#Finsubito news dalla rete – Quando l’atto di recupero del Bonus Sud è nullo?


La Cgt di Oristano annulla il recupero del credito d’imposta: l’Agenzia ha cambiato le contestazioni e ignorato le memorie del contribuente.

L’atto con cui l’Agenzia delle entrate recupera un credito d’imposta è nullo se introduce contestazioni che non erano mai comparse nella fase istruttoria e se tace sulle osservazioni del contribuente e sulle circolari di prassi che lui ha invocato. Lo ha deciso la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Oristano con la sentenza n. 114/2026, depositata il 24 settembre. Il caso riguarda il credito “Bonus Sud” (l. 208/2015) per il leasing di un’imbarcazione, ma la regola vale per ogni atto di recupero. L’ufficio deve restare dentro i temi già portati al contraddittorio e, se si discosta dalla prassi, deve spiegare perché. A questo punto la domanda è concreta: quando l’atto di recupero del Bonus Sud è nullo? La risposta sta in due violazioni distinte, quella del contraddittorio endoprocedimentale e quella dell’obbligo di motivazione rafforzata.

Che cosa è successo nel caso deciso a Oristano?

Una società operante nella nautica da diporto aveva preso in leasing un’imbarcazione e fruito del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. L’Agenzia delle entrate di Oristano ha recuperato il credito. Il contribuente ha impugnato l’atto con ricorso del 25 marzo 2026.

Il percorso dell’ufficio è stato questo. Negli schemi d’atto notificati prima dell’atto definitivo, la contestazione riguardava soltanto la presunta carenza del requisito di strumentalità del bene. Nell’atto di recupero definitivo sono comparse, per la prima volta, nuove e distinte contestazioni: sulla natura dell’investimento e sul rispetto dei limiti sugli attivi. In più, l’Agenzia ha del tutto sorvolato sulle articolate memorie difensive con cui la società richiamava la circolare n. 33/E del 2023.

La Cgt ha accolto il ricorso e annullato il recupero.

Perché cambiare le contestazioni nell’atto finale viola il contraddittorio?

La fase che precede l’atto serve a dare al contribuente la possibilità di rispondere a ciò che gli viene contestato. Se l’ufficio, dopo aver notificato gli schemi, introduce nell’atto definitivo profili del tutto diversi, il contribuente non ha mai potuto difendersi su quei punti. Per i giudici sardi c’è stata una violazione del contraddittorio endoprocedimentale. Il difetto è tanto più evidente perché le nuove contestazioni, come ha rilevato la Corte, portavano su aspetti distinti da quelli esaminati in istruttoria.

Alla violazione procedurale si applica la regola fissata dalla Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 21271/2025): il vizio rileva se supera la cosiddetta prova di resistenza, cioè se le argomentazioni che il contribuente avrebbe potuto svolgere non sono pretestuose. Nel caso esaminato la prova è superata: le ragioni della società erano pertinenti e, in gran parte, anche fondate nel merito.

Una Srl riceve lo schema d’atto: il Fisco le contesta che il macchinario non è “strumentale”. Replica con una memoria. Tre mesi dopo arriva l’atto di recupero, che non parla più di strumentalità ma sostiene che l’investimento non era ammissibile per un altro motivo, mai menzionato prima. La società non ha avuto alcuna occasione di rispondere: l’atto è nullo per violazione del contraddittorio.

Che cos’è la motivazione rafforzata e quando serve?

La motivazione rafforzata è l’obbligo dell’amministrazione di spiegare in modo esplicito le ragioni per cui non accoglie le difese del contribuente o si allontana da un documento di prassi. Nel caso di Oristano la società aveva presentato memorie articolate che richiamavano la circolare n. 33/E del 2023. L’Agenzia non le ha considerate e non ha dato conto del motivo per cui la circolare non sarebbe stata applicabile.

Secondo la Cgt questo comportamento viola sia le garanzie del contraddittorio sia i canoni di leale collaborazione. L’ufficio non può ignorare le controdeduzioni né i documenti interpretativi sopravvenuti senza una motivazione adeguata ed esplicita, contenuta nell’atto, sulle ragioni del loro superamento. Il silenzio equivale a un vizio dell’atto.

L’imbarcazione data a noleggio perde la strumentalità?

Nel merito l’Agenzia sosteneva di sì: la concessione dell’imbarcazione a terzi, con locazione o noleggio, avrebbe interrotto il nesso di strumentalità tra il bene e l’impresa beneficiaria.

La Cgt ha seguito la lettura della circolare n. 33/E/2023. Nei contratti del settore nautico l’impiego commerciale dell’unità da diporto è fisiologico. Il legame funzionale con la struttura produttiva non si spezza se l’impresa mantiene la qualità di armatore e conserva su di sé le responsabilità e i rischi della navigazione. La società era registrata come armatore ed esposta a quei rischi: il credito le spettava.

Una società di charter acquisisce in leasing uno yacht e lo mette a noleggio con equipaggio, restando armatrice dell’unità: sostiene i costi di gestione, risponde dei sinistri e della navigazione. Il noleggio non fa venir meno il collegamento tra il bene e l’attività d’impresa.

Che cosa ha detto la Corte su “nuovo stabilimento” e “diversificazione”?

L’Agenzia aveva qualificato l’acquisto dell’imbarcazione come “diversificazione di uno stabilimento esistente” e non come “nuovo stabilimento”. La Corte ha espresso più di una perplessità. Il regolamento europeo richiamato (art. 2, nn. 49, lett. a, e 51, lett. a, del Reg. Ue) non definisce questi concetti, e nella pratica la distinzione è evanescente.

Nella risposta all’interpello n. 921-3/2019 presentato dalla società, era la stessa Agenzia a prendere atto che l’istante aveva programmato l’apertura di una nuova unità locale a Oristano, comune dotato di un attrezzato porto turistico, nel Nord Sardegna. La contestazione, osserva la Corte, è così inammissibile, perché introduce nell’atto un tema assente dagli schemi, e anche poco convincente nel merito: l’ufficio non ha dimostrato che l’investimento fosse una diversificazione di attività esistente e non una nuova attività.

La Corte ha invece respinto un motivo del ricorso: quello sulla mancata indicazione, nella normativa italiana e nella modulistica del Bonus Sud, dell’obbligatorietà della clausola di riscatto del bene acquistato in leasing.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม