In una lunga riflessione pubblica, Marcello Scurria rivendica il senso della propria candidatura, riconosce il risultato ottenuto da Basile e pone un tema centrale per la vita democratica della città: la necessità di un’opposizione vera, organizzata, competente e responsabile. Un’opposizione che non si limiti alla contestazione, ma sappia controllare, proporre, verificare e rappresentare una parte della comunità che ha scelto una visione diversa per il futuro di Messina.
Scurria riconosce la vittoria di Basile: “Il risultato è chiaro e va rispettato”
Marcelo Scurria apre la sua analisi con un riconoscimento netto del verdetto delle urne. Il consigliere comunale non mette in discussione il dato politico emerso dal voto e attribuisce a Federico Basile e alla sua maggioranza la piena responsabilità della nuova fase amministrativa. Il passaggio è centrale perché colloca il confronto politico fuori dalla logica della delegittimazione e dentro quella della responsabilità istituzionale. Scurria afferma: “Il ruolo e la forza dell’opposizione. La buona politica parla all’opinione pubblica non genera consenso clientelare. Il risultato è chiaro e va rispettato. Federico Basile ha ottenuto una vittoria ampia. A lui e alla sua maggioranza spetta adesso la responsabilità di amministrare la città”. Il messaggio è chiaro: la campagna elettorale si è chiusa, il risultato va accettato, ma il ruolo di chi ha rappresentato un progetto alternativo non si esaurisce con la sconfitta. Per Scurria, infatti, perdere non significa arretrare dal campo politico né lasciare senza rappresentanza chi ha sostenuto una proposta diversa.
Nessuna polemica del giorno dopo: la scelta di non cercare alibi
Nel suo intervento, il consigliere comunale prende le distanze dalle polemiche immediate che spesso seguono una competizione elettorale. Non ci sono, nelle sue parole, accuse dirette, né la ricerca di responsabilità interne o giustificazioni. La linea scelta è quella di un’analisi politica che guarda oltre l’immediato. Scurria dichiara: “Per questo non mi unisco al coro delle polemiche del giorno dopo. Non cerco alibi. Non cerco giustificazioni. Non cerco responsabili”.
Una posizione che punta a evitare la trasformazione della sconfitta in una resa dei conti. Tuttavia, il riconoscimento del risultato non coincide con il silenzio politico. Al contrario, Scurria insiste sulla necessità di continuare a rappresentare quella parte della città che ha creduto in un’altra proposta amministrativa.“Ma perdere non significa scomparire. Non significa rinunciare al proprio ruolo. Non significa lasciare senza voce quella parte di città che ha creduto in una proposta diversa”.
La candidatura come proposta alternativa per Messina
Uno dei punti più rilevanti dell’intervento riguarda il significato attribuito alla candidatura. Scurria sottolinea di essersi messo in gioco senza condizioni e senza richieste personali, indicando come unico obiettivo quello di offrire a Messina una proposta alternativa. La sua ricostruzione è affidata a parole precise: “Mi sono candidato senza condizioni e senza chiedere o pretendere nulla in cambio. Con l’unico obiettivo: offrire alla città una proposta alternativa e una visione diversa del suo futuro. Ho accettato una sfida difficile con passione e onestà, per senso di responsabilità nei confronti della mia città”.
Il tema della visione per Messina diventa così il filo conduttore dell’intervento. La campagna elettorale viene descritta come una fase ormai conclusa, mentre il compito politico che si apre riguarda la capacità di costruire un percorso alternativo di lungo periodo.“Oggi, però, il tempo della campagna elettorale è finito”, evidenzia Scurria.
Una riflessione sulla campagna elettorale e sull’equilibrio della competizione
Pur evitando polemiche, Scurria non rinuncia a porre interrogativi sulla natura della competizione elettorale. Le sue domande riguardano l’equilibrio della campagna e le condizioni in cui si è svolta la sfida amministrativa. “Resta una domanda che merita una riflessione politica seria: è stata una campagna elettorale normale? Una competizione realmente equilibrata? Sono domande legittime che meritano risposte e approfondimenti ma non possono diventare l’ossessione di chi guarda soltanto al passato”.
Il punto politico, secondo Scurria, non è fermarsi alla spiegazione della sconfitta. La questione decisiva è un’altra: costruire l’alternativa. È questo il passaggio che sposta il baricentro dalla cronaca elettorale alla prospettiva politica. “E oggi il tema non è spiegare la sconfitta. Il tema è costruire l’alternativa”.
Consenso, territorio e potere amministrativo: l’analisi di Scurria
Nella parte più politica del suo intervento, Scurria affronta il tema del consenso nelle elezioni amministrative. Secondo il consigliere comunale, il voto locale non dipende soltanto da idee, programmi o appartenenza politica, ma anche da relazioni personali, presenza sul territorio e reti costruite nel tempo.“Le elezioni amministrative confermano ancora una volta una verità che troppo spesso fingiamo di non vedere: il consenso non nasce soltanto dalle idee, dai programmi o dall’appartenenza politica. Nasce anche dalle relazioni personali, dalla presenza sul territorio, dalla capacità di mobilitare reti di consenso costruite nel tempo e, soprattutto, dal potere di chi amministra”.
Scurria individua nel ruolo di chi governa un vantaggio strutturale, legato alla possibilità di esercitare il potere amministrativo, costruire rapporti, consolidare relazioni e rafforzare la leadership.“Chi governa parte inevitabilmente da una posizione di vantaggio. È sempre stato così e probabilmente sarà sempre così. L’esercizio del potere produce consenso, alimenta relazioni, consolida rapporti e rafforza leadership. Non è una denuncia. È una constatazione”.
Questa lettura porta il consigliere comunale a evidenziare una caratteristica specifica delle competizioni amministrative, spesso meno legate alle dinamiche tradizionali dei partiti e più influenzate da reti territoriali e rapporti personali.“Per questo le elezioni amministrative spesso sfuggono alle logiche tradizionali dei partiti. Alla fine si sommano i voti dei candidati, delle famiglie politiche, delle reti territoriali, delle relazioni costruite negli anni. E da quella somma nasce il risultato”.
Il passaggio su Matilde Siracusano e la distinzione tra consenso e futuro
Un capitolo specifico dell’intervento è dedicato a Matilde Siracusano. Scurria ne sottolinea l’impegno e ne evidenzia, secondo la sua valutazione, la scelta di privilegiare l’interesse generale rispetto alla costruzione di consenso personale.“Una riflessione particolare merita l’impegno di Matilde Siracusano. Pur svolgendo un ruolo di governo, ha scelto una strada diversa: privilegiare l’interesse generale rispetto alla costruzione di consenso personale o di rapporti costruiti attraverso favori, convenienze o dipendenze. Sono scelte che qualificano una classe dirigente”.
Il tema si collega alla distinzione tra una politica orientata al consenso immediato e una politica capace di costruire prospettive di lungo periodo. Scurria mette in evidenza la differenza tra due modelli, sottolineando come questa distinzione possa incidere anche sul piano elettorale.“In un sistema che tutti dichiarano di criticare in pubblico ma che molti in privato continuano ad alimentare, la differenza tra costruire consenso e costruire futuro può apparire sottile. In realtà è enorme. Pesa nei numeri. Pesa nei risultati. Pesa nelle urne”. Da qui arriva una delle frasi centrali del messaggio politico di Scurria: “La buona politica usa il potere rivolgendosi all’opinione pubblica non per generare consenso clientelare”.
La politica come visione, libertà e responsabilità
La riflessione di Scurria non si limita alla lettura del risultato elettorale. Il consigliere comunale richiama una concezione della politica fondata su visione, libertà, responsabilità e capacità di guardare oltre la scadenza elettorale più vicina. “La politica deve essere visione, libertà, responsabilità e capacità di guardare oltre il prossimo appuntamento elettorale. Da qui bisogna ripartire”.
Il punto di ripartenza, nella sua prospettiva, è il ruolo dell’opposizione dentro una democrazia compiuta. Per Scurria, infatti, non basta che vi sia una maggioranza chiamata ad amministrare. Serve anche una minoranza capace di esercitare una funzione di garanzia, controllo e proposta.“In una democrazia non serve soltanto chi amministra. Serve anche un’opposizione capace di svolgere fino in fondo il proprio compito: controllare, proporre, verificare, rappresentare, costruire”.
Pesi e contrappesi come garanzia per i cittadini
Nel suo intervento, Scurria insiste sul valore dei pesi e contrappesi nella vita democratica e amministrativa. L’opposizione non viene presentata come un ostacolo all’azione di governo, ma come una garanzia per l’intera comunità.“I pesi e i contrappesi non sono un ostacolo all’amministrazione; sono una garanzia per tutti i cittadini”. È su questa base che il consigliere comunale individua il compito della nuova fase: costruire un’opposizione autentica, non ridotta a iniziative personali o protagonismi isolati. Un’opposizione capace di organizzarsi e di lavorare con metodo.“Per questo credo che il compito che ci attende sia quello di costruire un’opposizione vera. Non un’opposizione individuale, fatta di protagonismi e iniziative solitarie”.
Un’opposizione organizzata, competente e responsabile
Il cuore del messaggio di Scurria riguarda la costruzione di un’opposizione organizzata. Non una somma di singole voci, ma un soggetto politico capace di formare una nuova classe dirigente e di offrire una prospettiva credibile per il futuro di Messina.“Un’opposizione organizzata, competente e responsabile capace di stare insieme, di formare una nuova classe dirigente e di costruire una prospettiva credibile per il futuro”. Nel modello delineato da Scurria, l’opposizione deve vigilare sull’azione amministrativa senza pregiudizi, riconoscendo ciò che funziona e contestando ciò che ritiene sbagliato. Non deve vivere di polemiche quotidiane, ma lavorare in una prospettiva più ampia.“Un’opposizione che sappia vigilare sull’azione amministrativa senza pregiudizi, riconoscendo ciò che funziona e contestando ciò che ritiene sbagliato. Un’opposizione che non lavori per la prossima polemica, ma per il futuro della città”.
Il lavoro per le nuove generazioni e per l’alternanza democratica
Scurria lega il compito dell’opposizione non solo alla contingenza politica, ma anche alla responsabilità verso le nuove generazioni. Il lavoro da compiere, secondo il consigliere comunale, non deve essere finalizzato a una rivincita immediata, ma alla costruzione di una prospettiva per chi verrà dopo.“Dobbiamo farlo non per noi stessi, ma per quelli che verranno dopo di noi. Per le nuove generazioni di amministratori, di cittadini impegnati, di donne e uomini che un domani avranno il compito di offrire un’alternativa credibile di governo. Non per le prossime settimane ma per i prossimi anni”. Il concetto di alternanza viene indicato come elemento essenziale della democrazia, ma Scurria sottolinea che essa non si improvvisa nel giorno del voto o nella notte dello spoglio. Al contrario, richiede lavoro costante, presenza nei quartieri, ascolto e credibilità.“L’alternanza è il sale della democrazia ma non si costruisce il giorno delle elezioni o, peggio, la notte dello spoglio. Nasce dal lavoro quotidiano, dalla credibilità, dalla presenza costante nei quartieri, dalla capacità di ascoltare e interpretare i bisogni reali della comunità”.
Monitorare la giunta, produrre proposte e intervenire sui dossier cittadini
Nel passaggio conclusivo, Scurria indica anche il metodo di lavoro che l’opposizione dovrà adottare. Non solo dichiarazioni politiche, ma monitoraggio delle decisioni della giunta, proposte alternative, report periodici e interventi sui dossier cittadini. “Serve monitorare le decisioni della giunta, produrre proposte alternative, pubblicare report periodici e intervenire sui singoli dossier cittadini. Da oggi comincia questo lavoro”.
È una linea che punta a trasformare la sconfitta elettorale in un percorso di costruzione politica. L’obiettivo dichiarato non è personale, né legato a una rivincita, ma alla possibilità di offrire in futuro una vera scelta alla città.“Non per interesse personale. Non per una rivincita. Ma per offrire a Messina, domani, una scelta vera”.
La nuova fase politica a Messina secondo Scurria
La riflessione di Marcelo Scurria si chiude con un richiamo al valore della democrazia e alla necessità di mantenere vivi i contrappesi. Dove non esiste alternativa, sostiene il consigliere comunale, si indebolisce la politica; dove mancano i contrappesi, si indebolisce la democrazia.“Perché dove non esiste alternativa si indebolisce la politica. Dove non esistono contrappesi si indebolisce la democrazia. È il tempo della responsabilità. È il tempo di costruire. Con rispetto, determinazione e libertà”.
Il messaggio consegnato alla città è dunque duplice. Da un lato, il riconoscimento della vittoria di Federico Basile e della responsabilità che ora spetta alla maggioranza nell’amministrare Messina. Dall’altro, la volontà di non disperdere il patrimonio politico e civico raccolto attorno a una proposta alternativa. Per Scurria, la sconfitta non chiude una stagione, ma ne apre un’altra: quella della costruzione di un’opposizione a Messina capace di controllare, proporre e preparare nel tempo una reale alternanza democratica.
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Danilo Loria
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