#Finsubito news dalla rete – Tecnologie per la sicurezza: airbag e sensori INAIL


Le tecnologie per la sicurezza stanno aprendo nuove prospettive nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. Airbag da indossare, sensori intelligenti e simulatori in realtà virtuale potrebbero diventare strumenti preziosi per proteggere chi opera nei cantieri. Soluzioni che sembrano appartenere al futuro, ma sulle quali la ricerca italiana lavora già concretamente. Alcune sono ancora in fase sperimentale, mentre altre tecnologie digitali trovano già applicazione nella prevenzione. A raccontare queste innovazioni è stato l’INAIL, durante un incontro organizzato a L’Aquila nell’ambito della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.

L’appuntamento del 21 ottobre, ospitato nella sede del Formedil a San Vittorino, ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti del settore edile. Tra i protagonisti Corrado Delle Site, direttore del Dipartimento innovazioni tecnologiche dell’INAIL, che ha illustrato alcune delle soluzioni sviluppate dall’Istituto. Il confronto ha riguardato soprattutto i cantieri complessi, dove lavorare in quota, movimentare materiali e affrontare ambienti difficili richiede particolare attenzione.

Tecnologie per la sicurezza: arriva l’airbag da indossare

Immaginiamo un operaio impegnato su un ponteggio, con un dispositivo protettivo indossato sopra gli abiti da lavoro. Se il sistema rileva una caduta, un airbag può gonfiarsi rapidamente per contribuire a ridurre le conseguenze dell’impatto. È il principio alla base di un progetto sviluppato dalla collaborazione tra INAIL e Istituto Italiano di Tecnologia.

Il prototipo comprende un sistema per il riconoscimento della caduta e una protezione gonfiabile. Quest’ultima è progettata per interessare il tronco, i fianchi, le spalle e il collo. Inoltre, gli algoritmi devono distinguere una caduta effettiva dai normali movimenti dell’operatore, evitando attivazioni inappropriate.

L’obiettivo non è rendere innocua una caduta dall’alto, ma studiare un’ulteriore possibilità di protezione. Il progetto, infatti, non sostituisce parapetti, imbracature, sistemi anticaduta e altre misure obbligatorie. La prevenzione deve sempre partire dall’eliminazione o dalla riduzione dei pericoli.

Tecnologie per la sicurezza: sensori che riconoscono i rischi

Le tecnologie per la sicurezza riguardano anche gli strumenti utilizzati quotidianamente dai lavoratori. Caschi, indumenti e altri dispositivi di protezione possono integrare sensori elettronici e sistemi di controllo. In questo modo, diventano capaci di raccogliere informazioni sulle condizioni operative e segnalare determinate situazioni critiche.

L’INAIL studia dispositivi di protezione individuale intelligenti, spesso indicati come smart DPI. Attraverso sistemi digitali e algoritmi, questi strumenti possono contribuire a individuare alcuni rischi e attivare segnali di allarme. Tuttavia, le funzioni dipendono dal dispositivo e dal suo specifico livello di sviluppo.

L’innovazione potrebbe essere particolarmente utile nei cantieri caratterizzati dalla presenza contemporanea di macchinari, mezzi pesanti e numerosi operatori. Un avviso tempestivo può favorire una reazione più rapida. Naturalmente, l’efficacia deve essere verificata nelle reali condizioni di utilizzo.

Dispositivi di protezione intelligenti: la maglietta che monitora il corpo

Tra i progetti di ricerca dell’INAIL figura anche SMART-SHIRT, una maglietta tecnologica sviluppata per monitorare alcuni parametri fisiologici. Il prototipo rileva informazioni come frequenza cardiaca, temperatura corporea e attività motoria. Inoltre, integra materiali avanzati e un sistema progettato per offrire un raffrescamento localizzato.

La ricerca punta a supportare la prevenzione dei rischi collegati allo stress termico. Un tema importante per chi lavora in ambienti molto caldi oppure svolge attività fisicamente impegnative. I dati raccolti possono essere elaborati attraverso modelli di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di individuare condizioni potenzialmente critiche.

Sicurezza sul lavoro: imparare con la realtà virtuale

Un’altra frontiera delle tecnologie per la sicurezza riguarda la formazione. Grazie alla realtà virtuale, un lavoratore può esercitarsi in situazioni difficili senza affrontare direttamente un pericolo reale. È possibile simulare ambienti confinati, spazi industriali complessi e operazioni che richiedono procedure particolarmente rigorose.

Tra i progetti sviluppati dall’INAIL c’è SIDE, un sistema che combina realtà virtuale e un dispositivo robotico per il braccio. Questa tecnologia permette di ricreare anche sensazioni legate al contatto e alle forze incontrate durante alcune operazioni. L’addestramento diventa così un’esperienza più coinvolgente rispetto alla semplice osservazione di immagini o filmati.

Un ulteriore esempio è il progetto GURU, che integra ambienti reali e virtuali per simulare attività ad alto rischio. Il sistema sperimentale può adattare le condizioni dell’esercitazione e fornire esperienze formative più personalizzate. L’obiettivo rimane aiutare i lavoratori a riconoscere i pericoli e ad affrontarli con maggiore preparazione.

Innovazione nella prevenzione: esoscheletri e intelligenza artificiale

La ricerca non si limita agli incidenti improvvisi. Un altro problema riguarda le conseguenze dei movimenti ripetitivi, del sollevamento dei pesi e delle posture mantenute a lungo. Per questo l’INAIL studia anche gli esoscheletri occupazionali, dispositivi indossabili progettati per assistere determinati movimenti.

Alcuni prototipi sviluppati con l’Istituto Italiano di Tecnologia puntano a sostenere la zona lombare durante la movimentazione dei carichi. L’assistenza meccanica può contribuire a ridurre l’impegno fisico in specifiche attività. Tuttavia, l’adozione di questi strumenti richiede un’attenta valutazione ergonomica.

Anche in questo caso non esiste una soluzione universale. Le caratteristiche del lavoratore, la mansione e l’ambiente operativo devono essere considerati prima di introdurre un dispositivo.

Sicurezza nei cantieri: a L’Aquila il confronto sull’innovazione

L’incontro organizzato a L’Aquila ha assunto un significato particolare per l’Abruzzo. Nel territorio, la ricostruzione post-sisma ha reso centrale il confronto sulla gestione dei cantieri complessi. Per questo, oltre alle tecnologie, i partecipanti hanno approfondito la formazione pratica, l’organizzazione del lavoro e le misure di prevenzione.

Durante l’iniziativa è stata sottolineata anche l’importanza dei cosiddetti near miss, gli incidenti mancati. Sono episodi nei quali un evento pericoloso non provoca danni, ma può rivelare problemi da correggere. Analizzarli permette di intervenire prima che si verifichi un infortunio.

Il messaggio emerso è chiaro: la tecnologia offre nuove opportunità, ma funziona soltanto all’interno di un sistema di prevenzione ben organizzato.

Il futuro delle tecnologie per la sicurezza parte dalle persone

Airbag indossabili, sensori intelligenti e realtà virtuale mostrano quanto rapidamente stia evolvendo la ricerca sulla protezione dei lavoratori. Tuttavia, presentare un prototipo non equivale a dimostrarne l’efficacia in ogni situazione o a renderlo immediatamente disponibile sul mercato.

Prima dell’impiego concreto occorrono verifiche tecniche, valutazioni dei rischi e, quando previste, le necessarie procedure di conformità. Inoltre, i dispositivi devono essere accompagnati da formazione adeguata, manutenzione e corrette procedure operative.

La vera sfida non consiste nel trasformare ogni cantiere in un laboratorio tecnologico. Significa utilizzare le innovazioni per rendere più sicuro il lavoro quotidiano, senza perdere di vista le responsabilità delle imprese.

Perché il progresso più importante non si misura soltanto nella sofisticazione di un sensore o nella velocità di un airbag.

Si misura soprattutto nella possibilità di proteggere la salute e la vita di chi lavora.

La Redazione de La Dolce Vita
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