverse centinaia di miliardi di euro» di tagli. La presidenza irlandese li ha accontentati solo in parte: a essere sacrificati sono gli investimenti nella competitività e nella difesa (con un taglio del 13%) e le risorse destinate alla politica estera (con un taglio del 17%). La reazione degli «Amici della coesione»? Un comunicato per dire che il bilancio UE dovrebbe essere più ambizioso, accompagnato però da un ringraziamento alla presidenza irlandese per non aver toccato le allocazioni nazionali.
«Allocazioni nazionali» è la parola d’ordine degli «Amici della coesione» nei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale. È l’ammontare complessivo degli esborsi che la Commissione effettuerà a ciascuno Stato membro nel corso dei sette anni per i pagamenti legati alla Politica agricola comune e alla Politica di coesione: Polonia 112,6 miliardi di euro, Francia 81,8 miliardi, Spagna 79,9 miliardi, Italia 78,3 miliardi, e così via fino al Lussemburgo con 400 milioni di euro (cifre a prezzi costanti). I paesi con un grande settore agricolo o con regioni in ritardo di sviluppo ricevono più fondi. La Germania, con 83 milioni di abitanti, riceverà 60,2 miliardi di euro. La Romania, con 20 milioni di abitanti, 54,6 miliardi. Per i paesi dell’Europa centrale e orientale si tratta di una manna: 35 miliardi per l’Ungheria, 27,6 miliardi per la Repubblica Ceca, 19,5 miliardi per la Bulgaria, 18,3 miliardi per la Slovacchia, 14,6 miliardi per la Croazia, 12,5 miliardi per la Lituania.
Dietro alle belle parole degli «Amici della coesione» sulla sovranità alimentare, la cura delle comunità locali e l’ambizione per le finanze dell’UE si nasconde un solo interesse: quanti soldi incasseranno in un bilancio finanziato al 45% dai paesi del gruppo dei «frugali». Tutto il resto passa in secondo piano, compresi gli investimenti nelle nuove priorità strategiche. Le risorse per la competitività, la ricerca o la difesa non vengono pre-allocate agli Stati membri, ma assegnate ai migliori progetti. La paura degli «Amici della coesione» è che i finanziamenti UE finiscano ai paesi più ricchi del nord — i frugali.
La posizione adottata dall’Italia al Consiglio Affari generali di settembre è la migliore dimostrazione della miopia politica degli «Amici della coesione». «Non ci sarà nessuna apertura da parte dell’Italia se si vuole tagliare nelle politiche tradizionali», ha detto Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei che rappresentava il governo Meloni: «I tagli di bilancio dovranno concentrarsi sui settori che hanno conosciuto l’aumento più forte, cioè competitività, azione esterna e spese amministrative». L’Italia è stata accontentata dalla «nego-box» irlandese, malgrado la sua premier chieda regolarmente all’UE di intervenire finanziariamente per aiutare gli Stati membri ad affrontare le crisi emergenti. «L’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la pesca e la coesione», ha confermato ieri Meloni.
L’agricoltura rappresenta poco più dell’1% del PIL dell’UE, ma occupa oltre un terzo delle risorse del bilancio dell’Unione. La politica di coesione ha dato risultati contraddittori: in alcuni paesi, come la Polonia, ha permesso di recuperare parte del ritardo sui vecchi Stati membri; in altri, come l’Ungheria sotto Orbán, è stata usata per arricchire le oligarchie vicine al potere; in altri ancora, come l’Italia, le regioni più povere non hanno colmato i ritardi nonostante investimenti per centinaia di miliardi. La proposta presentata nel luglio 2025 dalla Commissione per il nuovo Quadro finanziario pluriennale puntava a modernizzare il bilancio per adeguarlo alle sfide attuali: meno risorse per l’agricoltura e la coesione, più denaro per la competitività, la ricerca e la difesa.
La «nego-box» della presidenza irlandese è un tentativo di trovare un compromesso tra due posizioni irriconciliabili: accettare almeno in parte i tagli chiesti dai «frugali», preservando al tempo stesso le risorse per le politiche tradizionali e le allocazioni nazionali come esigono gli «Amici della coesione». Ma questi ultimi sono responsabili quanto i frugali nel compromettere ogni prospettiva di dotare l’UE di un bilancio all’altezza delle sfide che deve affrontare.
«Per salvare l’agricoltura e i fondi per le loro regioni, gli Amici della coesione sacrificano gli investimenti nella transizione energetica e la difesa del nostro settore industriale, nel momento in cui l’Europa perde milioni di posti di lavoro a vantaggio dei giganti americani e cinesi», ci ha detto un diplomatico di un paese frugale. «Tagliare le risorse per le nuove priorità è sbagliato», ha confermato un diplomatico di uno Stato membro che si considera neutrale tra i due gruppi: «La Cina ha un piano quinquennale per il quale mette grandi risorse a disposizione. Noi nel nostro piano settennale — il Quadro finanziario pluriennale — tagliamo gli investimenti nel futuro».
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa condurrà i negoziati per cercare un accordo entro la fine dell’anno. «È sempre difficile», ha detto ieri Costa, che rimane «ottimista». Ma dalla bozza di conclusioni del Consiglio europeo è scomparso l’impegno a raggiungere un accordo a dicembre. Si ricorda semplicemente che un fallimento avrebbe conseguenze sui beneficiari del bilancio UE. Il Consiglio inviterà ad andare «avanti nei negoziati in vista di un accordo tempestivo. Un accordo prima della fine del 2026 consentirebbe l’adozione di atti legislativi nel 2027, condizione necessaria per garantire che i finanziamenti dell’UE giungano ai beneficiari senza interruzioni nel gennaio 2028».
Contrariamente al passato, Germania e Francia non riescono a trovare un terreno comune. «C’è una discrepanza tra Berlino e Parigi e nessuno vuole uscire dalle trincee», ha spiegato una fonte, illustrando lo stato dell’arte. «I frugali devono capire che i tagli non saranno profondi come quelli che chiedono. Gli Amici della coesione devono capire che ci saranno tagli alle allocazioni nazionali per agricoltura e coesione». Cedendo alla logica delle allocazioni nazionali, «stiamo tagliando denaro che è destinato a renderci più competitivi e a garantire la nostra sicurezza», avverte la fonte.
La frase
«La cosa onesta da fare con Zelensky è dirglielo, avvertirlo: ascolta, non possiamo fare di più, non possiamo assumere ulteriori responsabilità».
Marine Le Pen, in un’intervista al Financial Times.
Il Pentagono indebolisce l’Ucraina bloccando la componente militare di Starlink — Elon Musk è nella bufera dopo che il Pentagono ha bloccato Starshield, la versione militare di Starlink, il servizio di connessione internet via satellite sviluppato dalla sua società SpaceX. «Elon Musk, stai di nuovo facendo politica con i tuoi prodotti? Come clienti europei, ti stiamo osservando», ha accusato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski. La Polonia finanzia l’accesso civile a Starlink per l’Ucraina, ma Starshield è gestito dal Pentagono, che decide le limitazioni di velocità. Il colpo è duro per Musk: o non controlla una parte dei propri servizi, oppure accetta di limitarli su ordine di Washington.
La dimostrazione è data che un «kill switch» americano può mettere gli europei in difficoltà. L’avvertimento è brutale e dovrebbe far riflettere gli acquirenti degli F-35 e i clienti di Musk e dei mercanti di armi americani. Il premier polacco Donald Tusk porterà il tema all’arrivo al vertice europeo che si apre oggi. Una discussione è prevista venerdì, durante i dibattiti sul sostegno all’Ucraina con Volodymyr Zelensky. Ma la maggior parte dei leader europei è paralizzata all’idea di ingaggiare una prova di forza con Donald Trump.
Commissione e NATO fingono di non vedere — Per l’ennesima volta, Commissione e NATO stanno voltando la testa dall’altra parte di fronte al tradimento dell’Ucraina da parte di Donald Trump. Tra impotenza e rassegnazione degli europei, gli Stati Uniti sono considerati insostituibili e gli alleati europei dell’Ucraina sono costretti ad adeguarsi. La linea ufficiale è stata espressa dal segretario generale della NATO. «Credo che il presidente sia stato molto chiaro, quando ha rilasciato brevi dichiarazioni ai media mentre lasciava la Casa Bianca per un evento elettorale, e ha affermato che la condivisione di informazioni di intelligence non si è interrotta», ha detto Mark Rutte durante una visita in Estonia. «Non abbiamo indicazioni che la condivisione dell’intelligence sia stata interrotta», ha ribadito la portavoce della Commissione europea.
L’accordo sul diesel e tutto ciò che ne è seguito sono letti come una mossa disperata di Trump in vista delle elezioni di midterm. La speranza è che dopo il 3 novembre tutto torni come prima per l’Ucraina. «Non abbiamo niente da guadagnare da uno scontro con Trump», ci ha detto un diplomatico europeo: «Non vedo l’UE rispondere, se non rafforzando quello che può fare da sola». La Commissione ha annunciato ieri un esborso di 2,86 miliardi di euro del suo prestito da 90 miliardi per acquistare urgentemente missili, droni e munizioni. La Commissione sta anche lavorando all’integrazione di capacità satellitari commerciali nel programma europeo di comunicazioni sicure Govsatcom. Potrebbe essere utile per usi militari dall’inizio del 2027, ma non al livello offerto da Starlink. La costellazione satellitare europea IRIS² inizierà ad operare soltanto a partire dal 2029. «Fino ad allora non saremo in grado di sostituire Starlink o Starshield», ha spiegato un funzionario.
Costa lancia una critica indiretta a Trump — Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa è stato ieri uno dei pochi leader UE ad esprimere una critica, pur indiretta, a Trump. «L’UE sta facendo la propria parte. E quello che chiediamo ai nostri alleati americani è di fare la loro parte e di continuare a sostenere l’Ucraina», ha dichiarato Costa. «C’è una grande differenza tra essere ottimisti ed essere ingenui. È chiaro che la pace senza difesa è un’illusione», ha aggiunto, rispondendo a una domanda sulla mancata condivisione dell’intelligence e l’interruzione di Starshield: «Chi vuole ottenere al più presto una pace giusta e duratura in Ucraina deve sostenere l’Ucraina con tutti i mezzi di cui ha bisogno per difendersi dalla brutale aggressione della Russia».
L’Aia blocca il ricorso al Regolamento di blocco per difendere la CPI — Il governo olandese, paese ospitante della Corte penale internazionale, ha chiesto di non ingaggiare una prova di forza con gli Stati Uniti attraverso l’attivazione della legge di blocco adottata nel 1996 per contrastare gli effetti extraterritoriali delle sanzioni americane, e di cogliere la proposta di rinviarne l’entrata in vigore di sei mesi, fino al 9 aprile 2027, per trovare una soluzione negoziata. Questa posizione è condannata come un segno di debolezza dal gruppo socialista al Parlamento europeo, che vuole far votare durante la plenaria del 19-22 ottobre una proposta di risoluzione che chiede «l’attivazione immediata del regolamento di blocco e l’impegno a garantire alla CPI servizi digitali e finanziari fuori dalla portata della giurisdizione americana».
Il segretario di Stato americano Marco Rubio vuole «smantellare la CPI mattone per mattone» per proteggere i cittadini statunitensi e i loro alleati più stretti — in particolare Israele — da qualsiasi procedimento penale internazionale.
L’UE senza ricette per ridurre il prezzo di diesel e gas — Nel corso della prima giornata del Consiglio europeo, i capi di Stato e di governo discuteranno della crisi dei prezzi dell’energia. Ursula von der Leyen sarà invitata a presentare le sue proposte per ridurre i costi dei carburanti e del gas. Ieri la Commissione ha proposto di rinviare di un anno il regolamento sulle emissioni di metano, cedendo alle pressioni degli Stati Uniti e delle grandi compagnie petrolifere. La spiegazione ufficiale: «Questo rinvio di un anno delle disposizioni relative alle importazioni mira a evitare ulteriori pressioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento di combustibili fossili importati nell’attuale contesto geopolitico». La Commissione ha anche raggiunto un accordo con l’Italia sugli aiuti di Stato per il gas utilizzato nella produzione di elettricità. Giorgia Meloni spera così di abbassare il costo dell’energia per le grandi imprese.
Ma al di là degli aiuti di Stato e dei rinvii normativi, von der Leyen ha ben poco margine di manovra. La presidente della Commissione ha annunciato un dialogo strategico con le raffinerie e acquisti congiunti di diesel. Von der Leyen «può rinviare un regolamento e può creare una task force, ma questo non abbasserà i prezzi alla pompa», ha detto un diplomatico di uno Stato membro. «Il vero problema è cosa facciamo nel breve periodo per il prezzo del gas».
Un dibattito «molto politico» al vertice europeo — Il dibattito sulla migrazione, in agenda per la seconda giornata del vertice europeo venerdì, sarà «molto politico» e contrapporrà il premier socialista spagnolo Pedro Sánchez all’italiana Giorgia Meloni sull’impatto delle regolarizzazioni decise dal governo spagnolo sugli altri Stati membri dell’UE. Italia e Spagna hanno mantenuto controlli eccezionali alle frontiere e sospeso temporaneamente gli accordi di libera circolazione dello spazio Schengen per i collegamenti marittimi e aerei dopo l’afflusso eccezionale di migranti marocchini a fine luglio a Ceuta, enclave spagnola in Marocco. La diffusione di messaggi fuorvianti sui social network — che lasciavano intendere che la Spagna non avrebbe più espulso le persone arrivate a Ceuta via mare — ha spinto oltre 70.000 giovani marocchini a raggiungere l’enclave, senza che le guardie di frontiera marocchine cercassero di bloccarli.
Il rilancio della questione da parte di alcuni leader crea dibattiti e tensioni inutili, ha commentato un diplomatico europeo, tanto più che il progetto di conclusioni esprime solidarietà degli europei verso la Spagna. Ma la vicenda di Ceuta è strumentalizzata dalla destra spagnola, che usa il Partito Popolare Europeo nella sua campagna contro Pedro Sánchez. Le elezioni legislative anticipate sono fissate per il 29 novembre in Spagna.
Il piano di austerità minaccia la coalizione di Bart De Wever — Non è un amante dei grandi consessi internazionali, ma il vertice che si apre oggi a Bruxelles offrirà una pausa al primo ministro belga Bart De Wever, impantanato in interminabili negoziati su un piano di austerità destinato a riportare il paese entro i parametri delle regole di bilancio europee entro il 2029. Senza un accordo tra i cinque partiti della sua maggioranza su risparmi di almeno 10 miliardi, il leader dell’Alleanza neo-fiamminga (N-VA, nazionalista e conservatrice) non ha potuto presentarsi martedì scorso davanti ai deputati per illustrare il progetto di bilancio. Il Mouvement réformateur (MR, destra liberale) mantiene il suo rifiuto categorico di qualsiasi aumento delle imposte o dell’IVA, anche a costo di mettere a rischio il fragile equilibrio della coalizione di De Wever.
De Wever agita lo spettro della scissione — Il nazionalista fiammingo parteciperà dunque al vertice prima di recarsi al palazzo reale per offrire le proprie dimissioni al re Filippo? Nel novembre 2025, un episodio simile si era concluso con un accordo dopo una cinquantina di giorni. Questa volta, mentre il suo partito viene superato nei sondaggi in Fiandra dal Vlaams Belang — estrema destra separatista — De Wever agita una minaccia: senza accordo, bisognerà tornare a parlare di una nuova riforma istituzionale, dichiarava alla fine di settembre. In chiaro: evocare un’eventuale scissione di tutta o parte della sicurezza sociale, generalmente considerata uno degli ultimi collanti del paese. Un progetto che penalizzerebbe pesantemente la parte francofona del regno. Le parole del primo ministro non hanno migliorato il clima dei negoziati, ma hanno almeno dimostrato che rimane fedele alle sue convinzioni più profonde.
Accade oggi
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Consiglio europeo
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Parlamento europeo: conferenza stampa della presidente Metsola dopo l’intervento al Consiglio europeo
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Commissione: il commissario Šefčovič riceve il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini
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Commissione: il commissario Dombrovskis in Thailandia partecipa alla riunione dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G20
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Corte di giustizia dell’UE: sentenza sul rimborso ai clienti da parte della banca in caso di frode anche in caso di grave negligenza; sentenza sulla capacità dell’aeroporto di Dublino; sentenza sulla liberazione da parte dell’Ungheria dei trafficanti di esseri umani
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Corte di giustizia dell’UE: opinione dell’Avvocato generale sul ricorso di TikTok contro la designazione come gatekeeper ai sensi del DMA
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Corte dei conti dell’UE: relazione speciale sulla priorità «Leadership industriale» di Horizon 2020
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Eurostat: statistiche sull’elettricità e il riscaldamento nel 2025; dati sull’energia a luglio; produzione industriale ad agosto
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