#Finsubito news dalla rete – Terreni agricoli e pascoli abbandonati, nuove regole: cosa cambia


Nuove indicazioni per il recupero dei terreni agricoli abbandonati, la gestione dei pascoli e la valorizzazione dei boschi nelle zone montane.

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha adottato il decreto n. 549622 dell’8 ottobre 2026, che contiene le linee guida per la valorizzazione dei pascoli e dei boschi montani, in attuazione dell’articolo 12 della legge n. 131 del 12 settembre 2025.

Il provvedimento, pubblicato sul sito ministeriale il 12 ottobre 2026, individua gli interventi per contrastare l’abbandono delle superfici agricole, sostenere allevatori e imprese forestali, promuovere il recupero dei terreni inutilizzati e favorire nuove forme di collaborazione tra proprietari.

Le linee guida interessano i Comuni montani individuati ai sensi della legge n. 131/2025 e possono rappresentare un riferimento per lo sviluppo di iniziative sostenute attraverso la Politica agricola comune (PAC), i fondi nazionali e regionali e altri programmi di finanziamento.

Vediamo che cosa prevede il decreto, chi riguarda e quando diventano operative le novità.

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1) Decreto agricoltura dell’8 ottobre 2026: che cosa prevede

Il decreto attua l’articolo 12 della legge n. 131/2025, dedicata al riconoscimento e alla promozione delle zone montane.

L’obiettivo è contrastare il progressivo abbandono dei territori rurali e montani, che comporta la perdita di superfici produttive, il degrado dei pascoli e un maggiore rischio di incendi e dissesto idrogeologico.

Le nuove linee guida individuano tre priorità:

  1. Recuperare terreni agricoli, pascoli e boschi abbandonati, favorendone il ritorno a un utilizzo produttivo.
  2. Sostenere le attività agricole, zootecniche e forestali, anche attraverso forme di gestione associata e il rafforzamento delle filiere locali.
  3. Proteggere l’ambiente e il territorio, valorizzando la biodiversità, prevenendo incendi e dissesto idrogeologico e promuovendo la gestione sostenibile delle risorse naturali.

Il provvedimento riguarda anche la valorizzazione delle produzioni agroalimentari tradizionali, l’utilizzo sostenibile del legno e il mantenimento delle attività economiche nelle aree montane.

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2) Recupero dei terreni abbandonati: le novità per proprietari e agricoltori

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il recupero dei terreni agricoli, forestali e pastorali non più utilizzati.

Le linee guida promuovono il censimento, la mappatura e la georeferenziazione delle superfici abbandonate o sottoutilizzate, comprese le proprietà silenti e quelle collettive.

Per favorirne il ritorno all’utilizzo produttivo potranno essere valorizzati strumenti già previsti dalla normativa nazionale e regionale, come le banche della terra.

Il decreto punta inoltre a superare la frammentazione delle proprietà fondiarie, incentivando forme di gestione condivisa.

Tra gli strumenti indicati figurano:

  • cooperative e consorzi tra proprietari e conduttori;
  • associazioni fondiarie;
  • reti di imprese agricole e forestali;
  • accordi di filiera per la gestione delle risorse territoriali.

L’obiettivo è rendere economicamente sostenibile la gestione di terreni che, singolarmente, potrebbero risultare difficili da coltivare o mantenere.

Attenzione: le linee guida non prevedono un trasferimento automatico della proprietà dei terreni abbandonati, né introducono un obbligo generalizzato per i proprietari di aderire alle forme associative.

3) Pascoli e allevamenti di montagna: cosa cambia

Un altro capitolo riguarda il recupero dei pascoli e il sostegno alle attività zootecniche nelle zone montane.

Il Ministero individua tra gli interventi prioritari il ripristino delle superfici pastorali abbandonate, anche quando siano state progressivamente occupate da arbusti o vegetazione forestale.

Le linee guida promuovono pratiche di pascolamento sostenibile, il mantenimento dei prati permanenti e la conservazione delle razze animali autoctone.

Particolare attenzione è dedicata agli agricoltori e agli allevatori che contribuiscono alla conservazione del territorio, delle varietà agricole tradizionali e delle risorse genetiche locali.

Sono inoltre previsti indirizzi per la manutenzione e la riqualificazione delle infrastrutture rurali, come malghe, alpeggi, terrazzamenti, strade forestali e sentieri.

4) Boschi montani: gestione sostenibile e prevenzione degli incendi

Le nuove linee guida intervengono anche sulla gestione delle superfici forestali.

L’obiettivo è favorire il recupero dei boschi, la certificazione forestale, la valorizzazione delle filiere del legno e la prevenzione degli incendi.

Il decreto promuove in particolare interventi di manutenzione, gestione forestale sostenibile e riduzione dei rischi ambientali.

Tra le finalità rientrano anche la tutela della biodiversità, il contrasto al dissesto idrogeologico e la valorizzazione dell’utilizzo energetico e termico sostenibile del legno.

Contributi e finanziamenti: quali strumenti sono previsti

Il decreto non introduce direttamente un nuovo bonus per i proprietari di terreni o per gli agricoltori, ma individua diversi strumenti finanziari utilizzabili per sostenere i progetti di recupero e valorizzazione.

Tra le principali opportunità richiamate dalle linee guida figurano:

Strumento Interventi sostenibili
PAC e programmi regionali Investimenti agricoli, gestione dei pascoli, biodiversità e sostegno alle attività montane
Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane Sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali e gestione sostenibile
PNRR, Missioni 2 e 5 Transizione ecologica e interventi territoriali ancora attivi
Fondo per lo Sviluppo e la Coesione Infrastrutture rurali e sviluppo delle aree interne
Contratti di filiera e di distretto Rafforzamento delle produzioni agricole, zootecniche e forestali
Finanza agevolata nazionale e regionale Nuove imprese, giovani imprenditori e ricambio generazionale

Sono inoltre richiamati strumenti come i pagamenti per i servizi ecosistemici e i mercati volontari del carbonio.

Non sono previsti, nel decreto, nuovi importi di contributo, percentuali di finanziamento o termini per presentare domanda. 

L’accesso alle singole agevolazioni resta disciplinato dalle misure e dai bandi di riferimento.

5) Decreto ambiente: da quando si applicano le nuove linee guida

Il decreto è stato firmato l’8 ottobre 2026 ed è stato pubblicato sul sito istituzionale del MASAF il 12 ottobre 2026.

Il Ministero ha precisato che il provvedimento è in corso di registrazione presso gli organi di controllo.

Lo stesso decreto prevede la successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Pertanto, alla data del 14 ottobre 2026, non è ancora possibile indicare una data certa di piena operatività delle nuove linee guida, che non stabiliscono comunque un calendario di adempimenti immediati per agricoltori e proprietari.

Le linee guida saranno soggette ad aggiornamento almeno triennale.

Chi è interessato e cosa fare adesso

I destinatari diretti delle linee guida sono i Comuni montani individuati ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 131/2025.

Per agricoltori, allevatori, proprietari di terreni e imprese forestali il decreto rappresenta un riferimento per le future iniziative territoriali di recupero e valorizzazione.

In particolare, gli interessati possono verificare quali terreni risultano abbandonati o sottoutilizzati, valutare eventuali forme di gestione associata e monitorare i bandi regionali e le opportunità previste dalla PAC.

Le amministrazioni locali potranno favorire la conoscenza degli strumenti disponibili e il coordinamento tra imprese, proprietari e altri soggetti coinvolti.

Le nuove disposizioni puntano quindi a trasformare il recupero di pascoli e boschi montani in un’opportunità di sviluppo agricolo e ambientale, senza introdurre, per il momento, un contributo automatico o una nuova procedura di domanda.

FAQ – Decreto pascoli e boschi montani 2026

Il decreto prevede nuovi contributi per recuperare terreni abbandonati?

Non direttamente. Individua strumenti di finanziamento già previsti dalla PAC e da programmi nazionali e regionali, ai quali si potrà accedere secondo le rispettive condizioni.

I proprietari sono obbligati a recuperare i terreni agricoli abbandonati?

Il decreto non introduce un obbligo generalizzato di recupero. Promuove invece interventi di riutilizzo produttivo e forme volontarie di gestione associata.

Quando entrano in vigore le nuove disposizioni?

Il decreto è stato firmato l’8 ottobre e pubblicato sul sito MASAF il 12 ottobre 2026. Al 14 ottobre è ancora in corso di registrazione e non risulta definita una data certa di piena operatività.


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