Questa volta Raffaele Vrenna non usa mezze parole. Il direttore generale del Football Club Crotone ha scelto di intervenire pubblicamente su un tema che, a suo dire, sta diventando sempre più pesante: il modo in cui alcune società stanno conducendo le trattative di mercato e, soprattutto, i contatti diretti con i calciatori rossoblù.

Una conferenza stampa dai toni durissimi, nella quale Vrenna ha voluto innanzitutto mettere un punto fermo: le sue parole, ha chiesto, non devono essere «strumentalizzate» né trasformate in titoli capaci di alterarne il significato.
Poi è arrivato il cuore dell’intervento.

«Il calcio è diventato una giungla»

«Secondo me il calcio è diventato un luogo di persone disoneste che prendono in giro le persone e, per primi, i tifosi». È questa la frase che fotografa meglio lo stato d’animo del dg rossoblù. Vrenna parla di notizie prive di fondamento, indiscrezioni e contatti che rischiano di minare la tranquillità delle società, soprattutto in una fase delicata come quella della costruzione delle rose.

E il riferimento al Foggia è tutt’altro che casuale. Il dirigente del Crotone ha citato una lunga serie di calciatori rossoblù che, secondo quanto riferito, sarebbero stati accostati alla società pugliese o comunque contattati direttamente: da Longo a Gomez, passando per Musso, Di Pasquale, Gallo e Groppelli. Fino ad arrivare a Zak Ruggiero, uno degli ultimi acquisti del Crotone e protagonista di una prestazione positiva proprio contro il Foggia.

«Mi sembra di sognare: un ragazzo appena preso, Zak, adesso lo vuole il Foggia», ha sottolineato Vrenna. Il dg rossoblù, però, ha tenuto a distinguere una cosa fondamentale: trattare un calciatore è assolutamente normale. Il problema, secondo lui, è come lo si fa.

«Chi vuole i nostri giocatori deve chiamare il Crotone»

Il concetto è stato ribadito più volte. Il Crotone, ha spiegato Vrenna, è disponibile a parlare con qualsiasi società interessata ai propri calciatori. Ma la strada deve essere quella istituzionale: si chiama la società, si parla con la società, si tratta con la società.
«Se si vogliono determinati giocatori, si pagano. Altrimenti, invece di offrire cifre esorbitanti al tesserato, venite a pagare il cartellino e vediamo se poi il giocatore viene dove vuole venire».

Una posizione netta, soprattutto perché il Crotone sta cercando di costruire una squadra competitiva nonostante le difficoltà economiche che caratterizzano la Serie C. Vrenna ha ricordato come il club abbia raggiunto gli obiettivi fissati sul mercato, sia in entrata sia in uscita, ma abbia anche la necessità di non privarsi di giocatori importanti senza avere la possibilità di reinvestire le eventuali risorse per sostituirli adeguatamente. Il messaggio, dunque, è chiaro: il Crotone non è una vetrina dalla quale attingere liberamente.

Il nodo dei procuratori: «È diventata una giungla»

Particolarmente duro anche il passaggio dedicato agli agenti. «Procuratori che si venderebbero forse la madre pur di guadagnare tre euro», ha detto Vrenna, descrivendo un sistema nel quale, a suo giudizio, i continui cambi di procuratore e la moltiplicazione degli intermediari rendono ancora più complicate le trattative. «Giocatori che cambiano agente dal lunedì al martedì. Ti trovi a parlare con uno il lunedì e il mercoledì ti trovi a parlare con un altro».
Una situazione che il dirigente rossoblù considera ormai insostenibile.

«Non voglio sventrare la squadra»

Dietro la rabbia di Vrenna c’è anche una questione prettamente sportiva. Il Crotone, ha spiegato, non può permettersi di perdere determinati giocatori senza avere la possibilità di sostituirli. La società vuole consegnare a Leandro Greco una squadra competitiva e funzionale alle sue idee di calcio. E proprio su questo punto Vrenna ha aperto un’altra riflessione: costruire una rosa non significa semplicemente acquistare i giocatori migliori disponibili sul mercato.
Per il dg rossoblù servono quindi idee e competenze, non soltanto disponibilità economiche. Un giocatore può essere forte, ma non necessariamente essere funzionale a un determinato progetto tecnico.

«Il Crotone siamo gli ultimi scemi? Va bene»

La provocazione è arrivata anche sul piano della competizione. «Il Crotone siamo gli ultimi scemi? Va benissimo. Il Foggia vincerà il campionato, va bene. Lo vincerà il Catania, lo può vincere chiunque».
Ma il risultato sportivo, per Vrenna, non può essere separato dal principio di correttezza: «Il calcio nasce come uno sport di lealtà, di sportività. Novanta minuti si battaglia in campo, poi finita la partita ci si abbraccia. Però non si deve sconfinare nella scorrettezza».
È questo il punto sul quale il dg rossoblù ha insistito maggiormente.

«Non bisogna prendere in giro i tifosi»

La polemica, nelle parole di Vrenna, non riguarda soltanto il Crotone. Riguarda soprattutto il rapporto tra società e tifosi. Secondo il dirigente rossoblù, alimentare indiscrezioni, annunci e trattative che poi non si concretizzano può creare aspettative che rischiano di trasformarsi in delusione.

«Non è giusto per una piazza importante come quella di Foggia buttare fumo negli occhi ai tifosi solo per vendere qualche abbonamento o per far capire che stiamo acquistando».
Vrenna ha voluto precisare di non avere nulla contro la città e la tifoseria foggiana, che ha definito una piazza storica e importante del calcio italiano. La sua critica è rivolta esclusivamente, ha spiegato, alle modalità con cui alcune operazioni di mercato vengono gestite.

Il Crotone e il valore del proprio lavoro

Nel corso della conferenza è emerso anche un altro aspetto: quello che Vrenna considera il riconoscimento del lavoro svolto dal Crotone negli ultimi anni. Rispondendo a una domanda sul fatto che molti giocatori rossoblù siano diventati oggetto dell’interesse di altre società, il dg ha sottolineato come diversi calciatori ceduti dal Crotone siano poi approdati in squadre capaci di conquistare la Serie B. Ha citato, tra gli altri, Tuminello, Ovisack, Tribuzzi, Vitale, Estevez e Kargbò.

Il ragionamento è semplice: se i giocatori del Crotone continuano a essere cercati e valorizzati, significa che il lavoro fatto sul mercato ha prodotto risultati. Ma proprio questo, secondo Vrenna, non può diventare un motivo per considerare il Crotone una società alla quale rivolgersi bypassando i normali rapporti tra club.

«Forse adesso qualcuno imparerà come si sta nel calcio»

La chiusura è stata forse la più significativa. Vrenna ha spiegato di non essere abituato a fare conferenze stampa e di considerare questo intervento come un’eccezione. Ma evidentemente, a suo giudizio, la situazione ha superato il limite.
«Questa è l’ultima volta che vorrei parlare».

Il Crotone, intanto, continua a lavorare sulla squadra e sul progetto di Leandro Greco. Ma da oggi, almeno sul fronte del mercato, il messaggio della società è chiarissimo: chi vuole un giocatore rossoblù, telefoni al Crotone. La porta della trattativa è aperta. Ma va bussato alla porta giusta.




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 Raffaele Arcuri

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