Non più immobili pubblici considerati semplicemente beni da amministrare o edifici da recuperare, ma strumenti capaci di generare sviluppo, servizi, investimenti e nuova qualità urbana. È questa la filosofia che ispira il Piano Città degli immobili pubblici, sottoscritto questa mattina a Palazzo De Nobili dall’Agenzia del Demanio, dal Comune di Catanzaro e dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, facendo del capoluogo calabrese la prima città della regione e la trentaseiesima in Italia ad aderire al programma nazionale promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’accordo inaugura una nuova fase nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico cittadino e coinvolge un primo portafoglio di undici immobili strategici appartenenti allo Stato, al Comune, all’Azienda sanitaria provinciale e a Invimit.
Tra questi figurano il Complesso monumentale del San Giovanni, il Palazzo di Giustizia di piazza Matteotti, Palazzo Galluppi, l’ex ospedale di via Acri, l’ex Mattatoio comunale, la Caserma Triggiani, il fabbricato del Genio Civile e del Provveditorato alle Opere pubbliche, il Centro di rieducazione minorile, il fondo rustico di Giulivetto destinato alla nuova cittadella dei Vigili del Fuoco, la Casa circondariale e l’area destinata all’ampliamento della Capitaneria di Porto.
Un patrimonio che, attraverso una pianificazione integrata, dovrà essere progressivamente restituito alla città con nuove funzioni pubbliche, culturali, amministrative e sociali.
L’iniziativa è stata illustrata nel corso di un incontro al quale hanno preso parte il sindaco Nicola Fiorita, il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Giovanni Zito, la direttrice del Dipartimento Architettura e Design dell’Università Mediterranea Consuelo Nava e, in collegamento, il sottosegretario all’Economia Lucia Albano, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il direttore generale dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme.
Catanzaro laboratorio della rigenerazione urbana
Il Piano nasce con un obiettivo preciso: superare la tradizionale gestione frammentata del patrimonio pubblico e costruire una strategia condivisa di rigenerazione urbana capace di coniugare recupero degli immobili, razionalizzazione della spesa pubblica, efficientamento energetico, nuovi servizi e attrattività territoriale.
Gli interventi programmati riguardano sia il recupero di immobili storici sia la riorganizzazione funzionale delle sedi della pubblica amministrazione. Tra le operazioni già individuate figurano la rifunzionalizzazione dell’edificio del Genio Civile e del Provveditorato alle Opere pubbliche, destinato ad accogliere la Corte dei Conti e l’Avvocatura distrettuale dello Stato, oggi ospitate in immobili in locazione; la riorganizzazione del Palazzo di Giustizia dopo il trasferimento della Procura nell’ex ospedale militare; la realizzazione della nuova cittadella dei Vigili del Fuoco nell’area di Giulivetto, destinata ad accogliere il comando regionale, quello provinciale e il distaccamento di Sellia Marina; oltre agli interventi di valorizzazione del patrimonio storico del centro cittadino. Tutte operazioni che puntano anche alla riduzione delle locazioni passive sostenute dallo Stato e a una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.
Il Piano, inoltre, prevede la possibilità di affiancare ai finanziamenti pubblici anche strumenti di partenariato pubblico-privato, così da favorire nuovi investimenti compatibili con la tutela del patrimonio storico e con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale.
Fiorita: «Gli immobili devono tornare a vivere dentro una strategia di sviluppo»
Per il sindaco Nicola Fiorita, la firma del Piano Città rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di rigenerazione urbana avviato dall’amministrazione comunale. Il protocollo, ha spiegato, porta anche a Catanzaro gli investimenti nazionali dell’Agenzia del Demanio e offre l’opportunità di recuperare un patrimonio pubblico che negli anni si è progressivamente impoverito.
«Abbiamo già acquisito immobili strategici come l’ex Mattatoio e la futura sede del Centro per l’Impiego, ma il recupero di un edificio non può limitarsi alla sua ristrutturazione. Un immobile ha valore solo se viene restituito alla città con una funzione precisa e inserito in un progetto complessivo di sviluppo», ha affermato il sindaco. La collaborazione con il Demanio, ha aggiunto, consentirà di completare la ricognizione del patrimonio pubblico, individuare nuove opportunità di valorizzazione e consolidare una sinergia istituzionale che ha già prodotto risultati concreti, come la prossima apertura dell’Archivio di Stato nell’ex Mattatoio e il recupero dei finanziamenti per i nuovi alloggi della Capitaneria di Porto a Catanzaro Lido. «Il Piano Città rappresenta un tassello importante della strategia con cui vogliamo restituire valore al patrimonio pubblico e metterlo al servizio dello sviluppo di Catanzaro», ha concluso.
Albano: «Il patrimonio pubblico è una leva strategica per i territori»
Il sottosegretario all’Economia Lucia Albano ha sottolineato come il Piano Città rappresenti uno degli strumenti con cui il Governo intende superare la frammentazione che per anni ha caratterizzato la gestione degli immobili pubblici.
«Non si tratta soltanto di un lavoro tecnico, ma di una scelta profondamente strategica che punta a trasformare il patrimonio immobiliare pubblico in una leva di sviluppo per i territori», ha spiegato, ricordando l’istituzione di una cabina di regia nazionale per coordinare le politiche di valorizzazione. Secondo Albano, il nuovo modello supera una concezione puramente patrimoniale degli immobili pubblici: «L’obiettivo non è amministrare o dismettere beni, ma recuperarli, rigenerarli e restituirli a funzioni utili per i cittadini, migliorando al tempo stesso l’efficienza della spesa pubblica e riducendo i costi delle locazioni passive». Catanzaro, ha aggiunto, rappresenta «un esempio significativo di questo nuovo approccio», basato sulla collaborazione tra istituzioni, sulla capacità amministrativa e, dove necessario, anche sul partenariato pubblico-privato, per generare nuovo valore pubblico.
Ferro: «Un metodo che mette insieme le istituzioni»
Per il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il valore del Piano Città risiede soprattutto nel metodo adottato. «L’incontro di oggi rappresenta un momento importante perché mette attorno allo stesso tavolo istituzioni diverse per costruire una strategia condivisa sul futuro della città e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico», ha affermato.
Ferro ha evidenziato come gli immobili pubblici non debbano essere considerati semplicemente beni da amministrare, ma possano diventare «una straordinaria leva di sviluppo, rigenerazione urbana, miglioramento dei servizi e crescita economica e sociale». Ha quindi richiamato la collaborazione tra Ministero dell’Interno, Ministero dell’Economia e Agenzia del Demanio che ha già prodotto risultati concreti a Catanzaro, come il progetto della nuova cittadella dei Vigili del Fuoco, destinata a rafforzare l’efficienza operativa del Corpo e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Il sottosegretario ha inoltre auspicato che il percorso possa proseguire affrontando altre partite strategiche, a partire dal recupero dell’immobile storico di via Acri, «un immobile storico che merita di essere restituito a una funzione pubblica attraverso il dialogo tra Demanio, Regione e Azienda sanitaria».
Zito: «Catanzaro proiettata nel futuro»
Il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Giovanni Zito ha definito il Piano Città «uno strumento capace di proiettare Catanzaro nel futuro», mettendo al centro la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico come fattore di sviluppo urbano, economico e sociale.
«Il progetto nasce dalla collaborazione tra Agenzia del Demanio, Comune, Università e tutti gli enti coinvolti con l’obiettivo di restituire alla collettività spazi oggi inutilizzati o sottoutilizzati, rendendoli accessibili, sicuri, efficienti e sostenibili», ha spiegato. Oltre alla rigenerazione urbana, il Piano consentirà di razionalizzare gli spazi della pubblica amministrazione e ridurre le locazioni passive, migliorando l’utilizzo delle risorse pubbliche. Zito ha infine ricordato che quello sottoscritto a Catanzaro è «il primo Piano Città della Calabria e il trentaseiesimo a livello nazionale», annunciando che sono già in corso interlocuzioni con altri Comuni della regione per estendere il modello.
Dal Verme: «Rigenerare la città storica guardando al futuro»
A chiudere gli interventi è stata il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, che ha definito Catanzaro una città «naturalmente vocata a svolgere un ruolo di connessione» tra Ionio e Tirreno e oggi chiamata a valorizzare il proprio patrimonio pubblico per rispondere ai bisogni della comunità.
«Il Piano Città individua come priorità il recupero del patrimonio storico, artistico e identitario del centro storico», ha spiegato, indicando tra gli immobili strategici il Palazzo di Giustizia, Palazzo Galluppi, il Complesso del San Giovanni, l’ex Ospedale di via Acri, l’ex Mattatoio e il fabbricato del Genio Civile e del Provveditorato alle Opere Pubbliche. L’obiettivo, ha concluso, è coniugare una migliore organizzazione della pubblica amministrazione con nuovi servizi culturali e sociali, «valorizzando la grandezza della città storica e accompagnandone il processo di rivitalizzazione nella sua proiezione verso il futuro».
Il Piano Città, insomma, individua nel patrimonio immobiliare pubblico della città una leva strategica per promuovere processi di rigenerazione urbana sostenibile, attraverso un approccio multidisciplinare che coniuga innovazione, valorizzazione e rispetto dei vincoli di tutela, preservando l’identità storica e la memoria collettiva della città. In questa prospettiva, Catanzaro rinnova i propri spazi dismessi e sottoutilizzati, restituendoli alla comunità e trasformandoli in luoghi dedicati alla cultura, ai servizi, all’inclusione e allo sviluppo. Grazie a una visione condivisa, fondata sulla pianificazione strategica e sulla partecipazione dei cittadini, ogni intervento contribuirà a costruire una città più attrattiva, soprattutto per i giovani, e proiettata verso il futuro.
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Maria Rita Galati
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