Sant’Omero. Botta e risposta politico sul futuro dell’ospedale di Sant’Omero. Dopo le recenti dichiarazioni del consigliere regionale Dino Pepe, arriva la replica di Marilena Rossi, Umberto D’Annuntiis, Paolo Gatti ed Emiliano Di Matteo, che respingono le accuse sul presunto ridimensionamento del presidio ospedaliero e rivendicano il lavoro svolto dalla Regione Abruzzo e dalla Asl di Teramo.
Nella nota, gli esponenti politici sostengono che per mesi sia stata alimentata una “campagna allarmistica” sul futuro dell’ospedale vibratiano, basata – a loro dire – su un declassamento che “nei fatti non si è mai verificato”. Per questo contestano a Pepe di attribuirsi meriti che, secondo i firmatari, spettano invece agli atti amministrativi adottati dalla Regione e dalla Asl.
“La realtà – affermano – dimostra che l’ospedale di Sant’Omero ha continuato a garantire servizi di qualità grazie al lavoro degli operatori sanitari, che hanno respinto ogni tentativo di strumentalizzazione politica.”
I quattro esponenti evidenziano quindi alcuni dei punti contenuti nel nuovo Atto aziendale. Tra questi, la conferma dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale, ritenuta strategica anche per limitare la mobilità passiva verso le Marche, il mantenimento dell’attività dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia, che continua a svolgere interventi di elevata complessità, e il progetto della Cardiologia dedicato allo scompenso cardiaco e alla riabilitazione, definito un’esperienza unica in Abruzzo.
Nella nota vengono inoltre ricordati gli investimenti effettuati nel reparto di Radiologia, con l’installazione di una TAC a 128 strati e di una nuova risonanza magnetica, apparecchiature che, secondo i firmatari, consentono di migliorare la capacità diagnostica del presidio.
Un ulteriore passaggio riguarda l’iter dell’Atto aziendale della Asl di Teramo. Rossi, D’Annuntiis, Gatti e Di Matteo sottolineano che il documento è stato riapprovato e che completerà nei prossimi giorni il percorso di certificazione da parte della Regione Abruzzo e dell’Agenzia Sanitaria Regionale, contestualmente agli Atti aziendali delle altre aziende sanitarie abruzzesi. Una circostanza che, secondo i firmatari, smentirebbe le polemiche secondo cui la Asl di Teramo sarebbe rimasta indietro rispetto alle altre realtà regionali.
La nota si conclude con un invito rivolto al consigliere Pepe a riconoscere, secondo gli estensori, l’infondatezza degli allarmi lanciati nei mesi scorsi e a chiedere scusa ai cittadini della Val Vibrata, agli utenti dell’ospedale e agli operatori sanitari per aver trasformato il tema della sanità in terreno di scontro politico.
Per Rossi, D’Annuntiis, Gatti e Di Matteo, gli ultimi provvedimenti confermano che l’ospedale di Sant’Omero mantiene un ruolo strategico nella rete sanitaria provinciale e regionale, uscendo, a loro giudizio, ulteriormente rafforzato.
Dino Pepe: la pezza è peggio del buco. “Leggendo la nota congiunta firmata dai rappresentanti di maggioranza Rossi, D’Annuntiis, Gatti e Di Matteo, è curioso constatare come chi governa la Regione e la Sanità pubblica impieghi ben quattro firme per tentare di nascondere quello che i cittadini della Val Vibrata vivono ogni giorno sulla propria pelle.
Definire “allarmismo” la legittima preoccupazione di un territorio che ha visto per mesi depotenziamenti, carenze di personale, liste d’attesa infinite e un futuro incerto per il proprio presidio ospedaliero non è solo un errore politico: è una vera e propria mancanza di rispetto verso gli utenti e gli operatori sanitari”, dichiara il Consigliere regionale Dino Pepe.
“Sui presunti “meriti” e sulle ricostruzioni di comodo della maggioranza, sono i fatti stessi a ristabilire la verità. Se oggi l’Ospedale di Sant’Omero non subisce ulteriori scippi, il merito è unicamente delle proteste, della vigilanza del Consiglio, del Comitato e della mobilitazione dei cittadini. La politica dei corridoi regionali si muove soltanto quando si rende conto di non poter agire nel silenzio: chiamare “propaganda” il fiato sul collo che ha costretto la Regione a fare marcia indietro è solo un maldestro tentativo di girare la frittata. È il caso di ricordare, soprattutto ai Consiglieri D’Annuntiis e Di Matteo, che c’era la loro firma sotto l’approvazione del Piano di riordino della Rete ospedaliera che prevedeva la “eliminazione” di due UOC dell’Ospedale Val Vibrata.
La trasformazione della UOC di Ginecologia e Ostetricia in UOSD, è il caso di ricordarlo, ha prodotto a Sant’Omero una diminuzione di 81 nascite: da 620 nel 2024 a 539 nel 2025″ sottolinea Pepe
“Inoltre, arrivare in estremo ritardo sugli atti aziendali e vantarsene come un successo di squadra dimostra una visione distorta della pubblica amministrazione. La realtà parla di un iter faticoso, rallentato e privo di una visione strategica d’insieme, andato avanti così finché la pressione politica e popolare non si è fatta sentire”, aggiunge il Consigliere.
“Ancora, parlare di “sacrifici degli operatori” dopo averli lasciati per anni a coprire i turni in sottorganico, con risorse risicate e in strutture sotto costante pressione, è un’ipocrisia intollerabile. I medici, gli infermieri e gli operatori non si tutelano con i comunicati stampa celebrativi, ma con le assunzioni, la valorizzazione professionale e i servizi efficienti. Chiedere “scusa” e invocare “l’onestà intellettuale” sono concetti che la maggioranza regionale dovrebbe applicare prima di tutto a se stessa. Chiedano scusa loro ai cittadini della Val Vibrata e del resto dell’Abruzzo per la gestione della sanità di questi anni e per aver aumentato le tasse pur di coprire il buco finanziario da loro stessi creato, invece di rilasciare patentini di “buona condotta” politica.
La vigilanza sul presidio di Sant’Omero e la tutela del diritto alla salute per il nostro territorio non si fermeranno di certo di fronte a un comunicato propagandistico. Il lavoro di controllo, di denuncia e di proposta continua, nell’interesse esclusivo della comunità e non delle poltrone regionali”, conclude il consigliere Pepe.
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Redazione CityrumorsAbruzzo
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