#Finsubito news dalla rete – Fondi UE Italia-Francia: i progetti per i territori. La sfida è far conoscere gli investimenti 


Solo il 36% dei francesi ha sentito parlare di un progetto europeo vicino casa, contro il 56% degli italiani. La ricerca dell’Università di Torino per INTERACT-IF ha esaminato oltre 120 progetti alpini: nel programma ALCOTRA il clima è la prima priorità (24%) e prevalgono gli interventi singoli (65%); in Alpine Space il 75% dei progetti coinvolge oltre dieci partner. Le 23 interviste spiegano perché raccontare questi investimenti ai cittadini è così difficile.

Torino, novembre 2026 – Il 56% degli italiani dichiara di aver sentito parlare di almeno un progetto finanziato dall’Unione europea per migliorare la zona in cui vive. In Francia lo dice il 36% degli intervistati: venti punti percentuali in meno. La differenza riguarda proprio la capacità dei cittadini di riconoscere gli investimenti europei sul proprio territorio. È una questione particolarmente concreta lungo il confine tra Italia e Francia, dove programmi comuni intervengono su turismo invernale, cambiamento climatico, mobilità e prospettive per le comunità montane.

A mettere sotto esame il rapporto tra finanziamenti e conoscenza pubblica è una ricerca dell’Università di Torino realizzata per INTERACT-IF, progetto europeo dedicato alla comunicazione della politica di coesione nei territori transfrontalieri. Lo studio, condotto tra novembre 2025 e febbraio 2026 sotto la responsabilità scientifica di Marinella Belluati, professoressa associata di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, ha analizzato 107 progetti Interreg ALCOTRA e 20 Alpine Space, affiancando alla mappatura 23 interviste qualitative a professionisti della comunicazione europea. Non è un sondaggio sui residenti: ricostruisce le priorità, la struttura dei partenariati e le difficoltà nel far conoscere i progetti.

Il tema assume rilievo anche per le risorse in gioco. In Italia, nel 2021–2027, la politica di coesione mobilita 135,07 miliardi di euro, di cui 96,5 destinati al Mezzogiorno, 36,8 al Centro-Nord e 1,6 non ripartiti territorialmente (Dipartimento per le politiche di coesione, dati al 31 agosto 2025). La cifra comprende risorse europee e nazionali e non equivale alla spesa già realizzata.

Il Flash Eurobarometer 563, rilevato tra il 22 aprile e l’8 maggio 2025 su 25.737 persone nei 27 Stati membri, offre un confronto distinto dalla ricerca dell’Università di Torino. In Italia l’87% degli intervistati dichiara di conoscere almeno uno dei principali fondi europei della politica di coesione, in Francia il 58%: 29 punti percentuali di differenza. Ma le quote scendono al 56% e al 36% quando si parla di aver sentito di un progetto finanziato dall’UE nella propria zona. Conoscere il nome di un fondo non significa riconoscere un intervento sul territorio.

Ancora più limitato è il beneficio personale dichiarato: il 10% degli italiani e il 6% dei francesi dice di aver tratto vantaggio nella vita quotidiana da un progetto finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale o dal Fondo di coesione. Non è una valutazione degli effetti economici reali dei programmi. In Francia, inoltre, il 32% preferisce che le principali decisioni sulla politica regionale europea siano prese a livello locale, contro il 17% in Italia. Il sondaggio riguarda i due Paesi nel loro insieme, non specificamente le vallate alpine.

I 107 progetti ALCOTRA analizzati ricadono nell’area Piemonte–Auvergne-Rhône-Alpes. Il cambiamento climatico è il primo ambito d’intervento (24%), seguito da cultura e turismo sostenibile (16%); digitalizzazione e biodiversità rappresentano ciascuna il 10%. Nei 20 progetti Alpine Space esaminati, il 20% riguarda il rafforzamento delle capacità istituzionali e il 15% l’adattamento climatico a rischi come alluvioni e frane. Le percentuali misurano il numero di progetti per tema, non la quota dei finanziamenti né le opinioni degli abitanti.

La differenza più netta, però, riguarda l’organizzazione: nel campione ALCOTRA il 65% degli interventi è classificato come progetto singolo e il 17% come microprogetto; il 56% dei partenariati comprende al massimo cinque soggetti e solo il 10% supera i dieci. Nel campione Alpine Space, al contrario, il 75% dei progetti riunisce oltre dieci partner. Secondo l’analisi, ALCOTRA deve rendere riconoscibile una pluralità di iniziative locali, mentre Alpine Space affronta il problema di coordinare messaggi e attori distribuiti su scala transnazionale. Due strutture diverse, due sfide comunicative differenti.

Dietro i dati ci sono problemi concreti. BeyondSnow e TranStat, nell’ambito di Alpine Space, sperimentano strumenti e percorsi partecipativi per aiutare le destinazioni sciistiche ad adattarsi a inverni meno prevedibili. In ALCOTRA, Terres Monviso lavora sull’attrattività delle vallate per giovani e nuovi residenti, mentre GRAIES ClimaLab affronta l’adattamento climatico attraverso formazione e cooperazione transfrontaliera. Lo studio descrive finalità e attività, senza attribuire a tutti i progetti risultati già conseguiti.

Sul versante della mobilità, APhE prevede una pensilina fotovoltaica per ricaricare veicoli elettrici a Saint-Christophe, in Valle d’Aosta, con progettazione tra Aosta, Torino e Chamonix. PAYSAGE+ affronta paesaggio e rischio idrogeologico; RivierALP propone collegamenti ciclabili e pedonali tra Alpi e mare per diversificare il turismo. Sono iniziative che permettono di raccontare i fondi partendo dai bisogni dei territori anziché dalle sigle.

Il Piemonte dispone, nel ciclo 2021–2027, di un programma regionale FESR da quasi 1,5 miliardi di euro per innovazione, competitività e transizione ecologica e di un programma FSE+ da 1,318 miliardi per lavoro, competenze e inclusione. In Auvergne-Rhône-Alpes il programma regionale vale 850,1 milioni: 637,6 di FESR, 137,6 di FSE+ e 74,9 del Fondo per una transizione giusta, con priorità che comprendono industria, energia, salute e formazione. I perimetri dei programmi sono differenti: non si tratta di una classifica della spesa o dell’efficacia delle due regioni.

A collegare i territori è Interreg ALCOTRA, programma Francia–Italia dotato di circa 182,3 milioni di euro FESR nel 2021–2027, che interessa Valle d’Aosta, Torino, Cuneo e Imperia sul lato italiano e i cinque dipartimenti alpini francesi sul lato opposto. Alpine Space opera su sette Paesi alpini con circa 107 milioni di euro FESR. Questi importi si riferiscono alle dotazioni complessive dei programmi, non alla sola selezione studiata.

Le 23 interviste — 16 con specialisti della politica di coesione e sette con comunicatori europei generalisti — individuano una criticità condivisa: la «bolla europea». Sigle, linguaggio amministrativo e messaggi rivolti soprattutto a chi già conosce i programmi rischiano di lasciare fuori il pubblico generale. Gli intervistati chiedono di passare dalla visibilità del finanziamento al racconto degli effetti: servizi attivati, opportunità create e cambiamenti osservabili. Non basta spiegare chi paga; occorre mostrare che cosa viene fatto, per chi e con quali risultati verificabili.

Un secondo risultato riguarda chi può colmare questa distanza. Gli esperti considerano i media locali particolarmente utili perché conoscono i contesti e possono raccontare anche difficoltà e ritardi; beneficiari, associazioni e attori civici sono ritenuti testimoni più credibili di messaggi soltanto istituzionali. Social, stampa ed eventi territoriali devono lavorare insieme: nessun canale basta da solo. Quanto ai giovani, alcuni intervistati osservano che vengono coinvolti soprattutto in formazione e comunicazione, meno nelle decisioni. Sono risultati qualitativi delle interviste, non percentuali rappresentative dei cittadini italiani o francesi.

La ricerca individua infine un limite nella misurazione dei risultati della comunicazione: conteggiare post, visualizzazioni e partecipanti agli eventi non dice se le persone abbiano compreso i progetti né se ne percepiscano l’utilità. Gli intervistati propongono di affiancare alle metriche di diffusione feedback dei cittadini e rilevazioni periodiche di conoscenza e fiducia, distinguendo fra visibilità, comprensione e impatto.

Fonti: Flash Eurobarometer 563 (Commissione europea, 2025); rapporto INTERACT-IF (Università di Torino, 2026); “Risorse 2021–2027”

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