Nuova escalation in Medio Oriente. Gli Stati Uniti colpiscono obiettivi militari iraniani, mentre proseguono i negoziati sul dossier nucleare. Sul fronte libanese, Israele annuncia la conquista della storica fortezza di Beaufort e amplia le operazioni contro Hezbollah.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto di aver condotto una serie di operazioni militari mirate contro obiettivi strategici all’interno dell’Iran. Washington ha definito l’intervento un’azione «difensiva», spiegando che nel mirino sono finite installazioni radar e strutture di comando e controllo utilizzate dai Pasdaran per coordinare le proprie attività con droni e velivoli senza pilota. Secondo quanto riferito dai vertici militari americani, l’operazione sarebbe stata una risposta a quelle che gli Stati Uniti descrivono come «azioni aggressive e non provocate» da parte di Teheran, culminate con l’abbattimento di un drone statunitense che, secondo Washington, si trovava nello spazio aereo internazionale sopra il Golfo Persico. Durante il raid, un caccia americano avrebbe inoltre neutralizzato sistemi di difesa aerea iraniani, una stazione di controllo terrestre e due munizioni autonome ritenute una minaccia immediata.
Donald Trump contro la CNN
Sul piano politico, nella notte il presidente Donald Trump è tornato a intervenire sul negoziato con l’Iran, prendendo di mira la CNN e accusando l’emittente di diffondere informazioni fuorvianti sui colloqui in corso con la Repubblica Islamica.«La CNN, come al solito, sostiene che l’accordo che sto negoziando con l’Iran non affronti il problema nucleare. In realtà il testo prevede chiaramente che l’Iran non possa dotarsi di armi atomiche», ha scritto Trump sul social Truth. Il presidente americano ha poi rincarato la dose, definendo la CNN e altri organi di informazione «un disastro ambulante» caratterizzato da ascolti sempre più bassi. Da Teheran, tuttavia, arrivano segnali di prudenza. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha invitato osservatori e media a non attribuire eccessiva importanza alle indiscrezioni sui negoziati finché non verranno annunciati risultati ufficiali. Citato dall’agenzia russa Tass, il capo della diplomazia iraniana ha spiegato che il dialogo e lo scambio di messaggi tra le parti proseguono, ma che qualsiasi valutazione sarebbe al momento prematura.«Fino a quando non sarà raggiunto un risultato concreto, tutto ciò che viene detto resta nel campo delle speculazioni e non dovrebbe essere considerato definitivo», ha dichiarato alla televisione di Stato iraniana.
Israele allarga le sue operazioni in Libano
Mentre Stati Uniti e Iran continuano il confronto diplomatico, il conflitto sul fronte libanese registra un’importante escalation. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato la conquista del Castello di Beaufort, storica fortezza crociata situata nel Libano meridionale, a circa quindici chilometri dal confine con Israele.Le immagini diffuse dai media israeliani mostrano la bandiera dello Stato ebraico e quella della Brigata Golani issate sul complesso fortificato. Secondo l’Idf, l’operazione è stata condotta nelle aree di Beaufort Ridge e Wadi Saluki con l’obiettivo di distruggere infrastrutture militari di Hezbollah, eliminare combattenti e consolidare il controllo operativo nella regione meridionale del Libano. Israele sostiene che proprio da queste zone siano partiti negli anni centinaia di attacchi missilistici contro il proprio territorio e che molte delle infrastrutture utilizzate dal movimento sciita siano state realizzate grazie al sostegno iraniano.Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito la presa della fortezza una vera e propria «svolta» nella campagna militare contro Hezbollah. Il premier ha rivendicato l’espansione delle operazioni israeliane su più fronti, da Gaza alla Siria fino al Libano, sostenendo che Israele abbia ormai «spezzato la barriera della paura» e riconquistato l’iniziativa strategica. Netanyahu ha inoltre affermato che dall’inizio delle ostilità sarebbero stati eliminati circa 8.000 combattenti di Hezbollah.
Sul versante diplomatico, intanto, si lavora per evitare che il conflitto degeneri ulteriormente
Secondo l’emittente libanese LBCI, il Segretario di Stato americano Marco Rubio, impegnato negli sforzi di mediazione tra Israele e Libano, dovrebbe annunciare martedì 2 giugno una nuova intesa destinata a rafforzare il cessate il fuoco e a ridurre il rischio di una nuova escalation lungo il confine settentrionale israeliano. I contenuti dell’accordo non sono ancora stati resi pubblici. Dal Libano, però, il tono resta durissimo. Il presidente Joseph Aoun ha denunciato quella che ha definito una «feroce e condannabile aggressione israeliana», accusando Gerusalemme di intensificare le operazioni militari attraverso la conquista di Beaufort e promettendo di adoperarsi per porre fine alle sofferenze della popolazione libanese, in particolare di quella residente nel Sud del Paese. Le dichiarazioni di Aoun arrivano alla vigilia della riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, convocata su richiesta della Francia per discutere l’evoluzione della crisi libanese.Nel frattempo, le operazioni militari sul terreno proseguono. Il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichay Adraee, ha emesso un ordine di evacuazione per numerosi centri abitati nel Libano meridionale, nei pressi di Sidone. Tra le località interessate figurano Al-Aqabiyah, Al-Zrarieh, Al-Marwaniyah, Sanibir, Al-Najariyah, Al-Adousiyah e Khirbet Bassel mentre Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all’IDF di colpire obiettivi terroristici nel quartiere Dahiya di Beirut. L’ordine arriva dopo ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Hezbollah e attacchi contro città e civili israeliani. Tutti segnali che lasciano intendere come Israele sia pronto ad ampliare ulteriormente la propria offensiva contro Hezbollah nel sud del Paese dei Cedri.
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Stefano Piazza
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