Le infrastrutture di trasporto rivestono spesso un ruolo determinante: favoriscono lo sviluppo dei territori che attraversano e diventano autentici propulsori di crescita. Un esempio emblematico è rappresentato dall’autostrada del Brennero, collegamento strategico tra l’Italia e l’Europa e asse centrale di uno dei distretti economici più dinamici del continente. Un’area che comprende la Lombardia prima regione europea per Pil , il Veneto, sesto, e l’Emilia-Romagna, ottava, con la Regione autonoma del Trentino-Alto Adige a fare da cerniera geografica.
«Del resto, dove c’è mobilità c’è sviluppo osserva l’amministratore delegato di Autostrada del Brennero Diego Cattoni – Non esiste di fatto in Europa un’altra area con 20 milioni di abitanti capace di produrre questo valore aggiunto. L’A22, con i suoi oltre 70 milioni di veicoli e le oltre 60 milioni di tonnellate di merci che passano ogni anno fra gomma e rotaia è uno degli elementi portanti di questa capacità produttiva».
Dal valico del Brennero transita infatti circa l’11 per cento dell’intero import-export italiano, confermando la centralità di questo corridoio sotto il profilo geopolitico ed economico. Già a partire dagli anni Novanta, di fronte a un andamento del traffico in costante crescita, la società concessionaria dell’A22 ha scelto di adottare una visione più ampia, ragionando in termini di corridoio logistico e investendo sul trasporto ferroviario. «Un concessionario autostradale che investe in ferrovia- prosegue Cattoni- ossia nella propria concorrenza, può sembrare un paradosso, ma se si vuole decongestionare l’autostrada e rispettare l’ambiente il paradosso, è evidente, scompare». Oggi il Gruppo Autobrennero, attraverso InRail, RTC Rail Traction Company e la collegata Lokomotion, movimenta ogni anno un numero crescente di treni: nel 2025 sono stati circa 30mila, con un risparmio stimato di circa 300mila tonnellate di CO2 immesse in atmosfera. «Un po’ come se spostassimo ogni giorno 1.500 tir dall’autostrada e li ricollocassimo sulla rotaia».
Un trend destinato a rafforzarsi ulteriormente grazie alla realizzazione del tunnel di base del Brennero, un altro investimento strategico sostenuto dalla società. Con l’entrata in funzione del BBT, la
capacità della linea ferroviaria aumenterà di 60-90 treni al giorno; inoltre, grazie all’eliminazione delle forti pendenze, i convogli potranno essere più lunghi e trasportare fino al 20% di merci in più. «È un appuntamento di grande rilevanza per l’intera Europa e sicuramente funzionale al nostro progetto di Green corridor attraverso le Alpi. Andrà completato e in tempi piuttosto rapidi potenziando gli hub intermodali, ossia i luoghi dove fisicamente le merci si spostano dalla gomma al ferro e viceversa. Senza, il traffico merci su ferro non decollerà mai come vorremmo. Noi abbiamo programmato investimenti anche in questo senso a Trento, Isola della Scala e Valdaro».
La prima percorrenza di un convoglio all’interno di quello che diventerà il più lungo collegamento ferroviario sotterraneo del mondo è prevista per il 2032. A confermarlo è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il 18 settembre scorso, in occasione della cerimonia al Brennero per l’abbattimento dell’ultimo diaframma del cunicolo esplorativo, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei rappresentanti austriaci. A quell’appuntamento simbolico ha partecipato anche Autostrada del Brennero.
«Essere presenti quel giorno su quel palco – continua Cattoni dove di fatto è stato sancito l’inizio di una nuova fase per la mobilità europea è stato per me e per la nostra società motivo di grande orgoglio. Poter alleggerire l’arteria di una parte del traffico pesante significa favorire una circolazione più rapida e sicura non solo delle merci ma anche dei veicoli leggeri che continueranno a utilizzare l’A22. Per questo il nostro impegno è focalizzato anche sul rendere l’A22 sempre più moderna, tecnologica e sostenibile».
In quest’ottica, digitalizzazione e transizione ecologica con investimenti nei settori dell’elettrico e dell’idrogeno rappresentano, insieme all’intermodalità, i pilastri delle numerose progettualità incluse nella proposta di finanza di progetto alla base del bando per la nuova concessione dell’A22. «Abbiamo dotato l’arteria di 68 Rsu, speciali antenne per la comunicazione veicolo infrastruttura ma avendo deciso di puntare su una comunicazione ibrida sfruttiamo anche la rete 5G. L’obiettivo è quello di farci trovare
pronti quando la guida del futuro, connessa e cooperativa, potrà finalmente prendere campo».
Nel dibattito sul futuro dell’infrastruttura, molti indicano la realizzazione della terza corsia come risposta all’aumento dei flussi di traffico. «Anche la terza corsia, da Bolzano all’innesto con l’A1, è fra le opere che abbiamo già progettato e che siamo pronti a realizzare. Infatti mentre sviluppiamo una nuova mobilità per il futuro, non dobbiamo dimenticare che l’Italia ha bisogno di completare e potenziare la sua rete autostradale. E mentre investiamo nella digitalizzazione dell’autostrada, non mettiamo di certo in secondo piano la gestione ordinaria della sicurezza».
Nonostante l’incremento dei volumi di traffico, l’A22 registra da oltre vent’anni livelli di incidentalità nettamente inferiori alla media nazionale. «Non può essere fortuna. Ogni anno spendiamo in media più di 60 milioni per la manutenzione, scegliendo da sempre – dagli asfalti al famoso guardrail in Corten, per fare un paio di esempi – i materiali più performanti». A questi interventi si aggiungono ingenti investimenti tecnologici: Autostrada del Brennero utilizza una flotta di droni per le ispezioni di ponti, viadotti e versanti ed è dotata di sistemi di sensoristica di ultima generazione, supportati dall’intelligenza artificiale, per effettuare analisi predittive sullo stato di salute delle infrastrutture. Un approccio che consente di intervenire con largo anticipo e in modo mirato al manifestarsi delle prime criticità.
A supporto di questo sistema opera una struttura della sicurezza attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette, coordinata dal Centro Assistenza Utenza e in costante collaborazione con il COA della Polizia Stradale. Stando ai dati pubblicati nei Bilanci aziendali, gli ausiliari di Autostrada del Brennero sono spesso i primi a giungere sul luogo di un incidente, con un tempo medio di intervento di circa sette minuti.
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redazione@ilgiornale-web.it (Nunzia Pagani)
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