19.17 – sabato 29 agosto 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Circoscrizioni, Bertoldi(FI): «Le dimissioni dei consiglieri circoscrizionali di Mattarello sono forse ormai l’ultimo campanello d’allarme». «Le dimissioni dei consiglieri circoscrizionali di Mattarello rappresentano un fatto politico importante e, forse, ormai l’ultimo campanello d’allarme rispetto a una situazione che da troppo tempo viene ignorata. Temo che, se non cambierà rapidamente qualcosa, queste dimissioni possano essere soltanto l’inizio di ciò che accadrà nei prossimi mesi».

A più di un anno dall’insediamento dei nuovi Consigli circoscrizionali, credo sia arrivato il momento di fare i conti con una realtà che non può più essere nascosta: le Circoscrizioni stanno progressivamente perdendo il proprio ruolo e la propria capacità di incidere sulle decisioni dell’Amministrazione comunale. Nel Consiglio della Circoscrizione San Giuseppe-Santa Chiara, in questa legislatura, sono già state approvate diverse mozioni e interrogazioni, anche all’unanimità. Ebbene, solamente pochissime deliberazioni hanno ricevuto un riscontro da parte dell’Amministrazione comunale, ma in nessun caso è poi seguita una reale messa in opera delle richieste avanzate. Si è spesso trattato di risposte che si limitavano a prendere atto delle questioni sollevate, senza però affrontarle

concretamente né individuare soluzioni. In alcuni casi, inoltre, le motivazioni addotte per non procedere sembrano più delle giustificazioni per non prendere in mano il problema che delle reali ragioni che impediscano di attuare quanto richiesto. Ancora più grave è la situazione delle interrogazioni: la maggior parte è tuttora in attesa di risposta e, in alcuni casi, è passato talmente tanto tempo che i temi e le domande poste allora rischiano ormai di aver perso completamente attualità. Una risposta che arriva mesi dopo, quando nel frattempo la situazione è cambiata, non è una risposta efficace: è semplicemente una risposta arrivata troppo tardi. Il punto non è pretendere che l’Amministrazione debba accogliere ogni proposta delle Circoscrizioni.

È legittimo avere posizioni diverse. Il punto è che chi rappresenta i cittadini ha diritto a essere ascoltato e a ricevere risposte chiare e tempestive. Quando questo non avviene, viene meno il senso stesso della partecipazione istituzionale.
Da tempo, inoltre, l’assessora Frizzera annuncia una riforma delle Circoscrizioni. A questo punto è doveroso che l’Amministrazione chiarisca quale sia la propria visione e in quale direzione andrà questa attesa riforma. Perché, guardando a ciò che è accaduto nell’ultimo anno, il dubbio è che l’obiettivo non sia rafforzare le Circoscrizioni, ma svuotarle progressivamente delle loro funzioni e della loro capacità di incidere, fino quasi a renderle irrilevanti. In altre parole: invece che riformarle, sopprimerle gradualmente.

Ormai mesi fa è stata presentata anche la figura del nuovo animatore di comunità. Finora, francamente, non se ne è vista una presenza concreta né quel cambio di passo che era stato annunciato. E anche qui emerge un paradosso: le Circoscrizioni non hanno bisogno di essere animate, perché sono già piene di idee, proposte e persone che dedicano volontariamente il proprio tempo al territorio. Se proprio dobbiamo individuare qualcosa che necessita di essere animato, forse sarebbe più utile animare l’Amministrazione comunale e gli assessori, affinché rispondano alle interrogazioni e alle mozioni e diano seguito alle proposte approvate, spesso anche all’unanimità, dai Consigli. C’è poi un aspetto che rischia di essere completamente dimenticato: le commissioni circoscrizionali e i loro membri esterni. Sono cittadini che scelgono volontariamente di

mettere a disposizione il proprio tempo, gratuitamente, spesso sottraendolo alla famiglia e al lavoro, perché credono nel proprio territorio e vogliono contribuire alla propria comunità. Ma che messaggio stiamo dando loro se, dopo ore di riunioni e lavoro, le proposte arrivano al Consiglio circoscrizionale, vengono approvate e valorizzate dallo stesso Consiglio e poi si fermano davanti al muro dell’Amministrazione comunale? È sempre più frequente sentirsi dire dai membri esterni: «Non veniamo ascoltati», «sembra quasi che lavoriamo a caso», «non ascoltano voi consiglieri, figuratevi se ascolteranno mai noi». Credo sia profondamente grave, perché qui non si parla soltanto del rapporto tra politica e istituzioni, ma del rispetto verso cittadini che dedicano gratuitamente il proprio tempo alla comunità.

Infine, c’è il rapporto con i cittadini. La Circoscrizione è, per sua natura, l’istituzione più vicina alle persone. Il cittadino si rivolge spesso al consigliere circoscrizionale perché è colui che incontra sul territorio, che conosce e che sente più vicino. Ed è proprio questo che rende ancora più svilente la situazione attuale.

Noi ascoltiamo i cittadini, raccogliamo le loro segnalazioni, presentiamo interrogazioni, elaboriamo mozioni e portiamo in Consiglio proposte che spesso vengono approvate. Poi, quando quelle stesse persone ci chiedono che cosa sia stato fatto, non abbiamo gli strumenti per dare loro una risposta, perché dall’Amministrazione comunale non arriva né una risposta concreta né un’attuazione. In questo modo il consigliere circoscrizionale finisce per diventare il parafulmine dell’immobilismo dell’Amministrazione comunale: raccoglie le lamentele dei cittadini e deve giustificare decisioni e ritardi che non dipendono da lui.

Se l’Amministrazione crede davvero nelle Circoscrizioni, lo dimostri con i fatti: dando risposte, attuando le decisioni, ascoltando i Consigli e rispettando il tempo e l’impegno dei cittadini che vi partecipano. Altrimenti, sulla riforma annunciata, è arrivato il momento di essere chiari: si vogliono rafforzare le Circoscrizioni oppure si vuole semplicemente ridurne progressivamente il ruolo fino a renderle quasi irrilevanti?

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Matteo Bertoldi
Consigliere circoscrizionale Forza Italia


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