Piano sociosanitario, incontro in Regione. Uil: “Nota Bucci è passo avanti”. Cisl: “Recepite nostre proposte”. Cgil: “Giudizio negativo”


Il nuovo Piano sociosanitario integrato regionale 2026-2030 al centro dell’incontro tenutosi oggi in Regione tra l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, i direttori generale e sociosanitario di Area tutela salute Liguria, Paolo Bordon e Pierluigi Vinai, e i sindacaii confederali; sigle che con una serie di comunicati intervengono a commento del confronto di stamani. La Uil – presente all’incontro con Uil Liguria, Uil Fp e Uil Pensionati – “accoglie con favore la nota trasmessa dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci alle organizzazioni sindacali confederali in merito al Piano sociosanitario integrato, con la quale vengono ribaditi una serie di impegni sul tema della valorizzazione del personale sociosanitario, della programmazione del fabbisogno, della formazione, della sicurezza sul lavoro e del rafforzamento delle relazioni sindacali e tutti gli impegni assunti in ‘fase di perfezionamento’”, si legge nella nota diffusa da Uil Liguria. “Riteniamo che il documento rappresenti un passo in avanti rispetto al confronto sviluppato negli ultimi mesi e testimonia che il contributo delle Organizzazioni Sindacali è stato ascoltato durante il percorso di costruzione del PSSIR – dichiara il segretario confederale Uil Liguria Giovanni Bizzarro–. È positivo che la Regione riconosca il valore strategico del personale del Servizio Sanitario Regionale e individui il sindacato come interlocutore stabile nelle scelte di programmazione e monitoraggio del sistema sociosanitario”. Per la Uil Liguria, inoltre, “assumono particolare rilievo gli impegni relativi al coinvolgimento preventivo delle organizzazioni sindacali nella definizione dei fabbisogni di personale e dei piani assunzionali delle aziende sanitarie, all’istituzione del tavolo regionale delle relazioni sindacali del Piano sociosanitario integrato, alla partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori alla cabina di regia del Piano, al potenziamento della formazione continua e alle misure dedicate alla sicurezza degli operatori sanitari e sociosanitari”. Con Bizzarro che rileva che “sono temi che la Uil ha posto con forza fin dall’avvio del confronto sul Piano e che oggi trovano un importante riconoscimento politico. È un segnale che apprezziamo e che consideriamo il frutto di un dialogo serio e responsabile”. Dalla Uil ligure osservano poi che “gli impegni contenuti nella nota del presidente rappresentano una cornice importante, ma ora occorre dare loro piena attuazione. Servono atti amministrativi, tempi certi, risorse adeguate e strumenti di verifica costante. La sanità ligure ha bisogno di risposte operative sui temi delle assunzioni, del contrasto alla carenza di personale, della valorizzazione economica e professionale degli operatori e del miglioramento delle condizioni di lavoro. Sono queste le priorità che incidono quotidianamente sulla qualità dell’assistenza ai cittadini”. E “il tavolo regionale delle relazioni sindacali dovrà diventare un luogo permanente di confronto preventivo e non esclusivamente consultivo. Solo attraverso una partecipazione reale delle rappresentanze dei lavoratori sarà possibile accompagnare l’attuazione del Piano, monitorarne gli effetti e correggere tempestivamente eventuali criticità”, si legge ancora. “Accogliamo con favore gli impegni assunti dal presidente Bucci. Rappresentano un passo in avanti rispetto al confronto sviluppato in questi mesi e testimoniano che il contributo delle organizzazioni sindacali è stato ascoltato – concude Bizzarro -. Adesso però occorre trasformare gli impegni in atti concreti, con tempi certi, risorse adeguate e un confronto permanente che coinvolga realmente le rappresentanze dei lavoratori. La Uil continuerà a dare il proprio contributo con spirito propositivo, ma con la stessa determinazione vigilerà affinché gli impegni assunti trovino piena e tempestiva applicazione”.

Quindi la voce della Cisl Liguria, che “insieme alle categorie della Funzione pubblica e dei Pensionati esprime un giudizio complessivamente positivo, perché nel Piano sono state recepite le nostre proposte ma vigileremo con attenzione sulla loro concreta attuazione”, si legge nel comunicato trasmesso dalla sigla. “Tra i risultati ottenuti, il rafforzamento del coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella programmazione dei fabbisogni e nei processi di reclutamento del personale, il confronto preventivo sui piani assunzionali e il potenziamento del Piano regionale della formazione del personale socio-sanitario, con una partecipazione attiva delle parti sociali e l’inserimento di moduli dedicati a qualità e sicurezza del lavoro, oltre al coinvolgimento dei lavoratori dei servizi in appalto – proseguono dal sindacato -. Confermata anche l’applicazione del protocollo d’intesa del 4 maggio 2022 tra Regione Liguria e organizzazioni sindacali in materia di appalti pubblici, a tutela di occupazione, sicurezza, legalità e prevenzione delle infiltrazioni criminali in tutti i bandi finanziati con risorse pubbliche. Resta alta, tuttavia, l’attenzione della Cisl Liguria sulle emergenze della sanità regionale, a partire dalla carenza di personale e dalle condizioni di lavoro sempre più difficili per gli operatori”. Per Cisl Liguria infine “servono tavoli di confronto strutturati e permanenti, da attivare subito, con mappature puntuali dei fabbisogni: la situazione è grave e si riflette inevitabilmente su lavoratrici e lavoratori, sull’utenza e su una popolazione sempre più anziana e bisognosa di servizi di cura”.

“Non basta la disponibilità a discutere, serve la disponibilità a cambiare. Al di là della disponibilità manifestata dalla Regione di rafforzare il sistema di relazioni sindacali, peraltro previsto da contratti e accordi, per la Cgil è necessario un cambio di passo che attivi un concreto e leale confronto sindacale”: queste le parole di Maurizio Calà, segretario generale Cgil Liguria, sull’incontro odierno. “Rispetto al Piano socio sanitario, elemento fondamentale per la programmazione del sistema socio sanitario che definisce la qualità della sanità e del sociale in Liguria per lavoratori e utenti – si legge ancora nel comunicato dell’organizzazione sindacale -, oggi la Cgil ha nuovamente avanzato una serie di richieste e di proposte concrete ed argomentate che la Regione al momento sta ignorando. Tra le principali c’è la questione degli organici ed in particolare i dati riferiti alle piante organiche, numeri che incredibilmente non sono nella disponibilità della Regione, visto che la richiesta è stata reiterata in più occasioni ma mai evasa dell’amministrazione”.
“Quanti sono e cosa fanno i suoi dipendenti dovrebbe essere la base di partenza per programmare il futuro; come si fa a programmare il futuro se non si sa da cosa si parte?”, dice ancora Calà. “Nel piano socio sanitario, proprio in riferimento al personale, è prevista la riorganizzazione da attuare con nuove strutture e nuove figure professionali, ma senza specificare l’entità delle risorse a disposizione e quando saranno effettuati i concorsi per il reclutamento – proseguono dalla Cgil ligure -. La questione delle risorse è tra le più spinose perché è proprio dall’ammontare della disponibilità economica che si dovrebbe partire per sviluppare il Piano, ma che nel Piano non viene citata. Infine la Cgil ha chiesto di definire regole precise sugli appalti anche in questo settore perché, come dimostrato da quanto accaduto a Savona con gli episodi di sfruttamento e caporalato, gli appalti pubblici non sono immuni da questo genere di fenomeno. Infine vanno definiti i Leps – Livelli essenziali delle prestazioni sociali perché se non è chiaro il livello di qualità del servizio da erogare al paziente non si comprende come si possa immaginare quale possa essere lo sviluppo del servizio socio sanitario in Liguria. Per concludere, pur apprezzando la disponibilità al dialogo, il giudizio sull’incontro non può che essere negativo perché ancora troppo lontano da affrontare concretamente le rivendicazioni del personale e rendere esigibile il diritto alla cura dei liguri”.


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 Niccolò Re

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