#Finsubito news dalla rete – Trento, consegnate le chiavi di Tavolo 27: un progetto per il reinserimento


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Almeno 150 persone hanno partecipato alla cerimonia di consegna di “Tavolo 27”, il nuovo spazio realizzato dalla Provincia autonoma di Trento e gestito da Spinipizza Impresa Sociale, nell’ambito del progetto del Distretto dell’economia solidale dedicato al reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale. L’iniziativa si propone di favorire percorsi professionali concreti e di rafforzare il rapporto tra il carcere e la comunità.

Alla cerimonia, organizzata negli spazi situati accanto alla casa circondariale di Trento, hanno preso parte rappresentanti della Provincia, del Comune, dell’Amministrazione penitenziaria, della giustizia e del mondo economico e sociale, oltre agli enti partner del progetto. Coinvolti anche il Servizio politiche sociali della Provincia e il Sova, che ha curato la costruzione e l’allestimento.

Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, presente insieme all’assessore provinciale alle politiche sociali Mario Tonina e alle altre autorità.

“L’iniziativa di Tavolo 27, dall’articolo 27 della Costituzione sulla finalità rieducativa della pena, e dell’impresa sociale Spinipizza rappresentano un passo avanti che il Trentino compie sul fronte del reinserimento. Grazie all’idea iniziale dell’allora procuratore capo della Repubblica di Trento, Sandro Raimondi, oggi difensore civico, condivisa dalla Provincia e da tutte le realtà coinvolte, il progetto punta a offrire una concreta opportunità di reinserimento lavorativo a coloro che comunque dovranno scontare la propria pena, nel rispetto dei doveri connessi alla giustizia. Un progetto innovativo e pilota per altri territori, realizzato grazie a un’unità d’intenti. Auspico quindi che la comunità risponda e, allo stesso tempo, auguro buon lavoro a tutti coloro che opereranno qui, costruendo un tassello del proprio percorso di reinserimento professionale e sociale”, ha dichiarato Fugatti.

Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha ringraziato Sandro Raimondi per l’intuizione iniziale, sottolineando come le idee nascano quando qualcuno sa rompere gli schemi e le istituzioni sono in grado di raccoglierle. “Spinipizza e Tavolo 27 dicono moltissimo. Il carcere è una realtà che spesso immaginiamo come una scatola nera, in cui ci sono gli agenti e le persone detenute. Invece, è parte della città. Ci sono persone che hanno fatto cose sbagliate, ma non persone sbagliate”. Ianeselli ha anche richiamato il valore rieducativo del progetto e il suo obiettivo di inserirsi positivamente nella comunità, ricordando inoltre il prossimo svelamento della targa dedicata a padre Fabrizio Forti, già cappellano del carcere.

Parallelamente, il difensore civico Sandro Raimondi ha definito Tavolo 27 “un ponte tra chi ha avuto meno fortuna e chi deve garantire le opportunità di ripartenza”: “Questo è un punto di partenza e di ripartenza, un’opportunità lavorativa e anche imprenditoriale, in un contesto in cui sono numerosi i lavoratori che non dispongono di una mensa. Ringrazio il presidente della Provincia, il sindaco e tutti coloro che si sono impegnati per rendere concreto questo progetto”, ha aggiunto.

La commissaria del governo Isabella Fusiello ha sottolineato il valore dell’iniziativa come strumento di promozione del lavoro e quindi di dignità e riscatto sociale. “È un’opportunità per valorizzare la persona che nella propria vita ha sbagliato, nel rispetto dei principi dell’articolo 27 della Costituzione. Un’occasione anche per ridurre la recidiva e garantire maggiore sicurezza a tutta la comunità”.

Il garante dei diritti dei detenuti, Giovanni Maria Pavarin, ha ringraziato quanti hanno raccolto la sfida del progetto. “Vedere concretizzarsi il diritto al lavoro in ambito carcerario è un evento sicuramente positivo. La rieducazione è uno dei perni del trattamento penitenziario. Il lavoro non è solo strumento di risocializzazione di chi ha sbagliato, ma può anche servire come occasione di ‘rieducazione della società civile’. Venendo qui i cittadini vedranno al lavoro persone che spesso i mass media ci indicano come pericolose o cattive. Sarà a mio avviso un’occasione per ricredersi”.

Lorenza Omarchi, in rappresentanza del Tribunale di sorveglianza, ha evidenziato come iniziative di questo tipo distinguano il territorio. “È un bellissimo contenitore da riempire e animare, anche con la presenza delle persone detenute, che hanno la responsabilità di dimostrare la volontà di cambiare. Il lavoro è un vero motore di cambiamento e un’occasione per dimostrare che questa volontà è concreta”.

Rosella Santoro, in rappresentanza del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, ha sottolineato il valore dell’iniziativa come opportunità di formazione, lavoro e dignità. “Il progetto offre alle persone coinvolte la possibilità di costruire competenze concrete e si inserisce nel percorso di investimento dell’Amministrazione penitenziaria sugli spazi dedicati al trattamento e al reinserimento, in un’ottica di collaborazione tra istituzioni. L’Amministrazione penitenziaria non mancherà di sostenere questa iniziativa”.

Maria Milano Franco D’Aragona, provveditrice regionale per il Triveneto, ha evidenziato come la collaborazione istituzionale sia determinante per tradurre i progetti in risultati concreti. “Una pizzeria esterna alla casa circondariale e un laboratorio di cucina sono esempi concreti della volontà di potenziare le opportunità lavorative per le persone detenute e di sviluppare occasioni di reinserimento sociale. Una risposta concreta al mandato previsto dall’articolo 27 della Costituzione”.

Anche Anna Rita Nuzzaci, direttore della casa circondariale di Trento, ha richiamato il significato dell’articolo 27 della Costituzione, che stabilisce la finalità rieducativa della pena, sottolineando come non si tratti di un patrimonio esclusivo dell’Amministrazione penitenziaria o dell’organizzazione giudiziaria che insieme costituiscono il ministero della giustizia, ma di una responsabilità condivisa con la società civile. Il reinserimento, ha osservato, contribuisce a ridurre i reati e a rendere la società più sicura. “Non possiamo delegare questo compito soltanto alle istituzioni, che hanno lavorato insieme a partire dalla Provincia: è necessario che anche i cittadini facciano la loro parte, venendo qui”.

Federica Facchini, direttrice dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, ha quindi richiamato il paradigma della giustizia di comunità, in cui il reinserimento non è soltanto un percorso individuale, ma coinvolge attivamente cittadini, privato sociale e mondo imprenditoriale. “Essere comunità significa offrire alle persone la possibilità di esprimere e realizzare le proprie capacità. Questo progetto ne è un esempio eccellente”.

La parola è quindi passata a Leonardo Costantini: “Con Spinipizza Impresa Sociale abbiamo scelto di raccogliere una sfida: implementare i servizi e i progetti a favore del reinserimento lavorativo delle persone detenute o in esecuzione penale. Il locale, Tavolo 27, si fonda su tre pilastri. Il primo è la formazione e il lavoro per le persone in esecuzione penale, come tappa verso il mercato del lavoro del territorio. Il secondo è una ristorazione di qualità aperta alla cittadinanza. Il terzo è la funzione di ponte tra il carcere e la città, per avvicinare la comunità a una realtà spesso percepita come distante”.

La cerimonia che si è conclusa con il passaggio delle chiavi da parte del presidente Fugatti a Leonardo Costantini, presidente di Spinipizza e con la consegna dei riconoscimenti agli enti e ai partner che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

Tra i soggetti coinvolti figurano Fondazione Caritro, Fondazione Cristina Sartori Cloch, i Consorzi BIM Adige, Sarca, Brenta e Chiese, Confcommercio, ASAT, Associazione Artigiani, Confesercenti, Confindustria, Dolomiti Energia, MUSE e BTS Banca Trentino Südtirol.

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