19.04 – venerdì 28 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Report assemblea 25 agosto in preparazione dell’assemblea popolare del 12 settembre. Martedì 25 agosto il coordinamento delle associazioni, comitati e istituzioni per la tutela dell’ambiente, dei territori e delle comunità toccati dai progetti di circonvallazioni ferroviarie di Trento e Rovereto, si è incontrato per concordare la struttura dell’assemblea popolare convocata per il 12 di settembre.
Dove come quando
12 settembre a partire dalle 15
NON è DISPONIBILE LA TENSOSTRUTTURA DI CALLIANO… DOVE CHIEDIAMO? PIAZZA BRIONE A ROVERETO?
NECESSARIE SEDIE E PANCHE (SE NON SIAMO A CALLIANO MA A ROVERETO POSSIAMO CHIEDERLE AL COMUNE?)
al termine dell’assemblea momento conviviale. Termine previsto 19.30.
Premesse incontro
Questa assemblea nasce dalla preoccupazione condivisa dai territori coinvolti dai progetti di costruzione della nuova linea ferroviaria, per gli impatti previsti dalla stessa.
Ha costruito una direzione comune come esito del processo di presentazione delle osservazioni al dibattito pubblico coordinato da RFI sull’alternativa progettuale attualmente al vaglio.
Si ritrova su due punti fondamentali:
1. il problema del traffico in valle è serio e va affrontato con il coinvolgimento pieno dei territori;
2. le alternative attualmente proposte da RFI non sono accettabili per le troppe criticità presentate e le rassicurazioni fumose (in particolare riguardo la compromissione, il consumo e l’inquinamento delle risorse idriche della valle, l’impatto paesaggistico e urbanistico dell’infrastruttura, la mancanza di uno studio dell’alternativa zero, ovvero il potenziamento dell’esistente senza scavi di nuove gallerie).
Accordi preventivi
Soddisfatti del percorso compiuto durante il dibattito pubblico, quest’assemblea intende proseguire con un processo partecipato, replicando le formule che fin qui hanno funzionato, ovvero:
– chiarezza dell’interesse comune (tutela dei territori, dell’ambiente, delle persone);
– nessuna forzatura reciproca ad aderire a punti di vista o parole d’ordine che non si sentano proprie (ognuno da il proprio contributo per quello che può e crede opportuno, nessuno di noi ha la ricetta);
– obiettivi chiari di passo in passo;
– tempi definiti.
Chiariamo lo scenario:
Entro il 9 settembre RFI dovrebbe divulgare le scelte fatte una volta raccolte le osservazioni tramite dibattito pubblico.
Potrebbe presentare un testo interlocutorio in cui comunica il ripensamento dell’alternativa proposta o l’avanzamento della stessa ma senza presentazione del progetto di fattibilità tecnico economica (PFTE), o presentare direttamente il PFTE con la sintesi delle osservazioni raccolte.
I. Nel primo caso (PFTE da rifare alla luce del compatto no della valle e delle criticità non amortizzabili con semplici varianti), la procedura riparte da quasi zero: si rivà a nuova progettazione e nuovo dibattito pubblico (la considereremmo la prospettiva più sensata, ma è anche la meno probabile).
II. Nel secondo caso dovremmo aspettare la presentazione del nuovo PFTE e a quel punto varrebbe la stessa considerazione per il terzo scenario:
III. Terzo caso: entro 6 mesi dalla presentazione del PFTE, deve essere fatta la valutazione di impatto ambientale e devono essere reperiti i fondi per la realizzazione dell’opera. Pena il decadimento del progetto (e si torna al caso I.)
La valutazione di impatto ambientale è per noi un momento importante perchè rappresenta il prossimo crocevia in cui le amministrazioni locali potranno esprimere un parere rispetto alla progettazione e fattibilità. Parere non vincolante, ma comunque significativo, cui guardiamo come assemblea come nuovo traguardo da raggiungere insieme con la maggior serietà e consapevolezza possibili.
Organizzazione immaginata per il 12
Obiettivi: Informare la popolazione sullo stato dell’arte; proseguire con la costruzione di un processo partecipato di tutela e coinvolgimento della popolazione nelle scelte sulle circonvallazioni ferroviarie di Trento e Rovereto; dare un messaggio di presenza, monitoraggio e tutela del territorio a amministrazioni locali, provinciali e nazionali.
Cosa faremo:
1. Restituire alla popolazione le intenzioni di RFI: (prima parte dell’assemblea, c.a 20 minuti intro su cos’è il coordinamento e cosa facciamo oggi, 30 minuti spiegazione max 1ora totale)
Elio B. ha preso l’incarico di leggere la risposta di RFI e spiegarla con implicazioni ai presenti. Condividerà preventivamente con l’indirizzario presente una breve nota in modo che noi arriviamo già preparati.
2. Restituire alla popolazione il punto di vista dei partecipanti all’assemblea sullo scenario presentato (1 ora)
Chiunque voglia intervenire quel giorno è pregato di scriverlo alla mail in modo che possiamo suddividere il tempo previsto (c.a un ora) fra tutt@.
3. Raccogliere a caldo le impressioni di chi è giunto quel giorno in assemblea e vuole esprimere un sentimento o un parere (vediamo come ci prende).
Diamo tempi chiari, no comizi.
4. Presentare le proposte emerse dall’assemblea per affrontare insieme i prossimi mesi (o anni a seconda della mossa di RFI), ascoltare osservazioni sulle proposte o nuove proposte dall’uditorio, raccogliere la disponibilità a dare un contributo su questi ambiti a seconda dell’interesse/disponibilità di ciascuno/a (20 minuti max).
proposta di rilanciare l’incontro fra i tavoli di lavoro al 3 OTTOBRE DALLE 15 luogo da definire.
Ci doteremo di fogli per raccogliere contatti e disponibilità alla partecipazione ai tavoli di lavoro proposti. Quelli fino a qui emersi sono:
– informazione/comunicazione: creazione di un opuscolo informativo che spieghi in modo chiaro e non connotato (no tav, si tav) l’opera e i suoi impatti, nonchè cosa stiamo cercando di fare come coordinamento; questa seconda parte è particolarmente delicata. Il coordinamento non ha una posizione unitaria politica o sul si o no al progetto, dunque se emerge un sentire comune, questo avviene di volta in volta , come l’esito e non premessa dell’incontro.
Per questo il coordinamento non ha portavoce predefiniti o obiettivi che vanno al di là di ciò che è deciso dall’assemblea di volta in volta (libero comunque ciascun membro di esprimere le proprie opinioni a titolo personale o dell’organizzazione di cui fa parte). La forza del coordinamento è lo spazio di riflessione e intelligenza collettiva che offre a chi vi partecipa, libero poi di usare quanto appreso nel proprio agire. Dunque bisognerà capire bene che mezzi di divulgazione darsi.
– coinvolgimento territori, anche quelli non direttamente impattati: lo studio degli impatti dell’opera (lotto 3A e 3B) ha fatto emergere che inquinamento, perdita di risorse idriche e danni irreversibili al paesaggio, non riguardano solo i territori sul tracciato, ma anche quelli dove verranno conferite le terre di scavo e che sono nelle vicinanze dell’opera o che ne verranno investite in futuro. è fondamentale costruire una rete di monitoraggio e studio capillare con tutti questi territori estendendo la consapevolezza degli impatti e invitando a un coinvolgimento attivo
– coinvolgimento amministrazioni: quest’opera rappresenta un’ipoteca talmente grande sulla salute dei nostri territori che necessita di un coinvolgimento delle amministrazioni nell’ascolto delle voci di chi li abita a prescindere dal colore politico che li amministra. Lavoriamo perché le amministrazioni possano sentirsi sostenute e pungolate da cittadini attivi e informati nella difesa del territorio, e le invitiamo a fare rete fra loro. Noi possiamo fare da esempio di alleanza trasversale.
– alternative possibili: questo gruppo di lavoro dovrebbe occuparsi di chiarire cosa sia possibile fare fin da ora, alla luce dei dati sulla non saturazione della linea e sul problema del traffico deviato, immaginare iniziative di pressione perchè prima dell’avanzamento dei lavori si mettano in atto scelte in materia di politica dei trasporti (es. adeguamento dei pedaggi autostradali, ecc…) e si studino i costi benefici anche dell’opzione di potenziare l’esistente.
– approfondimento criticità ambientali: questo tavolo probabilmente potrebbe essere diviso in sotto tavoli territoriali o per tematiche, ma si dovrebbe occupare dello studio approfondito delle minacce dell’opera alla salute pubblica e del coinvolgimento anche di esperti dei vari settori
5. Convivialità: al termine dell’assemblea ci sarà un piccolo momento ristoro per chiacchierare fuori dallo stretto dell’assemblea.
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Per il coordinamento delle associazioni, comitati e istituzioni per la tutela dell’ambiente, dei territori e delle comunità toccati dai progetti di circonvallazioni ferroviarie di Trento e Rovereto
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