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CONFCOMMERCIO POTENZA: NEGOZI DI VICINATO, LA RETE COMMERCIALE È UN PRESIDIO CONTRO LO SPOPOLAMENTO

La trasformazione del commercio corre veloce e impone alle imprese di confrontarsi contemporaneamente con innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, nuovi modelli di consumo e una crescita dei costi di energia, trasporti e servizi. Ma accanto alla rivoluzione digitale resta una questione decisiva, soprattutto per territori come la Basilicata: la tenuta dei negozi di vicinato e della rete commerciale nei piccoli centri.

È questo uno dei temi portati all’attenzione della Conferenza di Sistema di Confcommercio, in corso al Tanka Village di Villasimius, in Sardegna, alla quale partecipano oltre mille dirigenti delle associazioni territoriali e di categoria del sistema Confcommercio.

Tra i partecipanti anche Angelo Lovallo, presidente di Confcommercio Potenza, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle attività di prossimità e sulla necessità di inserire il commercio dentro una più ampia strategia di rigenerazione urbana e di contrasto allo spopolamento.

«Il negozio di vicinato non può essere considerato soltanto un’attività economica – sottolinea Lovallo – perché nei piccoli comuni rappresenta anche un servizio, un luogo di relazione e un presidio del territorio. Quando chiude un esercizio commerciale non perdiamo soltanto un’impresa: rischiamo di perdere un pezzo della comunità. Difendere queste attività significa contribuire a mantenere vivi i nostri territori».

Una questione particolarmente delicata per la Basilicata, dove la riduzione della popolazione e l’invecchiamento demografico rendono ancora più fragile la rete commerciale locale. La progressiva desertificazione dei centri urbani rischia infatti di alimentare un circolo vizioso: meno residenti, meno consumi, meno attività, meno servizi e, di conseguenza, ulteriore perdita di attrattività dei territori.

Per Confcommercio Potenza serve quindi una politica che riconosca il valore economico e sociale delle imprese di prossimità. Tra le priorità indicate dal sistema associativo figurano fiscalità più favorevole, sostegno agli affitti commerciali, accesso al credito, innovazione, valorizzazione dei distretti del commercio e politiche di rigenerazione urbana.

Il tema sarà sviluppato anche attraverso il progetto Cities, promosso da Confcommercio per riportare il terziario al centro delle politiche urbane, e con la seconda edizione di “InCittà”, in programma a fine ottobre a Bari.

«Non possiamo parlare di rigenerazione urbana – aggiunge Lovallo – se non consideriamo il ruolo delle imprese che ogni giorno tengono aperti negozi, servizi e attività nei nostri quartieri e nei nostri piccoli comuni. La rete commerciale è una delle infrastrutture, spesso invisibili, che tengono insieme le comunità. Per questo va sostenuta con strumenti concreti e non soltanto con dichiarazioni di principio».

Dalla Conferenza di Sistema emerge nel frattempo un quadro economico nel quale la pressione sui costi continua a rappresentare una delle principali criticità per le imprese. Energia, consumi e fiducia sono tra i temi affrontati dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Secondo le stime illustrate nel corso dei lavori, qualora la crisi energetica non dovesse rientrare, nel 2027 l’economia italiana potrebbe subire una riduzione di 6,5 miliardi di euro di consumi e di tre decimi di Pil. Già nel 2026, commercio, turismo e ristorazione rischiano complessivamente un aggravio superiore al miliardo di euro sulla bolletta.

Da qui la richiesta di una politica energetica strutturale, basata su rinnovabili, reti, sistemi di accumulo e una revisione dei meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità. Per il sistema Confcommercio il costo dell’energia rischia infatti di trasformarsi in una vera e propria “tassa occulta” sulla crescita, comprimendo sia i margini delle imprese sia la capacità di spesa delle famiglie.

Anche sul fronte dei consumi il quadro resta complesso. Nel 2026 casa, energia, trasporti, assicurazioni e altre spese obbligate assorbono il 42% dei consumi, pari a circa 9.700 euro pro capite. Una situazione che restringe gli spazi per la spesa discrezionale e costringe le famiglie a rimodulare continuamente le proprie scelte di acquisto.

A cambiare è anche il modo di fare impresa. Intelligenza artificiale e digitalizzazione stanno entrando nei processi organizzativi, nel marketing, nella gestione delle scorte e nel rapporto con i consumatori. Per le piccole attività, tuttavia, la transizione digitale non può prescindere dalla possibilità concreta di investire.

«Innovazione e prossimità non sono alternative – evidenzia Lovallo –. Anche il piccolo commercio deve poter utilizzare le nuove tecnologie, ma senza perdere quella relazione diretta con il cliente che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza. Per farlo servono condizioni economiche che consentano alle imprese di investire».

Da Confcommercio arriva quindi la richiesta di un ambiente più favorevole all’impresa, caratterizzato da regole semplici e stabili, riduzione della pressione fiscale, sostegno alla produttività, detassazione dei salari e strumenti specifici per gli affitti commerciali, insieme a un accesso al credito più agevole per le piccole imprese.

Per Confcommercio Potenza, la questione commerciale non può essere separata dalle politiche territoriali.

«La Basilicata ha bisogno di una strategia che tenga insieme commercio, servizi, urbanistica, turismo e contrasto allo spopolamento – conclude Lovallo –. Se un centro perde i suoi negozi perde attrattività; se perde servizi diventa più difficile viverci; se diventa più difficile viverci aumenta il rischio che altre persone se ne vadano. Spezzare questo meccanismo significa riconoscere alle imprese di prossimità un ruolo che va oltre il mercato».

Il messaggio dalla Conferenza di Sistema è dunque quello di una trasformazione che il commercio non può evitare, ma che deve essere governata. Tecnologia e intelligenza artificiale da una parte, prossimità e rapporto umano dall’altra: il futuro delle imprese passa dalla capacità di tenere insieme entrambe le dimensioni.



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