Adolescenti: comportamenti a rischio legati a un difetto di dopamina?



La tendenza di alcuni adolescenti ad assumere comportamenti rischiosi potrebbe essere una spia di livelli basali di dopamina più bassi rispetto alla norma. In questi teenager, lasciarsi andare a sperimentazioni oltre i limiti o pericolose potrebbe essere un modo per “dare uno scossone” al sistema di ricompensa, laddove la gratificazione innescata dalla dopamina, il neurotrasmettitore rilasciato in risposta a sensazioni piacevoli, è fisiologicamente bassa. Lo suggerisce uno studio pubblicato su Nature Communications.

Dopamina: che cos’è e come funziona

La dopamina è un neurotrasmettitore, cioè un messaggero chimico rilasciato durante la trasmissione del segnale nervoso, che i neuroni usano per comunicare tra loro o con altri tipi di cellule. La dopamina viene rilasciata ogni volta che proviamo una gratificazione: quando anticipiamo un’esperienza piacevole (come l’attesa di cibo gustoso) o quando questa esperienza si compie (durante il consumo di un buon pasto, dopo un rapporto sessuale, dopo aver raggiunto un obiettivo atteso; ma anche dopo il consumo di sostanze o un like lasciato sotto un nostro post.

Il meccanismo di ricompensa mediato dalla dopamina è fondamentale per apprendere dall’esperienza, ma allo stesso tempo è alla base dei comportamenti di dipendenza: le sostanze o i comportamenti compulsivi che provocano sensazioni di euforia e benessere inducono un picco di dopamina, spingendo il cervello a ricercare nuovamente e sempre più spesso questo tipo di stimolo.

Inoltre, la dopamina è alla base dei comportamenti esplorativi: prefigurando il piacere spinge a ricercare nuovi stimoli e ad apprendere dall’ambiente, una spinta evolutiva che è stata cruciale per la nostra specie e che è tipica dell’adolescenza, l’età della ricerca dell’identità e del coinvolgimento sociale.

Cambio di paradigma

Studi precedenti avevano associato livelli più elevati di dopamina alla propensione al rischio. Ashley Parr, Professoressa di Psichiatria all’Università di Pittsburgh (negli Stati Uniti) e principale autrice della nuova ricerca, ipotizza un modello opposto: sarebbero proprio gli adolescenti che, di base, presentavano livelli più bassi di dopamina nel circuito della ricompensa i più inclini a sperimentare comportamenti a rischio, come l’assunzione di sostanze, e non coloro che ne hanno livelli più alti. In base a questo modello, mano a mano che i ragazzi crescono e che il loro sistema dopaminergico matura, aumentano i livelli basali di dopamina e diminuiscono i comportamenti a rischio.

Parr e colleghi sono arrivati a questa conclusione dopo aver analizzato come cambiava la dopamina nel tempo in 800 partecipanti, prima, durante e dopo il consumo di sostanze. Questo ha permesso di capire se le variazioni del livello di dopamina avessero preceduto il consumo di sostanze, anziché essere l’effetto dell’esposizione alle sostanze stesse.

Finora, la maggior parte degli studi incentrati su livelli di dopamina e consumo di droghe aveva misurato la quantità del neurotrasmettitore dopo anni di consumi di sostanze.

Rischi limitati nel tempo

Gli scienziati hanno confrontato migliaia di questionari di autovalutazione sull’impulso a consumare alcol e droghe e sulla capacità di controllarlo, con scansioni cerebrali studiate ad hoc per misurare il contenuto di dopamina nel tessuto cerebrale. Gli adolescenti che avevano avuto un picco dei consumi all’inizio dell’adolescenza seguito da un calo attorno ai 25 anni presentavano livelli di dopamina iniziali molto più bassi rispetto a tutti gli altri gruppi (inclusi coloro in cui l’uso di sostanze è cresciuto con gli anni e quelli che hanno poi continuato ad assumerle in età adulta).

In questo gruppo di “picco giovanile”, i livelli di dopamina sono cresciuti in modo costante con gli anni, e questa crescita è coincisa con la diminuzione dell’uso di sostanze. Nella maggior parte dei casi, gli adolescenti che avevano sperimentato il consumo di sostanze non ha poi sviluppato gli stessi comportamenti in età adulta, e complessivamente, l’uso di sostanze nell’intero gruppo di studio è diminuito dopo gli anni dell’Università.

In cerca di gratificazioni sane

Lo studio è importante per diversi motivi:

– suggerisce che assumere comportamenti rischiosi faccia parte dell’essere adolescenti, e che questa ricerca si affievolisca naturalmente con il passaggio all’età adulta

– permette ai genitori di reindirizzare questa ricerca verso esperienze gratificanti nuove e positive, come gli sport di squadra

– potrebbe essere utilizzato come modello per comprendere come si instaurano altre forme di ricerca di dopamina, per esempio nei comportamenti sui social media

– attraverso misurazioni non invasive della dopamina si potrebbero individuare gli adolescenti più a rischio di comportamenti pericolosi, e più bisognosi di supporto.




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