“Il futuro di Avellino dipende dai comportamenti di tutti”


Assessore, perché oggi parlare di raccolta differenziata significa parlare del futuro di Avellino?

Perché non stiamo parlando semplicemente di rifiuti. La raccolta differenziata riguarda l’ambiente, la salute pubblica, la qualità della vita, il senso civico e lo sviluppo sostenibile. In altre parole, riguarda la città che vogliamo lasciare ai nostri figli e alle future generazioni. Ogni gesto quotidiano, anche il più semplice, contribuisce a costruire una comunità più responsabile e rispettosa del territorio.

Qual è il messaggio che vuole lanciare ai cittadini?

Che ogni piccolo gesto conta. Conferire correttamente una bottiglia di vetro, piegare una scatola di cartone o separare correttamente l’organico non è soltanto un obbligo previsto dalla normativa, ma un vero e proprio gesto d’amore verso Avellino. La differenza la fanno i cittadini, ogni giorno, nelle proprie case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle attività commerciali.

Qual è la situazione attuale della raccolta differenziata ad Avellino?

Nel 2025 il Comune ha raggiunto il 63,67% di raccolta differenziata. È un risultato importante, che ci porta a soli 1,33 punti percentuali dall’obiettivo del 65% previsto dalla Legge Regionale Campania n. 14 del 2016. Tuttavia, non vogliamo limitarci a raggiungere il minimo richiesto. Essendo il capoluogo della provincia più verde della Campania, Avellino deve diventare un modello di sostenibilità, innovazione ed economia circolare.

Quanto è importante il contributo dei cittadini?

È fondamentale. Nessuna amministrazione può ottenere risultati straordinari senza la collaborazione della comunità. Il Comune può organizzare i servizi, investire nelle infrastrutture e migliorare la comunicazione, ma il vero cambiamento dipende dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.

La sfida riguarda soltanto aumentare la percentuale della raccolta differenziata?

No. Oggi la vera sfida è migliorarne la qualità. Ancora troppi materiali perfettamente riciclabili finiscono nell’indifferenziato, identificato con il codice EER 20.03.01 e conferito allo STIR di Pianodardine. Questo comporta una spesa di circa 1 milione e 600 mila euro ogni anno per il Comune. Differenziare meglio significa quindi tutelare l’ambiente, ma anche utilizzare in maniera più efficiente le risorse pubbliche.

Quali sono le principali criticità emerse dall’analisi dei dati?

Le maggiori difficoltà riguardano le cosiddette grandi utenze: l’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”, la Casa Circondariale di Bellizzi, gli istituti scolastici e tutte le strutture che producono grandi quantità di rifiuti. In particolare, le analisi merceologiche effettuate dalla GRANDE S.r.l. all’Ospedale Moscati hanno evidenziato che circa l’80% del materiale conferito come indifferenziato avrebbe potuto essere correttamente differenziato. È un dato che dimostra quanto siano ancora ampi i margini di miglioramento.

Esistono esperienze positive da cui partire?

Assolutamente sì. Una delle più significative è il progetto “La Differenza la facciamo Dentro”, nato dalla collaborazione tra Comune di Avellino, Caritas e GRANDE S.r.l. all’interno della Casa Circondariale di Bellizzi. I detenuti partecipano direttamente alla separazione dei rifiuti, evitando la contaminazione dei materiali riciclabili. È un esempio concreto di come tutela dell’ambiente, inclusione sociale e organizzazione possano produrre risultati importanti.

Quali iniziative avete previsto per sensibilizzare i più giovani?

L’Assessorato all’Ambiente sta lavorando a un progetto educativo stabile rivolto alle scuole primarie e secondarie della città. Non sarà una semplice giornata dedicata all’ambiente, ma un percorso che accompagnerà gli studenti durante tutto l’anno scolastico. Sono previsti laboratori, attività pratiche, raccolte dedicate con obiettivi progressivi e sistemi premiali, per formare cittadini sempre più consapevoli. I bambini e i ragazzi sono il vero motore del cambiamento e saranno loro a portare nelle famiglie il valore delle tre R: Ridurre, Riutilizzare e Riciclare.

Anche la comunicazione avrà un ruolo importante?

Sì. Vogliamo parlare ai cittadini con strumenti più vicini alle nuove generazioni: social network, contenuti digitali e linguaggi semplici e immediati. Educare oggi significa anche comunicare in modo efficace.

Tra gli obiettivi dell’Amministrazione c’è anche il nuovo Centro Comunale di Raccolta. A che punto è il progetto?

Il Centro Comunale di Raccolta rappresenta un’infrastruttura strategica. Non è un impianto di smaltimento, ma un servizio essenziale che consente ai cittadini di conferire correttamente quei rifiuti che non possono essere raccolti porta a porta. Dal gennaio 2020 Avellino è priva di questa struttura e questa assenza incide sull’efficienza del sistema. L’EDA Avellino ha manifestato la disponibilità a progettare e realizzare il nuovo Centro nell’area di via Zoccolari, con tempi stimati di circa dodici mesi. Parallelamente, l’Amministrazione sta lavorando per individuare tutte le soluzioni amministrative e tecniche che consentano di restituire alla città un Centro Comunale di Raccolta funzionante nel più breve tempo possibile.

Qual è l’obiettivo finale che vi ponete?

Superare il 65% di raccolta differenziata è importante perché significa rispettare un obbligo di legge, ma il nostro obiettivo è molto più ambizioso. Vogliamo ridurre i costi di smaltimento, recuperare più materiali, diminuire gli sprechi, proteggere l’ambiente e rendere Avellino una città sempre più moderna, efficiente e sostenibile. Abbiamo una visione chiara: fare di Avellino una protagonista della transizione ecologica. È una sfida che possiamo vincere soltanto insieme, perché il futuro della città non si costruisce con le parole, ma con i comportamenti quotidiani di ciascuno di noi. La differenza, proprio come ricorda uno dei nostri progetti più significativi, la facciamo tutti. Insieme.

Negli ultimi giorni si è parlato anche delle nuove tariffe TARI. Cosa può dire ai cittadini?

È importante fare chiarezza. Il Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029, sul quale si basano le nuove tariffe TARI, per legge è costruito sui costi risultanti dal bilancio 2024. Il Piano è stato validato dall’Ente d’Ambito lo scorso 9 luglio, al termine di un’istruttoria basata sui dati trasmessi dal Comune durante la gestione commissariale. Questa Amministrazione, insediatasi da poche settimane, non ha quindi avuto la possibilità di incidere né sui dati utilizzati né sull’istruttoria che ha portato alla definizione delle tariffe. Di conseguenza, non c’erano margini per intervenire sull’importo della TARI applicata ai cittadini. Questo, però, non significa che ci fermeremo qui. Fin da subito lavoreremo per individuare un percorso che consenta di ridurre progressivamente il costo del servizio. Migliorare la qualità della raccolta differenziata, abbattere la quantità di rifiuti indifferenziati e rendere il sistema più efficiente significa anche creare le condizioni per contenere e, nel tempo, ridurre il peso della tariffa sulle famiglie e sulle imprese.


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