La raffineria del porto di Kerch, a meno di 1 km dal ponte di Crimea, è gravemente in fiamme. Viene utilizzata per lo stoccaggio e il trasbordo di prodotti petroliferi attraverso lo Stretto di Kerch. Il porto è in fiamme. Brucia anche il porto “Kavkaz” nel Krasnodar Krai. A causa dell’attacco al porto di Kerch e di Kavkaz, in Crimea è stata totalmente interrotta la vendita di benzina e diesel alla popolazione. Il carburante è lasciato solo ai servizi governativi. Il passaggio di Kerch è stato chiuso. Tre traghetti automobilistici russi in fiamme dopo un attacco di droni vicino al porto di Kavkaz, nel Krasnodar Krai
Crimea, il porto di Kerch in fiamme a un chilometro dal ponte simbolo di Putin
Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno effettuato 846 raid su 50 insediamenti nella regione ucraina di Zaporizhzhia, uccidendo cinque persone e ferendone altre 13. Quattro persone, invece, sono morte e altre 28 sono rimaste ferite nella penisola di Kerch, nella Crimea occidentale.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky via social ha confermato che in nottata «le nostre sanzioni a lungo raggio sono state applicate alla logistica militare, all’industria petrolifera e alla difesa aerea degli occupanti». «Sono stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del Ponte di Crimea: la logistica marittima per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio nella Kerch temporaneamente occupata», ha aggiunto.
[[(Video) Droni sul porto di Kavkaz, in fiamme i traghetti per auto che riforniscono la Crimea]]
Zelensky conferma: colpiti obiettivi energetici e militari su entrambi i lati del Ponte di Crimea
KYIV. L’esercito ucraino ha colpito obiettivi energetici e militari su entrambi i lati del Ponte di Crimea, che collega la regione ucraina occupata da Mosca al territorio russo attraverso lo Stretto di Kerch e funge da corridoio logistico cruciale per l’esercito russo. Lo ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky via social, come riporta il Kyiv Independent. “Questa notte, le nostre sanzioni a lungo raggio sono state applicate alla logistica militare, all’industria petrolifera e alla difesa aerea degli occupanti”, ha scritto Zelensky, utilizzando la sua consueta formula per indicare i missili a lungo raggio lanciati dall’Ucraina. “Sono stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del Ponte di Crimea: la logistica marittima per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio nella Kerch temporaneamente occupata”, ha aggiunto. Il comandante delle Forze ucraine di sistemi senza pilota, Robert Brovdi, ha spiegato via social che gli attacchi hanno preso di mira terminal petroliferi, compressori di gas e sistemi radar, riporta la testata ucraina. Foto e video pubblicati in precedenza sui social media mostrano un incendio in un terminal petrolifero nella città di Kerch, nella Crimea occupata, e si può vedere anche un fumo denso alzarsi dall’area del porto. I canali social locali hanno anche riferito che terminal di transito di carburante e infrastrutture portuali su entrambi i lati del ponte sono stati colpiti, citando testimonianze di residenti.
Tre traghetti automobilistici russi in fiamme dopo un attacco di droni vicino al porto di Kavkaz, nel Krasnodar Krai
Diversi traghetti automobilistici russi paiono in fiamme dopo un attacco di droni vicino al porto di Kavkaz, nel Krasnodar Krai
Niente più benzina ai civili in Crimea. Chiuso i passaggio di Kerch
A causa del devastante attacco al porto di Kerch e di Kavkaz, in Crimea è stata totalmente interrotta la vendita di benzina e diesel alla popolazione. Il carburante è lasciato solo ai servizi gov. Il passaggio di Kerch è stato chiuso
ll porto di Kerch è devastato. Brucia anche il porto “Kavkaz” nel Krasnodar Krai
La raffineria del porto di Kerch, a meno di 1 km dal ponte di Crimea, è gravemente in fiamme. Viene utilizzata per lo stoccaggio e il trasbordo di prodotti petroliferi attraverso lo Stretto di Kerch. Il porto è devastato. Brucia anche il porto “Kavkaz” nel Krasnodar Krai.
Zelensky conferma: “Colpiti obiettivi su ambo i lati del Ponte di Crimea”
L’esercito ucraino ha colpito obiettivi energetici e militari su entrambi i lati del Ponte di Crimea, che collega la regione ucraina occupata da Mosca al territorio russo attraverso lo Stretto di Kerch e funge da corridoio logistico cruciale per l’esercito russo. Lo ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky via social, come riporta il Kyiv Independent. «Questa notte, le nostre sanzioni a lungo raggio sono state applicate alla logistica militare, all’industria petrolifera e alla difesa aerea degli occupanti», ha scritto Zelensky, utilizzando la sua consueta formula per indicare i missili a lungo raggio lanciati dall’Ucraina. «Sono stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del Ponte di Crimea: la logistica marittima per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio nella Kerch temporaneamente occupata», ha aggiunto. Il comandante delle Forze ucraine di sistemi senza pilota, Robert Brovdi, ha spiegato via social che gli attacchi hanno preso di mira terminal petroliferi, compressori di gas e sistemi radar, riporta la testata ucraina. Foto e video pubblicati in precedenza sui social media mostrano un incendio in un terminal petrolifero nella città di Kerch, nella Crimea occupata, e si può vedere anche un fumo denso alzarsi dall’area del porto. I canali social locali hanno anche riferito che terminal di transito di carburante e infrastrutture portuali su entrambi i lati del ponte sono stati colpiti, citando testimonianze di residenti.
Kiev: “Colpita raffineria di petrolio in Siberia, a duemila chilometri dal nostro confine”
Nella giornata di ieri l’esercito ucraino ha colpito la raffineria di petrolio di Antipinsky nella regione russa di Tyumen, situata a più di 2.000 chilometri dal confine. Lo annuncia via social lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine, come rende noto l’agenzia di stampa Ukrinform. «Il 20 giugno, nella regione di Tyumen della Federazione Russa, unità delle Forze di Difesa ucraine hanno colpito la raffineria di petrolio di Tyumen (Antipinsky). I risultati dell’attacco sono in fase di valutazione. La distanza dal confine di stato dell’Ucraina all’impianto è di oltre 2.000 km», si legge nella dichiarazione, ponendo l’accento sulle crescenti capacità ucraine di colpire obiettivi a grandi distanze. Come rileva Ukrinform, la raffineria in questione è una delle più grandi raffinerie di petrolio della Siberia occidentale, con una capacità di circa 7,5-9 milioni di tonnellate metriche di petrolio greggio all’anno. L’impianto produce gasolio, benzina e altri prodotti petroliferi, anche per le esigenze dell’esercito russo, aggiunge la testata.
Il Cremlino: “Non aspettiamo l’attuazione degli accordi, aspettiamo la vittoria”
«La Russia non aspetta l’attuazione degli accordi raggiunti ad Anchorage, ma la vittoria e la realizzazione dei propri obiettivi». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Yuri Ushakov, poche ore dopo pesanti attacchi reciproci tra Russia e Ucraina, con gravi danni e diverse vittime su entrambi i fronti. «Non aspettiamo l’attuazione di questi accordi, aspettiamo la vittoria. Aspettiamo il raggiungimento dei nostri obiettivi», ha affermato in una dichiarazione al giornalista di Vesti, Pavel Zarubin, riportata dall’agenzia Tass. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che una delle parti firmatarie di questi accordi «non è del tutto in grado» di rispettarli. Ha sottolineato che le dichiarazioni e le promesse di Mosca durante i colloqui di Anchorage «si basavano e si basano sulla nostra attuale posizione di principio in questo conflitto».
Il 15 agosto 2025 si è tenuto un incontro tra i presidenti della Federazione Russa e degli Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, in una base militare in Alaska. In una dichiarazione alla stampa al termine dei colloqui, Putin aveva affermato che la risoluzione del conflitto ucraino è stato il tema principale del vertice in questione. Il leader russo aveva auspicato una svolta nelle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti e un ritorno alla cooperazione, invitando inoltre Trump a Mosca. Da parte sua, il presidente statunitense aveva annunciato i progressi compiuti nei negoziati, pur sottolineando che non tutte le parti erano riuscite a raggiungere un accordo
Zelensky conferma raid sulla Crimea: “La Russia comprende solo la forza”
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un messaggio su X ha confermato che nella notte «attacchi a lungo raggio hanno colpito la logistica militare, l’industria petrolifera e la difesa aerea» russe. «Sono state colpite infrastrutture situate su entrambi i lati del ponte di Crimea: infrastrutture logistiche marittime utilizzate per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar, nonché un deposito di petrolio a Kerch, temporaneamente occupata», ha aggiunto. «Inoltre, sono state colpite con successo infrastrutture logistiche militari, insieme a quattro stazioni radar appartenenti ai sistemi S-400 e due sistemi Pantsir. La Russia comprende solo la forza, e la nostra forza a lungo raggio è certamente al servizio della pace», ha concluso.
Sospesa la distribuzione del carburante in Crimea
La distribuzione di carburante nelle stazioni di servizio è stata sospesa in Crimea. Lo ha annunciato il governatore della penisola ucraina occupata dal 2014 dalla Russia, Serghei Aksyonov. «Il carburante sarà distribuito solo ai servizi pubblici che garantiscono il funzionamento vitale e la sicurezza della Repubblica di Crimea», ha aggiunto il governatore. Quasi ogni settimana l’esercito ucraino prende di mira raffinerie, oleodotti e depositi petroliferi in Russia per privare Mosca dei proventi derivanti dalla vendita di idrocarburi e ridurre le risorse energetiche a disposizione delle forze armate. In precedenza le autorità della Crimea avevano riferito di un attacco ucraino con droni sulla penisola di Kerch, nella Crimea orientale, che aveva causato almeno quattro morti.
Mosca, 4 morti e 28 feriti in un attacco ucraino in Crimea
Quattro persone sono morte e altre 28 sono rimaste ferite nella penisola di Kerch, nella Crimea occidentale, a seguito di un attacco di droni ucraini. Lo scrive la Tass che cita il governatore regionale Sergey Aksyonov. “Purtroppo, si registrano vittime tra la popolazione civile a seguito dell’attacco di droni nemici nella penisola di Kerch. Secondo le informazioni attuali, quattro persone sono morte e 28 sono rimaste ferite”, ha scritto il governatore sul suo canale Max. Aksyonov ha espresso le sue condoglianze alle famiglie e affermato che riceveranno l’assistenza e il supporto necessari. I servizi di emergenza competenti stanno operando sul posto.
Zaporizhzhia sotto attacco russo, 5 morti e 13 feriti
Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno effettuato 846 raid su 50 insediamenti nella regione ucraina di Zaporizhzhia, uccidendo cinque persone e ferendone altre 13. Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, lo ha riferito su Telegram, come riporta Ukrinform. Le truppe russe hanno lanciato 34 raid aerei contro la città di Zaporizhzhia e diverse comunità nella regione. Gli attacchi hanno incluso anche 568 droni di vario tipo, principalmente droni Fpv (First Person View), contro oltre 30 insediamenti, comprese comunità in prima linea e aree residenziali. Inoltre, le forze russe hanno effettuato quattro lanci multipli di razzi (Mlrs) e 240 attacchi di artiglieria contro città e villaggi in tutta la regione, ha affermato Fedorov. Gli attacchi più letali hanno colpito Zaporizhzhia e il distretto circostante, dove cinque persone sono state uccise e altre 13 ferite. Le autorità regionali hanno ricevuto 113 segnalazioni di danni a edifici residenziali, veicoli e infrastrutture critiche.
Attacchi russi su Poltava e Dnipropetrovsk, tre morti
Attacchi aerei russi nelle regioni ucraine di Poltava e Dnipropetrovsk hanno causato tre morti. Lo hanno annunciato le autorita’ locali. “Una persona e’ morta e nove sono rimaste ferite” a seguito di bombardamenti, attacchi di droni e colpi di artiglieria contro tre distretti della regione di Dnipropetrovsk, ha scritto su Telegram Oleksandr Ganzha, capo dell’amministrazione militare locale. Il suo omologo a Poltava, Vitali Dyakivnich, ha indicato che due persone sono morte, una delle quali dopo il ricovero in ospedale, a seguito di un attacco avvenuto sabato sera, e ha segnalato 13 feriti. Dal lato russo, il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che 239 droni ucraini sono stati abbattuti durante la notte.
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