19.52 – mercoledì 26 agosto 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Storie di Seta. Un territorio mille intrecci.Un mini-documentario e 15 brevi video tematici raccontano il Distretto della Seta, tra Rovereto, Ala e Villa Lagarina.

Progetto di storytelling realizzato nell’ambito del protocollo d’intesa “Le vie della Seta”, Storie di seta nasce con l’intento di promuovere il distretto serico lagarino attraverso una narrazione condivisa.

Al centro del mini-documentario e delle “pillole” tematiche, la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale legato al tema della seta prende forma in un racconto corale che intreccia luoghi, persone e paesaggi in un dialogo tra ricordi e visioni contemporanee, memorie e sguardi orientati al futuro.

Protagonisti di questa “mini serie” sono professionisti e cittadini che rappresentano l’ampia e diversificata rete di partner e stakeholder che siedono al tavolo di lavoro coordinato dall’ApT.

Nei video si narra dell’arrivo a Rovereto dei mercanti di Norimberga, quella famiglia Sichart, che dà il nome all’antica casa del commercio, oggi sede del Museo della Città, ma anche di come il velluto approda ad Ala o di come una nobile famiglia lombarda si sia stabilita a Rovereto nel 1400, legando indissolubilmente il nome Bossi Fedrigotti all’attività serica.

Si accenna poi al fatto che tutta la storia della seta non esisterebbe senza i gelsi, che per lungo tempo hanno caratterizzato il paesaggio della valle dando nutrimento a quel baco da seta vorace allevato dalle famiglie contadine, che riempivano soffitte, stanze e porticati di ceste, arelle e contenitori. E ancora, di come il sistema delle rogge abbia disegnato la mappa della Rovereto moderna.

È la forza idraulica ad alimentare i numerosi filatoi, come il setificio Colle Masotti, restaurato di recente e aperto alle visite, a testimonianza di un’industria che ha segnato la crescita, anche economica, della città. Lo sguardo si posa quindi sul filatoio di Piazzo, frazione di Villa Lagarina, dove il filo di seta uscito dalla filanda veniva attorcigliato per aumentarne la resistenza.

Ci si sofferma poi sulle persone alla base di quest’industria e in particolare sulla pazienza delle donne, senza le quali la seta roveretana non sarebbe divenuta quel semilavorato apprezzato in tutta Europa.

Testimonianza unica di una straordinaria stagione della storia economica del Trentino sono gli archivi di immagini, come quello della famiglia Tambosi, donato al Museo di San Michele all’Adige nel 1971.

Altrettanto preziosa è la collezione di tessuti alla moda di cui il Museo Castello del Buonconsiglio conserva oltre seimila esemplari, gran parte dei quali provenienti dalla collezione Viesi, che verranno esposti al Museo del Tessuto a Palazzo Taddei di Ala.

La telecamera vira quindi sulle prospettive future della seta che, dopo il declino di fine Ottocento, intraprende nuovi percorsi. Si cammina nel gelseto di Orto San Marco SETÀP, spazio agricolo che ha tra i suoi obiettivi una produzione pilota di seta biologica per settori d’avanguardia, come il biomedicale e il cosmetico.

Si varcano quindi le porte del centro BIOTECH del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, dove la seta da trent’anni diventa materia prima per la scienza e la tecnologia.

Dalla ricerca, lo sguardo si orienta infine verso gli atelier e gli spazi creativi, dove la seta diventa spunto per la produzione di collage fotografici, preziosi libri stampati su carta di gelso con fili di seta intarsiati nelle pagine, o, ancora, tessuti che restituiscono al gesto creativo il valore originario di un “saper fare” condiviso.

Immagini e parole sono attraversate da un filo sottile, ma incredibilmente resistente, che continua a unire passato e presente, memoria e futuro per dire ad alta voce come la seta non sia solo un tessuto raro, ma un’eredità viva.

Il progetto è promosso dalla Comunità della Vallagarina, dal Comune di Rovereto – capofila amministrativo – e dai Comuni di Ala e Villa Lagarina con il coordinamento dell’Azienda per il Turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo, la collaborazione di Trentino Marketing e il contributo della Provincia Autonoma di Trento.

La regia delle immagini è di Elia Giordani, la fotografia di Marco Chiusole e l’organizzazione generale di Gabriele Pasca per Black Cut. La voce narrante del mini-documentario è di Loredana Venturelli, mentre le voci delle pillole video sono quelle delle persone che danno vita al tavolo di lavoro, che riportiamo in ordine alfabetico: Paolo Aldi, Gianfranco Betta, Gianni Bezzi, Luca Faoro, Valérie Bossi Fedrigotti, Alessandra Geromel, Maria José Visconti di Modrone, Dario De Cristofaro, Lia Grigoletti, Cinzia Lorandini, Antonella Motta, Francesco Penner, Lara Sisto, Giulia Pizzini, Sonia Schmid, Renato Stedile, Benedetta Vicentini, Maria Vittoria Zucchelli.

Tutte queste voci rappresentano i numerosi partner di progetto, che si affiancano ai promotori dell’iniziativa citati sopra: Associazione Amici Laboratorio di Storia di Rovereto aps, Associazione Culturale Quercus, Associazione Culturale Vellutai “Città di Ala”, Biblioteca Civica Tartarotti di Rovereto, Museo Castello del Buonconsiglio Monumenti e Collezioni Provinciali, Fondazione Museo Civico di Rovereto, Orto San Marco – Setàp, MUSE Museo delle Scienze, METS Museo Etnografico di San Michele all’Adige, Università degli Studi di Trento.

Il coordinamento è stato curato da Chiara Bille, Responsabile Sviluppo Prodotto Cultura per l’ApT e Marta Pinosa, che ha partecipato al percorso “Tra il Dire e il Fare”, dedicato a professioniste interessate al tema seta e della progettazione culturale. L’attività di formazione, così come la produzione del video rientra nel Fondo Strategico Territoriale (FST), ai sensi della L.P. 16 giugno 2006 n. 3 e s.m. e della delibera della Giunta provinciale di data 22 luglio 2016 n. 1234, approvato dal Consiglio della Comunità della Vallagarina con la deliberazione del 28 settembre 2017 n° 27.

Il mini-documentario dura 12 minuti, mentre le pillole tematiche durano un minuto circa ciascuna. Tutti i materiali sono disponibili nelle versioni sottotitolate in italiano e inglese. I contenuti sono stati supervisionati da un comitato scientifico composto da: Dario De Cristofaro, Conservatore del Museo Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali e Alessandra Geromel, Storica del Tessuto; Cinzia Lorandini, Professoressa Associata del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento e Antonella Motta, Professore Senior del Dipartimento di Ingegneria industriale e BIOtech Labs.

Alla conferenza stampa di presentazione Giulio Prosser, presidente dell’Azienda per il Turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo osserva come la narrazione per immagini centri l’obiettivo di promuovere il tema della seta perseguendo una visione turistica-culturale integrata con il ricco insieme dell’offerta territoriale lagarina. Importantissima l’unione dei tre comuni e della Provincia di Trento per la promozione unitaria della Vallagarina. L’obiettivo è condiviso anche da Alberto Scerbo, presidente della Comunità della Vallagarina. Dietro “Storie di Seta” c’è uno straordinario lavoro di squadra che incarna al meglio lo spirito della Vallagarina: saper fare rete per far crescere il territorio. Attraverso questo viaggio tra tradizione contadina, archivi, luoghi storici e ricerca scientifica d’avanguardia, restituiamo ai cittadini e ai visitatori un’eredità viva, confermando come la cultura sia uno dei motori più potenti per lo sviluppo turistico e sociale della nostra valle. Hanno portato un indirizzo di saluto Michela Speziosi, assessora alla cultura del Comune di Ala e Matteo Pederzini, assessore alla cultura del Comune di Villa Lagarina.

Il Comune di Rovereto era capofila del progetto. L’assessora alla promozione artistica, culturale e al turismo del Comune di Rovereto Micol Cossali sottolinea come questo sia più un percorso anziché un progetto, punto di avvio di altre iniziative. Il video rende conto del movimento che si è creato attorno alla seta che ci porta sì al passato, ma anche a intravvedere il futuro. Significativa è l’aggregazione che, per realizzare il video, si è creata tra istituzioni, persone e competenze. Apprezzamento all’iniziativa anche da parte dell’assessora alla cultura della Provincia di Trento Francesca Gerosa.

I video saranno promossi da subito sulle piattaforme social dell’ApT e dei partner di progetto – Youtube, Instagram, TikTok e Linkedin – oltre ad essere diffusi nelle sedi museali.

 

Il video in anteprima si può vedere a questo link: Storie di seta – YouTube


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