Franco Vespe: nessun scippo da parte di Potenza delle attività svolte nel Centro di Geodesia Spaziale di Matera


Franco Vespe in una nota rassicura i cittadini precisando che non ci sarà nessun scippo spaziale da parte del capoluogo di regione rispetto alle attività svolte dal Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Di seguito la nota integrale.

E’ un vero assedio al quale in questo periodo sono sottoposto. Tanta gente mi sta segnalando la nota dell’A.I.S.M  Mathera (l’acronimo sta per Associazione Infrastrutture e Sviluppo Matera). L’articolo è stato ispirato dalla celebrazione del centenario della nascita del grande Rocco Petrone da Sasso di Castalda; uno dei più importanti protagonisti dell’epopea Apollo che portò allo sbarco dell’uomo sulla Luna.  Celebrazione fatta a Potenza che ha avuto la durata di due giorni. Nell’ultimo giorno, pare ci sia stata, sempre secondo l’A.I.S.M.,  un’assemblea degli stati generali per spartirsi le risorse destinate alla Space Economy da portare a Potenza ai danni di Matera. In verità in quella manifestazione si è semplicemente commemorata la figura di Rocco Petrone e si è presa la palla al balzo per discutere di un argomento in questo momento alla “page” come la Space Economy. La stessa manifestazione sarà poi ripetuta anche a Matera. Quindi nessuno scippo in atto. Detto questo Il timone della Space Economy non può che essere governato dal Centro di Matera. Regione e Cluster per l’Aerospazio se ne devono fare una ragione! Senza il Centro Spaziale di Matera non c’è spazio per lo Spazio nella nostra Regione! Le ragioni di questo sono inoppugnabili. Prima di tutto per la presenza nella nostra provincia dei più importanti centri di ricerca ed innovazione tecnologica come l’Agenzia Spaziale, il CNR, l’ENEA e, ultimo ma non ultimo, l’INRIM che apre nella nostra città, al suo centro spaziale, una sua sede. Ma non è solo questa la ragione. A parte la questione di campanile occorre capire bene perché oggi ha senso parlare di sviluppo economico basato su piattaforme spaziali. A parte la questione dei lanciatori ormai offerti “chiavi in mano” da privati come Space X o Blue Origin, ma parliamo sostanzialmente di tecnologia ben consolidata dallo scarso interesse scientifico; i settori che promettono forti ricadute economiche sono le Telecomunicazioni (in verità non solo da oggi), i Sistemi di Navigazione Satellitare (Il GPS e GALILEO nei cellulari o nelle auto per intenderci), e le Osservazioni della Terra. Per quanto le Telecomunicazioni la loro strategicità ed il loro impatto in campo economico è ben conosciuto grazie alla costellazione  con più di 10.000 satelliti di Starlink di Elon Musk che garantisce su scala globale internet a banda larga. Per le Telecomunicazioni l’ONU  (UNOOSA: United Nations Office for Outer Space Affairs ) ha stimato un business di 253 miliardi di Euro per il 2029 con incrementi medi annuali del 9%. Per la Navigazione satellitare (GNSS) abbiamo un trend straordinario. Le applicazioni hanno uno spettro di vastissimo: dalla Navigazione alla Fisica Fondamentale; dall’automotive all’Agricoltura di Precisione; dal Monitoraggio dei Disastri al mantenimento del tempo. Si prevede che al 2031 il fatturato mondiale (sempre fonte UNOOSA)  si attesterà sui 450 miliardi di Euro  con crescita annuale del 9.3%! Infine le Osservazioni della Terra. Sono l’ambito della Space Economy ancora tutta da sviluppare. Si pensa che da qui al 2031 il fatturato possa raddoppiare fino a 5.5 Mld di Euro. Ora Matera  si può considerare la culla italiana della Navigazione satellitare e delle Osservazioni della Terra; mentre, grazie alle potenti infrastrutture di Geodesia Spaziale, sta concorrendo a definire  le nuove frontiere delle Telecomunicazioni Quantistiche. Ora l’Italia nello spazio ha competenze straordinarie per quanto riguarda lo sviluppo e la gestione dei segmenti spaziale (satelliti) e del segmento di controllo e gestione di terra, con imprese all’avanguardia come Leonardo, Telespazio, THALES,  la pugliese SITAEL, l’OHB. Per sviluppare adeguatamente le opportunità nel campo della Space Economy occorre porre invece una forte attenzione al segmento degli utenti che ovviamente sono interessati a comprare prodotti, applicazioni e servizi che si possono confezionare con i dati spaziali. E’ guardando a questo segmento che la Space Economy può esplodere. Per favorire questo occorre creare un organismo che si faccia carico di promuovere e far sviluppare nuovi servizi, prodotti ed applicazioni di interesse per il mercato. E’ questo il territorio solitamente occupato delle geniali piccole imprese e start up con tanta voglia di crescere.  Quello che lo scrivente sta (invano?) proponendo è la costituzione di un Istituto Nazionale per la Space Economy che faccia questo sul modello dell’Istituto di Italiano di Tecnologia di Genova. Questo istituto non può che non nascere a Matera per tutto quello che abbiamo detto e scritto finora: per le vocazioni tecnologiche che ha sviluppato in questi ultimi quaranta anni, per la sua capacità di focalizzarsi sulle applicazioni e servizi in campo spaziale,  per la presenza sul suo territorio di istituti nazionali operanti nel settore come ASI, ENEA, CNR e, ultimo ma non ultimo, l’INRIM. Un primo embrione potrebbe essere rappresentato proprio dal Centro di Geodesia Spaziale con la Casa delle Tecnologie. Vanno ovviamente opportunamente riconfigurate e rimodulata la loro missione. Matera insomma deve essere un territorio capace di pensare in grande e per tempi lunghi. Lasciamo pure perdere le briciole di risorse che la Regione pensa di raccogliere per la Space Economy e finanziare a pioggia le poche imprese del settore della regione. E’ acqua fresca. E’ bricolage di basso cabotaggio caro ai sindaci o assessori “cantonieri”. La costituzione dell’Istituto Nazionale della Space Economy non potrà tuttavia, non coinvolgere il polo potentino dell’Università della Basilicata ed il CNR di Tito. Sono una vera e propria  superpotenza nel campo delle Osservazioni della Terra ed è strategica per il successo del nuovo istituto.

Nel passato, durante la mia attività politico-amministrativa, non sono mancate mai mie proposte strategiche nel settore cercando di mobilitare la comunità politico amministrativa intorno ad esse. Quasi sempre la risposta  alle mie insistenze è stata: “Franco poi vedremo cosa si può fare per le tue cose!”. E’ il modo di ragionare dei Sindaci “cantonieri” purtroppo! Non nascondo con malinconia  che risposte di questo tenore le sto già ricevendo  ahime. Peccato! Preme  solo avvertire che ora nell’orizzonte delle mie cose ormai c’è l’INPS! La mia unica residua preoccupazione politica è che  nostri giovani intanto continuano a sciamare fuori dalla nostra regione per colpa dei cantonieri.

Premetto che quello che sto scrivendo esprime opinioni personali e non impegna l’ente per il quale lavoro. Questo giusto per rassicurare gli “Dei” dell’Olimpo.


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