Università, master, dottorati e ITS Academy: il finanziamento agevolato punta sul merito e può essere richiesto senza garanzie patrimoniali. Ecco requisiti, importi, tempi di rimborso e novità 2026

Come sopravvivere alle spese di un percorso universitario o un master? Tra tasse, libri, affitto se fuori sede, il conto è salato. Esiste il prestito d’onore. È un finanziamento agevolato che punta sul merito dello studente piuttosto che sul patrimonio dei genitori e che ha anche qualche novità quest’anno.

Cos’è il prestito d’onore e in cosa differisce da un prestito normale

Il prestito d’onore è un finanziamento riservato a studenti universitari, iscritti a master, dottorati o percorsi ITS Academy, pensato per coprire i costi della formazione. Quello che lo differenzia da un normale prestito personale è che, nella maggior parte dei casi, non serve alcuna garanzia patrimoniale: niente ipoteche, niente busta paga a tempo indeterminato, niente firma dei genitori come garanti. Al posto delle garanzie economiche tradizionali entra in gioco il rendimento scolastico o accademico dello studente.
Dietro molte di queste linee di credito c’è il Fondo per lo Studio, gestito da Consap per conto del Dipartimento per le Politiche Giovanili. Lo Stato non presta direttamente i soldi allo studente: mette a disposizione una garanzia pubblica, che può coprire fino al 70% dell’importo finanziato. Oltre al canale pubblico, diversi istituti di credito hanno sviluppato anche prodotti propri: alcuni restano collegati al Fondo Studio e ne beneficiano della garanzia statale, altri nascono da convenzioni dirette con singoli atenei e sono finanziamenti autonomi, a carico della sola banca. In entrambi i casi si tratta comunque di prestiti d’onore, con lo stesso meccanismo di fondo: nessuna garanzia patrimoniale richiesta e valutazione basata sul merito dello studente. Per il 2026 il Fondo per il credito ai giovani ha alcune novità. Tra i cambiamenti principali c’è la possibilità di presentare domanda interamente online, tramite il portale MyConsap, accedendo con SPID o CIE. Sono aumentati anche i percorsi di studio che si possono finanziare e i tempi di restituzione dei fondi sono stati calibrati meglio sui ritmi con cui i neolaureati riescono davvero a entrare nel mondo del lavoro.

Chi può richiedere il prestito d’onore per l’Università e quali requisiti servono

Possono accedere al prestito i cittadini italiani, o gli stranieri residenti in Italia, che abbiano tra i 18 e i 40 anni. Il prestito si può chiedere per pagare diversi percorsi di studio: lauree triennali e magistrali, corsi a ciclo unico, percorsi AFAM, master universitari, dottorati di ricerca, corsi di specializzazione post laurea, corsi di lingua di almeno sei mesi se riconosciuti, ITS Academy e, a certe condizioni, anche periodi di studio all’estero. E non è richiesto alcun limite ISEE, perché a contare sono i risultati scolastici o accademici. Chi si iscrive al primo anno deve solitamente aver conseguito un voto di maturità pari o superiore a 75/100, mentre per l’accesso a corsi magistrali o post-laurea viene valutato il voto della laurea triennale. Per chi è già iscritto, il mantenimento del beneficio per i successivi anni dipende dal superamento di una quota consistente degli esami previsti dal piano di studi, mentre per gli ITS Academy conta anche la regolarità della frequenza. In pratica, l’erogazione avviene a tranche annuali o semestrali, e ogni nuova tranche è legata al rispetto di questi paletti di merito.

Quanto si può ottenere e come funziona la restituzione del prestito d’onore

Gli importi massimi previsti sono fino a 50mila euro per percorsi di studio in Italia e fino a 70mila euro per percorsi all’estero, con tranche annuali che di norma non superano i 15mila euro. Alcune banche, attraverso i propri prodotti, arrivano anche oltre questa soglia per specifici percorsi di alta formazione. Il vantaggio del prestito d’onore è nei tempi di rimborso. Finiti gli studi, lo studente non deve restituire subito il capitale: scatta un periodo di sospensione, spesso chiamato periodo ponte o preammortamento, che può durare fino a 24-36 mesi e comunque non prima del trentesimo mese dall’erogazione dell’ultima tranche.In questa fase, a seconda dei casi, si pagano al massimo gli interessi, dando tempo al neolaureato di trovare un lavoro. Solo dopo parte l’ammortamento vero e proprio, con rate mensili fisse o variabili spalmate su un periodo che può andare dai 3-5 anni fino a 15, o in alcuni casi 30 anni, a tassi decisamente più bassi di quelli di un prestito personale ordinario. Attenzione però a un punto chiave: la garanzia pubblica facilita l’accesso al credito, ma non cancella il debito. Se lo studente non rispetta il piano di rimborso, il Fondo può intervenire nei confronti della banca, ma le somme restano comunque esigibili nei confronti di chi ha ottenuto il prestito.

Come fare domanda e cosa valutare prima di firmare

La richiesta si fa online. Il primo passo è verificare sul sito dell’università quali banche sono convenzionate, oppure consultare direttamente il portale MyConsap per i finanziamenti legati al Fondo per lo Studio. Serve poi ottenere un’attestazione dei requisiti di merito da allegare alla domanda insieme a codice fiscale, documento d’identità e certificato di iscrizione. Prima di firmare, però, conviene controllare se si ha diritto a borse di studio regionali, esoneri parziali o altre agevolazioni universitarie, che esistono e sono strumenti diversi dal prestito d’onore. Questa verifica è utile perché, di solito, si tratta di aiuti economici che non vanno restituiti. È utile anche confrontare più istituti di credito, perché banche diverse applicano condizioni diverse su spread, durata del rimborso e flessibilità delle rate, indipendentemente dal fatto che il prodotto rientri o meno nella garanzia statale. Infine, meglio fare una simulazione realistica: quanto serve davvero, quanto si riuscirà a restituire ogni mese una volta entrati nel mondo del lavoro e quali sono le prospettive occupazionali del percorso scelto. È infatti un finanziamento agevolato, ma resta comunque un prestito, da restituire.


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 Cristina Colli

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