#Finsubito news dalla rete – Il dissesto di Modica diventa caso emblematico dinanzi al Parlamento


La Corte dei conti ha portato Modica all’attenzione del Parlamento quale emblema nazionale di ciò che non funziona nei percorsi di risanamento degli enti locali. Nella relazione 2025 sui Comuni in crisi finanziaria, approvata dalla Sezione delle autonomie il 24 settembre, alla città è dedicata una scheda autonoma dal tenore severo: sette versioni del piano di riequilibrio, un’istruttoria ministeriale protrattasi per 1.155 giorni, un disavanzo di 117,6 milioni di euro, la capacità di riscossione dei residui scesa sotto il 6 per cento e pagamenti ai fornitori con ritardi fino a oltre 570 giorni. Un atto d’accusa istituzionale che mortifica l’immagine di Modica e attribuisce responsabilità politiche e amministrative puntuali, maturate in larga misura tra il 2013 e il 2022.

Questo quadro ha trovato un ulteriore e pesantissimo riscontro nelle cronache giudiziarie: la Procura di Ragusa ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Ignazio Abbate e di altri quattro indagati, tra cui l’allora segretario generale dell’Ente, per le vicende relative ai ristori per il maltempo e alla gestione dei fondi regionali destinati ai buoni libro negli anni scolastici 2019-2022. «Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza e delle prerogative della magistratura, che accerterà nelle sedi opportune le eventuali responsabilità penali – afferma Francesco Stornello, segretario cittadino del Partito Democratico – il dato politico e amministrativo che emerge è devastante: mentre la Corte dei conti certifica al Parlamento il fallimento contabile di quegli anni, in sede giudiziaria si contesta l’indebita destinazione ad altre finalità di somme vincolate al diritto allo studio delle famiglie modicane, che secondo l’accusa non sarebbero mai state reintegrate. Davanti a fatti di questa gravità, ogni modicano ha il diritto di pretendere una risposta immediata: chi a Palazzo San Domenico ha il dovere istituzionale e giuridico di fare luce su questo disastro, cosa sta facendo? La risposta è inaccettabile: assolutamente nulla».

Commissione d’inchiesta al palo: «Ostruzionismo intollerabile»

Il 2 febbraio 2026 il Consiglio comunale ha istituito all’unanimità una Commissione consiliare d’inchiesta sulle cause del dissesto per esaminare vent’anni di gestione (2005-2025), fissando in dodici mesi la durata dei lavori. A oltre otto mesi da quella decisione, però, l’organismo non ha mai iniziato l’attività: dopo la designazione dei componenti, l’elezione del presidente è rimasta bloccata tra rilievi di incompatibilità, dimissioni e un parere della Segreteria generale che si attende da mesi. Un rinvio che, al di là dei cavilli, equivale a un insabbiamento, erodendo settimana dopo settimana il tempo utile stabilito dalla delibera istitutiva. Il PD annuncia che non consentirà di arrivare alla scadenza senza aver aperto un solo fascicolo.

«Chi ha votato per istituire la Commissione – incalza Stornello – ha ora il dovere di farla funzionare. Non accetteremo che un organo nato per dire la verità ai modicani diventi il luogo in cui la verità viene parcheggiata. Tanto più oggi, davanti alle contestazioni sull’utilizzo dei fondi vincolati come quelli per i buoni libro, è indispensabile fare chiarezza amministrativa su come sono state gestite le risorse dell’Ente. La Corte dei conti ha fatto la sua parte e la magistratura sta facendo la sua: adesso tocca al Consiglio».

Bilancio “riequilibrato”, tra annunci e rinvii: legge violata e bozza da rifare

Alla paralisi della Commissione si somma una gestione altrettanto grave del versante contabile. L’articolo 259 del Testo unico degli enti locali impone di presentare l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato entro tre mesi dalla nomina dell’Organo straordinario di liquidazione, avvenuta il 5 giugno 2025. Il termine è scaduto da oltre un anno: non un semplice ritardo, ma la violazione di un obbligo di legge. A ciò si aggiungono annunci rivelatisi inconsistenti. Il 12 maggio scorso l’Amministrazione, in conferenza stampa, aveva proclamato l’approvazione in Giunta dello schema 2023-2027, presentandolo come la svolta del risanamento. I fatti hanno smentito: prima le richieste di proroga al commissario ad acta, poi la marcia indietro del 5 agosto, con l’affidamento a un consulente esterno, fino al 31 dicembre, di un incarico di supporto per riscrivere un documento già dato per “approvato”, ma afflitto da incongruenze e difformità contabili. A distanza di cinque mesi da quella conferenza, il bilancio non è approdato né in Commissione Bilancio né in Consiglio comunale.

Il 7 ottobre, rispondendo in televisione a un’interrogazione urgente di tre consiglieri di opposizione, la Sindaca ha affermato: «Abbiamo finito, lo stiamo rivedendo», chiarendo che l’ipotesi viene esaminata un’annualità per volta, ogni martedì, insieme al consulente esterno, seguendo un cronoprogramma appena trasmesso dal commissario ad acta. E ha chiosato: «Fra cinque settimane lo depositeremo, si spera». Un copione già visto: a fine dicembre 2025 il documento sarebbe dovuto arrivare in Giunta «già da gennaio»; a gennaio si prospettava la «bozza pronta» entro mese; a febbraio il testo risultava «completato»; a maggio fu «approvato» in conferenza stampa; a ottobre, di nuovo, «abbiamo finito». Cinque annunci in poco più di nove mesi, un incarico esterno da quasi 16 mila euro per correggere i numeri e un’altra scadenza affidata a un «si spera». Intanto, a oltre venti mesi dalla dichiarazione di dissesto, non un atto è stato sottoposto agli organi consiliari.

«La Sindaca ha scelto la propaganda al posto del lavoro – prosegue Stornello –. Ha presentato come fatto ciò che non era ancora fatto, e oggi la città ne paga il prezzo. Ogni mese senza bilancio è un mese in cui il Comune vive di dodicesimi, non programma, non investe, lascia senza risposte imprese, creditori, lavoratori e famiglie. La Sindaca ha indicato cinque settimane e noi la prendiamo in parola: cinque settimane dal 7 ottobre significano l’11 novembre. Quel giorno l’ipotesi di bilancio deve essere depositata, senza altri “si spera”. Chi amministra un ente in dissesto non ha diritto all’improvvisazione: ha il dovere della serietà».

Le richieste del Partito Democratico

Il PD annuncia lo stop all’inerzia e formula quattro richieste precise:

– Alla Presidente del Consiglio comunale: convocazione immediata della seduta di insediamento della Commissione d’inchiesta, con un parere scritto e pubblico che sciolga ogni profilo di compatibilità, evitando che chi è stato parte attiva valuti gli stessi atti, e garantendo la presidenza all’opposizione.

– Alla Commissione d’inchiesta: prima acquisizione della relazione della Corte dei conti, verifica puntuale sulla gestione delle partite vincolate e definizione del calendario di audizioni dell’Organo straordinario di liquidazione, del Collegio dei revisori e dei dirigenti finanziari, con sedute aperte e in streaming.

– Alla Sindaca e alla Giunta: pubblicazione immediata del cronoprogramma trasmesso dal commissario ad acta e rispetto della scadenza dell’11 novembre, indicata dalla stessa Sindaca, per l’invio al Consiglio dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, accompagnata da una relazione sulle incongruenze riscontrate e sulle correzioni avviate.

– Un incontro pubblico aperto alla città sul dissesto, in cui la Sindaca illustri con trasparenza la reale situazione economico-finanziaria dell’Ente e presenti nel merito le scelte della proposta di bilancio, consentendo a cittadini, associazioni di categoria, sindacati e ordini professionali di formulare osservazioni prima dell’aula.

Se entro i tempi indicati non giungeranno atti concreti, il PD investirà formalmente della questione l’Assessorato regionale delle Autonomie locali e il Ministero dell’Interno, affinché verifichino il rispetto degli obblighi di legge per gli enti in dissesto.

«Il dissesto non è un affare privato di Palazzo San Domenico: riguarda la carne viva di ogni famiglia, di ogni impresa e di ogni lavoratore di questa città – conclude Stornello –. Chiediamo a tutte le forze presenti in Consiglio, di maggioranza e di opposizione, e alla Giunta di assumersi finalmente le proprie responsabilità davanti ai cittadini: si sblocchi subito la Commissione e si porti il bilancio in aula, senza più un solo giorno di rinvio. Modica merita verità sul passato, serietà nel presente e una programmazione vera per il futuro».


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