I robot e le soluzioni di intelligenza artificiale stanno trasformando diversi settori industriali, condizionando modelli produttivi e organizzazione del lavoro, con un impatto sulla crescita economica. Anche per questo sono tra le tecnologie al centro di Maker Faire, in programma dal 23 al 25 ottobre 2026 presso il Gazometro Ostiense di Roma. Dai dispositivi indossabili per proteggere la salute dei lavoratori agli umanoidi calciatori, startup, università, aziende e centri di ricerca porteranno in fiera i loro progetti, che permettono di osservare i progressi di IA, automazione e robotica, e immaginarne i possibili effetti sulle nostre vite. Parallelamente, si svolgerà l’ottava edizione della conferenza I-Rim 3D 2026, organizzata dall’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti (I-Rim): un evento che permette di approfondire e conoscere i progressi del settore, e le sfide da superare, con il coinvolgimento di esperti, ricercatori, imprese e istituzioni.
Mani bioniche, esoscheletri e auto senza pilota
In cucina, sulle strade o negli ambienti di lavoro, la tecnologia robotica integrata con l’intelligenza artificiale è oggetto di studi e sperimentazioni, come dimostrano le soluzioni e i prototipi in mostra a Maker Faire. Anche sul fronte della sicurezza e della salute dei lavoratori si muovono le attività di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail), che hanno sviluppato una serie di dispositivi indossabili per proteggere le persone contro le cadute e i carichi pesanti.
Nel dettaglio, il Wearable Airbag mette al riparo torso (fronte e schiena), fianchi, spalle e collo dalle cadute, rilevate da un algoritmo che le distingue dai semplici movimenti dell’operatore, riducendo i falsi allarmi: il dispositivo si gonfia in pochi millisecondi grazie a fiale di gas sostituibili. Fanno parte dello stesso filone gli esoscheletri XoTrunk e FleXoTrunk, realizzati dall’unità Advanced Robotics di Iit con Inail per sostenere la zona lombare mentre si lavora alla movimentazione manuale dei carichi pesanti: i dispositivi aiutano a prevenire i disturbi muscoloscheletrici di chi si occupa di mansioni fisicamente impegnative. Oltre a questi supporti, in fiera saranno presentate anche soluzioni logistiche smart per ottimizzare i processi produttivi, riducendo stress e impegno cognitivo del personale.
Un altro esoscheletro è invece utilizzato per attività di formazione sulla sicurezza: si tratta del progetto Side, un sistema robotico bi-articolare per l’arto superiore interfacciabile con realtà virtuale/aumentata, sviluppato dall’Università Sapienza di Roma e il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza dell’Inail: il dispositivo riproduce virtualmente le sollecitazioni di forza e contatto tipiche di ambienti rischiosi (spazi confinati, aree sospette di inquinamento) per addestrare gli operatori senza esporli al pericolo reale. L’Inail illustra anche l’Eye Tracker per la percezione del rischio, che permette di tracciare i movimenti oculari e misurare i punti di attenzione visiva, rivelando come le persone percepiscono i rischi e reagiscono a determinati stimoli: l’obiettivo di questa tecnologia è aumentare la consapevolezza degli effetti che determinati stimoli possono avere sul comportamento visivo e sull’attenzione, spesso senza che l’individuo ne sia consapevole, contribuendo a progettare ambienti di lavoro e messaggi di prevenzione sempre più efficaci.
Per quanto riguarda l’ambito della mobilità, i visitatori potranno anche guardare l’auto da corsa senza pilota Gajarda Awd Hybrid Driverless, realizzata da Sapienza Corse, il team di studenti e ingegneri dell’Università di Roma La Sapienza: telecamere e attuatori autonomi permettono alla vettura di riconoscere il percorso e correre senza controllo umano. Esistono altre due versioni della Gajarda, oltre al modello senza pilota: quella a combustione e l’ibrida. Il veicolo compete nei circuiti della Formula SAE Italy: nel 2025 ha conquistato il 2° posto nella categoria driverless e il 3° tra le vetture guidate.
Spazio anche ai giovanissimi, con i prototipi ideati e sviluppati in maniera completamente autonoma dalla 17enne Emma Borghi che integrano intelligenza artificiale, elettronica, modellazione Cad e robotica avanzata. Tra questi, il caschetto neurale Mind Control, che traduce l’attività cerebrale in comandi per guidare una macchinina robotica col pensiero: il dispositivo classifica pattern di segnale elettrico cerebrale associati a stati/intenzioni, e li traduce in un comando. E ancora una mano bionica stampata in 3D che replica i movimenti umani in tempo reale tramite webcam (computer vision) o segnali elettromiografici (Emg).
L’innovazione arriva anche in cucina, con Robby Minichef, realizzato da Gualtiero Regini e Mario Di Domenicantonio: un robot capace di cucinare primi piatti – come spaghetti cacio e pepe, risotto radicchio e speck, pasta patate e provola – in modo completamente autonomo: per vederlo in azione, basta caricare gli ingredienti, impostare il programma e avviare il timer. In ambito industriale, invece, Carlo Prisco e Fabio Marchese illustrano in fiera Zen Ecosystem, un sistema di intelligenza artificiale pensato per migliorare le operazione di controllo qualità, favorendo l’individuazione e l’eliminazione degli scarti.
Un altro robot che può aiutarci in casa è Lambda, il prototipo di un maggiordomo meccanico: dotato di un braccio manipolatore per afferrare oggetti e di un sistema di visione per riconoscere l’ambiente, si muove su quattro ruote omnidirezionali, ciascuna con il proprio motore: a differenza delle ruote normali, gli permettono di spostarsi in qualunque direzione — anche di lato o in diagonale — senza dover fare manovra, una caratteristica decisiva negli spazi ristretti.
Calciatori meccanici, droni e rover
Da tempo i robot partecipano a competizioni sportive, dimostrando i progressi tecnici raggiunti da laboratori e ricercatori. Negli anni scorsi Maker Faire Rome è stato lo stadio dove si svolgeva la RoboCup: quest’anno per la prima volta l’Italia ospiterà in fiera il primo Italian Open internazionale di RoboCup Humanoid Soccer, in cui si sfidano squadre di robot umanoidi calciatori sviluppati da università e centri di ricerca da tutto il mondo. I calciatori meccanici giocheranno in maniera autonoma, senza una guida da remoto o telecomandi: vedono il campo, decidono l’azione, tirano da soli e cooperano tra loro.
Il team italiano è Spqr, dell’Università di Roma La Sapienza, che partecipa alle gare di RoboCup dal 1998. Guidato dall’ingegnere e ricercatore Vincenzo Suriani, ad agosto in Cina il team ha preso parte al torneo World Humanoid Robot Games 2026, con il coinvolgimento di oltre duemila robot umanoidi impegnati in 51 competizioni sportive e scenari simulati. Spqr è arrivato alla finalissima, giocata nell’Ice Ribbon Stadium di Pechino: è stata l’unica squadra non cinese rimasta in gioco negli ultimi 3 giorni di competizione.
Dal campo da calcio al cielo e alle stelle, a Maker Faire sarà possibile anche vedere i progetti aerospaziali degli studenti della Sapienza. In particolare, il Sapienza Technology Team ha realizzato CC-8, il prototipo di un rover che si muove su sei ruote – una configurazione che garantisce stabilità negli spostamenti su rocce e pendenze – dotato di un braccio robotico per manipolare oggetti, un trapano per i campionamenti del suolo e un drone a bordo, utile per esplorare dall’alto la zona da raggiungere: la navigazione è autonoma, grazie a sistemi di intelligenza artificiale.
Il Sapienza Flight Team invece progetta e costruisce droni autonomi, sviluppando hardware e software di controllo: le macchine sono realizzate completamente dagli studenti, dalla struttura agli algoritmi di volo. Il gruppo porta due modelli alla fiera. Il drone ibrido Spike, un Vtol ad ala fissa in configurazione tricottero tilt-rotor: decolla e atterra in verticale come un elicottero, poi inclina i rotori e vola come un piccolo aereo. È pensato per missioni antincendio e agricole, con un sistema di erogazione dell’acqua. E poi ancora Quad, un quadricottero modulare che usa la computer vision: riconosce un oggetto a terra, lo raggiunge, lo raccoglie e lo sgancia in un altro punto. Questo modello è stato ideato per consegne in zone difficili o per il recupero di materiali.
E per gli appassionati che desiderano provare a pilotare un robot, avranno l’opportunità di farlo con il ragno meccanico Cerbero. Si tratta di un dispositivo esapode, cioè a sei zampe, con la struttura stampata in 3D e un’architettura modulare, pensata per aggiungere nel tempo nuove funzioni. Può essere guidato da smartphone o tablet, con le immagini trasmesse in streaming sullo schermo dalla telecamera di bordo. Oltre 150 Led Rgb permettono poi coreografie luminose che lo rendono scenografico. La scelta tecnica che spiega l’aspetto del ragno è legata al fatto che i robot con le “zampe” possono superare ostacoli che bloccano le ruote, come scale, terreni irregolari e macerie, e conferiscono grande stabilità: questo tipo di piattaforme sono utilizzate per attività di ispezione e sorveglianza in ambienti difficili. Il progetto è in evoluzione: tra i prossimi passi annunciati ci sono la navigazione autonoma negli spazi interni, il riconoscimento visivo e l’aggiunta di un braccio robotico.
Il mercato dei robot
La robotica industriale è un mercato variegato, che riguarda diversi settori. Nel 2024, l’elettronica ha riconquistato il primo posto con 128.899 installazioni, davanti all’automotive sceso a 126.088. Metalli e macchinari hanno raggiunto 88.777 installazioni (+16%). Nel complesso, a livello globale, sono stati installati 542.076 sistemi, e il parco operativo mondiale ha raggiunto 4.663.698 unità, il 9% in più in un anno. Cinque Paesi — Cina, Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud e Germania — hanno concentrato l’80% delle nuove installazioni.
L’Asia ha assorbito il 74% delle nuove installazioni mondiali, l’Europa il 16%, le Americhe circa il 9%. Dei 4,66 milioni di robot industriali in funzione nel mondo, oltre 2,027 milioni sono in Cina: circa il 43% del parco mondiale. L’International Federation of Robotics (Ifr) stima in 16,7 miliardi di dollari il valore mondiale delle installazioni, massimo storico.
Per quanto riguarda l’Italia, il numero delle nuove installazioni nel 2024 è diminuito rispetto all’anno prima (8.783 robot industriali, −16%): il Paese aveva uno stock operativo di circa 101.200 unità. Secondo i dati diffusi da Ifr il 24 settembre 2026, nel 2025 le nuove installazioni sono state circa 7.800. L’Italia resta comunque il secondo mercato europeo dopo la Germania, a conferma del peso che l’automazione ha ormai assunto nel sistema produttivo del Paese.
A differenza della robotica industriale, gli umanoidi sono invece ancora una frontiera da esplorare: dalle sperimentazioni e dimostrazioni si è già passati alle prime applicazioni reali (a partire da automotive, manifattura e logistica), ma non esiste ancora una statistica Ifr consolidata sulle loro vendite, paragonabile a quella disponibile per i robot industriali.
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