Consiglio comunale: via libera ad assestamento di bilancio e Tari, torna in commissione il “Salva Casa”


TERMOLI. Seduta intensa quella di ieri sera del Consiglio comunale di Termoli, chiamato ad approvare una serie di provvedimenti finanziari, urbanistici e regolamentari. La maggioranza guidata dal sindaco Nico Balice ha ottenuto il via libera su tutti i principali punti all’ordine del giorno, mentre il confronto più articolato si è registrato sulle tariffe Tari e sulle questioni urbanistiche. All’unanimità, invece, è stato deciso il rinvio in commissione della proposta relativa all’applicazione del cosiddetto “Salva Casa” nel centro cittadino.

Il Consiglio ha innanzitutto approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio e l’assestamento generale del bilancio di previsione 2026-2028, certificando il permanere degli equilibri finanziari dell’ente e la solidità della gestione economica. Il provvedimento è passato con 17 voti favorevoli della maggioranza, mentre i consiglieri Orlando, Scurti, Stumpo e Vigilante non hanno partecipato al voto. Contestualmente è stata dichiarata l’immediata eseguibilità dell’atto.

Successivamente l’aula ha approvato il Piano economico finanziario Tari 2026-2029. Durante la seduta è stato corretto un refuso presente nella proposta originaria, con l’inversione di alcune tabelle economiche, senza modificare la sostanza del documento. Il piano individua per il 2026 un’entrata tariffaria complessiva pari a circa 6,95 milioni di euro, destinata a garantire la copertura integrale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Anche questo provvedimento è stato approvato con i soli voti della maggioranza.

Più acceso il confronto politico sulle successive tariffe Tari 2026. La consigliera Marcella Stumpo ha espresso voto contrario, criticando un sistema che, a suo giudizio, continua a non premiare i cittadini più virtuosi. Nel suo intervento ha rilanciato la necessità di introdurre la tariffazione puntuale, con la pesatura effettiva dei rifiuti prodotti, chiedendo anche una maggiore attenzione alla riduzione della plastica monouso e una politica più incisiva di educazione ambientale.

Dall’opposizione è intervenuto anche Oscar Scurti, che ha chiesto chiarimenti sull’aumento dei costi fissi del servizio e sul mancato utilizzo delle detrazioni per ridurre ulteriormente le tariffe, sottolineando inoltre le difficoltà riscontrate nella predisposizione del Piano economico finanziario a causa dei ritardi nella trasmissione dei dati da parte del gestore.

La replica della maggioranza è arrivata prima con Giuseppe Spezzano, che ha ricondotto l’incremento dei costi all’inflazione e agli aumenti generalizzati dei prezzi, ricordando come, nonostante il contesto economico, le tariffe non siano aumentate rispetto all’anno precedente.

Più articolato l’intervento del presidente della commissione competente, Giuseppe Mottola, che ha spiegato il lavoro svolto dalla commissione e dagli uffici per rispettare le scadenze di legge. Ha chiarito che gli adeguamenti dei costi derivano principalmente dagli incrementi contrattuali dovuti all’inflazione e ha evidenziato come una parte consistente del contenimento della tariffa sia stata possibile grazie al recupero dell’evasione tributaria.

A chiudere il dibattito è stato l’assessore al Bilancio Michele Cocomazzi, che ha illustrato nel dettaglio i numeri del piano. Ha spiegato che il metodo tariffario imposto da Arera ha determinato un incremento lordo dei costi di circa l’8%, legato principalmente all’inflazione, ai maggiori costi di conferimento e agli adeguamenti contrattuali del gestore. Incremento che, grazie al recupero dell’evasione e all’ampliamento della platea degli utenti, è stato in parte assorbito, consentendo di contenere l’impatto finale sulle famiglie. L’assessore ha inoltre evidenziato i nuovi servizi introdotti, tra cui lo sportello Tari online, la gestione digitale delle pratiche e l’informatizzazione delle procedure di recupero dei crediti, sostenendo che il miglioramento qualitativo del servizio rappresenta un valore aggiunto per i cittadini.

Al termine della discussione il Consiglio ha approvato le tariffe Tari 2026 con 17 voti favorevoli e tre contrari, quelli dei consiglieri Oscar Scurti, Marcella Stumpo e Manuela Vigilante. Stesso esito anche per l’immediata eseguibilità del provvedimento.

Via libera, sempre con 17 voti favorevoli e tre contrari, anche al permesso di costruire in deroga relativo alla delocalizzazione di volumetrie edificabili in contrada Colle Macchiuzzo, presentato dalla Firenze Immobiliare Srl. Il progetto riguarda lo spostamento delle cubature da un’area dove le caratteristiche morfologiche e la presenza di una consistente vegetazione rendono complessa l’edificazione verso un’altra zona ritenuta idonea.

Anche su questo punto non sono mancate le polemiche. Marcella Stumpo ha criticato tempi e modalità di esame della pratica, contestando il ricorso al concetto di “rigenerazione” e sostenendo che l’intervento non risponda a un reale interesse pubblico. Oscar Scurti ha invece chiesto chiarimenti sul ricorso all’articolo 14 del Testo unico dell’edilizia e sulla motivazione di pubblico interesse alla base della deroga urbanistica.

La maggioranza ha replicato – con Vincenzo Sabella – parlando di un semplice trasferimento di volumetrie tra terreni dello stesso proprietario, respingendo qualsiasi interpretazione legata a possibili operazioni speculative.

L’unico provvedimento a non arrivare al voto è stato quello relativo alla disciplina dei cambi di destinazione d’uso prevista dal decreto “Salva Casa”.

La proposta, che introduce limitazioni alla trasformazione degli immobili al piano terra e seminterrato del centro cittadino in strutture turistico-ricettive, è stata ritenuta meritevole di ulteriori approfondimenti. Su proposta del consigliere Vincenzo Sabella, condivisa da tutti i gruppi consiliari, il testo è stato rinviato in commissione per consentire un esame più approfondito e arrivare successivamente in aula con un impianto condiviso.

La mozione di rinvio è stata approvata all’unanimità con 21 voti favorevoli.

Quindi, voto unanime sul regolamento del Comitato Gemellaggi. Il Consiglio comunale ha approvato gli otto emendamenti proposti per aggiornare e modernizzare il regolamento che disciplina la costituzione e il funzionamento dell’organismo, adeguandolo alle nuove esigenze dell’amministrazione e della città. Il provvedimento è passato con 21 voti favorevoli, così come l’immediata eseguibilità.

Illustrando gli emendamenti, il presidente della commissione Giuseppe Spezzano ha sottolineato il lavoro condiviso svolto da maggioranza e opposizione. «Abbiamo cercato di modernizzare un regolamento ormai datato – ha spiegato – e di costruire uno strumento in grado di supportare l’amministrazione nella volontà di coltivare e sviluppare i gemellaggi già esistenti e quelli futuri».

Tra le novità più significative evidenziate nel dibattito figura l’apertura ai gemellaggi con città di Paesi extraeuropei. La consigliera Marcella Stumpo ha ricordato come proprio questa modifica rappresenti uno degli aspetti più importanti della revisione del regolamento, spiegando che, una volta entrato in vigore, consentirà anche alla città di Betlemme di presentare formalmente la candidatura per un gemellaggio con Termoli, interesse già manifestato in passato con l’obiettivo di favorire scambi culturali e istituzionali.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere Francesco Graziano Rinaldi, componente del Comitato Gemellaggi, che ha ricordato come, per le partnership con realtà extraeuropee, resti comunque necessario il via libera delle autorità diplomatiche italiane, passaggio previsto dalla normativa e indispensabile per la formalizzazione dei rapporti istituzionali.

Nelle conclusioni il sindaco Nico Balice ha ribadito la volontà dell’amministrazione di rafforzare la rete internazionale della città. Il primo cittadino ha annunciato che Termoli intende avviare nuovi percorsi di collaborazione con una città dell’Ucraina, Medjugorje, Durazzo e Betlemme, dichiarandosi fiducioso che non emergeranno ostacoli sul piano istituzionale. «Sono certo – ha affermato – che saremo degni gli uni degli altri e che questi rapporti potranno rappresentare un’importante occasione di crescita e di scambio per la nostra comunità».

EB




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