Da un po’ di mesi SumUp non è più solo l’azienda dei terminali di pagamento (POS). La fintech britannica, infatti, oggi mette a disposizione anche un conto aziendale online pensato per lavoratori autonomi, liberi professionisti e piccole imprese.
Il conto business si gestisce da app, per iOS e Android, oppure da piattaforma desktop, ed è diviso in due piani: Base, quasi completamente gratuito, e Plus, con un canone mensile di 25 euro al mese, ma con più funzionalità. Entrambi hanno un IBAN italiano, carte di pagamento, un sistema per la gestione degli incassi, della fatturazione e altro ancora.
Quale dei due piani scegliere, però? Per dare una risposta, abbiamo analizzato punto per punto le funzionalità incluse, ricostruito le commissioni reali e simulato tre casi concreti.
Cosa include il conto SumUp
Entrambi i piani, Base e Plus, partono dalla stessa base di strumenti: il conto fornisce un IBAN italiano (una novità recente) per ricevere bonifici, domiciliare le utenze tramite addebito diretto (SDD), e inviare bonifici SEPA in euro senza commissioni, compresi quelli istantanei e quelli programmati o ricorrenti.
A ogni titolare di conto SumUp viene rilasciata una carta Mastercard aziendale gratuita, in versione fisica o virtuale, compatibile con Apple Pay e Google Pay per pagare da smartphone. Il conto include poi una funzione per la gestione delle spese, che categorizza le uscite e digitalizza automaticamente scontrini e ricevute.
I pagamenti ricevuti tramite gli strumenti SumUp, come i POS, il Tap to Pay o i link di pagamento, arrivano sul conto in un solo giorno lavorativo, weekend e festivi compresi. Chi apre il conto può contare anche su alcuni strumenti aggiuntivi senza costo: la fatturazione elettronica di base, un negozio online e la creazione di link o codici QR per farsi pagare.
Il conto SumUp Plus, a 25 euro al mese, aggiunge una serie di strumenti pensati per chi gestisce un team o volumi più alti. Si possono richiedere fino a 3 carte Mastercard aggiuntive per i dipendenti, con limiti e controlli di spesa personalizzati per ciascuna. Il conto mette anche a disposizione fino a 3 saldi secondari, chiamati Spaces, per accantonare separatamente il denaro destinato a tasse, bollette o altre spese specifiche.
Chi deve pagare più fornitori o dipendenti nello stesso momento può caricare un unico file e autorizzare fino a 500 bonifici in contemporanea. Sul fronte del contante, il piano Plus alza da 3 a 5 i prelievi bancomat gratuiti al mese e riduce dal 2,5% al 2% la commissione sui versamenti in contanti.
Oltre le soglie gratuite di prelievo, la commissione resta invece del 2% su entrambi i piani.
Il Plus include anche l’accesso completo a Fatture Plus, che permette di personalizzare le fatture col brand aziendale, e un’assistenza clienti prioritaria, attiva 24 ore su 24 via telefono e chat.
Chi vuole provarlo prima di decidere ha 30 giorni di prova gratuita: basta registrarsi, attivare il piano dalla dashboard e inserire i dati di fatturazione. Durante la prova non arriva nessun addebito, e il canone di 25 euro scatta solo alla scadenza, salvo disdetta anticipata dalle impostazioni del profilo.
Costi e commissioni a confronto
Le commissioni sui pagamenti ricevuti con carta, tramite POS o link, non cambiano in base al piano scelto, così come i bonifici SEPA in entrata e in uscita e i pagamenti fatti con le carte del conto, sempre senza commissioni su entrambi i piani. La differenza di costo reale tra Base e Plus si gioca quindi su due soli fattori: il canone mensile e la commissione sui versamenti di contante.
| Voce | Piano Base | Piano Plus |
|---|---|---|
| Canone mensile | 0 euro | 25 euro |
| Commissione versamento contanti | 2,5% | 2% |
| Prelievi bancomat gratuiti al mese | 3 | 5 |
| Commissione oltre soglia prelievi | 2% | 2% |
| Bonifici SEPA (entrata e uscita) | gratuiti | gratuiti |
| Carte Mastercard aggiuntive | non incluse | fino a 3 |
| Saldi secondari (Spaces) | non inclusi | fino a 3 |
| Bonifici multipli da file | non disponibili | fino a 500 alla volta |
A chi conviene il piano Base e a chi il Plus
Il piano gratuito resta la scelta più sensata per chi ha esigenze quotidiane semplici: chi non gestisce dipendenti, versa poco o niente contante e si limita a ricevere pagamenti, fare bonifici e domiciliare qualche utenza. In questi casi gli strumenti di base, dalla carta gratuita ai bonifici SEPA illimitati, coprono già tutto il necessario senza alcun costo fisso.
Il Plus diventa conveniente quando l’attività cresce. Chi ha dipendenti o collaboratori può assegnare loro una carta con un tetto di spesa e mantiene così il controllo sulle uscite, senza dover approvare ogni pagamento singolarmente.
Chi maneggia molto contante recupera il canone mensile con lo sconto sulla commissione di versamento: bastano 5.000 euro versati in un mese per risparmiare 25 euro, e chi paga più fornitori o stipendi contemporaneamente risparmia tempo con i bonifici multipli.
Tre esempi pratici
Per capire meglio la convenienza dei due piani abbiamo ipotizzato tre profili con incassi ed esigenze diverse. Nel calcolo abbiamo considerato solo il canone e le commissioni sui versamenti di contante, ed escluso quelle sui pagamenti POS, che restano uguali per entrambi i piani (SumUp offre poi un altro piano, sempre chiamato Plus ma per i pagamenti, che riduce le commissioni dall’1,95% allo 0,95%).
Una tabella di confronto sintetica funziona meglio del testo perché permette al lettore di individuare subito il punto di pareggio tra i due piani.
Il primo caso è un professionista con un incasso annuo di 70.000 euro, quasi tutto ricevuto tramite bonifici o carte, con pochissimo contante che tiene per le spese vive senza versarlo sul conto. Con il piano Base pagherebbe 0 euro all’anno, contro i 300 euro di canone del Plus (25 euro per 12 mesi). In un caso così, il piano gratuito converrebbe nettamente.
Il secondo caso è un piccolo negozio, per esempio un fiorista, con un incasso annuo di 120.000 euro, di cui 36.000 euro in contanti versati regolarmente sul conto, circa 3.000 euro al mese. Con il Base pagherebbe 900 euro di commissioni sui versamenti (il 2,5% di 36.000 euro), mentre con il Plus la spesa salirebbe a 1.020 euro: 300 euro di canone più 720 euro di commissioni al 2%. Anche qui converrebbe restare sul piano gratuito: il volume di contante non basta a ripagare il canone fisso.
Il terzo caso è un ristorante con dipendenti, un incasso annuo di 600.000 euro e 84.000 euro di contante versato ogni anno, circa 7.000 euro al mese. Con il Base pagherebbe 2.100 euro di commissioni sui versamenti, mentre con il Plus la spesa totale scenderebbe a 1.980 euro: 300 euro di canone più 1.680 euro di commissioni al 2%.
In questo caso il Plus converrebbe non solo per il risparmio di 120 euro all’anno, ma anche perché include, allo stesso prezzo, i bonifici multipli per pagare gli stipendi e le carte aggiuntive per i dipendenti. E ci sono anche i saldi secondari, ad esempio per accantonare i soldi delle tasse.
| Profilo | Incasso annuo | Contante versato | Costi Piano Base | Costi Piano Plus | Piano consigliato |
|---|---|---|---|---|---|
| Professionista (es. avvocato) |
70.000 € | ~0 €/anno | 0 € | 300 € | Base |
| Piccolo negozio (es. fiorista) | 120.000 € | 36.000 €/anno (3.000 €/mese) | 900 € | 1.020 € (300 € + 720 €) | Base |
| Ristorante | 600.000 € | 84.000 €/anno (7.000 €/mese) | 2.100 € | 1.980 € (300 € + 1.680 €) | Plus |
Altre funzionalità del conto
Da inizio 2025 SumUp ha lanciato la Cassa Fiscale Online, un servizio in cloud che trasforma l’app o il POS in un registratore di cassa telematico, in risposta agli obblighi della Legge di Bilancio 2025. Il sistema invia automaticamente all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi dei pagamenti, elettronici e in contanti, senza bisogno di comprare o mantenere una stampante fiscale fisica. La Cassa Fiscale Online è gratuita per tutti gli utenti SumUp, a prescindere dal piano scelto, senza costi di attivazione né canoni aggiuntivi.
Inoltre, SumUp offre pure un servizio di fatturazione elettronica (SumUp Fatture) per gestire anche l’invio del documento digitale al cliente, in formato PDF o XML, sia da pc che da mobile. I piani previsti sono due: Gratuito (4 fatture al mese) e Plus (2,90 €/mese +IVA, illimitate). Chi ha un conto aziendale SumUp Plus, però, ha già incluso il piano con fatture illimitate (un ulteriore risparmio di 34,80€ l’anno).
Una sottolineatura sull’assistenza. Chi ha un’attività strutturata ha bisogno di aiuto immediato se le cose non vanno. SumUp offre assistenza H24, 7 giorni su 7, per le imprese che aprono un conto business SumUp Plus, un dettaglio che in certi momenti può fare la differenza tra risolvere un problema o creare un disservizio.
Piccole note negative: il conto per ora non è gestito da una banca tradizionale ma da un istituto di moneta elettronica (IMEL), il che significa niente fido, niente scoperto, niente emissione o incasso di assegni. Il conto non supporta ancora i pagamenti F24, PagoPA, MAV e RAV, né i bonifici SWIFT verso paesi fuori dall’Europa.
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