#Finsubito news dalla rete – Emergenza casa e infrastrutture resilienti: Ance rilancia il piano per le città del futuro


La casa torna al centro delle politiche di sviluppo del Paese. È il messaggio emerso dalla conferenza“Città nel Futuro 2030-2050”, promossa dall’Ance e ospitata tra la Camera dei Deputati e il Maxxi di Roma, dove costruttori, istituzioni e rappresentanti del mondo economico hanno discusso le strategie per affrontare le grandi sfide urbane dei prossimi decenni. Tra le priorità individuate figurano l’emergenza abitativa, la rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico degli edifici e il potenziamento delle infrastrutture necessarie all’adattamento climatico. Secondo il presidente di Ance, Antonio Ciucci, l’Italia deve sfruttare la finestra aperta dalle nuove regole europee per attivare un grande programma nazionale dedicato alle infrastrutture energetiche e idriche, facendo tesoro dell’esperienza maturata con il Pnrr e garantendo una governance centrale, obiettivi chiari e tempi certi di attuazione.

La casa come infrastruttura sociale

Nel documento presentato durante la conferenza emerge con forza il tema dell’accessibilità abitativa. Oggi circa 300mila famiglie risultano in lista d’attesa per un alloggio pubblico, mentre solo il 3,5% delle famiglie italiane vive in una casa popolare, una quota nettamente inferiore rispetto ad altri Paesi europei. A pesare sul mercato è anche il crescente divario tra costi di costruzione e capacità di acquisto delle famiglie. Nei primi sette mesi del 2026 i costi di realizzazione degli alloggi risultano aumentati del 25% rispetto al 2019, a fronte di un incremento delle retribuzioni pari al 14%. Per affrontare questo scenario, Ance propone un rafforzamento pluriennale dei fondi destinati all’edilizia residenziale pubblica e sociale, oltre all’attivazione di strumenti in grado di attrarre capitali privati a lungo termine. Tra le misure suggerite figurano semplificazioni urbanistiche e procedurali, incentivi fiscali e il riuso di edifici dismessi attraverso il cambio di destinazione d’uso. Citta_nel_futuro_2026_casa a prezzi accessibili

Patrimonio edilizio da riqualificare

Un’altra criticità riguarda lo stato del patrimonio residenziale italiano. Secondo i dati illustrati da Ance, il Paese conta 12,4 milioni di edifici e 35,3 milioni di abitazioni, delle quali oltre il 68% è stato costruito prima del 1980. Inoltre, il 52% delle abitazioni ricade nelle classi energetiche F o G, evidenziando un enorme potenziale di miglioramento sotto il profilo dell’efficienza energetica. Le simulazioni riportate nel dossier mostrano che il passaggio da una classe energetica G a una C può ridurre in media i consumi energetici complessivi del 54% e le emissioni di CO₂ del 62%. Analogamente, l’upgrade da classe F a classe B consentirebbe una riduzione dei consumi del 42% e delle emissioni del 53%. Per Ance, la riqualificazione energetica non rappresenta soltanto una misura ambientale, ma un vero strumento di politica industriale e sociale, capace di diminuire le bollette delle famiglie, aumentare il valore degli immobili e contribuire agli obiettivi climatici europei. Citta_nel_futuro_2026efficientare il patrimonio immobiliare

Infrastrutture energetiche e idriche, la sfida dell’adattamento

Tra i temi centrali della conferenza figura anche la necessità di accelerare gli investimenti nelle reti energetiche e idriche. Secondo Ance, il costo dell’energia in Italia raggiunge circa 180 euro/MWh, contro i 126 euro/MWh della Germania, 125 della Francia e 119 della Spagna. Sul fronte idrico, la situazione appare altrettanto critica. Le reti italiane registrano una dispersione superiore al 42% dell’acqua immessa, con una perdita media di circa 157 litri al giorno per abitante. Un dato che evidenzia l’urgenza di interventi destinati all’ammodernamento delle infrastrutture e alla realizzazione di sistemi più efficienti di approvvigionamento e depurazione. L’associazione propone per questo una cabina di regia nazionale presso Palazzo Chigi, con il compito di coordinare investimenti, procedure e programmazione di lungo periodo, replicando i modelli di monitoraggio e semplificazione adottati durante il Pnrr. Citta_nel_futuro_2026_casa sostenibile e vivibile

Dopo il Pnrr serve continuità agli investimenti

Il settore delle costruzioni guarda con attenzione anche alla fase successiva alla chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per Ance il rischio principale è l’interruzione del ciclo di investimenti che ha sostenuto la filiera negli ultimi anni. Da qui la richiesta di una programmazione pluriennale delle opere e di un maggiore coinvolgimento dei capitali privati attraverso formule di partenariato pubblico-privato. Casa, rigenerazione urbana, infrastrutture energetiche e gestione delle risorse idriche vengono individuati come i principali ambiti nei quali sviluppare nuove strategie di investimento, capaci di garantire competitività economica, sostenibilità ambientale e qualità della vita urbana. Citta_nel_futuro_2026_infrastrutture idriche ed energetiche_SCHEDESTAMPA_V5Citta_nel_futuro_2026_reti idriche obsolete

Un’agenda per le città del 2050

La visione delineata da Ance punta a considerare la casa non solo come bene immobiliare, ma come una vera infrastruttura sociale. La combinazione tra nuove politiche abitative, riqualificazione energetica, adattamento climatico e investimenti infrastrutturali rappresenta, secondo l’associazione, la condizione necessaria per costruire città più accessibili, resilienti e sostenibili nel percorso verso il 2050. Citta_nel_futuro_2026_modello pnrr e concorrezaCitta_nel_futuro_2026_caro materiali

Antonio Ciucci | Presidente Ance

«Le città del futuro si costruiscono affrontando insieme tre emergenze che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini: quella abitativa, quella energetica e quella ambientale. Oggi l’Italia ha bisogno di un grande piano di investimenti capace di dare continuità al lavoro avviato con il Pnrr, concentrandosi su infrastrutture energetiche e idriche, rigenerazione urbana e accesso alla casa. Non possiamo permetterci reti che disperdono oltre il 40% dell’acqua disponibile né edifici che consumano energia in modo inefficiente. Occorre una governance forte, procedure semplificate e una programmazione di lungo periodo che consenta di utilizzare al meglio le risorse europee e nazionali. Allo stesso tempo servono regole urbanistiche moderne, perché non si può pensare di affrontare le sfide del 2050 con strumenti concepiti oltre mezzo secolo fa. Investire nelle città significa investire nella competitività del Paese, nel benessere delle famiglie e nella crescita di un settore che rappresenta una quota rilevante del Pil nazionale e dell’occupazione. La vera sfida è trasformare le emergenze di oggi nelle opportunità di sviluppo di domani».

Antonio Ciucci | Presidente Ance
Antonio Ciucci | Presidente Ance.


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