(AGENPARL) – Roma, 28 Agosto 2026 – Ricostruzione post-sisma, resilienza dei territori, rigenerazione delle aree interne e sviluppo sostenibile saranno al centro della conferenza “Italia e Giappone – Ricostruzione, resilienza e cooperazione accademica”, in programma l’8 settembre 2026 alle ore 15 a Roma, presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, Sala Tatarella, in via degli Uffici del Vicario 21.
L’appuntamento sarà dedicato alla presentazione delle attività e dei risultati del Programma internazionale di collaborazione tra l’Università di Camerino (UNICAM) e la Toyo University di Tokyo, nato nel 2018 sulla base del Memorandum of Understanding sottoscritto dai due Atenei.
Un progetto che negli anni ha assunto un significato che supera i confini della tradizionale cooperazione universitaria. Attraverso ricerca interdisciplinare, formazione, mobilità internazionale di studenti e ricercatori, public engagement e collaborazione con istituzioni e comunità locali, il programma ha infatti sviluppato un modello di cooperazione scientifica, culturale e sociale incentrato sulle grandi sfide che interessano i territori colpiti da calamità e le comunità chiamate a ricostruire il proprio futuro.
Dal terremoto alla costruzione di territori più resilienti
Il titolo internazionale del programma, “From Earthquake Reconstruction towards Sustainable Cities and Regions in the Post COVID-19 Era”, sintetizza la prospettiva del progetto: partire dall’esperienza della ricostruzione dopo un terremoto per interrogarsi su come città e territori possano diventare più resilienti, sostenibili e capaci di affrontare crisi future.
L’esperienza italiana, e in particolare quella delle aree dell’Appennino centrale colpite dagli eventi sismici del 2016, incontra così il patrimonio scientifico e culturale giapponese, maturato in un Paese che ha sviluppato una lunga esperienza nella prevenzione, nella gestione delle catastrofi naturali e nella ricostruzione.
La conferenza romana permetterà di fare il punto sui risultati raggiunti dal 2018 e, soprattutto, di discutere le prospettive future della collaborazione tra Italia e Giappone, anche alla luce dell’associazione del Giappone al programma europeo Horizon Europe, richiamata espressamente nella presentazione dell’iniziativa.
Il ruolo delle istituzioni
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali della senatrice Elena Leonardi e di Masahiro Nakade, Primo Segretario dell’Ufficio Stampa, Cultura e Scienza dell’Ambasciata del Giappone in Italia.
La presenza congiunta del mondo parlamentare e della rappresentanza diplomatica giapponese evidenzia la dimensione istituzionale assunta dal progetto e la volontà di costruire un collegamento sempre più stretto tra ricerca universitaria, politiche pubbliche e cooperazione internazionale.
La locandina dell’iniziativa sottolinea inoltre che l’evento è stato reso possibile grazie alla disponibilità e all’interessamento della senatrice Leonardi.
UNICAM e Toyo University, una collaborazione iniziata nel 2018
L’apertura dei lavori e la presentazione del programma internazionale saranno affidate alla professoressa Lucia Ruggeri, direttrice della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino e responsabile scientifica del Programma UNICAM-Toyo University.
Sarà quindi il professor Norihisa Shima, della Toyo University di Tokyo, a intervenire sulla cooperazione scientifica tra i due Atenei, illustrandone risultati e prospettive.
Il programma si presenta dunque come una piattaforma attraverso la quale mettere in relazione competenze provenienti da discipline e sistemi istituzionali differenti, trasformando le esperienze maturate nei territori in conoscenza condivisa e, potenzialmente, in strumenti utili alla definizione delle politiche pubbliche.
Castelli: ricostruzione, resilienza e politiche pubbliche
Uno dei momenti centrali della conferenza sarà dedicato proprio alla relazione tra ricostruzione post-sisma, resilienza territoriale e politiche pubbliche.
Sul tema interverrà Guido Castelli, Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016.
Il tema assume particolare rilevanza perché la ricostruzione non riguarda esclusivamente il ripristino materiale di edifici e infrastrutture. Coinvolge la tenuta economica e demografica delle comunità, i servizi, il patrimonio culturale, la capacità di attrarre investimenti e persone e, soprattutto nelle aree interne, la possibilità di evitare che una calamità naturale acceleri fenomeni di spopolamento già in corso.
In questa prospettiva, resilienza e ricostruzione diventano parti di una stessa politica territoriale.
SIRIP e la rappresentanza degli interessi nella cooperazione internazionale
La conferenza affronterà anche un aspetto meno frequentemente associato alla cooperazione accademica: il ruolo della rappresentanza degli interessi nella costruzione dei rapporti istituzionali e internazionali.
A parlarne sarà Achille Ducoli, presidente del SIRIP – Sindacato dei Rappresentanti di Interessi Parlamentari, con un intervento dedicato espressamente al ruolo della rappresentanza di interessi nella promozione della cooperazione istituzionale e internazionale.
Il tema introduce una dimensione importante: la capacità dei risultati della ricerca di raggiungere i decisori pubblici e di tradursi in relazioni, progetti e politiche richiede un dialogo strutturato tra università, istituzioni, territori e soggetti della società civile.
Le politiche fiscali nella ricostruzione post-disastro
Accanto alle questioni istituzionali e territoriali, il programma dedica spazio anche alla dimensione economica.
La professoressa Rossella Miceli, della Sapienza Università di Roma, interverrà sulle politiche fiscali a sostegno della ricostruzione nei contesti post-disastro, analizzando l’esperienza europea.
È un terreno cruciale per qualsiasi strategia di ricostruzione. Gli incentivi fiscali, le agevolazioni, il sostegno alle imprese e alle famiglie e gli strumenti destinati ad attrarre nuovi investimenti possono infatti concorrere alla ripresa economica delle aree colpite e alla loro capacità di guardare oltre la fase emergenziale.
Camerino e Loreto nella storia dei rapporti tra Italia e Giappone
La cooperazione contemporanea sarà affiancata da uno sguardo alla storia.
Roberto Garetto, direttore di IGITO a Torino, affronterà il tema della prima missione diplomatica giapponese in Italia, soffermandosi sul ruolo di Camerino e Loreto nella storia delle relazioni tra i due Paesi.
Un approfondimento che inserisce l’attuale collaborazione universitaria in un percorso storico più ampio e mostra come le relazioni tra Italia e Giappone abbiano radici che precedono di molto gli attuali programmi scientifici e accademici.
La parola agli studenti
A completare il programma saranno infine gli studenti dell’Università di Camerino e della Toyo University.
La sessione “Student Voices: Experiences from the Field” raccoglierà le loro testimonianze dirette, portando all’interno della conferenza l’esperienza di chi ha partecipato concretamente agli scambi e alle attività del progetto.
È probabilmente uno degli aspetti più significativi dell’intera iniziativa: la cooperazione internazionale non rimane confinata alle relazioni tra istituzioni o ai documenti sottoscritti dalle università, ma coinvolge direttamente le nuove generazioni di studenti e ricercatori.
Italia e Giappone, la conoscenza come strumento di ricostruzione
La conferenza dell’8 settembre si propone quindi come un momento di sintesi di otto anni di collaborazione iniziata nel 2018 e, contemporaneamente, come punto di partenza per una nuova fase.
Ricostruire dopo una catastrofe significa infatti affrontare questioni che riguardano diritto, economia, urbanistica, fiscalità, sostenibilità, demografia, cultura e organizzazione delle istituzioni. Da qui la scelta di un approccio interdisciplinare e internazionale.
L’esperienza di Camerino e quella giapponese diventano così due laboratori che dialogano tra loro: territori geograficamente lontani, ma accomunati dalla necessità di trasformare la vulnerabilità in conoscenza e la ricostruzione in un’occasione per progettare comunità più resilienti.
Ed è proprio su questo terreno che la collaborazione tra Università di Camerino e Toyo University punta a proseguire: non limitarsi a ricostruire ciò che una crisi ha distrutto, ma utilizzare ricerca, cooperazione internazionale e politiche pubbliche per costruire territori capaci di affrontare il futuro.
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