Un’impennata di violenza armata e poi un fragile cessate il fuoco segnano il sud del Libano, conteso tra l’esercito israeliano e Hezbollah. Il fronte libanese è sempre più centrale nei delicati negoziati tra Stati Uniti e Iran. I colloqui sul nucleare previsti a Lucerna, che avrebbero dovuto iniziare venerdì ma sono stati rinviati, potrebbero tenersi oggi con l’arrivo dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e del ministro iraniano Abbas Araghchi.
La tregua, mediata da Stati Uniti, Qatar e Iran senza un coinvolgimento formale di Beirut, è entrata in vigore venerdì pomeriggio dopo dodici ore di intensi combattimenti. L’escalation era seguita all’uccisione di quattro militari israeliani nel sud del Libano. Nonostante il cessate il fuoco, oggi un raid israeliano ha provocato altre cinque vittime.
Per approfondire:
Hezbollah, abbiamo pieno diritto di reagire a Israele
Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha dichiarato che il suo gruppo ha il “pieno diritto” di rispondere agli attacchi di Israele, che continua a bombardare il Libano nonostante il nuovo cessate il fuoco annunciato il giorno precedente. “Si parla di cessate il fuoco. Ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo il cessate il fuoco e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni”, ha affermato Fadlallah in una dichiarazione. “La resistenza ha il pieno diritto di affrontare questo nemico quando ci attacca, poiché è l’aggressore e l’occupante”, ha aggiunto l’esponente del movimento filoiraniano.
Reuters: i pasdaran trarranno enormi vantaggi dalla revoca delle sanzioni Usa. Il loro impero commerciale spazia dal petrolio ai trasporti marittimi
Per anni, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno prosperato all’ombra delle sanzioni, costruendo un vasto impero commerciale che spazia dal petrolio ai trasporti marittimi, le telecomunicazioni e i porti. Ora, mentre Teheran e Washington si preparano ai colloqui per un accordo che porrà fine alla guerra e che potrebbe sbloccare miliardi di dollari per l’Iran e riaprire la sua economia agli investimenti globali, questa forza d’élite è destinata a essere una delle maggiori beneficiarie: a scriverlo è Reuters online citando quattro fonti iraniane di alto livello secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche si trova in una posizione privilegiata per accaparrarsi una grossa fetta dei benefici finanziari derivanti dall’allentamento delle sanzioni, dalla ripresa delle esportazioni di petrolio e dagli investimenti stranieri. Il loro ruolo centrale potrebbe tuttavia rivelarsi uno dei tanti ostacoli a un accordo: con le Guardie Rivoluzionarie così saldamente intrecciate con gli affari iraniani, la loro designazione come organizzazione terroristica potrebbe complicare notevolmente gli sforzi per liberare l’economia dalle sanzioni. Una delle fonti ha descritto le Guardie Rivoluzionarie come i veri vincitori della guerra, affermando che, avendo garantito la sopravvivenza del sistema islamico iraniano, erano nella posizione migliore per beneficiare di un’eventuale revoca delle sanzioni, avendo già gestito la maggior parte delle operazioni iraniane per eludere le sanzioni negli ultimi decenni. Le Guardie Rivoluzionarie non pubblicano dati finanziari, ma qualsiasi sforzo per rilanciare l’economia amplierà la loro considerevole influenza finanziaria, ha affermato una seconda fonte di alto livello. Dato che la legge iraniana sugli investimenti impone alle aziende straniere di collaborare con partner locali, l’elevato numero di società legate ai pasdaran fa sì che queste diventino un filtro per i potenziali investitori nei settori più redditizi dell’Iran: questa realtà implica che le aziende occidentali che rientrano nel mercato iraniano potrebbero trovarsi a operare a fianco, o attraverso, entità collegate alle Guardie, anche senza un coinvolgimento diretto, con il rischio di incorrere in eventuali sanzioni ancora in vigore.
Iran, Israele può rovinare pace. Usa realizzino intesa
L’Iran ha sollecitato gli Stati Uniti a dimostrare di poter davvero dare attuazione al memorandum d’intesa siglato dal presidente Donald Trump, anche a fronte della linea che terrà Israele. L’appello è arrivato dal viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh, intervistato da Al Jazeera.
“Bisogna far sì che nessuno metta in pericolo questo momento nella storia della regione e anche del mondo, mentre si cerca di creare una stabilità a lungo termine”, ha detto. “Israele ha dimostrato di poter rovinare, sabotare e manipolare ogni processo che possa portare a una pace duratura”, ha spiegato. “Per questo l’Iran chiede agli Stati Uniti di dimostrare non solo che ha la volontà, ma anche la capacità di realizzare ciò che ha firmato”, ha insistito. “Inizieremo una tornata molto seria e intensa di negoziati intensi”, ha ricordato, e “vogliamo essere sicuri che ciò che accadrà nelle prossime settimane porti a una stabilità duratura nella regione”.
Media, l’amministrazione Usa crea contatti con l’opposizione in Israele per creare alternative a Netanyahu. Trump per ora non intende spostare sostegno a Bibi
Funzionari dell’amministrazione statunitense stanno creando contatti informali con l’opposizione in Israele: fino ad oggi, l’opposizione ha cercato di trovare un collegamento e ora l’amministrazione americana sta agendo di propria iniziativa. Lo riferisce un servizio di Channel 12. Gli Stati Uniti già da tempo hanno espresso preoccupazione per la presenza di elementi estremisti all’interno del governo di Netanyahu e stimano che vi sia una probabilità significativa di un cambio di governo in Israele. A cento giorni dalle elezioni in Israele e sullo sfondo della crisi tra l’amministrazione statunitense e il governo israeliano, l’amministrazione americana sta “creando alternative”. Channel 12 ha riferito che per il momento Donald Trump non intende trasferire il suo sostegno a Netanyahu a qualcun altro, ma all’interno dell’amministrazione Usa si ritiene che sia necessario costruire nuovi sistemi informali di fiducia e di mediazione.
Media, entro due giorni i colloqui tecnici tra Iran e Usa in Svizzera
Dovrebbero iniziare in Svizzera “tra un giorno o due” i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all’agenzia di stampa turca Anadolu. “Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d’intesa di Islamabad”, ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione. Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l’agenzia di stampa Irna. L’Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le “continue” violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano
Media, 5 morti in Libano: 4 membri di una famiglia e un soldato
L’agenzia di stampa libanese Nna ha riferito che un attacco israeliano contro il villaggio di Barish, nel Libano meridionale, ha causato la morte di quattro membri della stessa famiglia. L’agenzia ha definito l’attacco un massacro, precisando che le vittime erano un padre, una madre e i loro due figli. La quinta vittima, hanno riferito in una nota Le forze armate libanesi, è un loro soldato ucciso lungo la strada tra Kafr Rumman e Nabatieh. “È ormai evidente che il protrarsi delle brutali aggressioni israeliane mira a ostacolare qualsiasi soluzione che possa riportare la stabilità in Libano”, ha affermato l’esercito
Hezbollah, cessate fuoco privo di significato se Israele resta nel Paese
Un esponente di spicco di Hezbollah ha affermato che il cessate il fuoco in Libano è “privo di significato” fintanto che le forze israeliane rimarranno nel Paese e ha avvertito che qualsiasi ulteriore aggressione da parte dello Stato ebraico sarà contrastata con una risposta. “La posizione della resistenza è chiara, inequivocabile, non negoziabile e senza via di ritorno”, ha affermato Ali Fayyad, rappresentante della fazione di Hezbollah nel parlamento libanese, in dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, “un cessate il fuoco mentre il nemico continua i suoi attacchi mirati e gli omicidi è privo di significato. Il diritto all’autodifesa è per noi un dato di fatto e non è soggetto a contrattazioni o negoziazioni”, ha aggiunto. “Il deciso sostegno militare e diplomatico dell’Iran al popolo libanese, e la sua seria disponibilità a continuare a svolgere questo ruolo fino a quando gli occupanti sionisti non lasceranno il nostro Paese”, ha aggiunto, “sono tutte ragioni per cui possiamo parlare di un equilibrio effettivo con il nemico sionista. Questo equilibrio apre la strada per costringerlo a lasciare la nostra terra”, ha concluso.
Soldato libanese ucciso in un raid israeliano
Un soldato libanese è stato ucciso nel raid che l’esercito israeliano ha condotto stamattina nel sud del Libano, a Kafr Rumman nel governatorato di Nabatiye. Lo rende noto l’agenzia di stampa Nna, notando che i raid israeliani continunano nonostante l’accordo per il cessate il fuoco raggiunto ieri tra Israele e Hezbollah.
Iran, i nostri beni congelati saranno sbloccati completamente e gradualmente
“I beni iraniani congelati, per un valore complessivo di 25 miliardi di dollari, saranno sbloccati gradualmente e completamente, e saranno utilizzati per lo sviluppo delle infrastrutture, come corridoi, strade e aeroporti, e per la costruzione e il progresso del Paese”. Lo ha dichiarato il vicepresidente iraniano per gli affari esecutivi Mohammad Jafar Ghaempanah. “Se l’ombra della guerra si allontana dall’Iran, alcune delle pressioni economiche sulla popolazione si ridurranno”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
NyTimes, per l’intelligence Usa Israele continuerà i raid contro Hezbollah
L’intelligence americana è convinta che Israele continuerà i raid contro Hezbollah nel sud del Libano nonostante l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore ieri. Lo scrive il New York Times citando proprie fonti, secondo le quali Israele è frustrata dall’accordo che gli Stati Uniti hanno raggiunto con l’Iran. Inoltre, prosegue il giornale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità israeliane che vivono al nord.
Wafa, almeno 4 morti in raid israeliani su un condominio a Gaza. Lo riferiscono fonti mediche
Almeno 4 palestinesi sono rimasti uccisi e altri feriti nelle prime ore di questa mattina quando le forze israeliane hanno bombardato un condominio a Gaza City. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa che cita fonti mediche. Dall’accordo di cessate il fuoco dichiarato nell’ottobre dello scorso anno, più di 4.000 palestinesi sono rimasti uccisi o feriti.
Teheran, pronti a procedere con l’accordo se gli Usa dimostreranno serietà. L’Iran cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza e Libano
“Teheran è pronta a procedere passo dopo passo e a continuare il processo diplomatico con Washington, se l’altra parte dimostrerà la stessa serietà e garantirà che Israele rispetti i termini del recente memorandum d’intesa firmato tra Iran e Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh. Il “proseguimento della guerra” da parte di Israele avrebbe “gravi e immediate conseguenze”, ha aggiunto, parlando ad Al Jazeera e denunciando i recenti attacchi israeliani contro il Libano. “L’Iran cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza. Il Libano è stato incluso nel memorandum d’intesa anche per il suo diretto coinvolgimento nel conflitto”, ha affermato.
Axios, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi in Svizzera
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi in Svizzera. Lo riporta il sito di Axios citando fonti ben informate, secondo le quali però i suoi piano potrebbero ancora cambiare. In precedenza Axios aveva riferito che l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff era in viaggo per la Svizzera. Attesi quindi per oggi nuovi colloqui tra funzionari iraniani e americani sul negoziato che ha messo fine al conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. In agenda probabilmente anche la questione libanese, dopo che, secondo un mediatore, Araghchi ha precisato che per l’Iran il cessate il fuoco in Libano è una questione cruciale e un fattore determinante per il successo o il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti
Iran: media, Jared Kushner già in Svizzera
Oltre a Steve Witkoff, ai colloqui in Svizzera sul nucleare iraniano potrebbe partecipare anche il genero di Trump, Jared Kushner, secondo diversi media. Kushner, scrive la tv israeliana Channel 12 citando un alto funzionario americano, si trova già in Svizzera. L’emittente israeliana ricorda che i colloqui avrebbero dovuto iniziare ieri, ma sono stati rinviati a causa degli scontri tra Israele e Hezbollah in Libano. Non è ancora chiaro se sia stata fissata una nuova data per i colloqui.
Sale il bilancio del raid in Libano: 5 morti
E’ salito a cinque morti il bilancio del raid aereo israeliano condotto oggi contro la città di Arabsalim nel sud del Libano, nonostante l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah entrato in vigore alle 15 di ieri ora italiana. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna affermando che aerei da guerra e droni israeliani hanno effettuato una serie di attacchi nella zona di Nabatieh durante la notte e nelle prime ore del mattino, distruggendo edifici residenziali e case, mentre l’artiglieria israeliana ha bombardato Nabatieh e la sua periferia prima dell’alba
Wsj, Usa e Qatar lavorano a piano per consentire all’Iran di accedere ai fondi congelati: l’obiettivo è potere di spesa di Teheran per 100 miliardi
Gli Stati Uniti stanno lavorando con il Qatar per mettere a punto un piano per rendere miliardi di dollari, attualmente congelati. disponibili all’Iran per le spese umanitarie. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’obiettivo è mettere a disposizione di Teheran un potere di spesa pari a 100 miliardi di dollari in risorse congelate sparse per il mondo, a partire da sei miliardi parcheggiati. Il piano prevede che il Qatar autorizzi acquisti di cibo, medicinali e altri beni umanitari ordinati dalla banca centrale iraniana con soldi prelevati dai fondi di Teheran congelati. Il modello Qatar potrebbe essere il copione da replicare per sbloccare risorse congelate altrove nell’ambito di una prima tranche di fondi da complessivi 24 miliardi.
Sondaggio, la maggioranza degli israeliani non vuole la candidatura di Netanyahu
In vista delle elezioni di ottobre, un nuovo sondaggio mostra che la maggioranza degli israeliani ritiene che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe lasciare la politica e non candidarsi alla rielezione nel nuovo voto nazionale, il secondo a mostrare un tale risultato questo mese. Il sondaggio di Channel 12 ha rilevato che il 59% ritiene che Netanyahu non dovrebbe ricandidarsi a una carica, con solo il 33% che pensa che dovrebbe, mentre l’8% è incerto. Alla domanda su chi dovrebbe guidare il Likud dopo Netanyahu, il 18% ha detto che dovrebbe essere il ministro dell’Economia Nir Barkat, il 9% il ministro della Giustizia Yariv Levin, il 7% il ministro della Difesa Israel Katz e il 6% dovrebbe essere il presidente della Knesset Amir Ohana.
Il ministro degli Interni pakistano a Teheran per colloqui
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi si recherà oggi a Teheran per colloqui con alti funzionari iraniani. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna. Secondo Al Arabiya, che cita fonti arabe anonime, l’obiettivo del ministro degli Interni pakistano è quello di seguire da vicino i progressi dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.
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