Ultimo weekend di passione, poi calerà il sipario sulla stagione 2025-2026 della Viola. Due gare ancora per capire se ci sarà il lieto fine o se si dovrà ingoiare un nuovo boccone amaro dopo la chance persa in Gara-3 contro Avellino per salire direttamente di categoria. Ma c’è un’altra chance per chiudere in bellezza, un triangolare promozione fra le 3 perdenti delle finali delle Conference Nord, Centro e Sud. Chi vince sale al piano di sopra. Diamo uno sguardo approfondito al mini torneo che vedrà impegnate Viola, Pizzighettone e Siena.
La Formula del torneo: pro e contro
Si gioca al PalaPolsinelli di Sora con capienza ridotta a 800 posti, 350 biglietti per tifoseria. Tre giornate, 19-20-21 giugno, da venerdì a domenica, senza pause per recuperare, con le temperature estive (anche se si giocherà alle 20:00 i primi due giorni e alle 19:00 nel terzo giorno). Le condizioni ideali per mettere in palio una roba banale come una promozione.
La Viola giocherà sabato 20 e domenica 21. Il ‘contro’ è sicuramente dover giocare due gare di fila: se fosse stata sorteggiata il primo giorno, infatti, in caso di vittoria, avrebbe riposato il secondo. Affronterà, quindi, una squadra più ‘fresca’ e con già una vittoria in tasca in quella che, in ogni caso, sarà la gara decisiva.
Veniamo ai ‘pro’. Sicuramente, un giorno in più per recuperare mentalmente e fisicamente da Gara-3 contro Avellino, per studiare meglio le due avversarie (da preparare in 5 giorni praticamente) e assistere da spettatori interessati alla gara d’esordio per vedere, direttamente in campo, Pizzighettone e Siena.
Ricordiamo che in caso di arrivo a pari punti conterà il “quoziente canestri“: punti fatti diviso punti subiti. C’è una netta differenza rispetto alla “differenza canestri” (punti fatti meno punti subiti). Proviamo a riassumerla brevemente. Con la differenza canestri, l’obiettivo è semplice: aumentare il margine assoluto. Ogni punto in più aggiunge esattamente +1: vincendo di 30 (es. 100 a 70), si ha +30.
Con il quoziente canestri, invece, segnare e subire non hanno lo stesso effetto rispetto alla sottrazione: il rapporto migliora se segni di più, ma peggiora se subisci di più. Per questo, a volte, difendere un possesso può pesare quanto o più di segnare un canestro, specialmente se il quoziente è molto vicino tra le squadre.
La differenza canestri premia il margine assoluto:
+15 è meglio di +10, sempre. Il quoziente canestri premia il rendimento proporzionale: vincere 60-50 può valere di più rispetto a vincere 100-90, perché 60/50 = 1,20; mentre 100/90 = 1,1111. In un torneo in cui la stanchezza potrebbe essere un fattore, questo aspetto non è da sottovalutare.
Pizzighettone: underdog, difesa e Samija
Pizzighettone è forse l’underdog delle tre. Viene da un paese in provincia di Cremona con poco più di 6000 abitanti, praticamente gli stessi che hanno occupato il PalaCalafiore in Gara-3 contro Avellino. Società giovane, fondata nel 1995 e in B2 nel 2023. L’obiettivo stagionale era superare il primo turno dei Playoff, sono arrivati in finale eliminando la corazzata Ozzano e perdendo la finale contro la Sangiorgese di Patrick Baldassarre a 13 secondi dalla fine. Quindi, vietato sottovalutarli.
Anche perchè difendono forte e con grinta: se dovessero riuscire a mantenere lo standard su due gare, potrebbe essere una bella rogna per tutti. Di contro, le rotazioni leggermente più corte delle altre due, non li favoriscono in questo senso, così come il carattere un po’ fumantino che, nei momenti topici, potrebbe far fioccare tecnici e antisportivi. Questo aspetto, unito a una difesa che porta inevitabilmente a spendere qualche fallo extra, sarà da tenere conto, soprattutto in virtù del finale di Gara-3 contro Avellino in cui la Viola non ha sfruttato al meglio i 4 giocatori irpini con 4 falli sul groppone.
Dominik Samija è la stella della squadra. Croato, 197 cm, ala/guardia, gira a 17.4 punti e 5.7 rimbalzi di media a partita. Tira con l’80% ai liberi, con il 48% da 2 e con il 37% da 3. È il principale terminale offensivo della squadra.
Da tenere d’occhio anche il centro Ababacar Sadikh Ndiaye: 11.6 punti e 9.6 rimbalzi di media a partita, spesso in doppia doppia. Piccoli ha punti nelle mani (13.8 di media), Ciaramella è un buon play passatore (9.1 punti e 4.5 assist di media).
Mens Sana Siena: storia, roster lungo e gioco corale
Se Pizzighettone è una squadra giovane, lo stesso non si può dire di Siena. Fondata nel 1934, rifondata per altre due volte, destino purtroppo comune a tante piazze storiche del basket italiano. Il ricordo della Montepaschi è vivo in tutti gli appassionati, una squadra capace di fare incetta di trofei, di vincere Scudetti, di vivere l’Europa. Oggi arriva al triangolare promozione dopo aver perso Gara-3 contro Lucca nel derby toscano, al termine di un testa a testa che le ha viste 2ª e 1ª in regular season.
Proprio in Gara-3 contro Lucca sono scesi in campo in 12, giovani compresi, segno che il roster senese è lungo e può contare anche su qualche giovane interessante in caso di emergenza. Occhio a questo aspetto in un torneo che non concede giorni di riposo. Il roster è un mix di giovani ed esperti, manca una punta di diamante ma Siena esprime un bel gioco corale.
Il centro maliano, formato in Italia, Yarbanga (12.2 punti e 8.4 rimbalzi di media) è da attenzionare: gran fisico e atletismo, spesso in doppia doppia, forte nel pitturato, battezzabile da fuori. Occhi puntati su Prosek (11.9 punti di media), ala slovena che spesso è il principale terminale offensivo. Ma non l’unico.
Cerchiaro è un ottimo realizzatore in penetrazione e da 3 (9.6 di media). Nepi unisce buone capacità da scorer all’esperienza (classe 93). A proposito di esperienza, non si può lasciare da parte capitan Pannini, l’unico giocatore sempre presente a roster dalla rinascita a oggi: occhio a non farlo accendere, tiratore di striscia.
L’aspetto mentale: chi arriva… peggio?
L’aspetto mentale sarà una chiave molto importante delle gare. Solitamente si parla di chi arriva meglio a una partita, qui si dovrebbe parlare di chi arriva peggio. Ed è una bella lotta. Primo, dal punto di vista fisico: stagione lunga, logorante, arrivano tutte e 3 a Gara-3 e perdono la finale. Una mazzata fisica e psicologica non da poco.
Pizzighettone è arrivata a 13 secondi dalla promozione. Siena ne ha presi 22 da Lucca nel derby. La Viola è stata beffata sulla sirena in Gara-1 e ha perso Gara-3 dopo averla rimontata.
L’esperienza e il carattere faranno la differenza su come reagire. Poi, è anche vero, che c’è un’altra chance per la promozione e tutti giocheranno per vincere. Però, nei momenti caldi, i fantasmi dei ko in Gara-3 potranno tornare a manifestarsi nella testa, soprattutto, dei meno avvezzi a certe partite.
Viola, chi e cosa può fare la differenza
Ci leghiamo, continuano il ragionamento del paragrafo precedente, a chi e cosa può fare la differenza. Senza dubbio, la tenuta fisica e mentale: due gare in due giorni possono favorire un roster giovane e lungo. La Viola ha elementi atletici, un roster tutto sommato lungo ma con un asterisco che tratteremo dopo, e non difetta di certo in esperienza con i vari Laganà, Laquintana, Marini e Maresca abituati a giocare a questi livelli.
Dicevamo dell’asterisco sul roster. La panchina della Viola ha fatto la differenza in Gara-2 portando intensità e punti, forse anche inaspettati (magari anche poco ‘studiati’ dagli avversari). In Gara-3, invece, l’apporto dei vari Agbortabi, Clark, Marangon e Fiusco è stato decisamente minore. Per forza di cose, avranno i loro momenti in campo, nella doppia sfida, più di una normale gara di Playoff e dovranno sfruttarli al meglio.
Deve alzare l’asticella anche capitan Fernandez, apparso un po’ in ombra contro Avellino: ha le qualità, la testa e, soprattutto, la lucidità (e servirà parecchio) per fare la differenza. C’era l’anno scorso, si è fatto male a metà stagione, nessuno più di lui merita questa promozione.
Sarà importante partire forte, imporsi fin da subito, come fatto nei big match in regular season e nelle gare importanti dei Playoff (Avellino a parte). La Viola non può prescindere dal miglior Laganà: non averlo avuto al meglio per Gara-1 è stato penalizzante. In termini di qualità, esperienza, giocate clutch, attitudine alla competizione e alla vittoria, non ha eguali in questa categoria.
Laquintana è un altro giocatore che può fare la differenza, ha punti nelle mani, capacità di battere l’avversario in 1vs1, può spaccare la partita come con Angri e l’alternanza con Laganà potrebbe risultare decisiva. In conclusione, sarebbe bello vedere Maresca mettere la sua firma sulla serie. Giocatore in grado di decidere in difesa e anche in attacco, le sue lacrime dopo Gara-3 contro Avellino meritano un lieto fine.
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Mirko Spadaro
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